Il gioco del trono

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Il gioco del trono
Titolo originale A Game of Thrones
Altri titoli Il trono di spade (1ª parte), Il grande inverno (2ª parte), Il trono di spade - Il grande inverno
Autore George R. R. Martin
1ª ed. originale 1996
1ª ed. italiana 1999
Genere romanzo
Sottogenere fantasy
Lingua originale inglese
Serie Cronache del ghiaccio e del fuoco
Seguito da Lo scontro dei re

Il gioco del trono (A Game of Thrones) è un romanzo fantasy del 1996 dello scrittore statunitense George R. R. Martin; rappresenta il primo libro della saga delle Cronache del ghiaccio e del fuoco e il suo seguito è Lo scontro dei re.

È stato pubblicato in lingua italiana per la prima volta da Mondadori suddiviso in due volumi, intitolati Il trono di spade (1999) e Il grande inverno (2000). In seguito è stato pubblicato in unico volume nel 2007 come Il gioco del trono[1], nel 2011 come Il trono di spade - Il grande inverno[2] e infine col titolo Il trono di spade. Libro primo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco nel 2012[3].

Il gioco del trono nel 1997 è stato candidato al Premio Nebula e al Premio World Fantasy e ha vinto il Premio Locus. Il romanzo breve Sangue di drago, che consiste in un estratto dei capitoli che coinvolgono Daenerys, ha vinto nel 1997 il Premio Hugo per il miglior romanzo breve.

Dal 17 aprile 2011 viene trasmessa su HBO una omonima trasposizione televisiva del ciclo di romanzi, Il trono di spade. La prima stagione è basata proprio sul primo volume, Il gioco del trono.

Da ottobre 2011 è stata pubblicato dalla Italycomics A Game of Thrones, un adattamento a fumetti in 24 episodi del romanzo, caratterizzato da una maggiore fedeltà ai nomi e ai termini originariamente usati da Martin e riportante il marchio HBO della serie televisiva.[4]

Ambientazione[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco del trono è ambientato nei Sette Regni di Westeros, uno dei continenti del mondo fantastico creato da Martin, con forti richiami al Medioevo europeo. In questo continente le stagioni durano per anni, senza cadenze precise.

Quindici anni prima dell'inizio del romanzo, i Sette Regni furono scossi da una guerra civile, nota come la "Guerra dell'Usurpatore" e la "Ribellione di Robert". Il principe Rhaegar Targaryen rapì Lyanna Stark, suscitando le ire della sua famiglia e del suo promesso sposo Robert Baratheon. Quando il padre e il fratello maggiore di Lyanna chiesero la sua liberazione, il Re Folle, Aerys II Targaryen, li fece uccidere. Eddard, il suo secondo fratello, si unì ai suoi cari amici d'infanzia Robert Baratheon e Jon Arryn, e dichiararono guerra ai Targaryen. Si assicurarono la fedeltà della Casa Tully con due matrimoni dinastici tra lord Eddard e Catelyn Tully e lord Jon Arryn e Lysa Tully. La potente Casa Tyrell continuò a sostenere il re ma Casa Lannister e Casa Martell esitarono per colpa degli insulti fatti dal re alle loro casate. L'apice della guerra civile fu la Battaglia del Tridente, quando il principe Rhaegar venne ucciso in battaglia da Robert Baratheon. I Lannister finalmente si schierarono con re Aerys ma poi gli si rivoltarono contro saccheggiando la capitale, Approdo del Re. Jaime Lannister della Guardia reale uccise a tradimento re Aerys e Casa Lannister giurò fedeltà a Robert Baratheon. I Tyrell e gli ultimi alleati della casa reale si arresero e Robert Baratheon fu dichiarato re dei Sette Regni. Sfortunatamente, durante la guerra, Lyanna Stark perse la vita. Robert Baratheon sposò allora Cersei Lannister per consolidare l'alleanza con i Lannister. A dispetto della vittoria di Robert, il giovanissimo figlio del Re Folle, Viserys, e sua sorella appena nata Daenerys furono portati in salvo attraverso il mare. Al termine della guerra Casa Martell preferì un patto di isolamento, poiché Elia, sorella del Principe Doran e moglie del principe Rhaegar e i suoi bambini vennero uccisi dai soldati Lannister durante l'assalto della capitale.

