Il rinoceronte

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Il rinoceronte
Opera teatrale in tre atti
Autore Eugène Ionesco
Titolo originale Rhinocéros
Lingua originale Francese
Genere Teatro dell'assurdo
Composto nel 1959
Prima assoluta 22 gennaio 1960
Teatro dell'Odeon, Parigi
Personaggi
  • Berenger: Jean-Louis Barrault
  • Jean: William Sabatier
  • Daisy: Simone Valère
  • Dudard: Gabriel Cattand
  • Botard: Régis Outin
  • Signor Papillon: Michel Bertay
  • Signora Bœuf: Simone Paris
  • Il filosofo: Jean Parédès
  • Il vecchio signore: Robert Lombard
  • La casalinga: Marie-Hélène Dasté
  • La droghiera: Nicole Jonesco
  • La cameriera: Jane Martel
  • Il droghiere: Edmond Beauchamp
  • Il padrone del caffè: Yves Arcanel
  • Un pompiere: Marius Balbinot
  • Signore Jean: William Sabatier
  • La moglie del signor Jean: voce
 

Il rinoceronte (in francese: Rhinocéros) è un'opera teatrale di Eugène Ionesco, appartenente al genere del teatro dell'assurdo. Scritta nel 1959, fu rappresentata per la prima volta al Teatro dell'Odeon, a Parigi, il 22 gennaio 1960, con regia di Jean-Louis Barrault e costumi di Jacques Noël.

Nell'aprile dello stesso anno fu rappresentata la prima inglese de Il Rinoceronte al Royal Court Theatre di Londra, con regia di Orson Welles e Laurence Olivier nel ruolo di Berenger.

Tra le più complesse ed interessanti opere del teatro dell'assurdo, Il Rinoceronte tratta di un'immaginaria epidemia di "rinocerontite", che ha inizio in un piccolo paese di provincia della Francia, per poi diffondersi in tutto il paese. Generalmente, l'opera viene interpretata come una metafora dell'ascesa dei diversi totalitarismi, come comunismo, fascismo e nazismo, durante gli eventi che precedettero la Seconda guerra mondiale, ed analizza tematiche quali il conformismo, la cultura, la filosofia e la moralità.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Atto primo[modifica | modifica sorgente]

Il primo atto si apre in una piccola cittadina provinciale francese; due uomini, Berenger e Jean, siedono sulla terrazza di un bar. Jean critica a Berenger la mancanza di personalità e forza di volontà, e quest'ultimo appena si difende per via della stanchezza. Improvvisamente compare un rinoceronte creando scompiglio nella piazza principale, lasciando inorriditi tutti i personaggi presenti, ma in seguito tornano alle loro occupazioni. Intanto Berenger vede passare Daisy, una collega d'ufficio, di cui è innamorato ma è troppo timido per dichiararglielo, e inoltre ha un complesso di inferiorità con Dudard, un altro collega d'ufficio. Mentre Jean e Berenger continuano la loro discussione, al tavolo accanto un filosofo spiega a un vecchio signore cos'è un sillogismo facendo uno dei tanti esempi che elencherà:"Tutti i gatti sono mortali. Socrate è mortale. Allora Socrate è un gatto." Appare un altro rinoceronte, anch'egli in maniera rumorosa, ma stavolta uccide il gatto di una casalinga di passaggio. Subito i personaggi cominciano a consolare la casalinga per la perdita del suo animale, e in breve nasce un'inutile discussione tra Jean e Berenger, che improvvisamente non si fa più sottomettere da Jean e solleva tre questioni: se il rinoceronte era lo stesso, se aveva una o due corna e se era un rinoceronte Africano o Asiatico. La discussione finisce in lite tra i due, e Jean si congeda indignato, e Berenger si rammarica per ciò.

Atto secondo[modifica | modifica sorgente]

Il secondo atto comincia nell'ufficio in cui lavora Berenger, dove i personaggi presenti, Daisy, dattilografa, Botard, insegnante in pensione, Dudard, il vice direttore dell'Ufficio, e il signor Papillon, il capo reparto, discutono di ciò che è accaduto nella piazza il giorno precedente, e presto si aggiungerà alla discussione anche Berenger. Dudard, Daisy e Berenger affermano che i due rinoceronti siano passati per la piazza e quindi la loro esistenza, mentre Botard nega veementemente, dichiarando che sia solo una trovata dei giornali e dei mezzi di informazione. Improvvisamente la discussione viene interrotta dall'arrivo della Signora Bœuf, moglie del signor Bœuf, stranamente assente al lavoro, che è stata appena inseguita da un rinoceronte, ma in breve riconosce nell'animale il marito. Poiché il rinoceronte ha distrutto le scale in legno, i personaggi sono costretti a uscire dalla finestra con una scala dei pompieri, che stranamente sono impegnati in più casi del genere in tutta la zona, dove sono stati avvistati già molti rinoceronti.

Nella seconda parte dell'atto Berenger si reca a visitare Jean per chiedergli scusa della discussione avuta il giorno prima, ed entrando nell'appartamento trova l'amico malato, in condizioni molto preoccupanti:è il segno della volontaria metamorfosi di Jean che avverrà tra breve sotto lo sguardo spaventato di Berenger;quest'ultimo scopre poco dopo che tutti si stanno gradualmente trasformando in rinoceronti.

Atto terzo[modifica | modifica sorgente]

Berenger è chiuso nel suo appartamento, terrorrizzato all'idea di prendere la "rinocerontite", e intanto i rinoceronti imperversano in massa per le strade, essendo diventati ormai la schiacciante maggioranza. Riceve la visita di Dudard, e con lui comincia a discutere del fenomeno: Berenger pensa che siano esseri con cui il dialogo è impossibile, e che devono essere assolutamente combattuti, mentre il suo collega ritiene che si debba accettare questa nuova situazione. In seguito arriva anche Daisy, ma Dudard lascia i due per unirsi ai rinoceronti, poiché sente che "il suo dovere è quello di seguire il suo leader ed i suoi compagni." Berenger e Daisy si promettono l'un altro eterno amore e che insieme vivranno nonostante tutto, ma ciò dura per pochissimo tempo, poiché anche la ragazza lo abbandona. Berenger sembra incerto, pensa addirittura di essere lui ad avere torto, e confrontandosi con i rinoceronti pensa di essere più brutto di loro, ma alla fine decide di rimanere l'unico umano rimasto e di non arrendersi (iniziando la Resistenza).

Adattamenti[modifica | modifica sorgente]

L'opera fu ripresa per il film omonimo del 1973, diretto da Tom O'Horgan, con Zero Mostel nella parte di John (Jean nell'opera di Ionesco), Gene Wilder nel ruolo di Stanley (Berenger) e Karen Black in quello di Daisy.

Nel 1990 essa fu adattata anche al Chichester Festival Theatre, in Inghilterra, per il musical Born Again, realizzato da Peter Hall, Julian Barry e dal compositore Jason Carr. Inoltre è stato fatto un adattamento de Il Rinoceronte anche dal regista iraniano Farhad Ayeesh, sotto il nome di Kargadan.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • A un certo punto nel primo atto è presente un riferimento ironico dell'autore a se stesso: infatti Jean, consiglia all'amico di andare ad assistere a rappresentazioni teatrali, in particolare quelle del Teatro d'Avanguardia, e quindi gli propone di andare a vedere una commedia di Ionesco.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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