Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re

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Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re
ISDA Ultima Battaglia.PNG
Aragorn e i popoli liberi dell'ovest si preparano a dar battaglia davanti ai Cancelli del Morannon
Titolo originale The Lord of the Rings: The Return of the King
Paese di produzione Nuova Zelanda, USA
Anno 2003
Durata 192 min (DVD widescreen edition)
201 min (versione cinematografica)
251 min (DVD versione estesa)
263 min (Blu-ray Disc versione estesa)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere fantastico, avventura, epico
Regia Peter Jackson
Soggetto J.R.R. Tolkien (romanzo)
Sceneggiatura Peter Jackson, Fran Walsh, Philippa Boyens
Produttore Peter Jackson, Barrie M. Osborne, Fran Walsh
Produttore esecutivo Robert Shaye, Michael Lynne, Mark Ordesky, Bob Weinstein, Harvey Weinstein
Casa di produzione New Line Cinema, WingNut Films, The Saul Zaentz Company
Distribuzione (Italia) warner Bros. pictures
Fotografia Andrew Lesnie
Montaggio Jamie Selkirk, Annie Collins
Effetti speciali Joe Letteri, Richard Taylor, Jim Rygel
Musiche Howard Shore
Scenografia Grant Major, Dan Hennah, Alan Lee, John Howe
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
« Figli di Gondor, di Rohan, fratelli miei! Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore! Ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà, in cui abbandoneremo gli amici e spezzeremo ogni legame di fratellanza, ma non è questo il giorno! Ci sarà l'ora dei lupi, e degli scudi frantumati, quando l'era degli uomini arriverà al crollo, ma non è questo il giorno! Quest'oggi combattiamo, per tutto ciò che ritenete caro su questa bella terra, vi invito a resistere, uomini dell'Ovest! »
(Discorso di Aragorn ai popoli liberi dell'Ovest davanti ai cancelli neri di Mordor)

Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re (The Lord of the Rings: The Return of the King) è un film del 2003 diretto da Peter Jackson, tratto dall'omonima terza e ultima parte del romanzo di John Ronald Reuel Tolkien Il Signore degli Anelli.

Il film è uscito nelle sale negli Stati Uniti il 17 dicembre 2003, mentre in Italia la pellicola è stata distribuita nelle sale il 22 gennaio 2004 con anteprima nazionale il 21 gennaio.

Insieme a Ben-Hur e Titanic, Il ritorno del re è il film premiato con il maggior numero di premi Oscar, undici, e complessivamente la saga è la più vittoriosa della storia: diciassette statuette. Il film è anche il settimo maggiore incasso della storia del cinema. È anche l'unico film di genere fantasy ad aver vinto l'Oscar come miglior Film.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film si apre con il passato di Gollum. Il racconto inizia da una battuta di pesca da parte di due piccoli hobbit: Sméagol e Déagol. All'amo di Déagol abbocca un pesce molto grande che trascina l’hobbit in acqua. Il pesce riesce a scappare con l'esca ma lo sventurato pescatore è attratto da un bagliore sul fondo, che si rivela poi essere l'Unico Anello. Quando Déagol torna a riva con l'insolito frutto della sua pesca, Sméagol vede l'Anello e ne desidera fortemente il possesso. Sméagol così glielo chiede come regalo di compleanno, ma Déagol si rifiuta. Nasce così uno scontro che sfocia nella morte di Déagol. Divenuto il Portatore dell'Anello, Sméagol è lentamente consumato e trasformato dal potere oscuro dell'oggetto e rintanatosi a vivere nelle profondità della terra, diviene in seguito Gollum.