Sei anni più tardi re Robert dimostrò la sua determinazione soffocando la ribellione di lord Balon Greyjoy delle Isole di Ferro. I figli più grandi di Balon rimasero uccisi mentre quello più piccolo, Theon, fu preso come protetto da Eddard Stark. A guerra terminata, Jon Arryn diviene Primo Cavaliere di re Robert, e regna al suo fianco per circa 15 anni finché non muore per una malattia molto sospetta. L'improvvisa morte del Primo Cavaliere di re Robert e la conseguente decisione del re di chiamare nella capitale il fidato Eddard Stark è di fatto l'inizio della saga.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il trono di spade[modifica | modifica wikitesto]

Il trono di spade segue tre principali filoni della storia che si sviluppano alternando i punti di vista di vari personaggi.

Nei Sette Regni[modifica | modifica wikitesto]

In virtù di un codice etico che si tramanda da generazioni tra i membri della sua casata, che impone a chi pronunzia una condanna di morte di eseguire egli stesso la sentenza ("l'uomo che toglie la vita a un altro uomo ha il dovere di guardarlo negli occhi e di ascoltare le sue ultime parole. Se il giustiziere non riesce ad affrontare questo, allora, forse, il condannato non merita la morte"), Eddard Stark, lord di Grande Inverno e del Nord, provvede personalmente all'esecuzione di un uomo dei Guardiani della notte, colpevole di aver infranto il suo voto e di essere fuggito dalla Barriera, la grande muraglia di ghiaccio che da secoli protegge i Sette Regni dalle popolazioni barbare dell'estremo nord. Con lui ci sono i suoi figli Robb e Bran, il suo figlio bastardo Jon Snow e il suo protetto Theon Greyjoy. Sulla via del ritorno, il gruppo si imbatte in una metalupa morta (simbolo della Casa Stark) uccisa dalle corna di un cervo[5] (simbolo della Casa Baratheon) con cinque cuccioli che ha partorito appena prima di morire. Robb e suo fratello chiedono al padre di poter tenere i cuccioli. Inizialmente questi si oppone ma, convinto dalle parole di Jon, che vede nell'evento segni di buon auspicio (cinque i cuccioli della meta-lupa, simbolo degli Stark, e cinque i figli legittimi di Eddard Stark), alla fine acconsente, a patto che i ragazzi se ne occupino personalmente. I cuccioli vengono così destinati ai cinque figli legittimi di Eddard. Proprio mentre il gruppo sta per ripartire, Jon trova inaspettatamente un sesto cucciolo, un meta-lupo albino dagli occhi rossi, e ottiene il permesso di prenderlo con sé, chiamandolo Spettro. Robb chiama il suo Vento Grigio, mentre le figlie di Eddard Sansa e Arya chiamano i loro Lady e Nymeria rispettivamente. Rickon, il figlio più piccolo di appena tre anni, battezza il suo piccolo meta-lupo Cagnaccio, mentre Bran non riesce ancora a trovare un nome per il suo cucciolo.

Qualche giorno dopo arrivano a Grande Inverno il re Robert Baratheon, sua moglie, la regina Cersei della Casa Lannister, i loro tre figli i principi Joffrey, Myrcella e Tommen e parte della corte reale. Accompagnano il gruppo anche i fratelli della regina: il suo gemello Jaime, membro delle Guardie reali, detto lo Sterminatore di Re, e il minore Tyrion, chiamato il Folletto per il suo nanismo. Durante la visita re Robert informa lord Eddard che desidera affidargli l'incarico di Primo Cavaliere (nell'originale Mano del Re) del regno, incarico rimasto vacante dopo la morte di Jon Arryn, avvenuta qualche tempo prima. Eddard è molto turbato da questa richiesta e il suo tormento aumenta ancora di più quando sua moglie Catelyn riceve un messaggio della sorella Lysa, vedova di Jon Arryn, nel quale Lysa rivela che il marito è stato in realtà ucciso dai Lannister.

