Il catalogo delle donne (Esiodo)

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Il catalogo delle donne (greco: γυναικῶν κατάλογος, gynaikôn katalogos) è uno dei tre poemi di Esiodo[1], suddiviso in cinque libri.

L'opera, di cui restano circa un migliaio di frammenti, è anche conosciuta coi nomi di Eoie ed Eee (in greco Ἠοῖαι o Ἤ οἷαι, in latino Eoeae o Ehoeae), derivato dalla formula ἢ οἵη (ē hoiē), « O quale donna...», che introduce ogni strofa del poema.

Il catalogo narrava la genealogia delle eroine della mitologia greca che si erano unite agli dei e degli eroi e dei semidei che avevano generato. Nel I libro si illustrava infatti la storia più antica dell’umanità, quando erano comuni “le mense, comuni le adunanze, e per gli dei immortali, e per gli uomini dal destino mortale”. Tuttavia, in seguito Zeus mandò un diluvio che mise fine a quell’età dell’oro e diede l’inizio all’età eroica. A questo punto, vengono ricordati i capostipiti delle tre stirpi greche: Doro, Eolo e Xuto; quindi il poeta canta le genealogie di alcuni eroi del mito. Nel II libro, racconta le vicende di Io, rapita da Zeus, dal quale ebbe Epafo, dalla cui stirpe discenderanno Danao ed Europa, delle figlie di Danao e del ratto di Europa che partorì Radamanto, Sarpedonte e Minosse. Di quest’ultimo e della discendenza di Pelasgo si parlava nel III libro, mentre, argomento del IV libro erano le genealogie degli Atlantidi, di Atreo (padre di Agamennone e Menelao) e di Alcmena, madre di Eracle. L’ultimo libro, il V, cantava la storia di Elena, fino ad arrestarsi allo scoppio della guerra di Troia.

Gli scrittori antichi hanno attribuito l'opera ad Esiodo, anche se il poema contiene riferimenti ad eventi posteriori all'epoca esiodea, che potrebbero essere stati aggiunti in un secondo tempo o che indicherebbero una diversa paternità dell'opera.[2]

Probabilmente sia questi versi sia il Catalogo delle donne sono opera di un poeta che voleva conferire al suo testo maggiore autorevolezza, collegandolo all'opera di un grande autore come Esiodo. Inoltre i cataloghi ben si prestavano ad interpolazioni. L'effettiva paternità esiodea dell'opera è messa in dubbio anche dal fatto che, nei papiri contenenti i frammenti superstiti, non sia menzionato l'autore.[senza fonte]

Il catalogo si lega agli ultimi versi della Teogonia, in cui il poeta invitava a cantare delle donne che si unirono a divinità. «Ed ora cantate la stirpe delle donne, o melodiose Muse d’Olimpo figlie dell’egioco Zeus».

Note [modifica]

  1. ^ Salvatore Rizzo, Premessa al testo-Le opere in Le opere e i giorni, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1979, pag. 32, 33.
  2. ^ West (1985).

Bibliografia [modifica]

  • West, M. L. (1985) The Hesiodic Catalogue of Women: Its Nature, Structure, and Origins. Oxford. ISBN 0198140347.
  • Arrighetti, G. (1998), Esiodo. Opere. Torino. ISBN 9788844600532.
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