Il Signore degli Anelli - Il ritorno del Re
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« There can be no triumph without loss. No victory without suffering. No freedom without sacrifice. »
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(IT)
« Non può esserci il trionfo senza la perdita, nessuna vittoria senza la sofferenza, nessuna libertà senza il sacrificio. »
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Il Signore degli Anelli - Il ritorno del Re (The Lord of the Rings: The Return of the King) è un film del 2003 diretto da Peter Jackson, tratto dall'omonima terza e ultima parte del romanzo di John Ronald Reuel Tolkien Il Signore degli Anelli.
Il film è uscito nelle sale negli Stati Uniti il 17 dicembre 2003, mentre in Italia la pellicola è stata distribuita nelle sale il 23 gennaio 2004 con anteprima nazionale il 22 gennaio.
Insieme a Ben-Hur e Titanic, Il ritorno del Re è il film premiato con il maggior numero di premi Oscar, undici, e complessivamente la saga è la più vittoriosa della storia: diciassette statuette. Il film è anche il quinto maggiore incasso della storia del cinema.
Indice |
[modifica] Trama
Il film si apre con il passato di Gollum. Il racconto inizia da una battuta di pesca da parte di due piccoli Hobbit: Sméagol e Déagol. All'amo di Déagol abbocca un pesce molto grande che trascina l’Hobbit in acqua. Il pesce riesce a scappare con l'esca ma lo sventurato pescatore è attratto da un bagliore sul fondo, che si rivela poi essere l'Unico Anello. Quando Déagol torna a riva con l'insolito frutto della sua pesca, Sméagol vede l'anello e ne desidera fortemente il possesso. Nasce cosi uno scontro che sfocia nella morte di Déagol. Divenuto il Portatore dell'Anello Sméagol è lentamente consumato e trasformato dal potere oscuro dell'oggetto e rintanatosi a vivere nelle profondità della terra, diviene in seguito Gollum.
Tornando al presente, Gandalf, Théoden, Aragorn, Gimli e Legolas si recano a Isengard, trovandola distrutta dagli Ent, e incontrano Merry e Pipino, i quali narrano loro il trionfo di Barbalbero su Saruman. I cinque eroi affrontano un forte duello verbale con Saruman che tenta, grazie alla sua voce ingannatrice, di tirare l'ultima stoccata nei confronti di re Théoden. Il Re di Rohan, però, non si fa cogliere impreparato e risponde per le rime all'ennesima provocazione dello stregone. Grima, che finora aveva seguito in disparte la scena e subito l'ennesima umiliazione da parte del suo "padrone", in un impeto di orgoglio pugnala Saruman alle spalle, facendolo precipitare dalla torre. Subito dopo Pipino trova il palantír sotto l'acqua che ricopre Isengard e lo prende, ma Gandalf glielo toglie di mano mettendolo in guardia sulla sua pericolosità. I guerrieri tornano poi tutti insieme a Edoras per festeggiare la vittoria su Isengard. Ma la curiosità di Pipino non ha limiti e, mentre tutti dormono, cerca di dare un’occhiata nel palantír, attirando così su di sé il vigile occhio di Sauron. Fermato in extremis riferisce a Gandalf quanto ha visto nella sfera. Così da Rohan Gandalf e Pipino partono per Gondor.
Arrivato a Minas Tirith, Gandalf cerca di convincere il sovrintendente Denethor a prepararsi per l'attacco di Sauron, ma questi, sconvolto dalla morte del figlio Boromir avvenuta alla fine de La Compagnia dell'Anello, ha perso ormai il lume della ragione. Nel frattempo Frodo e Sam, accompagnati da Gollum, continuano il loro pericoloso viaggio e arrivano davanti alle porte di Minas Morgul, dalle quali vedono uscire un grande esercito comandato dal Re Stregone di Angmar. Mentre salgono le ripide scale di roccia che portano a Cirith Ungol, Gollum fa credere a Frodo, sconvolto dalla fatica e debilitato dall'Anello, che Sam voglia impadronirsi del potente oggetto; il portatore dell'Anello dice quindi a Sam di andarsene. A Edoras, nel frattempo, Aragorn è riuscito a convincere re Théoden ad accorrere in aiuto di Gondor. È quindi radunato un esercito di 6000 Rohirrim pronti a muovere verso Minas Tirith. Aragorn, accompagnato da Gimli e da Legolas, decide di attraversare i Sentieri dei Morti, infestati da un antico popolo che avrebbe dovuto aiutare Isildur e che, non avendo mantenuto la promessa, potrà trovare pace solo dopo aver aiutato l’erede di Isildur, cioè Aragorn.