Tornando al presente,la storia riprende dopo la fine della seconda parte, Le due Torri, Gandalf, Théoden, Aragorn, Gimli, Legolas e Éomer si recano a Isengard, trovandola distrutta dagli Ent, e incontrano Merry e Pipino, i quali narrano loro il trionfo di Barbalbero su Saruman. I cinque eroi affrontano un forte duello verbale con Saruman che tenta, grazie alla sua voce ingannatrice, di tirare l'ultima stoccata nei confronti di re Théoden. Il re di Rohan, però, non si fa cogliere impreparato e risponde per le rime all'ennesima provocazione del malvagio stregone. Grima Vermilinguo, che finora aveva seguito in disparte la scena e subito l'ennesima umiliazione da parte del suo "padrone", in un impeto di orgoglio pugnala Saruman alle spalle, facendolo precipitare dalla torre, ma venendo ucciso a sua volta da una freccia di Legolas. Subito dopo Pipino trova il Palantír sotto l'acqua che ricopre Isengard e lo prende, ma Gandalf glielo toglie di mano mettendolo in guardia sulla sua pericolosità. I guerrieri tornano poi tutti insieme a Edoras per festeggiare la vittoria su Isengard. Ma la curiosità di Pipino non ha limiti e, mentre tutti dormono, cerca di dare un’occhiata nel Palantír, attirando così su di sé il vigile occhio di Sauron. Fermato in extremis riferisce a Gandalf quanto ha visto nella sfera. Così da Rohan Gandalf e Pipino partono per Gondor.

Arrivato a Minas Tirith, Gandalf cerca di convincere il sovrintendente Denethor a prepararsi per l'attacco di Sauron, ma questi, sconvolto dalla morte del figlio Boromir (avvenuta alla fine de La Compagnia dell'Anello) ha perso ormai il lume della ragione. Nel frattempo Frodo e Sam, accompagnati da Gollum, continuano il loro pericoloso viaggio e arrivano davanti alle porte di Minas Morgul, dalle quali vedono uscire un grande esercito comandato dal Re Stregone di Angmar. Mentre salgono le ripide scale di roccia che portano a Cirith Ungol, Gollum fa credere a Frodo, sconvolto dalla fatica e debilitato dall'Anello, che Sam voglia impadronirsi del potente oggetto; il portatore dell'Anello dice quindi a Sam di andarsene.

A Edoras, nel frattempo, Aragorn è riuscito a convincere re Théoden ad accorrere in aiuto di Gondor. È quindi radunato un esercito di 6000 Rohirrim pronti a muovere verso Minas Tirith; troppo pochi per sperare in una vittoria. Per poter rinfoltire i ranghi dell'esiguo esercito Aragorn, accompagnato da Gimli e da Legolas, decide di attraversare i Sentieri dei Morti, infestati da un antico popolo che avrebbe dovuto aiutare Isildur e che, non avendo mantenuto la promessa, potrà trovare pace solo dopo aver aiutato l’erede di Isildur, cioè Aragorn.

Faramir, posto a difesa di Osgiliath, subisce un violento attacco da parte degli orchi che lo costringono a ritirarsi assieme ai suoi uomini. Tornato a Minas Tirith, è incolpato da suo padre Denethor della sconfitta e obbligato a un disperato e suicida tentativo di contrattacco. Riesce a salvarsi, ma è gravemente ferito e Denethor, ormai impazzito di dolore, quando vede l'esercito di Sauron in arrivo decide di suicidarsi insieme al figlio e ordina ai servi di preparare un rogo.

Frodo, nel frattempo, entra a Cirith Ungol dove, tradito da Gollum, è assalito e colpito da Shelob, un immenso ragno discendente da Ungoliant. Rientra però in azione Sam, che, accortosi del tradimento di Gollum, torna indietro ad aiutare l'amico, sconfigge Shelob ma è costretto a prendere l'Anello e Pungolo da Frodo, apparentemente morto.

