Il castello dei destini incrociati
| Il castello dei destini incrociati | |
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| Autore | Italo Calvino |
| 1ª ed. originale | 1973 |
| Genere | racconti |
| Sottogenere | fantastico |
| Lingua originale | italiano |
Il castello dei destini incrociati è un'opera di Italo Calvino, pubblicata nel 1973.
Contiene due distinte sezioni, la prima intitolata appunto Il castello dei destini incrociati, mentre la seconda è intitolata La taverna dei destini incrociati.
Il testo narrativo è accompagnato, quasi ad ogni pagina, da riproduzioni di carte dei Tarocchi, in varie combinazioni dalle quali lo scrittore fa scaturire diversi racconti. Si tratta dunque di un'opera di letteratura combinatoria. Le storie nascono da
| « un numero finito di elementi le cui combinazioni si moltiplicano a miliardo di miliardi. » | |
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(Italo Calvino)
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Nell'intrecciarsi delle vicende e dei personaggi è possibile riconoscere con chiarezza riferimenti a precedenti testi letterari, primo fra tutti l'Orlando furioso, che fu a lungo oggetto di studio e di rielaborazione da parte di Calvino.
[modifica] La genesi dell'opera
Nella nota finale, l'autore spiega la genesi dell'opera.
- Il primo testo nacque per il libro: Tarocchi. Il mazzo visconteo di Bergamo e New York, Franco Maria Ricci editore, Parma 1969.
- Il secondo testo venne costruito in modo analogo usando il mazzo di tarocchi più diffuso: L'Ancien Tarot de Marseille della casa B.-P. Grimaud, che riproduce un mazzo stampato nel 1761 da Nicolas Conver a Marsiglia.
Dice Calvino:
| « Quando le carte affiancate a caso mi davano una storia in cui riconoscevo un senso, mi mettevo a scriverla; accumulai così parecchio materiale; posso dire che gran parte della Taverna dei destini incrociati è stata scritta in questa fase; ma non riuscivo a disporre le carte in un ordine che contenesse e comandasse la pluralità dei racconti; cambiavo continuamente le regole del gioco, la struttura generale, le soluzioni narrative. Stavo per arrendermi, quando l'editore Franco Maria Ricci m'invitò a scrivere un testo per il volume sui tarocchi viscontei. Dapprincipio pensavo d'utilizzare le pagine che avevo già scritto, ma mi resi conto subito che il mondo delle miniature quattrocentesche era completamente diverso da quello delle stampe popolari marsigliesi. [...] Provai subito a comporre con i tarocchi viscontei sequenze ispirate all' Orlando Furioso; mi fu facile così costruire l'incrocio centrale dei racconti del mio "quadrato magico". Intorno, bastava lasciare che prendessero forma altre storie che s'incrociavano tra loro, e ottenni così una specie di cruciverba fatto di figure anziché di lettere, in cui per di più ogni sequenza si può leggere nei due sensi. » | |
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(Italo Calvino)
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Si tratta dunque di una costruzione narrativa elegante e preziosa, che, mentre si ricollega agli studi di Vladimir Propp e Claude Lévi-Strauss, rinnova i modelli usati da Boccaccio, Cervantes, Hoffmann e altri autori che, come scrive Alberto Arbasino, "hanno scelto di racchiudere le loro novelle, a gruppi, dentro un'ampia e distesa cornice conviviale".
[modifica] Edizioni
- Italo Calvino, Il castello dei destini incrociati, 1 ed., Einaudi, 1973, pp. 128, cap. 16. ISBN 8806378953
[modifica] Voci correlate
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