Faramir, posto a difesa di Osgiliath, subisce un violento attacco da parte degli orchi che lo costringono a ritirarsi assieme ai suoi uomini. Tornato a Minas Tirith, è incolpato da suo padre Denethor della sconfitta e obbligato a un disperato e suicida tentativo di contrattacco. Riesce a salvarsi, ma è gravemente ferito e Denethor, ormai impazzito di dolore, quando vede l'esercito di Sauron in arrivo decide di suicidarsi insieme al figlio e ordina ai servi di preparare un rogo. Frodo, nel frattempo, entra a Cirith Ungol dove, tradito da Gollum, è assalito e colpito da Shelob, un immenso ragno discendente da Ungoliant. Rientra però in azione Sam, che, accortosi del tradimento di Gollum, torna indietro ad aiutare l'amico, sconfigge Shelob ma è costretto a prendere l'Anello e Pungolo da Frodo, apparentemente morto.
La difesa di Minas Tirith è organizzata da Gandalf, ma la superiorità numerica degli orchi è schiacciante e il cancello della città è abbattuto consentendo agli invasori di dilagare all'interno. Gandalf, avvertito da Pipino, raggiunge Faramir sulla sommità della cittadella, nel luogo dove riposano i re di Gondor, per salvarlo dalla pazzia di suo padre Denethor che vuole essere cremato assieme a lui. Lo stregone riesce a salvare Faramir ma, a seguito della colluttazione che ne nasce, Denethor prende fuoco e si getta in preda alle fiamme dalla rupe che sovrasta la città. Intanto gli orchi avanzano all'interno di Minas Tirith, ma all'alba giungono sul campo i cavalieri di Rohan che, con una carica travolgente, sbaragliano le file del nemico. A questo punto però Sauron fa entrare in scena gli olifanti, che creano disordine e scompiglio tra i difensori. L'arrivo di Aragorn, fiancheggiato da Legolas, da Gimli e dall’esercito dei Morti, conclude la battaglia a favore di Gondor e Rohan. Théoden resta però gravemente ferito nello scontro con il Re dei Nazgûl che Eowyn, poco prima della morte dello zio, riesce a uccidere. Sconfitto l'esercito di Sauron, non resta che marciare verso Mordor.
Sauron tuttavia può contare ancora su decine di migliaia di orchi nella battaglia finale. Aragorn e Gandalf intanto hanno deciso di marciare verso il Cancello Nero, in modo da attirare su di loro l'attenzione di Sauron, distraendolo cosi da Frodo, il quale può recarsi all'interno del Monte Fato per distruggere finalmente l'Anello. Aragorn, dunque, a capo dell'esercito di Gondor, si presenta ai cancelli di Mordor per sfidare Sauron. Quando il Nero Cancello si apre è possibile udire l'esercito degli orchi gridare la poesia dell'anello nella Lingua Nera. Frodo, intanto, in realtà ancora vivo dopo l'attacco di Shelob, è catturato dagli orchi, ma, dopo essere stato salvato da Sam, recupera l'Anello e riprende il viaggio insieme al fedele amico. Arrivati alle pendici del Monte Fato, i due Hobbit si scontrano nuovamente con Gollum, e, mentre Sam combatte, Frodo entra nella Voragine del Fato per gettare l'Anello. Arrivato al momento cruciale, cede però alla sua corruzione e lo indossa, rivelando così la sua posizione a Sauron che spedisce immediatamente i Nazgûl contro di lui. Prima di loro arriva però Gollum che, con un morso, strappa il dito con l'Anello a Frodo e durante la colluttazione che segue, cade nella lava trascinando con sé l'Anello che così è finalmente distrutto; il potere di Sauron è spezzato e i suoi servi dispersi.