Nel frattempo Bran casualmente è testimone di un incontro incestuoso tra la regina Cersei e suo fratello Jaime, durante il quale si lascia anche a intendere che i Lannister siano in qualche modo coinvolti nella scomparsa di Jon Arryn. Sfortunatamente per lui viene scoperto e gettato da una finestra da Jaime. Il ragazzo sopravvive ma, gravemente ferito, cade in coma. Dopo lunga meditazione un riluttante Eddard decide di accettare l'offerta del re e di trasferirsi a sud nella capitale, Approdo del Re, insieme alle due figlie Sansa e Arya, lasciando Catelyn, Robb, Bran (ancora in coma) e Rickon a casa. Jon Snow realizza, invece, che, con la partenza di Eddard da Grande Inverno, il suo tempo presso gli Stark si è ormai concluso, anche perché Catelyn non ha mai accettato la presenza di questo bastardo del marito presso la propria famiglia e non ha mai perso occasione per mostrare il proprio astio e il proprio risentimento nei confronti del ragazzo; pertanto decide di andare a Nord per prendere il nero, ossia per diventare un Guardiano della notte e intraprende il viaggio verso la Barriera assieme allo zio Benjen, fratello di Eddard, Primo Ranger dei Guardiani della notte, e a Tyrion, curioso di osservare di persona la leggendaria struttura difensiva. Durante il viaggio Jon e Tyrion diventano amici.

Subito dopo la partenza di Eddard un sicario tenta di uccidere Bran ed è solo l'intervento del suo meta-lupo a salvarlo. Catelyn, proprio in virtù di tale attacco, si rende conto che l'incidente di suo figlio in realtà è stato deliberatamente provocato da qualcuno che adesso sta tentando di completare il lavoro. Decide quindi di recarsi via mare ad Approdo del Re per cercare indizi sul colpevole. Una volta arrivata, un suo amico d'infanzia, il maestro del conio Petyr Baelish, detto Ditocorto, le rivela che il pugnale usato nel tentato assassinio era suo e che lo aveva perso scommettendo in un torneo contro Tyrion Lannister. Durante il viaggio per ritornare al nord, Catelyn e la sua scorta si imbattono fortunosamente proprio in Tyrion e lo conducono come prigioniero al Nido dell'Aquila.

Sulla Barriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel prologo, tre Guardiani della notte, guidati da ser Waymar Royce, stanno perlustrando le terre oltre la barriera. I tre si imbattono in un gruppo di bruti massacrati dalle creature magiche note come gli estranei. Ser Waymar viene ucciso mentre il secondo uomo, Will, viene ucciso dallo stesso Royce tornato in vita come non-morto. Il terzo, Gared, è così spaventato che fugge verso sud verso la Barriera e oltre. È lui l'uomo che verrà giustiziato da Ned Stark per diserzione nel primo capitolo del libro.

Jon Snow decide di unirsi ai Guardiani della notte dopo la partenza di suo padre Eddard per Approdo del Re e intraprende il viaggio verso nord con suo zio Benjen Stark, Primo Ranger dei Guardiani della notte.

Una volta arrivato alla Barriera Jon si scontra subito con i problemi dei Guardiani. Innanzitutto i popoli del nord hanno un nuovo capo chiamato Mance Rayder che li sta riorganizzando. Mance era anch'egli un Guardiano della notte prima di disertare. Il secondo problema è quello della carenza di uomini. Gli effettivi dei Guardiani non sono sufficienti per controllare le 300 miglia di estensione della Barriera oltre a essere composti in buona parte da criminali e assassini che hanno scelto di arruolarsi per evitare la prigione. Poco tempo dopo l'arrivo di Jon, Benjen scompare misteriosamente in una missione di routine oltre la Barriera.

