Idrope

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L'ìdrope è un anormale accumulo di liquido trasudatizio nella cavità sierose del corpo, cavo pericardico, cavo pleurico e cavo peritoneale[1]. Il termine deriva dal latino hydrops, a sua volta derivante dal greco antico ὕδρωψ e composto da ὑδρο, acqua, e ὤψ, aspetto[2].

Idrope della colecisti[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di una complicazione della colelitiasi, dovuta all'esclusione della colecisti dal circolo biliare per ostruzione del dotto cistico o del collo della colecisti stessa da parte di un calcolo biliare[3].

La mucosa della colecisti assorbe i pigmenti biliari e le altre componenti della bile secernendo muco; la cavità si va riempiendo, così, di una soluzione mucoide e aumenta di dimensioni. Tale condizione può complicarsi ulteriormente, nel caso di sovrainfezione, con un empiema, oppure può andare incontro a perforazione. Più raramente può manifestarsi un infarto della colecisti[3].

Idrope endolinfatico[modifica | modifica sorgente]

È una condizione presente nelle fase iniziali della sindrome di Ménière. Inizialmente porta sono ad alterazioni della funzione uditiva; successivamente si cronicizza e coinvolge i labirinti provocando alterazioni dell'equilibrio[4].

Idrope fetale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Idrope fetale.

Si tratta di una condizione caratterizzata dall'accumulo di liquido nel corpo fetale, nei tessuti o nelle cavità sierose[5].

Si distingue una idrope fetale immune, dovuta alla presenza di anticorpi circolanti materni contro antigeni eritrocitari fetali, mentre in tutti gli altri casi si parla di idrope fetale non immune[5].

Nella metà di casi la causa rimane sconosciuta. Tra le cause riconosciute vi sono: l'alfa talassemia, malattie cardiache fetali, sindrome da trasfusione feto-fetale e infezioni fetali, specialmente quella da parvovirus B19[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Definizione Treccani
  2. ^ idrope in Treccani.it - Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  3. ^ a b Halpert, op. cit., pp. 245, 2007.
  4. ^ Alajmo, op. cit., pp. 178, 1995.
  5. ^ a b c Zanoio, op. cit., pp. 684-5, 2007.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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