Frodo e Sam sono portati via da Mordor dalle aquile, arrivate in loro soccorso per ordine di Gandalf, e raggiungono Minas Tirith, dove si tiene la grande cerimonia per l'incoronazione di Aragorn come re di Gondor e il suo matrimonio con Arwen, figlia di Elrond. Gli Hobbit tornano nella Contea e, pochi anni dopo, Frodo, quale Portatore dell'Anello, decide di partire insieme a Bilbo, a Gandalf e agli ultimi elfi rimasti verso Valinor, chiudendo così la Terza Era della Terra di Mezzo.
[modifica] Produzione
Gran parte delle riprese de Il ritorno del Re sono state girate nel 2001 e terminate agli inizi del 2002. La post-produzione del film è durata più di due anni ed è terminata solo nel mese di novembre 2003, un mese prima del debutto nelle sale com'era successo per il secondo film.
L'ultimo giorno di riprese del terzo film, a casa di Peter Jackson fu filmata un'espressione facciale di Andy Serkis (l'attore che interpreta Gollum). Il video fu inviato alla Weta, dove i tecnici decisero di incorporare l'espressione nel personaggio, precisamente nella scena in cui Gollum capisce che Frodo è intenzionato a distruggere l'anello.[2] Peter Jackson è presente, in ogni episodio della trilogia, come cameo. Nel terzo episodio ricopre la parte di un pirata, ucciso dalla freccia di Legolas.
Come per il Fosso di Helm nel secondo film, la città di Minas Tirith nel terzo film è una fedele ricostruzione alta circa 90 centimetri. Anche qui per le vicende che si svolgono dentro di essa, le scene sono state girate su dei set esterni e in seguito i personaggi e i combattimenti (questi ultimi girati in set attrezzati con la tecnologia green screen) sono stati inseriti nell'omonima ricostruzione con la tecnica digitale.
[modifica] Incassi e uscita nelle sale
Il terzo e conclusivo film della saga di Tolkien è record d’incassi tanto da finire sul Guinness dei Primati. Il film, infatti, ha ottenuto un incasso globale di 1.119.110.941 $, entrando così nella storia dei film che hanno incassato di più e classificandosi al primo posto nella classifica dei film più visti nel 2003. Negli Stati Uniti il film ha incassato circa 377.027.325 $ mentre in Italia il film ha incassato 22.827.684 €.
In occasione dell'uscita del terzo e conclusivo film della saga il 22 gennaio 2004 in molte sale italiane è stata fatta la cosiddetta "maratona" dei tre film, con proiezioni dalle 14.00 per arrivare a mezzanotte circa, ora d'inizio dell'ultimo capitolo della trilogia.
[modifica] Edizione home video
Anche il terzo film, come i precedenti due della saga, è stato distribuito in due edizioni: in versione cinematografica rilasciata in Italia il 25 maggio 2004[3], con due dischi, e in versione estesa, composta di quattro DVD rilasciata sempre in Italia il 15 dicembre 2004[4].La seconda versione del terzo film dura in totale circa 251 minuti (quasi cinquanta in più della prima). In seguito la New Line Cinema ha prodotto il cofanetto della trilogia dei film in versione cinematografica messa in vendita sempre nel mercato italiano il 20 aprile 2005.[5]
[modifica] Scene aggiunte nell'Extended Edition
Ancor più di quanto accaduto per i due episodi precedenti, l'edizione cinematografica del Ritorno del Re ha sacrificato numerose scene narrativamente rilevanti per motivi di durata. Scene che sono state reintegrate nell'edizione estesa. Di seguito ne sono descritte alcune:
- Vi sono due conclusioni differenti per quanto riguarda la vicenda di Saruman. Nella versione cinematografica, il personaggio interpretato da Christopher Lee non appare mai sullo schermo, ma il racconto di Barbalbero lascia intendere implicitamente che lo stregone sia ancora in fin di vita e a corto di poteri nella torre di Orthanc. Nella versione estesa, invece, Saruman compare e si confronta verbalmente con Gandalf e gli altri compagni, "Il Grigio pellegrino" cerca di estorcergli delle informazioni circa i piani di Sauron: fra i due vi è anche una lotta a colpi di incantesimi, che finisce con la rottura del bastone di Saruman. Inoltre, lo stregone ha un duro scontro verbale anche con Re Theoden, che gli chiede spiegazioni per tutti gli innocenti morti a Edoras a causa sua e invita Grima Vermilinguo ad abbandonare Saruman. Quest'ultimo, però, afferma che egli non sarà mai libero; dopo queste parole, Grima è vittima di uno scatto d'ira dello stregone che gli tira uno schiaffo facendolo cadere a terra; Grima, profondamente arrabbiato, tira fuori dalla sua tunica un pugnale e colpisce ripetutamente alla schiena Saruman, uccidendolo. Dopo, Legolas, nel tentativo di fermare Grima, scocca una freccia che colpisce al petto lo stesso Grima, e lo uccide, mentre Saruman, ormai morto, cade dalla cima della torre. Il taglio di questa scena (oltre a privare di un finale le vicende di Saruman e Grima) rende particolarmente bizzarro il ritrovamento del Palantir: nella versione cinematografica infatti sembra quasi che Pipino ritrovi il Palantír per caso, nella versione estesa è invece evidente come l'Hobbit noti l'artefatto magico mentre esso scivola via dalla tunica di Saruman.