La difesa di Minas Tirith è organizzata da Gandalf, ma la superiorità numerica degli orchi è schiacciante e il cancello della città è abbattuto consentendo agli invasori di dilagare all'interno. Gandalf, avvertito da Pipino, raggiunge Faramir sulla sommità della cittadella, nel luogo dove riposano i re di Gondor, per salvarlo dalla pazzia di suo padre Denethor che vuole essere cremato assieme a lui. Lo stregone riesce a salvare Faramir ma, a seguito della colluttazione che ne nasce, Denethor prende fuoco e si getta in preda alle fiamme dalla rupe che sovrasta la città. Intanto gli orchi avanzano all'interno di Minas Tirith, ma all'alba giungono sul campo i cavalieri di Rohan che, con una carica travolgente, sbaragliano le file del nemico. A questo punto, però, Sauron fa entrare in scena gli enormi olifanti, che creano disordine e scompiglio tra i difensori. L'arrivo di Aragorn, fiancheggiato da Legolas, da Gimli e dall’esercito dei Morti, conclude la battaglia a favore di Gondor e Rohan. Théoden resta, però, gravemente ferito nello scontro con il Re Stregone che Éowyn, poco prima della morte dello zio, riesce a uccidere grazie all'aiuto di Merry. Sconfitto l'esercito di Sauron, non resta che marciare verso Mordor.

Sauron, tuttavia, può contare ancora su decine di migliaia di orchi nella battaglia finale. Aragorn e Gandalf, intanto, hanno deciso di marciare verso il Nero Cancello, in modo da attirare su di loro l'attenzione di Sauron, distraendolo così da Frodo, il quale può recarsi all'interno del Monte Fato per distruggere finalmente l'Anello. Aragorn, dunque, a capo dell'esercito di Gondor e di Rohan, si presenta ai cancelli di Mordor per sfidare Sauron. Quando il Nero Cancello si apre è possibile udire l'esercito degli orchi gridare la poesia dell'Anello nella Lingua Nera.

Frodo, intanto, in realtà ancora vivo dopo l'attacco di Shelob, è catturato dagli orchi, ma, dopo essere stato salvato da Sam, recupera l'Anello e riprende il viaggio insieme al fedele amico. Arrivati alle pendici del Monte Fato, i due hobbit si scontrano nuovamente con Gollum, e, mentre Sam combatte, Frodo entra nella Voragine del Fato per gettare l'Anello. Arrivato al momento cruciale, cede però alla sua corruzione e lo indossa, rivelando così la sua posizione a Sauron che spedisce immediatamente i Nazgûl contro di lui. Prima di loro arriva, però, Gollum che, con un morso, strappa il dito con l'Anello a Frodo e durante la colluttazione che segue, cade nella lava trascinando con sé l'Anello che così è finalmente distrutto: grazie a questo avvenimento Sauron viene finalmente sconfitto e i suoi servi vengono dispersi.

Frodo e Sam sono portati via da Mordor dalle Aquile, arrivate in loro soccorso grazie a Gandalf, e raggiungono Minas Tirith, dove si tiene la grande cerimonia per l'incoronazione di Aragorn come re di Gondor e il suo matrimonio con Arwen, figlia di Elrond. Gli hobbit tornano nella Contea e, pochi anni dopo, Frodo, quale Portatore dell'Anello, decide di partire insieme a Bilbo (diventato nel frattempo lo hobbit più vecchio della storia della Contea), a Gandalf e agli ultimi elfi rimasti (tra cui Celeborn e Galadriel) verso Valinor, chiudendo così la Terza Era della Terra di Mezzo.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Gran parte delle riprese de Il ritorno del Re sono state girate nel 2001 e terminate agli inizi del 2002. La post-produzione del film è durata più di due anni ed è terminata solo nel mese di novembre 2003, un mese prima del debutto nelle sale com'era successo per il secondo film.

L'ultimo giorno di riprese del terzo film, a casa di Peter Jackson fu filmata un'espressione facciale di Andy Serkis (l'attore che interpreta Gollum). Il video fu inviato alla Weta, dove i tecnici decisero di incorporare l'espressione nel personaggio, precisamente nella scena in cui Gollum capisce che Frodo è intenzionato a distruggere l'anello[1]. Peter Jackson è presente, in ogni episodio della trilogia, come cameo. Nel terzo episodio ricopre la parte di un pirata, ucciso dalla freccia di Legolas; tale scena è, tuttavia, presente solo nell'edizione estesa del film.

