Il castello (film)

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Il castello
Il castellо (film).png
una scena del film
Titolo originale The Last Castle
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2001
Durata 131 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, azione
Regia Rod Lurie
Soggetto David Scarpa
Sceneggiatura David Scarpa, Graham Yost
Fotografia Shelly Johnson
Montaggio Michael Jablow, Kevin Stitt
Musiche Jerry Goldsmith, Tom Waits
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il castello (The Last Castle) è un film del 2001 diretto da Rod Lurie con Robert Redford e James Gandolfini, Mark Ruffalo e Delroy Lindo.

Il film ritrae una lotta tra i detenuti del carcere militare denominato il Castello e il suo direttore. Un pluridecorato generale dell'esercito americano finisce condannato nel carcere e inizia a contestare il trattamento riservato ai prigionieri. Dopo l'instaurazione di un rapporto di fiducia con i detenuti, l'ex generale conduce una rivolta che mira a prendere il controllo della struttura e destituire il suo comandante.

Alcune riprese sono state effettuate presso il "Penitenziario Statale del Tennessee" a Nashville, struttura già utilizzata per i film Il miglio verde e Difesa ad oltranza.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Eugene Irwin, popolare Generale dell'Esercito, viene condannato dalla Corte Marziale per aver infranto gli ordini e causato la morte di otto uomini. La condanna è stabilita in un periodo di reclusione di 10 anni da scontare in un carcere militare di massima sicurezza. Direttore del carcere è il colonnello Winter, grande ammiratore del generale Irwin, ma che cambia opinione subito dopo l'accoglienza: il colonnello non ha mai partecipato ad una battaglia e viene ferito dai commenti del generale sulla sua collezione di reperti bellici, considerati oggetti senza valore per un combattente.

Non tutti i carcerati porgono ad Irwin il rispetto che merita un uomo del suo valore, ma un poco alla volta riesce ad attirare le simpatie degli altri prigionieri. Il detenuto Aguilar più volte gli porge il saluto militare al generale e verrà punito severamente dal colonnello Winter, facendolo rimanere in posizione di saluto militare per tutta la notte sotto un'incessante pioggia. La pratica di saluto è infatti vietata dalle regole carcerarie e Irwin si ritroverà a contraddire i metodi adottati, finendo a sua volta punito.

Continuando a vedere atti di crudeltà all'interno del penitenziario, Irwin tenta di unire i detenuti attraverso la ricostruzione del vecchio muro del castello, infondendo fiducia agli altri e formando intorno a lui un nuovo battaglione di commilitoni: i carcerati, legati dalla stessa sorte e dall'amicizia. Winter non gradisce la formazione di questo nuovo gruppo e ordina la distruzione del muro con un bulldozer di fronte a tutti i carcerati. Aguilar si oppone ponendosi di fronte al mezzo e viene ucciso da un proiettile di gomma sparato alla testa, su ordine di Winter.

Dopo la morte di Aguilar il muro viene distrutto e questi eventi uniscono ancora di più l'animo dei detenuti che ricominciano la costruzione, costringendo Winter a cercare un compromesso con il generale, ma Irwin rifiuta chiedendo le sue dimissioni. Dopo aver studiato le mosse di attacco delle guardie carcerarie mentre era in visita il generale Wheeler, Irwin decide di occupare il castello per forzare la rimozione del direttore ed avviare un'inchiesta giudiziaria sugli eventi accaduti. Il detenuto Yates, fingendosi spia, riesce a prendere la bandiera dall'ufficio del direttore ed avvia gli attacchi. Con vari mezzi i detenuti riescono a bloccare le forze di sicurezza, distruggere le torri e occupare il cortile.

Winter riesce però a sedare la rivolta prima dell'arrivo della polizia militare, ma Irwin decide comunque di innalzare la bandiera. Winter ordina di ucciderlo e di fronte al rifiuto dei suoi uomini decide di uccidere di persona il generale. Winter verrà così arrestato dalla sua stessa guardia e mentre il colonnello viene portato via in manette, le immagini scorrono su Irwin morente che riesce ad alzare la bandiera americana. Non capovolta come era stato progettato col significato di pericolo e di richiesta di aiuto, ma in posizione naturale, affermando che nonostante la rivolta i detenuti si erano arresi, in attesa della polizia militare. Il film si conclude sul nuovo muro costruito dai detenuti come memoriale dei compagni caduti, i nomi di Irwin e Aguilar sono tra quelli incisi sulle pietre.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha vinto il premio "Best Fire Stunt" ai World Stunt Awards del 2002, per la scena in cui sei carcerati vengono travolti dal fuoco scaturito dalla bomba che loro stessi stavano preparando, dopo che questa è stata colpita da un colpo di fucile da una delle guardie.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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