Anche l'addestramento di Jon non si rivela semplice in quanto il suo istruttore, Alliser Thorne, è prepotente e ingiusto verso di lui e i suoi compagni. Alla lunga Jon riesce a coalizzarsi con gli altri per contrastarlo e in tal modo si guadagna l'amicizia di Samwell Tarly, uno dei suoi confratelli ma inetto al combattimento, e del Maestro Aemon.

Daenerys Targaryen[modifica | modifica wikitesto]

La parte del romanzo che narra le vicende della principessa Daenerys è stata pubblicata anche in forma autonoma con il titolo di Sangue di drago, e in questa forma ha vinto il premio Hugo per il miglior romanzo breve.

Nella città libera di Pentos, Magistro Illyrio Mopatis e il principe Viserys Targaryen cospirano per concedere Daenerys, la sorella di Viserys ancora tredicenne, in matrimonio a Khal Drogo dei Dothraki, i temibili "Uomini Cavallo" del continente orientale.

Drogo comanda una tribù, un khalasar, di 40 mila guerrieri a cavallo che Viserys vorrebbe sfruttare per riconquistare il regno strappato a suo padre da Robert Baratheon.

Daenerys è molto turbata e impaurita dal rozzo stile di vita dei Dothraki, e l'idea di sposare Drogo non l'attira affatto. Ma Viserys esercita sulla sorella minore un forte ascendente psicologico, alimentato da ciò che egli definisce "risvegliare il drago": in parole povere, Viserys è talvolta soggetto a violentissimi accessi d'ira, di cui si serve per minacciare e soggiogare la povera sorella.

Tra i doni nuziali ricevuti dalla ragazza ci sono tre uova pietrificate di drago. Il particolare, in sé, sembrerebbe irrilevante, ma ogni volta che Daenerys le tocca e le sfiora, ne riceve una strana sensazione di calma, forza e coraggio insieme.

Inoltre, l'immagine di un drago che, nello stesso tempo, la brucia e la fortifica tra le sue fiamme, comincia a ricorrere spesso nei suoi sogni.

Infine, il suo corpo, così gracile ed esile, improvvisamente sembra non risentire più delle fatiche e degli acciacchi e, anzi, tutte le piaghe da cavalcatura che nel frattempo si è procurata per la sua imperizia, come miracolosamente, svaniscono nel giro di pochi giorni.

In breve, Daenerys assume una nuova e strana consapevolezza di sé stessa, tale da permetterle non solo di umiliare il fratello davanti a tutto il khalasar di Drogo, ma anche di sovvertire gli stessi rapporti col suo sposo, che nonostante le incertezze iniziali ora ama sinceramente, attraverso un sagace utilizzo della ars amandi appresa da una delle sue schiave.

Daenerys rimane presto incinta di un figlio che lei vorrebbe chiamare Rhaego, in onore del fratello morto. Tra le persone vicine a Viserys troviamo ser Jorah Mormont, figlio del lord comandante dei Guardiani della notte, che era stato esiliato dai Sette Regni per ordine di Eddard Stark per aver trafficato in schiavi.

Il grande inverno[modifica | modifica wikitesto]

Nei Sette Regni[modifica | modifica wikitesto]

