Il Bi e il Ba

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Il Bi e il Ba
Il Bi e il Ba.JPG
Antonino (Nino Frassica) e Maria Giovanna Elmi
Titolo originale Il Bi e il Ba
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1985
Durata 90 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere comico
Regia Maurizio Nichetti
Soggetto Maurizio Nichetti, Silvia Napolitano, Nino Frassica, Daniela Conti
Sceneggiatura Maurizio Nichetti, Silvia Napolitano, Nino Frassica, Daniela Conti
Produttore Giovanni Bertolucci, Nicola Carraro
Casa di produzione San Francisco Film, New Team
Distribuzione (Italia) Medusa
Fotografia Cristiano Pogany
Montaggio Fiorenza Muller
Musiche Mariano Detto
Scenografia Claudio Cinini
Costumi Gianna Gissi
Interpreti e personaggi

Il Bi e il Ba è un film del 1985 diretto da Maurizio Nichetti.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il giovane Antonio Scannapieco, detto Antonino, vive con le sorelle e la madre nel piccolo paese di Scasazza, sognando Maria Giovanna Elmi. Pur parlando un italiano storpiato e divertente, egli riesce ad ammaliare con i suoi discorsi chiunque lo ascolti, a tal punto da convincere i propri amici che i loro problemi amorosi sono causati per intero dalla forfora, e che per porvi rimedio è sufficiente che gli finanzino un viaggio a Roma allo studio del sedicente professor Svernagovich, pubblicizzato sul ritaglio di un giornale, che «risolve qualunque problema».

Ottenuto il denaro, Antonino parte in treno alla volta di Roma, portando con sé anche un mappamondo («non si sa mai») e dei piccoli regali per gli zii che ivi risiedono e presso i quali andrà a soggiornare. Giunto alla stazione della capitale, però, Antonino dapprima spende tutto il denaro per acquistare un'enciclopedia dell'annaffiatoio e poi perde i pacchi regalo: va quindi all'ufficio oggetti smarriti della stazione, ove convince l'inserviente a dargli degli altri pacchi di dimensioni simili a quelli persi, tra cui uno che si rivelerà poi contenere un'arma da fuoco destinata a dei malfattori che per questo lo inseguono.

Dopo varie peripezie, in cui finisce involontariamente a fare da cicerone ad una comitiva di anziane turiste americane (che lui chiama "i vecchi tedeschi"), Antonino giunge a casa degli zii, che hanno un piccolo negozio di elettrodomestici. Antonino, grazie alle sue doti ammaliatrici, è in grado di vendere a carissimo prezzo tutti gli articoli del negozio, ed anche di incontrare Maria Giovanna Elmi, che però non riesce a riconoscere dal vivo. Incontra anche un tal Armando Maria Balestri, sedicente artista che vanta in continuazione di aver rifiutato incredibili offerte di lavoro dai più noti registi cinematografici, perché non vuole svendere la propria arte.

Dopo una serie di divertenti episodi basati su qui pro quo e colpi fortuiti, Antonino giunge allo studio del professor Svernagovich, dove però trova uno studio veterinario: il ritaglio di giornale su cui aveva letto l'inserzione era vecchio di almeno una decina d'anni, ed il professore si era trasferito senza lasciare un recapito. Sconsolato, Antonino ritorna a casa dagli zii, dove fortunosamente scopre che il professore risiede nell'appartamento al piano di sopra: vi si precipita immediatamente, e trova uno studio scuro, elegantemente ammobiliato, con in bella vista un mappamondo ed una copia dell'enciclopedia dell'annaffiatoio.

Non trovando il professore, Antonino si siede dietro alla scrivania ed inizia a ricevere visite, di fatto prendendone il posto. Il film si chiude con un tapino che si presenta ed inizia a narrare le proprie disavventure finanziarie ed amorose, quando Antonino lo interrompe di punto in bianco per chiedergli se ha la forfora: ricevuta risposta negativa, Antonino gli tira bonariamente una manata dicendo «e allora, di che cosa si preoccupa?», come se tutti i problemi del mondo fossero nulla al confronto.

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