- Nel finale, Legolas, Gimli, Gandalf e Aragorn chiamano Sauron, e dal cancello nero di Mordor esce un suo servo: la Bocca di Sauron. Costui ha in mano la cotta di maglia in Mithril, regalata da Bilbo a Frodo e afferma che il giovane Hobbit è stato ucciso. Aragorn turbato dice di non credere alle parole dell'ambasciatore di Sauron, estrae la spada e lo decapita. Il reintegro di questa scena da un significato diverso, e più profondo, al momento in cui, poco dopo, Aragorn e compagni caricano l'esercito al grido: "Per Frodo!". Inoltre, nella versione cinematografica è inspiegato che Aragorn abbia la spada sporca di sangue nero.
- Aragorn, Legolas e Gimli entrano nella grotta nel tentativo di convincere l'esercito dei morti a combattere per loro: nella versione cinematografica, la scena si conclude con Aragorn che a gran voce chiede loro: "Cosa rispondete ?", e i tre riappaiono direttamente durante la fase finale dello scontro con l'esercito dei morti al loro fianco. Nella versione estesa invece il Re dei morti non da una risposta precisa riguardo l'alleanza e i tre compagni sono costretti ad abbandonare la grotta a causa di un terremoto provocato da una cascata di teschi provocata dal Re. Solo dopo essere usciti dal sentiero, il Re dei morti li raggiunge e li informa che combatteranno per ottenere la libertà. La scena prosegue poi con l'arrivo delle Navi Nere dei Corsari, in cui vediamo Aragorn, Legolas e Gimli che li provocano e poi gli scatenano contro l'esercito dei morti (piccolo cameo del regista Jackson nella parte di un pirata che è ucciso dalla "freccia di avvertimento" di Legolas).
- Quando Frodo e Sam entrano a Mordor vestiti da orchi, scesi dalla collina vengono scambiati per veri orchi, e dopo aver spiegato la loro assenza dal plotone che marciava verso il Nero Cancello, vengono costretti a combattere. Riescono a salvarsi poco prima di arrivare.
- Dopo essere usciti dal palazzo di Denethor c'è una scena in cui Gandalf spiega brevemente a Pipino come la stirpe dei Re fu spezzata.
- Dopo la perdita di Osgiliath Faramir e Denethor fanno un discorso e il Sovrintendente chiama suo figlio "il pupillo del mago" e ha una visione di Boromir.
- Quando Pipino dice a Gandalf che Denethor sta bruciando vivo Faramir, Gandalf mette in groppa sul cavallo Pipino e si dirigono a fermare Denethor, riuscendoci. Ma, nella versione estesa Gandalf e Pipino, nel cammino per fermare Denethor, incontrano il Re Stregone di Angmar, che nettamente più forte di Gandalf, infrange il bastone dell'Istaro ma è poi fermato perché richiamato dall'arrivo dell'esercito di Rohan.
- Nella versione proiettata al cinema s’intuisce che Gothmog sia stato ucciso dalla carica dei cavalieri di Rohan, nella versione estesa stava per uccidere Eowyn ma intervengono Aragorn e Gimli che lo uccidono.