Nella capitale Eddard Stark inizia a investigare sulla morte di Jon Arryn e viene a conoscenza che quest'ultimo e il fratello di re Robert Baratheon, lord Stannis Baratheon, avevano scoperto che i tre figli di Robert sono in realtà il frutto di un incesto tra la regina Cersei e il suo fratello gemello Jaime Lannister. Eddard, invece di smascherare la regina e prendere il controllo della situazione, esita, offrendole la possibilità di lasciare la capitale. La situazione però gli sfugge di mano e precipita quando re Robert viene ucciso in un controverso incidente di caccia: Joffrey, il figlio maggiore di Cersei, viene immediatamente incoronato re. Per Eddard, che vorrebbe lasciare la capitale insieme alle figlie, è troppo tardi per qualsiasi reazione e, tradito da Ditocorto, viene imprigionato dai Lannister. Le due figlie vanno incontro a destini differenti: Arya riesce a fuggire grazie al sacrificio del suo maestro di scherma, mentre Sansa, in cambio della sua fedeltà (aveva involontariamente tradito il padre rivelando a Cersei l'intenzione di fuggire da Approdo del Re), rimane promessa sposa al nuovo re Joffrey.

Lady Catelyn Stark è sulla via del ritorno per Grande Inverno, dove il figlio maggiore, Robb, sta governando il regno del Nord durante l'assenza del padre. Accompagnata nel viaggio da ser Rodrik Cassel, incontra Tyrion Lannister in una locanda e lo prende prigioniero, poiché lo sospetta di aver inviato un sicario per uccidere Bran. A questo punto, non avendo tempo di raggiungere Grande Inverno, si rifugia a Nido dell'Aquila, dalla sorella, Lysa Tully. Quest'ultima si dimostra emotivamente instabile: accusa Tyrion dell'omicidio del proprio marito, Primo Cavaliere del regno prima di Eddard, e lo condanna a morte. Il Folletto rivendica il diritto di un processo per combattimento, e nomina come suo campione Bronn, mercenario diventato suo amico, il quale lo libera dalla condanna di morte, sconfiggendo in duello il campione di lady Lysa. Da quel momento in poi i destini dei due uomini rimangono legati.

Bran si risveglia dal coma: non ricorda nulla dell'incidente, e scopre che non potrà più camminare; decide di chiamare il suo cucciolo "Estate". Robb, saputo che i Lannister hanno imprigionato il padre, raduna tutti i vassalli fedeli agli Stark e marcia verso Sud per scontrarsi contro gli eserciti dei Lannister, comandati da lord Tywin Lannister e dal figlio Jaime. Ottenuto l’aiuto della Casa Frey grazie a un accordo matrimoniale, Robb, sacrificando parte del suo esercito in un finto attacco contro lord Tywin, riesce a penetrare nel territorio nemico con il grosso dei suoi uomini, e durante la notte successiva attacca l'armata di Jaime, distruggendola e prendendo prigioniero lo stesso Sterminatore di Re.

Sansa, intanto, cerca di convincere Joffrey e Cersei a perdonare suo padre e mandarlo piuttosto sulla Barriera come Guardiano della notte, spingendolo anche a fingere di confessare i propri peccati. Cersei è d'accordo, ma Joffrey non vuole avere nessun traditore impunito: ottenuta la pubblica confessione di Eddard, in un bizzarro atto dispotico, lo fa giustiziare comunque. Tywin si rifugia nella fortezza di Harrenhal e ordina a Tyrion di andare ad Approdo del Re ed esercitare il ruolo di Primo Cavaliere del Re in sua vece. Nei Sette Regni scoppia cosi una guerra civile chiamata Guerra dei cinque Re; Renly Baratheon scappa a Sud verso Altogiardino, roccaforte della potente Casa Tyrell, e lì, dichiarato Re dei Sette Regni per acclamazione, diventa il secondo dei cinque re della guerra. Robb diviene il terzo quando viene proclamato Re del Nord e del Tridente da tutti gli alfieri degli Stark e dei Tully li presenti.

Sulla Barriera[modifica | modifica wikitesto]

Jon Snow, figlio illegittimo di Eddard Stark, scopre che maestro Aemon è un membro della casa Targaryen, il prozio del deposto re Aerys II. Entrato a far parte dei Guardiani della Notte, Jon non viene ammesso fra i ranghi dei ranger, come già lo zio Benjen; il ragazzo viene invece nominato attendente al servizio del lord Comandante Jeor Mormont. Questa decisione offende Jon, ma l'amico Sam Tarly gli fa notare che questo non è affatto un insulto: il Vecchio Orso vuole tenere Jon accanto a sé, come i padri fanno con i figli, in modo che Jon possa essere suo erede e futuro comandante della Guardia.