Come per il Fosso di Helm nel secondo film, la città di Minas Tirith nel terzo film è una fedele ricostruzione alta circa 90 centimetri. Anche qui per le vicende che si svolgono dentro di essa, le scene sono state girate su dei set esterni e in seguito i personaggi e i combattimenti (questi ultimi girati in set attrezzati con la tecnologia green screen) sono stati inseriti nell'omonima ricostruzione con la tecnica digitale.

Incassi e uscita nelle sale[modifica | modifica sorgente]

Il terzo e conclusivo film della saga di Tolkien è record d’incassi tanto da finire sul Guinness dei Primati. Il film, infatti, ha ottenuto un incasso globale di 1.119.110.941 $, entrando così nella storia dei film che hanno incassato di più e classificandosi al primo posto nella classifica dei film più visti nel 2003. Negli Stati Uniti il film ha incassato circa 377.027.325 $ mentre in Italia il film ha incassato 22.827.684 €.

In occasione dell'uscita del terzo e conclusivo film della saga il 22 gennaio 2004 in molte sale italiane è stata fatta la cosiddetta "maratona" dei tre film, con proiezioni dalle 14.00 per arrivare a mezzanotte circa, ora d'inizio dell'ultimo capitolo della trilogia.

Edizione home video[modifica | modifica sorgente]

Anche il terzo film, come i precedenti due della saga, è stato distribuito in due edizioni: in versione cinematografica pubblicata in Italia il 25 maggio 2004[2], con due dischi, e in versione estesa, composta di quattro DVD pubblicata sempre in Italia il 15 dicembre 2004[3]. La seconda versione del terzo film dura in totale circa 251 minuti (quasi cinquanta in più della prima). In seguito la New Line Cinema ha prodotto il cofanetto della trilogia dei film in versione cinematografica messa in vendita sempre nel mercato italiano il 20 aprile 2005[4].

Scene aggiunte nell'Extended Edition[modifica | modifica sorgente]

Ancor più di quanto accaduto per i due episodi precedenti, l'edizione cinematografica de Il ritorno del Re ha sacrificato numerose scene narrativamente rilevanti per motivi di durata; tali scene sono state reintegrate nell'edizione estesa. Di seguito ne sono descritte alcune:

