Il barone rampante

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Il barone rampante
Titolo originale
Autore: Italo Calvino
Anno
(1ª pubbl.):
1957
Genere: Romanzo
Sottogenere:
Ambientazione: Ombrosa (cittadina ligure)
Anno di ambientazione:
Protagonista:

Cosimo Piovasco di Rondò

Coprotagonisti:
Antagonista:
Personaggi secondari:

Sofonisba Viola Violante d'Ondariva, Abate Fauchelafleur, Cavalier Avvocato Enea Silvio Carrega, Barone Arminio Piovasco, Biagio Piovasco

Serie:
Preceduto da:
Seguito da:
EDIZIONE SEGNALATA
Anno: 1993
Editore: Arnoldo Mondadori
Edizione:
Traduzione:
Collana:
Pagine: 265
Capitoli
ISBN 9788804370857
ISSN
ALTRA EDIZIONE SEGNALATA
Titolo:
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Progetto Letteratura

Il barone rampante è un romanzo di Italo Calvino scritto nel 1957, secondo capitolo della "trilogia araldica", insieme a Il visconte dimezzato (1952) e Il cavaliere inesistente (1959).

[modifica] Trama

Ambientato in un paesino immaginario della riviera ligure in cui aveva abitato. Ombrosa, rappresenta come tema centrale la visione dell’autore, poco incline a giudizi e opinioni ottusi e assoluti, che però si dimostrerà un abile scrittore. Il comportamento stesso del protagonista si rifà a un’idea di rifiuto delle regole preconcette e di accettazione delle diversità, ma non sempre.

I personaggi del romanzo sono: il barone Cosimo (nobile che vive sugli alberi come un selvaggio, ma non più di tanto), suo fratello Biagio (il narratore della storia, che si rivelera l'assassino della famiglia reale), la sorella Battista (causa della lite per cui Cosimo abbandona il terreno per salire sulle piante), la generalessa (madre di Cosimo, successivamente morta d'asma dopo che Cosimo gli fece uno spavento), il padre di Cosimo il barone Arminio Piovasco di Rondò, la nobile Sofonisba Viola Violante d'Ondariva (bellissima smorfiosetta che si “impossessa” del suo cuore fin dalla più tenera età, che alimenta il suo rapporto amoroso con Cosimo ingelosendolo e non preoccupandosi della reputazione che ne deriva presso le corti europee), i suoi due spasimanti, valorosi e coraggiosi guerrieri, ma zuccherosi e ridicoli come pretendenti, il cane Ottimo Massimo (bassotto ricordo di Viola e inseparabile compagno di caccia), il brigante Gian dei Brughi (che Cosimo inizia ai piaceri della lettura), l'abate tutore Fauchelafleur morto in carcere e il Cavalier Avvocato Enea Silvio Carrega fratello illegittimo del padre di Cosimo, amministratore dei beni di casa Rondò, esperto di idraulica, morto decapitato dai pirati turchi a cui faceva da complice, sperando di aver notizie di Zaira, sua figlia donata in moglie ad un sultano che la tratta male.

Il romanzo è narrato da Biagio, fratello maggiore del protagonista, ed è la storia di un giovane barone, Cosimo Piovasco di Rondò, secondogenito di una famiglia nobile "momentaneamente" in fase di rialzo.

Il fatto principale è rappresentato da un futile litigio avvenuto il 15 giugno 1767 nella tenuta di Ombrosa a causa di un piatto di lumache non accettate da Cosimo che per protesta salirà sugli alberi del giardino di casa per non scenderne mai più.

Dopo il litigio, la vita del protagonista si svolgerà sempre sugli alberi, prima nel giardino di famiglia e, in seguito, nei boschi del circondario, inframezzata da parentesi in terre lontane seppur collegate per «via vegetale» alla tenuta del barone. La vita di Cosimo sarà piena di eventi, a partire dalle scorribande con i ladruncoli di frutta fino ad arrivare alle giornate trascorse a caccia o assorto nella lettura. Nella vita del barone non mancheranno delle relazioni amorose, infatti durante i suoi viaggi Cosimo conoscerà ad Olivabassa, un paesino confinante con Ombrosa, degli esiliati spagnoli e si innamorerà di Ursula che però, terminato l’esilio, ritornerà in Spagna mettendo fine alla loro storia.

La sua fama si diffonde con rapidità e toni impensabili per l’epoca d’ambientazione del racconto. Se all’inizio Cosimo diviene famoso come fenomeno da baraccone e la sua famiglia quasi se ne vergogna, in seguito interagisce anche con personaggi come Diderot, Rousseau, Napoleone e lo Zar di Russia, stratagemma che Calvino usa probabilmente per conferire dignità e importanza a un personaggio in parte autobiografico. Cosimo scrive anche un Progetto di Costituzione di uno Stato ideale fondato sugli alberi, opera che contribuisce alla fama e al rispetto di cui sopra.

Il ritorno di Viola, probabilmente lo fa riflettere, fa esplodere un sentimento reciproco in realtà sempre esistito, che si concluderà tristemente per una serie di equivoci e cose non dette. Quello tra i due è un amore fortissimo, ma in qualche modo distruttivo per entrambi, costellato da litigi furibondi e da riconciliazioni, da fughe e da ritorni. Nonostante poi la relazione termini, l'amore non cesserà mai e dal momento della separazione il barone di Rondò non sarà più lo stesso, ma potrà comunque riuscire nel suo intento. Cosimo ormai malato e moribondo viene assistito dall'intera comunità di Ombrosa, ma agli inviti e alle preghiere di abbandonare gli alberi egli si rifiuta sempre in maniera categorica. Un giorno sorprendendo tutti si arrampica sulla cima di un albero altissimo e si aggrappa ad una mongolfiera di passaggio. Così, senza tradire il suo intento di non rimettere più piede sulla terra, scompare nel mare (però comunque cade).

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