Il giorno del giuramento di Jon e Sam, in una radura appena oltre la Barriera, Spettro, il meta-lupo di Jon, contribuisce a ritrovare i corpi di due degli uomini della pattuglia dispersa di Benjen Stark. La Guardia ritorna al Castello con i due cadaveri; durante la notte, tuttavia, questi ritornano in vita e attaccano gli uomini della Guardia, compreso il comandante Mormont. Jon accorre in soccorso del suo comandante e riesce a distruggere la creatura usando il fuoco.

Mormont prende la decisione di condurre la Guardia in una spedizione contro Mance Rayder. Nel frattempo Jon apprende della morte del padre, e lo sconforto lo induce a tentare la diserzione; le altre reclute riescono però a convincerlo che il suo posto è ormai nella Guardia. Mormont, in segno di fiducia nei suoi riguardi come futuro comandante della Guardia, affida a Jon Lungo Artiglio, la sua spada bastarda di acciaio di Valyria.

Daenerys Targaryen[modifica | modifica wikitesto]

Viserys ritiene che Drogo, sposando Daenerys, abbia promesso di portarlo sul trono dei Sette Regni, ma il Khal mostra scarso interesse nel condurre la sua orda Dothraki alla conquista di Westeros, una terra distante e decadente. Le incomprensioni fra l'erede dei Targaryen e i dothraki proseguono, fino a quando durante un festeggiamento a Vaes Dothrak, la città sacra dei Dothraki, un Viserys ubriaco e umiliato dai "barbari" arriva a offendere Drogo, accusandolo di non aver pagato il prezzo pattuito per "comprare" la sorella: nel farlo, infrange l'inviolabile tabù di minacciare di morte qualcuno in un luogo sacro. Drogo decide allora di incoronarlo subito, versandogli in testa dell'oro fuso, uccidendolo. Daenerys reagisce alla scena con indifferenza, commentando che "un vero drago non sarebbe mai morto in questo modo".

Dopo un tentativo di assassinio di Daenerys, il khal Drogo promette alla moglie e al figlio che porta in grembo che condurrà "il suo khalasar a occidente fino al confine del mondo", attraverserà il nero mare salato sui "cavalli di legno" e darà loro Il trono di spade. Gli uomini di Drogo procedono inarrestabili attraverso l'immensa distesa d'erba detta "il mare Dothraki". Giunta alla città dei pacifici "Uomini agnello", il popolo Lhazareen (dedito all'agricoltura e alla pastorizia), l'orda di Drogo si scontra con gli uomini di khal Ogo che stavano sterminando selvaggiamente gli abitanti e mettendo a ferro e fuoco la città. Drogo affronta in duello prima il khal nemico e poi Fogo, figlio di Ogo e nuovo khal, uccidendoli entrambi. Rimane, però, ferito al petto.

Daenerys si rende conto della gravità della ferita di Drogo, il suo sole-e-stelle, ma non ci sono guaritori fra i Dothraki; pertanto, la khaleesi chiede aiuto a una "maegi", Mirri Maz Duur, una sacerdotessa salvata da uno stupro e presa come schiava. La "maegi" afferma di essere una guaritrice, istruita dalla madre sacerdotessa e da Marwyn, un maestro proveniente dai Sette Regni, le "Terre del Tramonto". Mirri ricuce la ferita, applica degli unguenti e benda il torace del khal, di modo che i Dothraki possano riprendere la loro avanzata a cavallo attraverso il mare d'erba. Le medicazioni però non hanno l'effetto sperato e khal Drogo, sempre più sofferente, cade da cavallo durante l'avanzata del khalasar. Per i Dothraki solo chi cavalca è un uomo vero, perché "un khal che non è in grado di cavalcare è un khal che non è in grado di dominare". La ferita si sta infettando e Daenerys, disperata, decide di rivolgersi ancora alla "maegi".

