I sette minuti che contano

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I sette minuti che contano
Titolo originale The Seven Minutes
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1971
Durata 115 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, erotico
Regia Russ Meyer
Soggetto Irwing Wallace (dal romanzo omonimo)
Sceneggiatura Richard Warren Lewis
Produttore Russ Meyer, Eve Meyer, Red Hershon
Casa di produzione 20th Century Fox
Fotografia Fred Mandl
Montaggio Dick Wormell
Musiche Stu Phillips
Interpreti e personaggi

I sette minuti che contano è un film del 1971, diretto da Russ Meyer.

Fa parte del contratto firmato da Meyer con la 20th Century Fox, dopo l'ottimo successo riscosso da Lungo la valle delle bambole. Per seguire le direttive della major Meyer fu costretto a ridurre le scene di sesso, presenti di solito in dosi massicce nei suoi film. Questo scontentò i suoi fans e il film risultò un flop al botteghino. Il contratto con la 20th Century Fox fu annullato, e Meyer tornò a fare il regista di film indipendenti.[1]

Trama [modifica]

In una libreria un ragazzo compra un romanzo intitolato I sette minuti, che descrive i desideri e le fantasie delle donne. Il ragazzo sarà arrestato per stupro.

Elmo Duncan (Philip Carey), un procuratore che lotta contro la pornografia, decide di sfruttare il caso e inizia una furiosa campagna moralizzatrice, accusando l'editore del libro di oscenità.

L'avvocato difensore è il giovane Mike Barrett (Wayne Maunder), che vede sparire alcune prove e non può ascoltare tutti i testimoni, dato che il romanzo è stato scritto negli anni trenta e il suo autore è morto.

In realtà l'autore del libro era una donna, Costance Cumberland (Yvonne De Carlo), e che è ancora viva. La sua deposizione risolverà il caso, e dimostrerà l'insensatezza delle accuse del procuratore.

Note [modifica]

  1. ^ Furia Berti, Russ Meyer, Il Castoro Cinema, Milano, 2006.

Collegamenti esterni [modifica]

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