Corriere dello Sport - Stadio

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Corriere dello Sport - Stadio
Logo di Corriere dello Sport - Stadio
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere sportivo
Formato lenzuolo
Fondatore Alberto Masprone e Enzo Ferrari
Fondazione 20 ottobre 1924
Sede Piazza Indipendenza, 11/B, Roma
Editore Corriere dello Sport S.r.l.
Tiratura 229.609 (dicembre 2013)
Diffusione cartacea 113.210 (dicembre 2013)
Diffusione digitale 1.282 (dicembre 2013)
Direttore Paolo De Paola
Vicedirettore Stefano Agresti
Distribuzione
cartacea
Edizione cartacea singola copia/
abbonamento
multimediale
Edizione digitale su abbonamento
Sito web corrieredellosport.it
Tablet PC su abbonamento
Smartphone su abbonamento
 

Il Corriere dello Sport - Stadio è un quotidiano sportivo italiano, con sede a Roma. Insieme con La Gazzetta dello Sport e Tuttosport, è uno dei tre principali giornali sportivi d'Italia. È il primo quotidiano sportivo per numero di lettori nell'Italia centro-meridionale, ed il sesto più letto tra tutti quelli che si pubblicano nella penisola.[1] Il giornale attuale è nato dalla fusione di due quotidiani sportivi: «Corriere dello Sport» e «Stadio» (nato nel 1945 a Bologna e divenuto quotidiano nel 1948).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Il «Corriere dello Sport» fu fondato il 20 ottobre 1924 a Bologna ad opera di un gruppo di appassionati sportivi guidati dall'ex calciatore Alberto Masprone (1884-1964) e dal pilota automobilistico Enzo Ferrari (1898-1988).[2] Usciva tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì e sabato) con una foliazione di 4-8 pagine.

Nel 1927 la federazione bolognese del Partito Nazionale Fascista, su iniziativa di Leandro Arpinati, rilevò la proprietà del giornale. In dicembre, dopo che Arpinati fu nominato sottosegretario agli Interni, il giornale cambiò nome. A Bologna era stato inaugurato l'anno precedente il primo stadio monumentale, «Il Littoriale». Il giornale adottò lo stesso nome (con sottotitolo: «quotidiano sportivo di tutti gli sport»). Il primo numero della nuova serie uscì il 12 dicembre. Il 1º settembre 1928 da trisettimanale divenne quotidiano. Per migliorare la diffusione su tutto il territorio nazionale, il nuovo quotidiano sportivo fu concesso in abbonamento gratuito per 15 mesi a tutte le Biblioteche Universitarie e Nazionali[3] del Regno.

Nel 1929 la sede del giornale fu trasferita a Roma. Nel 1932 la proprietà del giornale passò al conte Alberto Bonacossa, che dal 1929 era proprietario anche della concorrente «Gazzetta dello Sport». Nel corso degli anni il «Corriere dello Sport» divenne una testata di livello nazionale, seconda soltanto alla «Gazzetta». Il quotidiano romano dedicava ampi spazi al pugilato, pratica sportiva che il suo principale concorrente trattava meno diffusamente poiché il quotidiano milanese incentrava le proprie attenzioni soprattutto sul ciclismo, che allora era il primo sport nazionale.

Nel gennaio del 1942, «Il Littoriale» divenne proprietà del Partito Nazionale Fascista. Il 28 luglio 1943, tre giorni dopo la caduta del Fascismo il quotidiano tornò al nome originario di «Corriere dello Sport», su iniziativa del corpo redazionale. In settembre Umberto Guadagno, dipendente del giornale, ne rilevò la proprietà. Nel 1944 gli occupanti tedeschi imposero il ritorno al vecchio nome (13 marzo), fino a quando gli Alleati entrarono nell'Urbe (4 giugno 1944). Umberto Guadagno è il primo direttore dopo la Liberazione.

La prima svolta[modifica | modifica sorgente]

Negli anni cinquanta il «Corriere» vende in media 150.000 copie giornaliere, con punte di 300.000 il lunedì[4].

Nel 1961 la proprietà della testata fu rilevata dagli editori Edilio Rusconi e Pietro Paolazzi. Essi approvarono i primi sostanziali cambiamenti all'interno della testata romana. Nel 1965 il giornale fu ceduto a un gruppo editoriale guidato da Francesco Amodei.[5] Il nuovo editore affidò la direzione del «Corriere» ad Antonio Ghirelli, che nel 1961 era già stato direttore ad interim.

Ghirelli apportò delle importanti innovazioni al quotidiano, traendo spunto dal forte impatto che esercitavano mezzi di comunicazione tecnologici, quali televisione e radio, rivisitando il giornale nella grafica, adottando titoli ad effetto e dalle grandi dimensioni, inserendo nella redazione giovani e validi giornalisti, come Sergio Neri e Giorgio Tosatti, in modo da parlare lo stesso linguaggio del pubblico giovanile. Fu ideato uno spazio bisettimanale di due pagine, Forza, ragazzi!, curato per cinque anni da Mario Pennacchia e Gastone Alecci, che ospitò articoli ed interviste di scrittori e di intellettuali (quali ad esempio Luigi Compagnone e Luigi Silori) su temi di interesse giovanile, non necessariamente legati allo sport. Anche gli argomenti del giornale furono allargati a sfere esterne allo sport, ma di forte interesse popolare, come ad esempio la politica o l'attualità.