  • Vi sono due conclusioni differenti per quanto riguarda la vicenda di Saruman: nella versione cinematografica, il personaggio interpretato da Christopher Lee non appare mai sullo schermo, ma il racconto di Barbalbero lascia intendere implicitamente che lo stregone sia ancora in fin di vita e a corto di poteri nella torre di Orthanc. Nella versione estesa, invece, Saruman compare e si confronta verbalmente con Gandalf; quest'ultimo cerca di estorcergli delle informazioni circa i piani di Sauron e fra i due vi è una breve lotta a colpi di incantesimi che termina con la rottura del bastone di Saruman. Inoltre, lo stregone ha un duro scontro verbale anche con re Théoden, che gli chiede spiegazioni per tutti gli innocenti morti a Rohan a causa sua e invita Grima Vermilinguo ad abbandonare Saruman. Quest'ultimo, però, afferma che egli non sarà mai libero e lo umilia schiaffeggiandolo; Grima, allora, estrae un pugnale in uno scatto d'ira, colpendo ripetutamente lo stregone alla schiena. Legolas tenta di impedirglielo, scoccando una freccia che lo colpisce al petto, mentre Saruman, ormai moribondo, precipita dalla sommità della torre. Il taglio di questa scena (oltre a privare di un finale le vicende di Saruman e Grima) rende particolarmente bizzarro il ritrovamento del Palantír: nella versione cinematografica, infatti, sembra quasi che Pipino lo ritrovi per caso, mentre nella versione estesa è invece evidente come l'Hobbit noti l'artefatto magico mentre esso scivola via dalla tunica di Saruman.
  • Per festeggiare la vittoria al Fosso di Helm, Legolas e Gimli si sfidano a una gara di bevute a colpi di boccali di birra, vinta dall'elfo.
  • Durante il viaggio verso Mordor, in un breve istante in cui c'è un raggio di sole, Sam crede di vedere una corona sulla testa di una statua semidistrutta del re.
  • Dopo essere usciti dal palazzo di Denethor, c'è una sequenza di dialogo in cui Gandalf spiega brevemente a Pipino come la stirpe dei Re fu spezzata.
  • Dopo la perdita di Osgiliath, Faramir e Denethor fanno un discorso e il Sovrintendente chiama suo figlio "il pupillo dello stregone" (Gandalf) e ha una visione di Boromir.
  • Aragorn, Legolas e Gimli entrano nella grotta nel tentativo di convincere l'esercito dei morti a combattere per loro: nella versione cinematografica, la scena si conclude con Aragorn che, a gran voce, domanda agli spettri quale sia la loro risposta; in seguito, i tre riappaiono direttamente nella fase finale della Battaglia dei Campi del Pelennor, con l'esercito dei morti al loro fianco. Nella versione estesa, invece, prima che il Re dei morti risponda, i tre compagni sono costretti ad abbandonare la grotta a causa di un terremoto provocato da una cascata di teschi; solo dopo essere tornati all'esterno, il Re li raggiunge e li informa che combatteranno per ottenere la libertà. La scena prosegue poi con l'arrivo delle Navi Nere dei Corsari, contro cui Aragorn, Legolas e Gimli scatenano l'esercito dei morti (piccolo cameo del regista Jackson nella parte di un pirata ucciso dalla "freccia di avvertimento" di Legolas).
  • Durante la battaglia a Minas Tirith, prima che gli orchi penetrino nella città, è presente una scena in cui essi tentano invano di abbattere il portone con un semplice ariete di legno. Solo in seguito, Gothmog ordina di usare Grond.
  • C'è una scena in cui i Rohirrim vengono informati dell'andamento della Battaglia dei Campi del Pelennor ed Éowyn e Merry si fanno coraggio reciprocamente.
  • Quando Pipino e Gandalf si dirigono da Denethor per impedirgli di bruciare vivo Faramir, nella versione estesa essi incrociano il Re Stregone di Angmar che, nettamente più forte di Gandalf, infrange il bastone dello Stregone Bianco e sta per sopraffarlo, ma è poi distratto dall'arrivo dell'esercito di Rohan. Questa scena contiene tuttavia un grave errore poiché, come espresso chiaramente da Tolkien, Gandalf aveva nello spirito la stessa potenza di Sauron: ciò rende impossibile che un uomo, quale il Re Stregone, abbia potuto tenere testa e perfino vincere contro Gandalf. Nel libro appare una scena simile davanti ai cancelli di Minas Tirith tuttavia il Nazgûl lascia la scena prima di un eventuale confronto.
  • Nella versione estesa Éowyn e Merry combattono direttamente contro gli Haradrim posti in groppa agli olifanti.
  • Nella versione proiettata al cinema, s’intuisce che Gothmog sia stato ucciso dalla carica dei cavalieri di Rohan, mentre nella versione estesa si scontra due volte con Éowyn e viene infine abbattuto da Aragorn e Gimli.
  • C'è una scena in cui Aragorn ed Éomer assistono Éowyn nelle Case di Guarigione, curando la ferita inflittale dal Re Stregone di Angmar col flagello.
  • Sempre nelle Case di Guarigione, vi è una sequenza in cui Éowyn e Faramir si osservano senza parlare, e la dolcezza il loro sguardo lascia intendere che i due si stiano innamorando: ecco perché dopo l'incoronazione di Aragorn li si vede assai vicini mentre applaudono.
  • Dopo la battaglia di Minas Tirith, quando i protagonisti decidono di cavalcare verso il Nero Cancello per attirare l'occhio di Sauron, c'è una scena in cui Aragorn prende il Palantír e si mostra all'Oscuro Signore, sfidandolo apertamente.
  • Quando Frodo e Sam entrano a Mordor travestiti da orchi, scesi dalla collina vengono scambiati per orchi veri e propri e costretti a marciare verso il Nero Cancello. Riescono a fuggire poco prima di essere scoperti, scatenando una rissa durante un'ispezione.
  • Nel finale, Aragorn, Gandalf, Legolas, Gimli ed Éomer chiamano Sauron, ma dal Nero Cancello di Mordor esce invece un suo servo: la Bocca di Sauron. Costui ha in mano la cotta di maglia in mithril appartenuta a Frodo, e la sventola davanti agli eroi come prova della sua morte. Aragorn, seppur turbato, sostiene di non credere alle parole dell'ambasciatore di Sauron e lo decapita. Il reintegro di questa scena dà un significato diverso, e più profondo, al momento in cui Aragorn e compagni caricano l'esercito al grido: "Per Frodo!". Inoltre, nella versione cinematografica, è incomprensibile perché Aragorn abbia la spada sporca di sangue.

