Il re del terrore

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Il Re del Terrore
fumetto
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Testi Angela e Luciana Giussani
Disegni Zarcone
Editore Astorina
1ª edizione 1 novembre 1962
Collana 1ª ed. Diabolik n. 1 – prima serie
Periodicità trimestrale[1]
Rilegatura brossura
Pagine 116

Il Re del Terrore è il primo albo a fumetti con protagonista Diabolik. Fu pubblicato il 1º novembre del 1962 e fu scritto dalle sorelle Angela e Luciana Giussani. La prima edizione fu disegnata dal misterioso Zarcone, i cui disegni risultano di qualità inferiore rispetto alle future storie pur presentando una trama molto raffinata, ma segna comunque la nascita di un'icona del fumetto italiano.

Sull'onda di Diabolik nacquero in seguito emulazioni di discreto successo, quali Kriminal e Satanik, della coppia Magnus-Bunker, e altri meno conosciuti, come Sadik, Demoniak, Zakimort, Jnfernal, Spettrus.

Indice

[modifica] Copertina

La scritta Diabolik in alto è rossa e sembra essere composta da colpi di pugnale. Vi è un primo piano della maschera nera di Diabolik e gli occhi d'acciaio che guardano il lettore. Sotto di lui c'è una donna che urla.

La quarta di copertina, invece, riporta l'intera figura nera del criminale che impugna un pugnale curvo. In alto a sinistra, il volto dell'ispettore Ginko è racchiuso da un tondo giallo.

Il disegno della copertina è opera di Brenno Fiumali mentre il logo della testata fu realizzato da Remo Berselli; queste notizie sono rimaste inedite fino alla pubblicazione del volume scritto da Paolo Ferriani e Franco Spiritelli, Diabolik (collana I quaderni del fumetto italiano n.8, 1992) di Paolo Ferriani editore.

[modifica] Trama

Nel castello della Marchesa Eleonora De Semily accadono strane cose, in concomitanza con l'arrivo di Stefano Garian, antiquario padre del giovane Gustavo: la Marchesa viene uccisa senza apparente motivo, ed i sospetti cadono proprio su Gustavo, misteriosamente sparito assieme a suo padre; del resto sua madre si trova ricoverata in un manicomio per degli atti di pazzia... Ma l'ispettore Ginko non è di questo avviso: Pensa che nella torbida storia sia coinvolto il terribile Diabolik. Mentre lui indaga a Marsiglia, Diabolik mette in atto un piano malefico: dopo aver sedotto Elisabeth Gay, infermiera del manicomio, fa passare la madre di Gustavo per pazza ancora una volta, evitando che riconosca che suo marito in realtà... è proprio Diabolik! Anni prima, infatti, il criminale aveva ucciso Stefano e ne aveva preso il posto grazie alle sue maschere. L'orrore della donna era stato preso per pazzia, e il suo ricovero era stato necessario a Diabolik per avere libertà d'azione nel suo piano di conquista dell'eredità dei Garian. Ginko scoprirà quindi il suo rifugio e, per la prima volta, capirà il segreto delle maschere di Diabolik; riesce addirittura a trovarlo mentre scappa con l'eredità dei Garian, ma nascondendosi in uno spaventapasseri il criminale riesce a fuggire.

[modifica] Edizioni

La prima edizione fu disegnata da Zarcone su sceneggiatura delle sorelle Giussani e fu pubblicata nel novembre 1962 con una tiratura molto bassa. Il formato era leggermente più piccolo di quello che verrà adottato nei successivi numeri e la seconda e la terza di copertina sono bianche.

In seguito al successo del fumetto fu necessaria una ristampa pochi mesi dopo, la quale presentava delle differenze: il formato è leggermente più grande, lo sfondo della copertina diventa da bianco a giallo, la scritta "Lire 150" viene inserita in un rettangolo invece che in un cerchio e viene aggiunto il frontespizio di presentazione alla storia.

Nell'agosto 1964 uscì la seconda ristampa in cui le tavole di Zarcone furono ridisegnate completamente da Luigi Marchesi. Questa edizione si puo' considerare un n.1 inedito, e quindi parallelo e complementare a quello del 1962, percio' da considerarsi come un numero 1 "originale" e non una semplice ristampa.

Nel 1965 venne ristampata l'edizione con i disegni di Marchesi con l'unica aggiunta di una pubblicità all'interno. Questa versione rimase disponibile nell'elenco arretrati fino al 1968.

Nel marzo 1973 il primo numero venne ristampato nella serie regolare Diabolik, nel numero 6 dell'anno XII. In copertina comparve un rettangolo giallo con al suo interno la scritta "Eccezionale! La ristampa del n. 1" e gli occhi del protagonista furono ridisegnati da Sergio Zaniboni e la versione fu quella del 1964 disegnata da Luigi Marchesi.

Nel luglio del 1973 nacque Diabolik R, la prima ristampa integrale della serie che si differenziò solo per la costina bianca. Anche in questo caso la versione ristampata era quella del 1964 disegnata da Luigi Marchesi.