Mirri riconosce che ormai non c'è più nulla da fare, al di fuori un incantesimo da lei imparato presso uno "stregone di sangue" ad Asshai: è però qualcosa di violento e terribile che non può essere pagato con l'oro, perché "solo la morte può ripagare per la vita". Daenerys accetta e la sacerdotessa pratica un rito di sangue per guarire il khal, nel corso del quale il destriero di Drogo viene ucciso. I Dothraki sono contrari a questo rito di magia oscura e vorrebbero interrompere la "maegi": così, nella confusione che si crea, iniziano dei duelli sanguinosi fra alcuni uomini del khal, mentre altri abbandonano il khalasar.

Daenerys viene colta dalle doglie, ma nessuna delle donne del seguito accorre per darle aiuto, perciò ser Jorah Mormont è costretto, nonostante le proteste di lei, a condurla dentro la tenda dove si svolge il sortilegio della "maegi", perché "la Donna Agnello conosce i segreti del letto della nascita". Dopo molti giorni di febbre e di terribili incubi, Daenerys si risveglia e affronta la terribile realtà: suo figlio è morto, il potente khalasar è stato abbandonato dalla gran parte dei guerrieri e non esiste più. Incontrando ser Jorah e la maegi, Daenerys comprende che il vero prezzo pagato per Drogo sono state la vita del figlio, venuto alla luce morto a causa di mostruose deformità, e ogni sua possibilità di avere altri figli; in cambio Drogo è completamente guarito, ma ridotto a uno stato vegetativo irreversibile.

Disperata, Daenerys accusa la maegi di averla ingannata fin dall'inizio e soffoca il marito con un cuscino. Durante i preparativi della pira funeraria di Drogo, ser Jorah offre la sua spada alla sua nuova regina Daenerys e la invita a continuare il viaggio verso oriente, verso Yi Ti o la magnifica città di Qarth, verso il mare di Giada, oppure Asshai delle Ombre. Daenerys riunisce ciò che resta del khalasar, concede la libertà a tutti coloro che erano schiavi e chiede a ciascuno dei tre cavalieri di sangue di Drogo ancora rimasti di essere al suo fianco come suoi nuovi ko e cavalieri del sangue.

Durante il funerale di Drogo, Daenerys fa legare alla pira la maegi, mette le tre uova di drago, ricevute in dono per il suo matrimonio, accanto al corpo del marito, dà fuoco alla pira e, come temuto da ser Jorah, si getta anch'ella nelle fiamme, mentre fra le prime stelle della sera appare una cometa rossa. Quando all'alba il fuoco si estingue Daenerys ha vestiti e capelli in cenere, ma è indenne, e sta allattando ai suoi seni tre piccoli di drago: a quel punto tutti i Dothraki rimasti le offrono la propria fedeltà.

Personaggi POV[modifica | modifica wikitesto]

Ogni capitolo della saga narra la storia in terza persona vissuta dal punto di vista (Point Of View) di un personaggio, protagonista di quel capitolo.

Ne Il trono di spade vi sono otto personaggi POV più uno nel prologo:

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il gioco del trono, mondourania.com. URL consultato il 5 novembre 2014.
  2. ^ Il trono di spade-Il grande inverno, Mondadori. URL consultato il 5 novembre 2014.
  3. ^ Il trono di spade. Libro primo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco. Ediz. speciale. 1, Mondadori. URL consultato il 21 ottobre 2014.
  4. ^ George R. R. Martin, Daniel Abraham, Tommy Patterson, A Game of Thrones n. 1 (serie in 24 numeri), traduzione di Paolo Accolti Gil, Italycomics, 2011, p. 32, ISBN 978-8865461471.
  5. ^ Nelle prime edizioni italiane si tratta di un unicorno. Errore poi cancellato nelle ristampe successive.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]