Vittoria agli Oscar[modifica | modifica sorgente]

L'ultimo capitolo riesce ad ottenere undici premi Oscar su undici nomination ai quali era candidato eguagliando il record di Titanic e di Ben-Hur; la trilogia di Jackson è, ad oggi, la trilogia che ha incassato di più nella storia del cinema. Tra le candidature, Jackson riceve il premio per la miglior regia, ma nessuno per le categorie relative agli attori.

(EN)
« And the Oscar goes to...it's a clean sweep, for Lord of the Rings - The Return of the King: Barrie M. Osborne, Fran Walsh and Peter Jackson »
(IT)
« E l'Oscar va a... è piazza pulita: per Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re: Barrie M. Osborne, Fran Walsh e Peter Jackson »
(Steven Spielberg alla cerimonia degli Oscar del 29 febbraio 2004 annunciando l'undicesimo e ultimo Oscar al Signore degli Anelli)

Differenze dal libro al film[modifica | modifica sorgente]

  • Nel libro Aragorn viene informato circa i Sentieri dei Morti da Elladan e Elrohir, figli di Elrond assieme ad una trentina di Raminghi (la Grigia Compagnia), che lo seguono nel viaggio, non da Elrond, come nel film. Nel film, inoltre, sia i figli di Elrond che i Raminghi sono assenti.
  • Nel film è l'Armata dei Morti di Erech a cambiare le sorti della Battaglia dei Campi del Pelennor, nel libro, invece, dalle navi dei corsari di Umbar prese da Aragorn scendono, oltre alla Grigia Compagnia, numerosi rinforzi dei popoli del Sud amici di Gondor reclutati durante il viaggio sul fiume i quali permettono la vittoria. L'Armata dei Morti nel libro viene lasciata libera di riposare in pace da Aragorn prima di giungere sul campo di battaglia, dopo che ha aiutato l'uomo a far scappare i corsari e rubare così le loro navi.
  • Nel libro Aragorn possiede già Anduríl (ossia Narsil, la riforgiata spada di Elendil) quando parte da Gran Burrone: non gli viene, quindi, portata appositamente da Elrond come nel film.
  • L'idea di Gollum di sbriciolare il pane elfico e poi gettarlo per far ricadere la colpa su Sam è solo nel film. Nel libro questo non accade e infatti Frodo e Sam entrano insieme nella galleria.
  • La vicenda del ragno gigante Shelob avrebbe potuto essere inserita nel finale de Le due torri, come riportato nel libro, ma in accordo alla cronologia delle appendici de Il ritorno del re, è stata comunque coerentemente inserita nel terzo film.
  • Nel libro l'esercito di Sauron è composto soprattutto da uomini del Sud, nel film da orchi.
  • La pazzia di Denethor, elemento importante sia nel libro che nel film, non viene dettagliatamente analizzata in quest'ultimo. Nel libro si scopre che egli ha segretamente usato un Palantír e che attraverso di esso Sauron lo ha indotto allo sconforto e alla follia, mentre nel film lo si può solo intuire dalla sua affermazione "[...] credi che gli occhi della torre bianca siano ciechi? io ho visto più di quanto tu sappia [...]".
  • Nel film non è presente il personaggio di Beregond, un Dúnedain della Guardia della Cittadella di Minas Tirith che stringe amicizia con Pipino e partecipa al suo fianco nella Battaglia del Morannon. Nella pellicola non è stato inserito nemmeno il figlio di Beregond, Bergil.
  • Nel libro l'intera Battaglia dei Campi del Pelennor si svolge nella più completa oscurità (la luce del sole tornerà solo al termine della battaglia), causata dall'espansione dei fumi vulcanici di Mordor inviati da Sauron per coprire le sue schiere. I cavalieri di Rohan giungono sul campo di battaglia celati dal buio e caricano di sorpresa gli eserciti nemici. Nel film, al contrario, benché il cielo sia coperto di nubi, gran parte della battaglia si svolge di giorno, con la luce del sole ben visibile; la carica della cavalleria di Rohan risulta, perciò, differente nel suo dispiegarsi, mancando l'effetto sorpresa presente nel libro. Nella trasposizione cinematografica resta pertanto inspiegabile la frase "[...] Avanti! E non temete l'oscurità [...]" pronunciata da Théoden all'arrivo sui Campi del Pelennor e mutuata dall'opera di Tolkien. Infine, nel film è presente un errore per quanto riguarda l'arrivo dei cavalieri di Rohan sul campo di battaglia: dalle immagini sembra che il sole sorga alle loro spalle, come se essi giungessero da Est (cosa impossibile, visto che ad oriente è collocata Mordor). Al contrario, i Rohirrim arrivavano da Nord, sicché il sole sarebbe dovuto sorgere alla loro sinistra.
