Ignazio Ribotti
| on. Ignazio Ribotti | |||
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| Luogo nascita | Nizza | ||
| Data nascita | 12 novembre 1809 | ||
| Luogo morte | Leuk | ||
| Data morte | 26 settembre 1864 | ||
| Professione | Militare | ||
| Legislatura | VII, VIII | ||
Ignazio Ribotti di Molières (Nizza, 12 novembre 1809 – Leuk, 26 settembre 1864) è stato un militare e patriota italiano.
Indice |
Biografia [modifica]
Figlio cadetto di una famiglia comitale si arruolò nelle Guardie del Corpo del Re, corpo dell'Armata Sarda, il 27 novembre 1826 e fu promosso sottotenente il 15 dicembre 1830; nel febbraio del 1831 passò alla brigata Piemonte.[1][2] Implicato nella congiura dei Cavalieri della libertà,[3] parte dei moti del 1830, dopo una detenzione di nove mesi fu mandato in esilio recandosi prima in Francia, da cui fu espulso per aver preso parte ai moti del '32 avvenuti in occasione dei funerali del generale Lamarque, e in seguito in Portogallo dove combatté dal 1832 al 1835 (raggiungendo il grado di capitano e ottenendo una pensione vitalizia)[3], quindi si spostò in Spagna dove prestò servizio dal '36 al '40 raggiungendo il grado di tenente colonnello.[4] Fu, per qualche tempo, capo di stato maggiore agli ordini di Giovanni Durando.
Seguace del Fabrizi nella Legione italica nel 1843 tornò in Italia per preparare un piano militare di sostegno a un'insurrezione progettata, passando, con grave rischio, da Messina e Napoli e recandosi infine in Romagna.[5] In seguito, raccolti quanti più emigrati possibile, partecipò ai moti di Rimini del 1846, rifugiandosi, in seguito alla loro repressione, in Spagna,[5] Allo scoppiò dei moti del 1848 vi prese parte e, dopo essere stato in Toscana, si recò a Palermo e offrì i suoi servigi ai siciliani, venendo nominato colonnello e comandante del Vallo di Messina;[3] in seguito fu promosso generale e posto a capo di una spedizione di 500 siciliani a sostegno all'insurrezione calabrese.[1][5][4] La spedizione, sbarcata il 13 giugno a Paola, ebbe però esito infelice. Al fallimento della rivoluzione, nel tentativo di lasciare il paese, fu catturato da un piroscafo borbonico nelle acque di Corfù e imprigionato a Napoli in Castel Sant'Elmo per 5 anni, senza processo e in isolamento.[1]
Nel 1855 fu nominato, dal governo sardo, capitano in soprannumero, non essendogli stati riconosciuti i gradi guadagnati nel '48, della Casa Reale Invalidi e Compagnie Veterani. Incaricato di organizzare la legione anglo-italiana, che doveva prestare servizio a fianco dell'Inghilterra nella guerra di Crimea, si recò per questo motivo a Malta, cosa che però gli costò la dimissione, in quanto, come militare, non aveva richiesto la necessaria autorizzazione.[2]
Iscrittosi alla Società nazionale ebbe da Cavour, prima dell'inizio della guerra del 1859, l'incarico di una missione segreta a Parma.[4] Nello stesso anno comandò a Massa, dopo averla riorganizzata, la formazione dei Cacciatori della Magra da cui ebbe origine la brigata Modena di cui il Ribotti, giunto al grado maggior generale il 30 luglio 1859, fu comandante.[1]
Fu proposto da Fanti, ministro della guerra e suo amico, al Cavour per la guida dell'insurrezione siciliana scoppiata nel 1860, la proposta fu comunque poi superata dagli eventi della spedizione dei Mille,[3] e il Ribotti fu quindi destinato al comando di una divisione stanziata presso la frontiera pontificia e anche ad una missione segreta a Napoli. Dopo la promozione a luogotenente generale avvenuta l'8 marzo (contestualmente alla nomina a governatore dell'Emilia), fu comandante della 12ª divisione e in seguito, dal febbraio 1863, della divisione territoriale di Modena.[1][2]
Venne eletto deputato nelle VII e VIII legislatura. Passò i suoi ultimi anni a Modena, morì a Briga, in Svizzera, mentre stava tornando dalle terme di Leuk; venne seppellito presso il Cimitero monumentale di Torino.[1][3]
Note [modifica]
- ^ a b c d e f Fabris, op. cit.
- ^ a b c Annuario dell'Italia..., op. cit.
- ^ a b c d e Dizionario del Risorgimento naz., op. cit.
- ^ a b c D'Ancona, op. cit.
- ^ a b c Santoro, op. cit.
Bibliografia [modifica]
- Annuario dell'Italia militare per il 1865. Anno secondo, Torino, Tip. Scolastica di Sebastiano Franco e figli, 1865, pp. 302-304.
- G. De Orestis, Ribotti di Molieres Ignazio in Dizionario del Risorgimento nazionale. Dalle origini a Roma capitale. (Vol. IV, I personaggi), Milano, Casa Editrice Dottor Francesco Vallardi, 1931, pp. 53-54. URL consultato il 17 giugno 2011.
- Cecilio Fabris, Gli avvenimenti militari del 1848 e 1849. Parte prima: il 1848, Torino, Roux Frassati e C, 1898, vol. I: fino alla resa di Peschiera, p. 117.
- Michele Amari, Alessandro D'Ancona (a cura di), Carteggio di Michele Amari. Raccolto e postillato coll'elogio di lui letto nell'Accademia della Crusca, Torino, Roux Frassati e C, 1896, vol. I, pp. 407-408.
- Cesare Rovighi, Il generale Ignazio Ribotti. Dissertazione biografica, Firenze, Cassone e comp., 1866.
- Raffaele Santoro, Storia dei precipui rivolgimenti politici accaduti nel Regno delle Due Sicilie nel 1848-1849, Napoli, Tip. Rusconi, 1850, pp. LXI-LXII.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- Cacciatori della Magra su escursioniapuane.com