I ragazzi della via Pál
| I ragazzi della via Pál | |
|---|---|
| Titolo originale | A Pál utcai fiúk |
| Prima edizione | |
| Autore | Ferenc Molnár |
| 1ª ed. originale | 1906 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | per ragazzi |
| Lingua originale | ungherese |
I ragazzi della via Pál (in ungherese A Pál utcai fiúk) è un romanzo per ragazzi di Ferenc Molnár, pubblicato a puntate su una rivista nel 1906 e destinato agli adulti come denuncia della mancanza di spazi per il gioco dei ragazzi. È forse il più popolare romanzo ungherese, nonché uno dei più noti classici della letteratura per l'infanzia.
In Italia il romanzo è noto anche come I ragazzi della via Pal o I ragazzi della via Paal. Quest'ultima versione è stata per decenni quella utilizzata in Italia perché nella lingua ungherese il grafema "á" non equivale al fonema "a" della lingua italiana, ma ad una a molto allungata[1] che non esiste nella lingua italiana. Così, per facilitare una pronuncia attendibile del nome, la lettera "á" è stata translitterata in "aa".
Indice |
[modifica] Trama
A Budapest, nella via Pàl, c'è il quartiere generale di una banda di ragazzi. Al comando di Boka,(il capo della banda), si schierano Geréb, Nemecsek e moltissimi altri ragazzi. Solo Boka, saggio ed equilibrato, ha il grado di generale; tutti gli altri hanno un grado fra sottotenente e capitano, ad eccezione di Nemecsek, l'unico soldato semplice.
L'area della via Pàl è vicina al quartier generale delle Camicie rosse, guidate da Feri Ats, fiero avversario di Boka. Egli rubò la bandiera a una delle fortezze dei ragazzi della via Pàl. Boka, Nemecsek e uno dei ragazzi organizzarono allora una spedizione per riprenderla nel campo nemico. La spedizione è piena di colpi di scena e imprevisti. Nemecsek cade accidentalmente nel laghetto e poi, per nascondersi dalle camicie rosse, andò nella vasca dei pesci rossi prendendosi un raffreddore. il capo della banda, scoprì il tradimento di Geréb, che era invidioso , perché questi lo ha sconfitto nell'elezione del comandante.
Nel gruppo è emersa però una sottostruttura: la Società dello Stucco, formata da tutti i componenti ad eccezione di Boka e Csónakos. Scoperti da un professore con atteggiamento un po' scontroso e coraggioso oppositore di qualsiasi associazione fra i ragazzi, sono costretti a proseguire di nascosto. I membri della Società dello Stucco bandiscono Nemecsek per indisciplina: in realtà il ragazzo stava inseguendo Geréb, il quale col suo tradimento mette in pericolo l'organizzazione principale. La salute di Nemecsek peggiora, ma il ragazzo si reca di nascosto all'Orto botanico, durante una riunione delle Camice Rosse di Feri Ats. Scoperto, viene scaraventato nel laghetto per punizione e poi lasciato andare: non viene infatti picchiato in quanto lo si ritiene troppo debole. In questo modo, però, Nemecsek peggiora ulteriormente le sue condizioni. Nemecsek non si trattiene, poi, dal dare una lezione di dignità a Geréb, presente alla riunione, che si pente segretamente ed assiste agli onori delle armi che Áts fa riservare a Nemecsek mentre questi lascia l'Orto botanico, in segno di rispetto per la lezione morale impartita alle Camicie Rosse.
È solo quando le Camicie rosse dichiarano guerra ai ragazzi della via Pàl che Geréb torna, mentre questi ultimi organizzano la difesa, e chiede perdono a Boka; il generale però rifiuta, lasciandolo in lacrime. Il padre di Geréb, di fronte al pianto del figlio, gli chiede spiegazioni e si avvia verso il campo, dove i membri della Società dello Stucco scaricano la responsabilità su Nemecsek. Nemecsek è ormai sul punto di svenire fra le braccia di Boka, che lo riporta a casa. Per sottrarre Geréb alle percosse di suo padre, Nemecsek ha taciuto la verità, negando il tradimento di Geréb e prendendosi la colpa, ma è gravemente malato e viene messo a letto con la febbre altissima. Mentre Boka predispone la trincea, le bombe di sabbia e le lance e illustra il piano definitivo della battaglia, arriva una lettera con la quale Geréb si dichiara apertamente pentito, e trasmette ai ragazzi di via Pàl preziose informazioni sui nemici. Viene così riammesso nelle loro file. Con uno stile emozionante Molnár descrive la battaglia, che inizialmente avvantaggia le truppe di Boka. Ma la situazione precipita, e le Camicie rosse, che stanno per liberare tutti i prigionieri, sono sul punto di vincere. È allora che Nemecsek, scappato di casa nonostante la febbre, si getta su Ats, stendendolo e facendo vincere la battaglia i ragazzi della via Pàl.
L'eroismo costa caro a Nemecsek, che muore nel suo letto di polmonite, dopo uno straziante ultimo incontro con Boka ma senza ricevere le scuse dei membri finalmente pentiti della Società dello Stucco, che arrivano troppo tardi.
