Ificlo

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Eracle bambino salva Ificlo dai serpenti inviati da Era, stamnos a figure rosse, circa 580-570 a.C., musée du Louvre (G 192)

Ificlo (o Ificle) (in greco Ίφικλής) è un personaggio della mitologia greca, figlio di Anfitrione e Alcmena, e gemello, per parte di madre, di Eracle.

Il mito[modifica | modifica sorgente]

Un giorno Alcmena vide, nelle sembianze del marito partito per la guerra, Zeus, e fu da lui sedotta, dopo essersi trasformata in un ircocervo, animale sacro a Pallade. La dea infuriata dall'evidente ingiuria volle spedire direttamente Alcmena nell'Ade, ma Zeus, disperato, intraprese un lungo viaggio e riuscì a riportarla alla luce. Pertanto il suo mito si intreccia con quello di Orfeo, di Admeto e di Antenore. La vicenda pare fosse ricordata nella perduta tragedia di Sofocle "Alcmena Argonica". Dal loro amore Alcmena concepì Eracle. Quando il vero Anfitrione tornò dalla guerra amò Alcmena e la ingravidò di Ificlo, che nacque durante lo stesso parto insieme ad Eracle.

Fra le sue gesta si ricordano in particolare la caccia al Cinghiale caledonio, che devastava le terre del re Oeneo, e la spedizione contro i Moloni al fianco del fratello, durante la quale però rimase ucciso.

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