Ignazio Perricci

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Ignazio Perricci (Monopoli, 1837Napoli, 4 maggio 1907) è stato un artista e decoratore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Visse la sua infanzia a Monopoli e dopo aver compiuto gli studi della scuola dell’obbligo, divenne allievo del decoratore Antonio Conti, pittore a marmo della provincia di Como, che all’epoca operava a Monopoli e da lui apprese i primi rudimenti dell’attività artistica. L'esperienza con Conti lo entusiasmò e lo incoraggiò a trasferirsi a Napoli, maggiore centro culturale, politico, economico, artistico, musicale, sociale e religioso del Mezzogiorno, dove, a contatto con quella società viva e progressista, avrebbe potuto esprimere tutte le sue capacità. Frequentò l’Accademia di belle arti e studiò pittura ed architettura, bene inserendosi nell'ambiente artistico partenopeo. Fecondo pittore, scultore, decoratore, architetto, insegnò Pittura Ornamentale e Decorativa dal 1869 fino al 1907, anno della sua morte e divenne, a pieno titolo caposcuola della Scuola Decorativa Partenopea. Fu fondatore con Gaetano Filangieri iunior, Filippo Palizzi e Domenico Morelli del Museo Artistico Industriale, dove anche insegnò per alcuni anni. Fu Membro del Real Istituto d'Incoraggiamento.[1]

Ammirava ed amava l’arte classica, recandosi spesso a Roma che considerava fonte di perenne ispirazione. Il Perricci nelle sue opere si rifà ad un classicismo interpretato in modo originale, con dovizia di particolari e tecniche acquisite nella sua lunga e feconda esperienza di pittore, di scultore, di architetto e di decoratore, cercando sempre una completa e armoniosa sintesi e fusione dei suoi diversi modi espressivi.

Nel 1868 nacque la sua unica figlia Rosa, che poi andrà a vivere a Roma. Perricci morirà in solitudine a Napoli in via Riviera di Chiaia numero 14. I concittadini monopolitani riconobbero con un certo ritardo le sue qualità di grande e fecondo artista.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Nel 1854, all’età di 20 anni decorò alcune parti della Villa Reale La Favorita di Portici sotto la direzione di Michele Gagliani e si impegnò nel restauro decorativo della Chiesa di Santa Brigida di Napoli.

Nel 1856 insieme al collega tranese Biagio Molinaro vinse il concorso per la decorazione della gran sala destinata alla Corte Suprema di Giustizia di Castel Capuano. Sempre con Biagio Molinaro decorò la Cattedrale di Troia e in seguito decorò il Teatro Comunale di Trani.

Esordì come pittore da cavalletto alla Prima Mostra della Promotrice Napoletana, esponendo nel 1862 un’opera ad olio: Savonarola al letto di Lorenzo dei Medici. Il dipinto fu acquistato dal Comune di Napoli e collocato nelle Sale del Palazzo San Giacomo.

Nel 1865 Giuseppe Fiorelli e Michele Ruggiero gli affidarono le decorazioni di alcune sale del Museo archeologico nazionale di Napoli.Nel 1869, insieme a Morelli, Alvino, Bobbio e Francesconi, progettò la culla per Vittorio Emanuele III, Principe di Napoli.

Ritratto di Franz Listz ad opera di Ignazio Perricci.

Nel 1871, per ordine del cardinale Sisto Riario Sforza, provvide a decorare l’abside del Duomo di Napoli. A Napoli decorò, fra l’altro, le Sale del Consiglio provinciale, il Palazzo Guevara di Bovino, le Sale del Palazzo Vonwiller, la Sala da Ballo del Palazzo Compagna, la Sala per la Società Storica Napoletana, il Teatro Nuovo. Nell'esposizione Nazionale del 1877, ottenne il premio per il più fantasioso e ricco progetto per la sala dell'Ercole nella reggia partenopea.

A Monza decorò il Palazzo Reale, avvalendosi della collaborazione di Salvatore Postiglione. Fra il 1870 e il 1872 eseguì numerosi lavori al Castello Ducale di Corigliano Calabro: nella Sala del Trono, venne realizzato da Ignazio Perricci il Salone degli Specchi, capolavoro questo dell'arte decorativa barocco napoletana. Il soffitto è affrescato con effetto trompe-l'œil, con una prospettiva aperta su un cielo stellato, l'opera è denominata il "palcoscenico della vita".

A Roma tra il 1873 e il 1879 affrescò il meraviglioso Salone da Ballo, la Sala degli Specchi e altre stanze del Quirinale e alcune stanze di Palazzo Montecitorio.

A Torino lavorò al Museo Civico e partecipò all’Esposizione Nazionale del 1880 con due dipinti: Faone tra le allieve di Saffo e La primavera, quest’ultimo conservato nel Municipio di Monopoli nella stanza del Sindaco.

Nel 1881, insieme a Morelli, Dalbono e all’Arch. Raimondi, eseguì un progetto architettonico, presentato al Municipio di Napoli, per un Casinò artistico da realizzarsi nella Villa Comunale.

Tra i suoi ritratti più interessanti si distingue un vigoroso e ben riuscito Franz Liszt.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • La città di Monopoli gli dedica una strada.
  • Gli viene intitolata la sala consiliare del Comune di Monopoli.
  • Sulla sua casa natale, sita in via Barbacana n.19, nel centro storico di Monopoli, è murata una lapide commemorativa

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ vedi le note su Ignazio Perricci di Sebastiano Lillo in Monopoli sintesi storico geografica, Grafiche Colucci, Monopoli 1976

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sebastiano Lillo, Monopoli sintesi storico geografica, Monopoli, 1976, Officine Grafiche Colucci.
  • S. Carbonara, Monopoli, viaggio tra cronaca e storia , Monopoli 2012, ArtStampa Monopoli.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]