Ibn Rusta

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Abū ʿAlī Aḥmad ibn ʿUmar b. Rusta (in arabo: أبو علي أحمد بن عمر بن رُسته; Rosta, 903 circa – ...) è stato un esploratore e geografo persiano arabografo. Nato nel distretto di Rosta, a Isfahan (Persia sotto dominio arabo-islamico), Ibn Rusta fu autore di una compilazione geografica assai nota (il Kitāb al-aʿlāq al-nafīsa).

Dette della città di Iṣfahān una descrizione particolarmente precisa e utile. Dichiarava assai onestamente che per il suo lavoro s'era dovuto affidare a tradizioni orali particolarmente difficili da acquisire e interpretare, senza poter verificare la correttezza di quelle informazioni, se non quelle che gli derivavano dalla sua personale esperienza e dalla fiducia che riponeva in testimoni che riteneva affidabili. Si dispone così d'una descrizione dei venti distretti (rostaq) d’Isfahan, ricchi di dettagli del tutto assenti nelle opere di altri geografi. Per quanto riguarda la città stessa, possiamo sapere che essa era di forma perfettamente circolare, con una circonferenza della metà di una parasanga (farsang), con mura di cinta protettive difese da cento torri e quattro porte.

Le sue informazioni sui popoli non musulmani dell’Europa e dell’Asia fanno di lui una fonte essenziale sulla storia di regioni del mondo altrimenti quasi del tutto oscure (era anche al corrente dell'esistenza delle Isole britanniche e dell’eptarchia anglosassone in Inghilterra) e per la preistoria dei Turchi e di altri popoli delle steppe euro-asiatiche.

Si recò a Novgorod coi Variaghi (in arabo: روس, Rūs) e compilò opere riguardanti i propri viaggi, oltre a informazioni sui Khazari, Magiari, Bulgari e altri popoli ancora.

Ha lasciato una descrizione di Novgorod, la città dei Rūs' nel X secolo:

« I Rūs' vivono su un'isola ricoperta da boscaglia e da fitte foreste, per girare attorno alle quali bisogna fare tre giorni di cammino… ; razziano gli Slavi che raggiungono grazie ai loro navigli; li portano lontano con sé e… li vendono. Non hanno accampamenti, vivono solo di ciò che riescono a prendere… dalle terre degli Slavi. Quando un figlio nasce loro, il padre si dirige verso il neonato, spada in mano, e gettandolo a terra gli dice: “Non ti lascerò alcun bene: avrai solo quel poco che potrai procurarti con quest'arma »
(Kitāb al-aʿlāq al-nafīsa)

La sua impressione sui Rūs' fu assai favorevole:

« Portano vestiti di pregio e gli uomini si adornano con braccialetti d'oro. Trattano bene i loro schiavi, i quali portano vesti sontuose anch'essi, perché consacrano ogni loro sforzo al commercio. Vantano numerose città. hanno un'attitudine estremamente amichevole verso gli stranieri e quegli stranieri che presso di loro cercano rifugio. »
(Ibidem)

Tramandò anche il resoconto di un funerale a Birka.

Avendo viaggiato molto per l'Arabia, fu uno dei primi esploratori musulmani a descrivere la città di Ṣanʿāʾ:

« È una delle città dello Yemen di cui non se ne trovano di più grandi in montagna, nella Tihama o nel Hijaz une ville plus grande, né più popolose o prospere, d’origine più nobili o dotata di cibi più deliziosi… ; Ṣanʿāʾ è una città popolosa con begli alloggi, alcuni più degli altri, ma la maggior parte fra essi sono decorati di stucco, di mattoni cotti e di pietre intagliate… »

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • «Ibn Rusta», The Encyclopaedia of Islam (S. Maqbul Ahmad).
  • «Ibn Rustah», Encyclopaedia Iranica, New York 2003.
  • Iranica, «Ebn Rosta, Abū ʿAlī Aḥmad» (C. Edmund Bosworth).
  • Ibn Rustah, Kitāb al-aʿlāq al-nafīsa, ed. M. J. de Goeje, Bibliotheca Geographorum Arabicorum [BGA], Leiden, E. J. Brill, 1892.

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