Il «Corriere dello Sport», proprio in quegli anni, riuscì a diventare il quotidiano più venduto nel Sud Italia, in piena contrapposizione con «La Gazzetta dello Sport» che invece rappresentava i lettori del Nord. Il calcio oramai aveva preso in tutte le testate sportive italiane la maggior parte dello spazio. Nel 1972, però, la nomina come direttore di Mario Gismondi riportò il giornale al vecchio stile e ad una dimensione meno innovativa, facendo crollare la qualità e le vendite. In quel periodo alcuni dei più brillanti collaboratori, come Silori e Compagnone, lasciarono la testata. Nel 1976, per porre un argine alla decadenza del quotidiano, l'editore nominò un nuovo direttore del Corriere nella persona di Giorgio Tosatti. L'allievo di Ghirelli ricominciò sulla stessa scia del suo maestro, intuendo che il giornale, con il proliferare dello sport, e del calcio in particolare, nella televisione, non poteva più dedicarsi solo ed unicamente alla fredda cronaca degli eventi. L'intuizione dei titoli ad effetto dai caratteri cubitali che si estendono su nove colonne venne ripresa anche dalle altre testate sportive, uno stile utilizzato tutt'oggi.

La fusione[modifica | modifica sorgente]

Una delle ambizioni di Francesco Amodei era di fare concorrenza alla «Gazzetta dello Sport» sul suo territorio, il Nord. A questo scopo decise di rilevare una testata sportiva di Bologna, lo «Stadio», nelle edicole dal 1948. L'operazione fu condotta tra il 1976 e il 1977. Successivamente le due testate vennero fuse. Il nuovo giornale fu chiamato «Corriere dello Sport-Stadio». Le redazioni dei due quotidiani vennero fuse anch'esse, però quella romana venne confermata, mentre quella bolognese fu ridimensionata; i giornalisti bolognesi in esubero furono costretti a passare al «Resto del Carlino». Anche la fusione delle due tipografie fu complessa, in quanto a Roma veniva ancora usata la stampa a piombo, mentre i bolognesi erano già passati alla fotocomposizione. Il direttore del «Corriere» che guidò la fusione dei due quotidiani fu Giorgio Tosatti. Il primo numero uscì il 10 settembre 1977.

Il «Corriere dello Sport-Stadio» fu distribuito in due differenti edizioni, distinte in base al colore della testata: verde al nord, con la scritta «Stadio» in primo piano, mentre nel centro-sud si utilizzò il rosso, il colore della vecchia testata, con la scritta «Corriere dello Sport» in primo piano. L'operazione, laboriosa, riuscì: il quotidiano trovò nuovi lettori a livello nazionale, pur conservando le varie edizioni locali. Nel 1978 il «Corriere dello Sport» raggiunse il record di 752.000 copie vendute, di cui 492.000 al Sud e 260.000 al nord.

Dal 1982 ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Lunedì 12 luglio 1982, dopo la vittoria dell'Italia nel Mondiale spagnolo, il Corriere dello Sport - Stadio che celebrò l'evento con il titolo: "Eroici", raggiunse il record assoluto italiano di vendite di un quotidiano: 1.699.966 copie[senza fonte], ripetendolo solo 24 anni dopo con oltre 2.000.000 di copie vendute, superando di molto i risultati dei due concorrenti[senza fonte], Gazzetta e Tuttosport (anche in questo caso in concomitanza con la vittoria ai Mondiali di calcio).

Oggi l'editore è Roberto Amodei, che negli anni ha sviluppato l'azienda familiare con l'acquisto della casa editrice Conti di Bologna e del quotidiano Tuttosport di Torino.

L'8 novembre 2007, è stato ufficialmente lanciato il nuovo sito internet del Corriere dello Sport, che non si limita più solamente ad offrire la possibilità di leggere il quotidiano in edicola ma diventa un vero portale di riferimento in cui è possibile aggiornarsi su tutte le notizie sportive a 360 gradi in tempo reale.

Il sito web è diretto da Paolo De Paola e coordinato dal giornalista Pasquale Salvione.

Direttori[modifica | modifica sorgente]

Testata «Il Littoriale» ...

Testata «Corriere dello Sport»

[6]
Testata «Corriere dello Sport»

  • Umberto Guadagno, gerente responsabile (7 giugno 1944 - 1º giugno 1947)
    • Ennio Cencelli, direttore ad interim (2 giugno - 23 luglio 1947)
  • Bruno Roghi (24 luglio 1947 - 31 dicembre 1960)

Scelti dall'editore Rusconi

Scelti dall'attuale proprietà

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ dati Ads-Accertamento diffusione stampa - media mobile febbraio-luglio 2012.
  2. ^ Il Littoriale. URL consultato il 31/10/2013.
  3. ^ Il Littoriale presente all'Emeroteca del C.O.N.I. di Roma è stato donato da Giulio Onesti ed era la copia conservata dalla Segreteria dell'Ufficio Sportivo del Partito Nazionale Fascista.
  4. ^ Lorenzo Longhi, «Il giornalismo sportivo», in Storia e futuro, Rivista di storia e storiografia. N° 5 - ottobre 2004.
  5. ^ Gli eredi (il figlio Roberto e la vedova, Marcella Rossi, hanno conservato la proprietà del giornale per tutto il resto del XX secolo e l'inizio del XXI.
  6. ^ Il 13 marzo 1944, durante la direzione Ongaro, avviene il tentativo di ritorno al Il Littoriale ossia esiste la copia in cui il Corriere dello Sport esce col nome Il Littoriale.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]