Idriss Déby

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Idriss Déby
Idriss Deby Itno IMG 3730.jpg

Presidente del Ciad
In carica
Inizio mandato 2 dicembre 1990
Predecessore Hissène Habré

Dati generali
Partito politico Movimento Patriottico di Salvezza

Idriss Déby Itno (Fada, 18 giugno 1952) è un politico ciadiano.

È il Presidente del Ciad dal 1 dicembre 1990 ed il fondatore del Movimento Patriottico di Salvezza (Mouvement Patriotique du Salut).

Figlio di un allevatore appartenente al gruppo etnico Zaghawa, si è formato nell'Accademia Militare di N'Djamena, completando il suo addestramento in Francia.

Dagli inizi al colpo di stato[modifica | modifica sorgente]

Conclusa la sua formazione, nel 1976 Déby ritornò in Ciad, prestando servizio nell'esercito fino al 1979, anno in cui fu deposto il presidente Félix Malloum. Da quel momento Déby legò il suo destino a quello di Hissène Habré, uno dei principali signori della guerra del paese. Un anno dopo la conquista del potere dal parte di Habré, Déby fu nominato comandante in capo dell'esercito, ruolo nel quale si distinse sconfiggendo le forze filo-libiche nella parte orientale del Ciad.

Nel 1985 fu rimosso dall'incarico, ed inviato a Parigi per seguire i corsi della École de Guerre. Al suo ritorno venne nominato capo consigliere militare della Presidenza. Due anni più tardi, guidò nuovamente l'esercito contro le truppe libiche nel Ciad orientale, ottenendo notevoli successi sul campo.

Nel 1989 emerse un contrasto tra Habré e Déby sul crescente potere della Guardia Presidenziale e a seguito delle accuse mossegli da Habré, secondo il quale Déby era in procinto di preparare un colpo di stato, riparò dapprima in Libia, e successivamente in Sudan dove fondò il Movimento Patriottico di Salvezza, gruppo armato di insorti che, grazie al supporto di Libia e Sudan, attaccò le forze regolari di Habré nell'ottobre del 1989. Un anno più tardi, il 10 novembre 1990, le truppe di Déby sferrarono l'attacco decisivo, che le condusse, pochi giorni dopo (2 dicembre) ad entrare nella capitale N'Djamena senza incontrare resistenza.

Dall'ascesa al potere ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Il 28 febbraio 1991, dopo tre mesi di governo provvisorio, Déby venne nominato presidente del Ciad, fu successivamente confermato alla presidenza nelle elezioni del 1996 e in quelle del 2001. In queste ultime, tuttavia, gli osservatori internazionali riscontrarono irregolarità nelle procedure di voto.

Idriss Déby, presidente del Ciad

Il 26 maggio 2004, il Parlamento del Ciad adottò una modifica costituzionale per eliminare dalla Costituzione il limite di due mandati per l'elezione presidenziale, consentendo in tal modo a Déby di ripresentarsi anche alle elezioni del 2006.

Le elezioni presidenziali, svoltesi il 3 maggio 2006, si conclusero con la vittoria di Déby con una percentuale di voti a favore pari al 64,67% (inizialmente era stata annunciata una maggioranza del 77,60%).[1].

Idriss Deby è stato colpito nel 2007 da un grave lutto: la mattina del 2 luglio è stato trovato morto il figlio ventisettenne Brahim, il cui cadavere è stato rinvenuto in un garage presso la sua abitazione nella periferia Ovest di Parigi, nella quale viveva da tempo. Brahim era stato in precedenza arrestato dalla polizia francese per detenzione di stupefacenti. Si tratta probabilmente di omicidio, anche se è da escludersi il movente politico; la vittima da tempo non svolgeva più alcun incarico nel governo ciadiano. La giustizia francese ha aperto subito un'inchiesta per omicidio.

L'opposizione interna e le relazioni con il Sudan[modifica | modifica sorgente]

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Già nel 1999, tredici partiti e movimenti politico-militari tentarono di rovesciare il regime, ormai incentrato sulla figura del Presidente, senza tuttavia riuscirvi.

Nel febbraio del 2006, mentre Déby si trovava all'estero, le forze ribelli tentarono nuovamente il colpo di stato, con un piano che prevedeva, tra l'altro, l'abbattimento dell'aereo su cui il Presidente si trovava. Le truppe dei rivoltosi furono però respinte dai 1.100 soldati francesi in servizio in Ciad, i quali permisero a Déby di ritornare precipitosamente in patria.

Nella parte orientale del Paese vi sono stati, tra il 2005 e il 2006, vari conflitti armati con gruppi di insorti. Nell'aprile del 2006 si sono verificati scontri persino nella capitale N'Djamena

In conseguenza di tali sollevazioni, Déby ha accusato il Sudan di fornire aiuti ai rivoltosi. Tuttavia, dopo la riconferma di Déby alla presidenza nel 2006, i presidenti di Ciad e Sudan hanno convenuto di normalizzare le relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

Ciò non ha tuttavia affievolito la resistenza interna, guidata dal Rally for Democratic Forces, che ha impegnato l'esercito regolare in vari scontri armati, soprattutto nella regione di Abéché.

La questione sui proventi del petrolio[modifica | modifica sorgente]

Alla fine di agosto del 2006, Déby ha accusato le compagnie petrolifere operanti in Ciad (Chevron e Petronas) di non pagare all'erario le imposte dovute, ammontanti a più di 486 milioni di dollari.

Ritenendo di aver ricevuto solo "briciole" dalle multinazionali del petrolio, ha annunciato di voler riportare il 60% della produzione petrolifera del Paese sotto il controllo del governo.

Recentemente il Ciad ha approvato una legge che impone, secondo le indicazioni della Banca mondiale, di impiegare i proventi del petrolio nella sanità, nell'istruzione e in progetti di nuove infrastrutture.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine nazionale del Ciad - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine nazionale del Ciad

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) "Deby win confirmed, but revised down to 64.67 pct", IRIN, 29 maggio 2006.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente del Ciad Successore
Hissène Habré 1990- in carica

Controllo di autorità VIAF: 45389148 LCCN: n94050752

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