Il Saggiatore

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Il Saggiatore, nel quale con bilancia squisita e giusta si ponderano le cose contenute nella Libra è un trattato scritto da Galileo Galilei, pubblicato a Roma nel 1623 a cura dell'Accademia dei Lincei e dedicato a papa Urbano VIII.

Il libro nacque da una disputa tra Galileo e Orazio Grassi sull'origine delle comete.
Nell'agosto del 1618 erano apparse tre comete, divenute oggetto di discussione da parte di scienziati e filosofi.

Il gesuita Orazio Grassi pubblicò un trattato, la Disputatio astronomica, proponendo una spiegazione a questo fenomeno. Galileo rispose tramite un suo discepolo, Mario Guiducci, col Discorso sulle comete. Il Grassi allora, sotto lo pseudonimo di Lotario Sarsi, rispose con la Libra astronomica ac philosophica, e Galileo, fingendo di credere che il Sarsi fosse una persona ben distinta dal Grassi, scrisse Il Saggiatore, nel quale con bilancia squisita e giusta si ponderano le cose contenute nella Libra.

Il titolo dell'opuscolo deriva dalla bilancia di precisione, il "saggiatore" appunto, con la quale gli orefici pesano l'oro, in contrapposizione alla grossolana "Libra" (stadera) con la quale il Grassi, secondo il parere di Galileo, pesa le opinioni, che esse siano proprie o altrui.

L'ipotesi di Galileo che le comete fossero delle apparenze dovute ai raggi solari era sbagliata, mentre il Grassi, correttamente, affermava che esse erano corpi celesti.
Ma Galileo aveva ragione nel sostenere che non era la scienza libresca del Grassi quella giusta, in quanto non fondata sulle esperienze, bensì sui libri degli antichi e sull'astrazione. Galileo invece si basava sul suo nuovo metodo scientifico, basato sull'osservazione e la sperimentazione.
Per questo motivo il Saggiatore è di grande rilevanza nella fondazione del moderno concetto di scienza.

Galileo dedicò il trattato al nuovo papa, Urbano VIII, che l'autore conosceva fin da quando era cardinale, che era salito al Soglio pontificio nello stesso anno 1623. Noto per l'apertura alle arti e alla scienza, Papa Barberini mostrò di gradire molto il contenuto dell'opera [1].

Dal punto di vista letterario, è considerato l'opera più elegante e effervescente di Galileo, quella in cui si fondono maggiormente il suo amore per la scienza, per la verità e la sua arguzia di polemista.

[modifica] Riferimenti e note

  1. ^ Franco Cardini, «La verità su Galileo», Liberal, 23 maggio 2009.

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