Il cavaliere di Lagardère (film 1997)

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Il cavaliere di Lagardère
Titolo originale Le Bossu
Paese di produzione Francia, Italia, Germania
Anno 1997
Durata 128 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Philippe de Broca
Soggetto Paul Féval
Sceneggiatura Philippe de Broca, Jérôme Tonnerre, Jean Cosmos
Fotografia Jean-François Robin
Montaggio Henri Lanoë
Effetti speciali Christian Guillon
Musiche Philippe Sarde
Scenografia Bernrd Vézat
Costumi Christian Gasc
Trucco Michelle Deruelle, Benoit Lestange
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Il cavaliere di Lagardère (Le Bossu) è un film del 1997 diretto da Philippe de Broca. Si tratta di una trasposizione per il grande schermo del romanzo di cappa e spada di Paul Féval, Le Bossu.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Parigi, 1699. Henri Lagardère, trovatello allevato dai due maestri d'arme Cocardasse e Passepoil, è un abile spadaccino, che si fa notare dall'impareggiabile duca Philippe di Nevers, che lo prende a suo servizio dopo un agguato fallito. Philippe scopre che la sua amata, Blanche di Caylus, non solo lo ricambia ma gli ha dato un erede. Decide allora di partire per Caylus per sposarla. Philippe di Gonzaga, cugino invidioso ed erede di Philippe incarica Peyrolles di tendergli un altro agguato ed impedire il matrimonio. Lungo il tragitto per Caylus il duca e Lagardère fanno amicizia, tanto che il duca comincia a rivolgersi con il voi e, avvistati gli inseguitori, nomina Lagardère cavaliere, prima di insegnargli la micidiale "botta di Nevers" (una mossa che permette di trafiggere la fronte con un colpo) e separarsi. Philippe giunge al castello e vengono celebrate le nozze, ma gli uomini di Gonzaga irrompono nel castello uccidendo tutti. Philippe si difende strenuamente finché non giunge Lagardère in soccorso. Mentre cercano di mettersi in salvo Philippe viene colpito alle spalle da un uomo mascherato che il cavaliere riesce a marchiare trafiggendogli una mano. Blanche viene rapita e Lagardère porta in salvo il pargolo. Giunto in una stalla scopre che in realtà è una bambina, con nome Aurore. Alla stalla giungono dei commedianti, cui Lagardère si aggrega, senza rivelare la sua identità, dopo aver fatto credere agli inseguitori di essere morto. Passano diciassette anni e la compagnia comica giunge a Parigi. Qui Lagardère scopre che Blanche vive segregata nelle stanze del palazzo del duca di Nevers, ora di proprietà di Gonzaga. Pedinandolo scopre inoltre che proprio Gonzaga è l'uomo che lui aveva marchiato diciassette anni prima sui bastioni di Caylus. Per poter incontrare Blanche e restituirle la figlia decide di travestirsi da gobbo e introdursi alla corte di Gonzaga come suo consigliere. Dopo alcune peripezie riesce ad impossessarsi di parte del patrimonio di Gonzaga e la sera del gran ballo, dopo essersi liberato dell'infido Peyrolles, presenta al reggente la figlia di Philippe di Nevers, accusando Gonzaga dell'agguato. Ormai solo e smascherato Gonzaga tenta la fuga rifiutando il duello, in quanto il Cavaliere conosce la botta segreta, e sarebbe impari. Riesce però con un trucco ad accecarlo temporaneamente con un candeliere ma Lagardère, aiutato da Aurore, lo uccide. Le disavventure sono finite, la madre è riunita alla figlia, e Aurore e Lagardère, possono finalmente amarsi liberamente, non dovendo più vivere come padre e figlia.

Musiche[modifica | modifica wikitesto]

Il tema musicale del film è tratto dall'intermezzo della Cavalleria rusticana, opera di Pietro Mascagni del 1890.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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