Boka, sconvolto, si reca al campo, e scopre che il proprietario del terreno di lì a poco farà costruire un palazzo. Boka fissa pensosamente davanti a sé, e per la prima volta nella sua anima di ragazzo, l'idea di ciò che è propriamente questa vita, per la quale loro hanno lottato.
[modifica] I personaggi
[modifica] I ragazzi della via Pàl
- Giovanni (János) Boka, capo della banda dei ragazzi della via Pál, è il più saggio fra i suoi componenti e chiede sempre scusa agli altri. Sa prendere decisioni, organizzare un piano, è prudente ed equilibrato. Boka si esprime molto spesso in prima persona e si sforza di dare il buon esempio, tanto che Molnár lo descrive come "giusto" (è in grado, all'occorrenza, anche di punirsi da solo). I ragazzi riconoscono in lui non solo la guida di cui hanno bisogno, ma una certezza; comunica serenità e sicurezza. Il libro non lo descrive fisicamente, salvo nel tono della voce, che è molto simile a quello di un adulto. Il tutto in Boka contribuisce a creare un modello di ragazzo particolarmente serio e maturo.
- Desiderio Geréb (Dezső Geréb), alternativamente tenente e soldato semplice; sottotenente delle Camicie rosse. È il traditore del ragazzi di via Pál. Ambizioso, irrequieto e spericolato, è in competizione con Boka per il ruolo di capo e non sopporta il suo temperamento pacato e giudizioso. Battuto da Boka e accecato dalla gelosia, sentendosi migliore si schiera con le Camicie rosse. Sarà Nemecsek a ridestare la sua coscienza e a provocare il suo pentimento. In battaglia si comporterà nobilmente recuperando l'amicizia delle truppe di Boka, la sua dignità e il suo ruolo.
- Csónakos (tenente). Fra i componenti Csónakos è la figura più importante. È un ragazzo di campagna, molto abile nell'arrampicarsi sugli alberi e nell'emettere fischi potenti. Impulsivo e allegro, è uno dei pochi non ambiziosi e non gelosi dell'amicizia fra Boka e Nemecsek. È lui che riesce a rinchiudere e battere uno dei fortissimi fratelli Pásztor.
[modifica] Componenti della "Società dello Stucco"
- Ernesto Nemecsek (Ernő Nemecsek), soldato semplice, poi capitano; segretario della Società dello Stucco. Biondo, delicato, magro e piccolo di costituzione, Nemecsek è un ragazzo, come gli altri, di famiglia povera; incompreso e perseguitato, gode però della fiducia e dell'amicizia di Boka. Molnár ne esalta il valore, la sincerità, la nobiltà d'animo, la propensione al sacrificio nonostante la malattia: doti che lo pongono in risalto fra le gelosie dei compagni e ne fanno un eroe. La sua vicenda si conclude tragicamente con la morte causata da una forte febbre.
- Francesco Weisz (Ferenc Weisz), tenente ed ex presidente della Società dello Stucco. Viene scelto da Boka per comandare il "Battaglione A" nella guerra contro le Camicie rosse. Fondatore e primo presidente della Società dello Stucco, è lui che dichiara codardo Nemecsek. Il pentimento di Weisz è particolarmente amaro ed evidenziato nella scena in cui si reca a presentare le scuse a Ernő in punto di morte; non fa però in tempo a leggerle.
- Paolo Kolnay (Pál Kolnay), tenente, aiutante di campo, cassiere ed ex presidente della Società dello Stucco. Kolnay è il primo ad accusare Nemecsek di tradimento della Società dello Stucco, di cui viene eletto presidente; ma non è molto ligio ai suoi doveri. Non va mai d'accordo con Barabás, e a volte vengono alle mani. Si riconcilieranno al termine del libro.
- Barabás (tenente; guardasigilli della Società dello Stucco). È scanzonato, impulsivo, a volte impertinente e portato a parlare a sproposito. Barabás è molto utile nella battaglia decisiva, perché è un eccellente tiratore. È uno dei primi a rendersi conto di aver sbagliato nei confronti di Nemecsek. Litiga continuamente con Kolnay.
- Csele (tenente; aiutante di campo; membro della Società dello Stucco). Ha tratti fisici molto delicati, ma è l'elegantone del gruppo, sempre impeccabile e in ordine. Come membro della Società dello Stucco non carica molto l'accusa nei confronti di Nemecsek, e lo sostituirà come aiutante di campo.
- Francesco Leszik (Ferenc Leszik), sottotenente e redattore dei processi verbali nella Società dello Stucco. È un tipo silenzioso, poco in evidenza nel testo. Molnár però lo fa uscire per ultimo, fra i membri della Società dello Stucco, dalla stanza di Nemecsek dopo la sua morte. Leszik comanda il "Battaglione B" nella guerra alle Camicie rosse.
- Richter (componente dei ragazzi della via Pál; membro della Società dello Stucco). È una figura poco in evidenza, salvo essere posto al comando del "Battaglione C" nella guerra contro le Camicie rosse.