  • Nel libro Gandalf ha un confronto con il Re Stregone di Angmar dinanzi ai cancelli di Minas Tirith, appena infranti dall'ariete Grond. Non ha luogo alcuno scontro, poiché il Re Stregone, udendo le trombe dei Rohirrim, torna sul campo di battaglia, tuttavia Gandalf appare più forte del suo nemico (dopo il ritorno nella Terra di Mezzo come Gandalf il Bianco, egli stesso afferma di essere divenuto l'essere più potente in essa, uguale in spirito perfino a Sauron, sebbene la sua condizione "terrena" lo renda inferiore a quest'ultimo). Nel film, al contrario, si ha uno scontro più diretto sugli spalti di una delle cinte murarie interne della città, nel quale il Re Stregone appare di gran lunga più forte dello Stregone Bianco, tanto da spezzargli il bastone e scaraventarlo giù da cavallo utilizzando gli incantesimi del suo drago per immobilizzare lui e Pipino, il che è impossibile, dato che appunto Gandalf è un Maia dello stesso rango di Sauron.[non chiaro] Anche qui, però, il Signore dei Nazgûl è richiamato indietro dallo squillo delle trombe dei Rohirrim. Per di più, nel libro, nel momento dello scontro con Gandalf, il Re Stregone monta un cavallo nero, mentre nel film si trova su una delle bestie alate.
  • Nel libro Merry, dopo aver affrontato il Re Stregone di Angmar, viene curato da Aragorn nella Casa di Guarigione. Nel film, invece, Merry non va nella Casa di Guarigione e combatte nella Battaglia del Morannon, cosa che nel libro non accade poiché lo hobbit si trova ancora in una stato di convalescenza.
  • Nel libro Aragorn non uccide la Bocca di Sauron ma lo spaventa, per poi lasciarlo scappare e tornare dietro il Nero Cancello di Mordor. Nel libro Aragorn non fa nessun discorso di incoraggiamento agli eserciti, e, inoltre, non è presente alcuna scena dove quest'ultimo sta per essere sopraffatto da un troll prima della distruzione dell'Unico Anello.
  • Altra differenza importante è l'uso che Sam fa dell'Anello. Nel libro dopo aver creduto Frodo morto e aver preso Pungolo e l'Unico scopre grazie agli orchi che in realtà il suo padrone non è morto. A questo punto decide di indossare l'Anello per seguirli nella torre. Questo lo rende, seppur per poco tempo, un Portatore a tutti gli effetti, dandogli, quindi, la possibilità di concludere la sua esistenza nelle terre imperiture, scelta che compirà dopo aver rinunciato al suo ottavo mandato come Sindaco della Contea e dopo la morte della moglie Rosie. Nel film Sam prende semplicemente la spada e l'Anello ma non ne fa mai uso.
  • Nel libro l'Anello viene distrutto in modo differente: Gollum preso dalla felicità inciampa e cade nella lava. Nel film cade nel baratro durante una colluttazione con Frodo.
  • La differenza più significativa è il taglio di tutta la parte relativa agli hobbit al ritorno nella Contea ed alla Battaglia di Lungacque. Nel libro infatti quando essi tornano trovano una Contea molto diversa, nuovi individui hanno preso il potere privando gli abitanti della libertà. La vicenda, piuttosto articolata, si conclude con la scoperta che il capo di questi "invasori", un certo Sharkey, altri non è che Saruman. I quattro hobbit dopo aver fomentato la folla e smascherato Saruman decidono di non uccidere Saruman e di lasciarlo andare via con Grima Vermilinguo. E qui la scena della morte di Saruman è simile a quella vista nel film: Saruman non vuole la pietà di nessuno, si arrabbia con Grima che considera suo schiavo, Grima in preda all'odio lo uccide alle spalle e gli hobbit uccidono Grima colpendolo con delle frecce, per fermarlo (nel film invece è Legolas ad uccidere Grima con una freccia).