- Dopo la battaglia di Minas Tirith, quando i protagonisti discutono sul da farsi e decidono di cavalcare verso in Nero Cancello come "diversivo" per attirare l'occhio di Sauron Gandalf dice che Sauron non abboccherà e Aragorn invece dice di sì. Nella versione estesa subito dopo c'è una scena in cui Aragorn, prende il Palantír e si mostra a Sauron sfidandolo apertamente.
- Nella versione estesa Eowyn e Merry combattono direttamente contro gli Haradrim posti in groppa agli Olifanti.
- C'è una scena in cui Aragorn e Éomer assistono Eowyn nelle Case di Guarigione e le curano la ferita che ha subito quando il Re Stregone di Angmar ha sferrato un colpo con il flagello e lei si è potuta proteggere solo con uno scudo di legno.
- Sempre nelle case di guarigione, nella versione estesa, Eowyn e Faramir si avvicinano lentamente fino ad innamorarsi l'uno dell'altra ecco perché dopo l'incoronazione di Aragorn li si vede assai vicini mentre sorridono ed applaudono.
- Per la vittoria del Fosso di Helm, Legolas e Gimli fanno una gara a chi beve più birra e resiste, vinta dall'elfo.
- Durante la battaglia a Minas Tirith, prima che gli orchi penetrino nella città, è presente una scena in cui essi tentano invano di abbattere il portone con un semplice ariete di legno. Solo in seguito, Gothmog ordina di usare Grond. Questa scena è assente nell'edizione tagliata.
- Durante il viaggio verso Mordor, in un breve istante in cui c'è un raggio di sole, Sam vede una corona sulla testa di una statua del re.
- C'è una scena in cui i Rohirrim vengono informati dell'andamento della Battaglia del Pelennor ed Eowyn e Merry si fanno coraggio reciprocamente.
[modifica] Vittoria agli Oscar
L'ultimo capitolo riesce ad ottenere undici premi Oscar su undici nomination ai quali era candidato eguagliando il record di Titanic e di Ben-Hur; la trilogia di Jackson è, ad oggi, la trilogia che ha incassato di più nella storia del cinema. Tra le candidature, Jackson riceve il premio per la miglior regia, ma nessuno per le categorie relative agli attori.
[modifica] Differenze fra libro e film
- Nel libro ad Aragorn è detto dei Sentieri dei Morti dai figli di Elrond assieme ad una trentina di Raminghi (la Grigia Compagnia), che lo seguono nel viaggio, non da Elrond, come nel film. Nel film, inoltre sia i figli di Elrond che i Raminghi sono assenti.
- Nel libro Aragorn possiede già la spada di Elendil quando parte da Gran Burrone, non gli viene quindi portata appositamente da Elrond come nel film.
- L'idea di Gollum di sbriciolare il pane elfico e poi gettarlo per far ricadere la colpa su Sam è solo nel film. Nel libro questo non accade e infatti Frodo e Sam entrano insieme nella galleria.
- La vicenda del ragno gigante Shelob avrebbe potuto essere inserita nel finale de Le Due Torri, come riportato nel libro, ma in accordo alla cronologia delle appendici de Il ritorno del re, è stata comunque coerentemente inserita nel terzo film.
- Nel libro l'esercito di Sauron è composto soprattutto da Uomini del Sud, nel film da Orchi.
- Nel libro Aragorn libera i Morti dopo la sconfitta della Flotta Nera, e va a Minas Tirith con un esercito di uomini della parte meridionale di Gondor, oltre ai Raminghi e ai figli di Elrond. Nel film, invece, i morti seguono Aragorn, Legolas e Gimli fino sui campi del Pelennor.
- La pazzia di Denethor, elemento importante sia nel libro che nel film, non viene dettagliatamente analizzata in quest'ultimo. Nel libro si scopre che egli ha segretamente usato un Palantír e che attraverso di esso Sauron lo ha indotto allo sconforto e alla follia, mentre nel film lo si può solo intuire dalla sua affermazione "[...] credi che gli occhi della torre bianca siano ciechi? io ho visto più di quanto tu sappia [...]".
