Il buco
Il buco (Le trou) è un film del 1960 diretto da Jacques Becker, tratto dall'omonimo romanzo di José Giovanni, presentato in concorso alla 13ª edizione del Festival di Cannes.[1]
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Trama [modifica]
Parigi, carcere de La Santé, Gaspard Claude è un detenuto in attesa di giudizio per il tentato omicidio della moglie; a causa dei lavori di ristrutturazione nell'edificio viene trasferito in un'altra cella dove sono reclusi quattro carcerati che sembrano molto contrariati dall'arrivo del nuovo "ospite" e, mentre Gaspard ritorna momentaneamente nella sua vecchia cella a raccogliere i suoi effetti personali, i quattro si mostrano perplessi ed indecisi se rivelare al nuovo arrivato il loro "segreto" e dopo una breve discussione decidono, nonostante l'obiezione del "duro" Manu Borelli, di comunicargli le loro intenzioni.
Dopo avere saputo il reato di cui Gaspard è accusato lo mettono a conoscenza sia della quasi certezza di una loro lunga condanna, sia del loro progetto di fuga: il piano ideato da Roland Darbant consiste nel perforare il pavimento della cella per accedere ai sotterranei, approfittando dei lavori in corso che dovrebbero coprire il rumore, e successivamente, attraverso le fognature, sbucare al di là delle mura del carcere. Per mascherare agli occhi delle guardie le mattonelle divelte, fanno richiesta di lavoro assemblando scatole di cartone la cui pila sarà collocata sopra il "buco".
Dopo avere "rumorosamente" forato il pavimento Roland e Manu si calano nei sotterranei e, nascondendosi di volta in volta dai secondini che ad orari fissi li perlustrano, riescono a trovare l'accesso alle fognature ma una volta scesi scoprono che queste sono murate e quindi bisognerà scavare un tunnel per aggirare l'ostacolo. Durante le notti che seguono i cinque fuggiaschi scendono a turno per lavorare, escogitando un artigianale ma ingegnoso sistema di manichini per eludere il controllo notturno della cella.
Il progetto sembra seguire, nonostante i rischi ed i controlli a sorpresa delle guardie, la linea di Roland ed una notte la parete finalmente cede e Manu e Gaspard, che erano impegnati in quel momento nello scavo, arrivano ad un tombino che si trova nella strada fuori dal carcere; i due tornano velocemente in cella per dare la notizia agli altri compagni di fuga ma ormai è giorno e quindi sarà necessario aspettare l'indomani per l'evasione.
Il giorno dopo Geo Cassine comunica agli altri che non evaderà a causa della madre malata che, a suo pensare, potrebbe morire dal dolore se venisse a conoscenza della notizia e che ne aveva già parlato in precedenza con Roland, pregandolo però di mantenere il segreto con gli altri compagni di fuga, mentre Gaspard viene convocato a sorpresa dal direttore.
Il colloquio si protrae per qualche ora e quando Gaspard ritorna in cella riferisce che la moglie ha ritirato la denuncia ma che comunque evaderà per non aspettare i lunghi tempi della burocrazia carceraria; questo suscita qualche sospetto negli altri che da una parte non comprendono la decisione di rischiare un'evasione a fronte di una sicura prospettiva di libertà e dall'altra non si spiegano un'assenza così prolungata, ma decidono comunque di procedere.
La sera, dopo l'ultimo controllo prima dello spegnimento delle luci, i quattro salutano Geo, il quale resta di vedetta al corridoio, osservandolo attraverso lo spioncino con uno spazzolino dove è legato un frammento di specchio, e, mentre si preparano a scendere, egli si accorge che davanti alla loro cella si è radunato un grande numero di guardie. Il piano è stato scoperto ed i quattro capiscono che Gaspard li ha traditi: Manu si getta su di lui con le mani alla gola ma egli lancia un urlo ed i secondini fanno irruzione nella cella, separandoli e trascinando gli evasori verso la segregazione.
I quattro, sconfitti e con la faccia al muro, spogliati dei loro abiti borghesi restano in silenzio e, quando Gaspard esce dalla cella, Roland lo guarda e, senza rabbia ma con dignità e compassione per lui, gli sussurra semplicemente "povero Gaspard".
Cast [modifica]
- Marc Michel, Gaspard Claude: impersona quanto di infido ed opportunista esiste nell'animo umano, l'egoismo spinto all'estremo in tutte le sue forme: il tradimento verso chi lo ha accettato ed aiutato, il tradimento verso la ricca moglie (sposata a quanto si intende per opportunismo) con la giovane cognata ed il risentimento verso l'amante che non esprime come richiesto il desiderio verso di lui. Uomo totalmente privo di scrupoli non si smuoverà nemmeno di fronte al compatimento di Roland.
- Jean Keraudy, Roland Darbant: ideatore del piano, rispettato e tenuto in grande considerazione dai compagni; personaggio dotato di grande intelligenza, fantasia e capacità di improvvisazione; non perde la sua dignità nemmeno quando esprime il disprezzo e la commiserazione per il traditore.
- Philippe Leroy, Manu Borelli: un "duro" della mala, fedele alla linea di sfiducia verso chi non si conosce; intransigente e vendicativo ma molto leale verso i suoi compagni, tanto da rinunciare a scappare, come invece sarebbe tentato Gaspard, quando riesce a "vedere la luce" al di là del tunnel.
- Michel Constantin, Geo Cassine: un condannato a morte ma con sentenza ancora non definitiva, durante il colloquio in parlatorio con il padre si scopre essere anche un eroe di guerra; dal carattere in apparenza indolente è invece un uomo dal grande spirito di sacrificio, tanto da rinunciare alla sua libertà in ossequio alla famiglia e lavorare al pari degli altri nell'abbattimento della parete per favorirne l'evasione.
- Raymond Meunier, Vossellin / Monsignore: uomo allegro e noncurante, dotato di un forte senso dell'ironia; è colui che riesce sempre a strappare un sorriso anche nei momenti di maggiore tensione. Viene soprannominato "Monsignore" data la sua sedicente parentela con un prelato.
- Catherine Spaak, Nicole: l'amante minorenne di Gaspard, sorella di sua moglie, nel breve dialogo che ha con lui in parlatorio sembrerebbe coglierne l'egoismo.
Curiosità [modifica]
- Si tratta dell'ultimo film di Jacques Becker.
- Con l'eccezione di Gaspard non viene mai svelato il motivo della carcerazione dei detenuti e parimenti non si conosce il motivo della condanna a morte del giovane compagno di cella di Gaspard prima del trasferimento.
- La pellicola è totalmente priva di colonna sonora.
- Il film è basato su un romanzo ispirato ad un fatto realmente accaduto nel 1947, Jean Keraudy fu uno dei protagonisti della vicenda ed è lui che in apertura introduce il film.
- Nella sequenza in cui i detenuti forano il pavimento della cella esso viene spaccato veramente e la scena dura 3 minuti e 47 secondi
- Nel film è presente, e per pochi minuti, una sola donna: Catherine Spaak
- Si tratta dell'esordio cinematografico di due attori francesi che in seguito diverranno famosi e molto richiesti: Philippe Leroy e Michel Constantin.
Note [modifica]
- ^ (EN) Official Selection 1960. festival-cannes.fr. URL consultato in data 10 giugno 2011.
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Scheda su Il buco dell'Internet Movie Database
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