Ifrit

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L'ʿifrīt, scritto anche efreet, ifret, afrit, afret (arabo: عفريت, ʿifrīt, pl. عفاريت, ʿafārīt), è una tipologia di jinn, creatura soprannaturale presente della cultura araba e islamica. Può essere considerato dal punto di vista tipologico una figura di ciò che l'antropologia definisce trickster.

L'ʿifrīt nel Corano[modifica | modifica sorgente]

L'essere è menzionato nel Corano, alla Sura 27 (al-Naml - "La Formica": 39).

Qui si narra come Re Salomone cercasse tra tutte le creature quella che più velocemente gli avrebbe potuto portare il trono della Regina di Saba. Un forte ʿifrīt si presentò annunciando che i suoi poteri gli avrebbero permesso di compiere la missione prima ancora che il re avesse avuto il tempo di uscire dal suo palazzo. Venne però surclassato da un uomo di fede che in un batter d'occhio fece apparire il trono alle spalle del Re spiegando che la grazia di Dio aveva compiuto un miracolo.

L'ʿifrīt nella cultura popolare[modifica | modifica sorgente]

Gli ʿifrīt sono comunemente conosciuti come spiriti del fuoco. Appaiono come uomini di eccezionale forza e bellezza, ma è molto difficile avere contatti con loro. Si considerano superiori alle altre creature perché convinti della loro primigenia creazione e soffrono quindi molto il fatto che alcuni umani abbiano trovato delle formule magiche capaci di garantirgli il controllo su di loro. Quando interpellati mostrano un atteggiamento ironico e malizioso e tentano ogni volta che possono di travisare gli ordini del proprio padrone.

L'ʿifrīt nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Gli ʿifrīt sono stati ripresi in maniera assidua nei romanzi e nelle ambientazioni fantasy moderni. Ad esempio, gli efreeti sono presenti nel gioco di ruolo Dungeons & Dragons come una sottorazza malvagia dei geni e rappresentano l'elemento del fuoco così come gli djinn rappresentano l'aria, i marid l'acqua, i dao la terra e gli jann un misto di tutti e quattro. Fra i romanzi in cui appaiono gli ifrit si citano American Gods di Neil Gaiman e Le cronache di Narnia di C.S. Lewis, in cui è una delle creature seduta assieme alla Strega Bianca alla tavola di pietra, nonché nella Trilogia di Bartimeus di Jonathan Stroud dove rappresenta una delle suddivisioni degli spiriti evocabili (follettofoliotdjinnafritmarid).

Tra i videogiochi che hanno ripreso la figura dell'ʿifrīt si ricordano quelli delle serie Final Fantasy, Ragnarok Online, Heroes of Might and Magic, Tales of Symphonia, Rise of Nations: Rise of Legends, Rappelz, God of War e Devil May Cry. Oltre a ciò, sono stati utilizzati anche nella serie animata Aladdin, nel manga Bastard!! , nel gioco di carte collezionabili Magic: The Gathering e nella 5ª stagione della serie "True blood".

Nella serie "Mobile Suit Gundam side story: the Blue Destiny" ed in quella successiva, "Gundam: lost war chronicles" uno dei vari Mobile Suit presenti è il MS-08, il cui nome in codice è Efreet.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Virginia Vacca, "Appunti su un trattato arabo di ginnologia", in: Studi e materiali storici e religiosi (Studi in onore di Alberto Pincherle), 1967

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]