- Nel libro l'intera battaglia dei campi del Pelennor si svolge nella più completa oscurità (la luce del sole tornerà solo al termine della battaglia), causata dall'espansione dei fumi vulcanici di Mordor inviati da Sauron per coprire le sue schiere. I cavalieri di Rohan giungono sul campo di battaglia celati dal buio e caricano di sorpresa gli eserciti nemici. Nel film, al contrario, benché il cielo sia coperto di nubi, gran parte della battaglia si svolge di giorno, con la luce del sole ben visibile; la carica della cavalleria di Rohan risulta perciò differente nel suo dispiegarsi, mancando l'effetto sorpresa presente nel libro. Infine, nel film è presente un errore per quanto riguarda l'arrivo dei cavalieri di Rohan sul campo di battaglia: dalle immagini sembra che il sole sorga alle loro spalle, come se essi giungessero da est (cosa impossibile, visto che ad oriente è collocata Mordor). Al contrario, i Rohirrim arrivavano da nord, sicché il sole sarebbe dovuto sorgere alla loro sinistra.
- Nel libro Gandalf ha un confronto con il Re Stregone di Angmar dinanzi ai cancelli di Minas Tirith, appena infranti dall'ariete "Grond". Non ha luogo alcuno scontro, poiché il Re Stregone, udendo le trombe dei Rohirrim, torna sul campo di battaglia, tuttavia Gandalf appare più forte del suo nemico (dopo il ritorno nella Terra di Mezzo, come Gandalf il Bianco, egli stesso affermò di essere divenuto l'essere più potente in essa, inferiore solo a Sauron). Nel film, al contrario, si ha uno scontro più diretto sugli spalti di una delle cinte murarie interne della città, nel quale il Re Stregone appare di gran lunga più forte dell'Istaro, tanto da spezzargli il bastone e scaraventarlo giù da cavallo utilizzando gli incantesimi del suo drago per immobilizzare lui e Pipino, il che è impossibile, dato che appunto Gandalf è un Maia dello stesso rango di Sauron, anche qui, però, il Signore dei Nazgûl è richiamato indietro dallo squillo delle trombe dei Rohirrim. Per di più, nel libro, nel momento dello scontro con Gandalf, il Re Stregone monta un cavallo nero, mentre nel film si trova su una delle bestie alate.
- Nel libro Aragorn non uccide la Bocca di Sauron ma lo spaventa, per poi lasciarlo scappare e tornare dietro il cancello nero di Mordor. Inoltre non è presente alcuna scena dove Aragorn sta per essere sopraffatto da un troll prima della distruzione dell'Unico Anello.
- La differenza più significativa è il taglio di tutta la parte relativa agli hobbit al ritorno nella contea ed alla Battaglia di Lungacque. Nel libro infatti quando essi tornano trovano una contea molto diversa, nuovi individui hanno preso il potere privando gli abitanti della libertà. La vicenda, piuttosto articolata, si conclude con la scoperta che il capo di questi 'invasori' altri non è che Saruman. I quattro hobbit dopo aver fomentato la folla e smascherato Saruman decidono di non uccidere Saruman e di lasciarlo andare via con Grima. E qui la scena della morte di Saruman è simile a quella vista nel film: Saruman non vuole la pietà di nessuno, si arrabbia con Grima che considera suo schiavo, Grima in preda all'odio lo uccide alle spalle e gli Hobbit uccidono Grima per fermarlo (nel film invece è Legolas ad uccidere Grima con una freccia).
[modifica] Riconoscimenti
[modifica] Note
- ^ Taglines for The Lord of the Rings: The Return of the King. IMDb. URL consultato il 6-6-2010.
- ^ Il signore degli anelli - Il ritorno del re - Curiosità, incassi, premi, errori e citazioni
- ^ Il Signore degli Anelli: Il ritorno del Re - dvd
- ^ Il signore degli anelli - Il ritorno del re Extended Edition - dvd
- ^ Il Signore degli Anelli - Trilogia Cinematografica (6 DVD) - dvd
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Il ritorno del Re dell'Internet Movie Database
- Scheda su Il Signore degli Anelli - Il ritorno del Re de Il mondo dei doppiatori
- Incasso internazionale del film Il Signore degli Anelli: Il ritorno del Re
- (EN)differenze dal libro al film su L'Enciclopedia di Arda
- (EN)Elenco di tutte le differenze tra il libro e i film nelle due versioni
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