I ragazzi della mia vita

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I ragazzi della mia vita
The boys of my life.png
Brittany Murphy e Drew Barrymore in una scena del film
Titolo originale Riding in Cars with Boys
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 2001
Durata 132 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia drammatica
Regia Penny Marshall
Soggetto dal romanzo autobiografico di Beverly D'Onofrio
Sceneggiatura Morgan Ward
Fotografia Miroslav Ondrícek
Montaggio Richard Marks, Lawrence Jordan
Musiche Hans Zimmer
Scenografia Bill Groom
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

I ragazzi della mia vita (Riding in Cars with Boys) è un film del 2001 diretto da Penny Marshall, tratto dal romanzo autobiografico di Beverly D'Onofrio.

Tra gli attori spiccano Drew Barrymore in un altro punto vincente della sua carriera, James Woods nella parte del padre poliziotto e Rosie Perez in una piccola parte nel ruolo della nuova compagna del marito di Beverly.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Beverly D'Onofrio è una quindicenne romantica e ingenua; innamorata della letteratura e aspirante giornalista, sogna di trasferirsi a New York per coronare il suo sogno più grande: pubblicare un romanzo. Una sera, partecipa ad una festa insieme alla sua migliore amica Fay, e in seguito ad alcune vicissitudini è costretta a scappare dal party insieme ad un giovane appena conosciuto, Ray, con cui ha dei rapporti sessuali nella sua macchina. Dopo aver scoperto di essere incinta, i genitori le impongono di sposare il ragazzo, anche se lei non ne è per niente innamorata... Il padre di Bev, durante le nozze, dimostra il proprio rammarico nell'aver subito tale umiliazione da sua figlia, cosa che non fa altro che aggravare la depressione della ragazzina. Così Fay, spinta dall'affetto che prova nei confronti della sua amica, fa un breve discorso di incoraggiamento, coronando il tutto con la notizia della sua gravidanza. Le ragazze da quel giorno iniziano a fare progetti sul futuro dei loro figli, sicurissime che entrambe partoriranno due belle bambine. Ahimè, al momento della nascita, Beverly dà alla luce un bel maschietto, che chiamerà Jason. Da qui inizieranno i problemi veri e propri: suo marito Ray perde il lavoro e inizia ad ubriacarsi, lei viene derisa dalle sue ex compagne di scuola per il fatto che lavora in un Fast Food e perde un importante borsa di studio per colpa di suo figlio... finché un giorno, al settimo compleanno di Jason, un suo vecchio amico spunta fuori e le offre di partire con lui in California. Dopo aver convinto i suoi familiari, Beverly manda suo marito a comprare un'aspirina per suo figlio, ma ben presto riceve una telefonata urgente da sua madre... Quando giunge a casa trova suo padre in compagnia di Ray, che le confessa di essere un tossicodipendente da due anni. Delusa e amareggiata, cerca di aiutare suo marito a guarire, ma capendo che è inutile, dopo che lo stesso torna a casa drogato, gli intima di andarsene via per sempre. Il bambino non prende bene l'abbandono del padre, attribuendo tutta la colpa a Beverly. Poco tempo dopo, la ragazza decide di vendere marijuana insieme a Fay e al suo vicino di casa, tutto per assicurare a lei e a Jason un biglietto per andarsene da lì. Ma Jason lo riferisce a suo nonno, poliziotto, che essendo ancora in rapporti disastrosi con la figlia...l'arresta.

Fay viene scarcerata grazie alla cauzione di suo fratello, con cui stringe un accordo: lui porterà lei ed Amelia via da lì, le offrirà vitto e alloggio, ma in cambio lei non dovrà mai più vedere la sua amica. E così Beverly, dopo essere rimasta completamente sola, scarica tutto il suo nervosismo sul figlio, colpevole di aver detto la verità. Ormai Jason ha 11 anni, è un ragazzino sveglio e intelligente, ed ha stretto amicizia con Amelia, figlia di Fay. Lava, stira, cucina, fa la spesa proprio come un adulto... e la madre non gli concede mai di giocare né di avere una TV tutta sua. A distanza di 9 anni, Beverly riesce a trasferirsi nella grande mela, diventa una giornalista e ottiene il consenso per pubblicare il suo romanzo autobiografico "Riding in Cars with Boys", da cui prende titolo il film. Ora le manca solo la firma di Ray come permesso, in quanto nel libro vengono citati particolari come l'illegalità e la droga. Dopo un ultimo litigio tra madre e figlio, Jason le confessa di essere innamorato di Amelia e di voler partire con lei. Allora sua madre, per dimostrargli di amarlo, gli lascia la macchina e lo fa partire subito, telefonando poi a suo padre che va a riprenderla. Il film si conclude con Beverly e suo padre, in macchina, che cantano la nota canzone "All I have to do is dream", sottolineando così la loro riconciliazione. La scena ci riporta all'inizio del film, a quando Bev era solo una bambina e intonava con suo padre la "loro" canzone.

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