Musica[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora originale per Il ritorno del re è stato rilasciato il 25 novembre 2003. Il suo brano di chiusura "Into the West" è stato eseguito da Annie Lennox e ha vinto nel 2004 Academy Award per la migliore canzone originale.

I brani "Twilight and Shadow", "The End of All Things" e "The Return of the King" sono cantati da Renée Fleming ed i brani "The Black Gate Opens", "The Return of the King" e "The Grey Havens" vedono la partecipazione di Sir James Galway.

L'album raggiunge la quinta posizione nella Ö3 Austria Top 40 e nella Suomen virallinen lista, l'ottava nelle Magyar Hanglemezkiadók Szövetsége e Schweizer Hitparade, la nona nella Recording Industry Association of New Zealand e la decima nelle Media Control Charts ed Ultratop.

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Nell'episodio "Pugno hawaiano" della serie animata televisiva canadese A tutto reality - Il tour, c'è una parodia-omaggio al film: la scena in cui Ezekiel sequestra la valigetta ad Heather (o a Chris nel finale alternativo) e cade nella lava di un vulcano con quella valigetta in mano ricorda molto quella in cui Gollum strappa l'anello dal dito di Frodo e cade nella lava insieme all'anello stesso.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il signore degli anelli - Il ritorno del re - Curiosità, incassi, premi, errori e citazioni
  2. ^ Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re - dvd
  3. ^ Il signore degli anelli - Il ritorno del re Extended Edition - dvd
  4. ^ Il Signore degli Anelli - Trilogia Cinematografica (6 DVD) - dvd
  5. ^ (EN) 2nd Annual VES Awards. URL consultato il 20 settembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]