I traditori

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I traditori
Giancarlo De Cataldo Interview.jpg
Giancarlo De Cataldo
Autore Giancarlo De Cataldo
1ª ed. originale 2010
Genere romanzo
Sottogenere storico
Lingua originale italiano
Ambientazione Italia e Londra, 1844-1872
Personaggi * Lorenzo di Vallelaura

I traditori è un romanzo storico di Giancarlo De Cataldo pubblicato nel 2010.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Le vicende del romanzo si svolgono in un arco di tempo di ventotto anni: dal 1844 al 1872. Lorenzo di Vallelaura, un giovane aristocratico veneziano, prende parte a un spedizione risorgimentale in Calabria coincidente verosimilmente con quella dei Fratelli Bandiera. In Calabria salva la vita di una giovane muta creduta una strega dai compaesani e soprannominata infatti "Striga". Fallita l'insurrezione, Lorenzo è catturato e condannato a morte; accetta la proposta del giudice borbonico Saraceni di diventare, in cambio della vita, una spia a favore dei Borboni e degli austriaci. Lorenzo si reca a Londra dove entra diventa uno stretto collaboratore di Mazzini, frequenta la cerchia degli intellettuali inglesi simpatizzanti per l'unità d'Italia e fornisce agli austriaci informazioni sulle iniziative di Mazzini attraverso il console austriaco Aschenbach.

Giunge a Londra anche Striga, tenuta in schiavitù da Lussardi, uno sfruttatore di bambini che vende poi la giovane donna a un aristocratico pervertito, Lord Chatam. Costui gira la ragazza al pittore Dante Gabriel Rossetti. Lorenzo si innamora di Lady Violet Cosgrave, un'affascinante aristocratica la quale è indecisa sui propri sentimenti nei confronti dell'italiano. Striga si appassiona alla matematica e collabora agli studi di Babbage e Lovelace sul calcolo automatico. Nel 1848 Lorenzo ritorna in Italia e partecipa alle sommosse e alle rivoluzioni nel suo doppio ruolo di rivoluzionario e agente provocatore-informatore a favore dell'Austria. A Milano Lorenzo salva Mazzini da un tentativo di rapimento organizzato da una squadra guidata da Vittorelli, un agente dello spionaggio piemontese il quale, durante l'azione, viene ferito a una guancia, con conseguente sfregio permanente, da Lorenzo. A Roma, durante la Repubblica Romana, Lorenzo conosce alcuni giovani patrioti italiani con cui manterrà in seguito stretti contatti personali: il romano Mario Tozzi, un sardo che si fa chiamare "Terra di Nessuno", una ragazza ebrea di nome Esther. Più tardi, a Londra, Lady Violet sposerà Mario Tozzi; Striga diventerà la compagna, e poi la moglie, di Terra di nessuno; Esther diventerà la compagna di Lorenzo. A Londra giungerà il giovane barone siciliano Michele Liberato il quale ha partecipato ai moti di Palermo dove è stato aiutato da Salvo Matranga; quest'ultimo è un giovane affiliato a una Società, che sarà chiamata in seguito "Mafia", il quale, a differenza dei vecchi affiliati, intuisce le potenzialità dei moti liberali.

Negli anni cinquanta Mario e Michele aprono un'impresa che importa marsala dalla Sicilia all'Inghilterra grazie all'aiuto di Salvo Matranga; quest'ultimo, per non aver richiesto fin dal primo momento l'aiuto della "Società", viene punito col taglio della mano dal vecchio capo don Calò. Von Aschenbach è omosessuale; Vittorelli gli tende una trappola, lo ricatta, si fa consegnare la lista delle spie austriache che utilizzerà fra l'altro anche per costringere Lorenzo fornire informazioni ai piemontesi. Le informazioni sui progetti di Mazzini che Lorenzo fornisce a Vittorelli sono utilizzate in modo spregiudicato dal referente di Vittorelli, il conte di Cavour. Alcuni eventi clamorosi, quali gli attentati di Pianori (1855) e di Orsini (1858) a Napoleone III o la sfortunata spedizione di Pisacane (1857), attribuiti dall'opinione pubblica ai mazziniani, sono stati in realtà avversati da Mazzini e sfruttati a fini politici di Cavour. Nel frattempo si verificano delle crisi sia in seno al partito mazziniano, le cui finalità sono ora criticate dai moderati filo-sabaudi, sia fra lady Violet e Mario, e fra Lorenzo ed Esther (la giovane seguirà un rabbino e sarà uccisa qualche anno dopo in Russia durante un pogrom) e fra Striga e Terra (il giovane mazziniano sarà rinchiuso nello spaventoso carcere borbonico di Favignana, vessato anche dai reclusi camorristi).

L'unificazione d'Italia si realizza con la guerra del 1859 e alla spedizione dei Mille a cui segue poco tempo dopo la morte di Cavour («Ha fatto l'Italia, l'Italia a modo suo, e che altro gli restava da fare se non andarsene?»). Vittorelli, il cui giudizio sui successori di Cavour (Ricasoli, Rattazzi, Farini) è del tutto negativo, si dedica alla repressione del brigantaggio in Calabria che colpisce soprattutto l'inerme popolazione generale. Rivoluzionari idealisti come Terra e Corrao perdono le residue speranza dopo la giornata dell'Aspromonte (1962). Dopo la guerra del 1866 Lorenzo, accompagnato da Lady Violet, può tornare a Venezia, dopo ventidue anni di esilio: viene accolto da eroe e spinto dalle sinistre a candidarsi a sindaco della città, ma un pamphlet anonimo, preparato da Vittorelli, rivela la sua passata attività di spia. Umiliato e abbandonato da Violet, Lorenzo cercherà la morte nella campagna garibaldina del 1867: nonostante si esponga a Villa Glori, Lorenzo sopravviverà perfino al massacro del lanificio Ajani e verrà rinchiuso al San Michele. Il romanzo si chiude con la morte di Mazzini a Pisa (10 marzo 1872), sotto falso nome, assistito da Lorenzo. Lorenzo confessa al morente Mazzini di averlo tradito; Mazzini sorridendo gli risponde di averlo sempre saputo, che era ciò che andava fatto, e che Lorenzo dovrà continuare la sua opera.

Edizione[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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