[modifica] Camicie rosse
- Franco Áts (Feri Áts), il capo. Il rivale di Boka è un ragazzo prestante, forte, audace e molto fiero; ma non è esclusa dal suo carattere una notevole dignità, che gli fa apprezzare il coraggio di Nemecsek (anche se non gli impedisce di punirlo facendolo gettare nel laghetto). Le Camicie rosse prendono nome dalla sua abitudine, imitata dai compagni, di indossare una camicia rossa. Viene spodestato dal più anziano dei fratelli Pásztor dopo la sconfitta.
- I Fratelli Pásztor (membri influenti). È una coppia di fratelli molto temuti, che lo scrittore lascia presumere assai prestanti; i Pásztor sono in grado di correre velocissimi, ma sono due figure cupe: camminano torvi, col mento sul petto e le mani in tasca. Hanno razziato le biglie di Nemecsek e di altri ragazzi della via Pál, contravvenendo così agli ordini di Feri Áts di non maltrattare i più deboli. Avranno anch'essi un rimorso molto pesante e si affezioneranno a Nemecsek, che li perdonerà. Il maggiore dei fratelli Pásztor è il più in evidenza e comanda una parte dell'esercito; diventerà capo dell'organizzazione dopo la sconfitta.
- Szebenics (capo arsenale). Non è un personaggio di particolare spessore. La sua stupidità salva Boka, Csónakos e Nemecsek da sicura cattura nella spedizione all'Orto botanico.
- Wendauer (trombettiere e sostituto di Szebenics come custode dell'arsenale). Anche Wendauer non è un personaggio di rilievo; è il più piccolo delle Camicie rosse e perciò viene tirato in causa da Szebenics di fronte alle piccole impronte di Nemecsek trovate sul terreno.
- Szelnyk (soldato). Viene incaricato da Ats di battere i cespugli alla ricerca dei ragazzi di via Pál, in occasione della sortita di questi ultimi all'orto botanico per recuperare la bandiera.
[modifica] Personaggi secondari
- Janò: È la guardia notturna slovacca della segheria a vapore; di giorno dorme. Ha un cane nero di nome Ettore che è l'unico soldato semplice insieme a Nemecsek. È affezionato ai ragazzi e divertito alle loro manifestazioni di gioco. Si accontenta di fumare nella pipa le cicche di sigarette che gli portano i ragazzi della via Pál, ma ha un debole per i sigari, al punto che Geréb riesce a corromperlo con questi (aggiungendo alla promessa dei fiorini).
- Sig.Nemecsek: il sarto padre di Ernö
- Sig.Gerèb: il padre di Gerèb
- Ettore (Hector): il cane nero di Janò e "mascotte" del gruppo, nonché soldato semplice assieme a Nemecsek.
- Il profesor Racz: il professore del ginnasio dei ragazzi della via Paal
[modifica] Nomi
I nomi originali ungheresi dei ragazzi della via Pál sono talvolta tradotti, specie nelle edizioni meno recenti. Di seguito sono indicati alcuni di essi e i loro corrispondenti italiani (è rispettato l'uso ungherese della forma cognome + nome).
| Forma ungherese | Forma italiana |
|---|---|
|
Boka János |
Giovanni Boka |
Da notare che il nome Pál (Paolo) curiosamente non è tradotto nel titolo, come avviene nelle versioni in altre lingue del romanzo. Feri, invece, è il diminutivo del nome Ferenc (Francesco), lo stesso dell'autore. Da ultimo si può ricordare un calembour sul quale Molnár gioca nel corso del romanzo: il cognome Csónakos, in ungherese, significa "barcaiolo".
[modifica] Oggetti ricorrenti nel romanzo
- Einstand. Tradotto fermolì o altolà in altre versioni, è un'intimazione di "guerra" fatta da un ragazzo più forte nei confronti di uno più debole. I fratelli Pásztor, ad esempio, lo rivolgono a Nemecsek al Museo Nazionale.
- Libro nero (fekete könyv). È il libro in custodia di Geréb sul quale vengono annotati i comportamenti riprovevoli commessi sul campo.
- Stucco della Società (egyleti gitt). Lo Stucco viene raccolto dai membri della Società. Il presidente ha l'obbligo di masticarlo affinché non indurisca.
- Ruderi dell'Orto botanico. Sono l'arsenale segreto delle Camicie Rosse, dove sono nascoste le lance e i tomahawk. Boka, Csónakos e Nemecsek vi si rifugiano durante la spedizione al covo nemico. Non sono i resti di un antico maniero, poiché sono state "costruite" le sole rovine.
[modifica] Trasposizioni cinematografiche
- I ragazzi della via Paal, film diretto da Béla Balogh nel 1929
- I ragazzi della via Paal (No Greater Glory), film diretto da Frank Borzage (1934)
- I ragazzi della via Paal, film diretto da Alberto Mondadori e Mario Monicelli (1935)
- I ragazzi della via Paal (A Pál-utcai fiúk), film diretto da Zoltán Fábri, per il quale ebbe una nomination all'Oscar (1969)
- I ragazzi della via Pal, film TV diretto da Maurizio Zaccaro (2003)
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni da Ragazzi della via Pál, I
[modifica] Note
- ^ Si veda alla voce alfabeto ungherese.