Nel 1992, in occasione del trentennale della nascita di Diabolik, la Astorina pubblicò una ristampa anastatica in due versioni limitate: 100 albi numerati e 20 albi non numerati.

Nel luglio 1994 uscì il primo numero della seconda ristampa, Diabolik Swiisss, diverso dai successivi numeri della serie (con le scritte "Seconda ristampa" e "Swiisss" seguita da un pugnale) in quanto vera e propria ristampa anastatica con i disegni di Zarcone. Nel 2006 il Diabolik Club stampò questo numero con lo stesso stile degli altri albi della serie e con i disegni di Marchesi.

[modifica] Curiosità

Lo scenario della vicenda non è ancora Clerville, ma una località immaginaria vicino a Marsiglia nella quale si possono riconoscere varie città: tra di esse Milano, di cui è rappresentata la stazione centrale. Per il nome del protagonista, sembra che Angela si sia ispirata a un fatto di cronaca nera avvenuto a Torino nel 1954, quando venne trovato il cadavere di un operaio della Fiat. Pochi giorni dopo il quotidiano La Stampa pubblicò una lettera - a cui ne sarebbero seguite altre otto - che rivendicava l'omicidio. Era firmata "Diabolich". Il misterioso mittente ispirò il giornalista romano Italo Fasan, che usò il nome (ma senza l'"h" finale) per il protagonista del romanzo Uccidevano di notte firmato con uno pseudonimo (Bill Skyline) e pubblicato dall'editore Boselli. Gino Sansoni propose di latinizzarlo in "Diabolicus", ma Angela preferì aggiungerli solo una "k".

Per i disegni, la scelta cadde su un artista misterioso. Detto "Il Tedesco" per i capelli chiari, Zarcone incassò i soldi, ma diede solo una parte delle tavole. Furono Gino Sansoni e il suo collaboratore Pier Carpi a cercarlo per farsi consegnare il resto del lavoro. Il secondo numero venne affidato a una calligrafa amica di Angela, la signora Giacobini, che firmò le tavole come "Kalissa". Dal n.3 il celeberrimo "l'arresto di diabolik" il disegno passò nelle mani di Luigi Marchesi che di li a poco avrebbe ridisegnato completamente anche il numero uno, il re del terrore, dandogli una identita' grafica che poi sarebbe stata seguita dai suoi successori, successivamente fu la volta di Enzo Facciolo,che si puo' considerare il padre artistico dell'immagine di diabolik.

[modifica] Incongruenze

Nella sceneggiatura de Il Re del Terrore vi è un buco nella trama piuttosto evidente: a circa metà della storia viene ritrovato un cadavere sfigurato che il commissario Polé attribuisce a Gustavo Garian, ritenuto colpevole dell'omicidio della Marchesa de Semily. Questo si rivelerà un trucco usato da Diabolik per sviare le indagini dal ragazzo. In realtà questa scelta non ha molto senso, poiché Diabolik avrà bisogno della firma di Gustavo per impadronirsi del patrimonio dei Garian. E ovviamente per essa sarebbe necessario che il ragazzo sia ritenuto vivo. Nel remake del 2002 la scena del cadavere verrà modificata in modo da non creare problemi: ad essere ritrovato sarà il corpo di un giardiniere della Marchesa, assieme ad una lettera di confessione circa l'omicidio.

[modifica] le due versioni

il numero 1 ha avuto varie ristampe nel corso degli anni,ma solo una si differenzia in modo significativo dalle altre,ed e' la "ristampa" del 1964,in quanto viene completamente ridisegnata da luigi marchesi,e in pratica e' una nuova versione inedita dell'albo, che viene ad aggiungersi alla versione originaria di zarcone del 1962,pare che questa necessita' sia dovuta al fatto che le sorelle giussani non fossero per niente soddisfatte dei disegni di zarcone e che quindi sentirono il bisogno di togliere questa "macchia" editoriale, e dare quindi un disegno piu' professionale alla loro creatura, che proprio negli anni 63-64 cominciava a riscuotere un clamoroso successo.a conferma di cio' possiamo ricordare che le prime ristampe ufficiali dell'astorina riguardanti il numero uno riproponevano la versione di marchesi e non quella di zarcone,quasi a voler sottolineare che il "vero" numero uno era il marchesi e che l'originario zarcone fu' solo una prova editoriale, mal riuscita e da rimuovere in fretta dalla memoria dei lettori. per cui, caso piu' unico che raro si puo' affermare che i numeri uno del re del terrore siano praticamente due,uno versione zarcone del 1962 e uno versione marchesi del 1964.

[modifica] Note

  1. ^ Questa periodicità venne adottata solo per i primi due numeri, in seguito la collana diventerà mensile fino al n. 24 (1964), che conclude la prima serie.

[modifica] Bibliografia

  • Paolo Ferriani e Franco Spiritelli, I quaderni del fumetto italiano n.8: Diabolik, Paolo Ferriani editore, 1992.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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