I quattro dell'Ave Maria

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I quattro dell'Ave Maria
Ace High Wallach.jpg
Cacopoulos (Eli Wallach)
Paese di produzione Italia, Spagna, Germania
Anno 1968
Durata 132 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere western
Regia Giuseppe Colizzi
Soggetto Giuseppe Colizzi
Sceneggiatura Giuseppe Colizzi
Produttore Bino Cicogna e Giuseppe Colizzi
Fotografia Marcello Masciocchi
Montaggio Marcello Malvestito
Effetti speciali Erasmo Bacciucchi
Musiche Carlo Rustichelli
Scenografia Gastone Carsetti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

I quattro dell'Ave Maria è un film del 1968 diretto da Giuseppe Colizzi.

Fra i più celebri western all'italiana, è il secondo capitolo della trilogia del regista iniziata con Dio perdona... io no! e conclusa con La collina degli stivali. Alla collaudata coppia Bud Spencer & Terence Hill del primo film Colizzi affianca, in un ruolo di primissimo piano, l'istrionico Eli Wallach già sperimentato con successo da Sergio Leone per Il buono, il brutto, il cattivo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Cat Stevens e Hutch Bessy sono reduci dalla caccia a Bill Sant'Antonio. Il bandito è saltato in aria, e la mancata prova della sua morte impedisce loro d'incassare la taglia sulla sua testa. Restituiscono allora alla Harold's Bank i trecentomila dollari in oro trafugati dal fuorilegge e a suo nome si presentano dal presidente. Accettando di riceverli, questi si svela complice del bandito e s'espone alla loro pretesa d'ottenere come ricompensa la sua parte nelle rapine di Sant'Antonio.

Ricevuta una grossa somma in oro, Cat e Hutch s'apprestano a lasciare la città. Harold, però, intende recuperare quanto sborsato, e a tal fine si reca in carcere per ingaggiare un vecchio complice, Cacopoulos, già condannato all'impiccagione. Il galeotto accetta e viene fatto evadere, ma mentre esce di prigione s'avvede che l'aiuto sceriffo è stato assassinato con il suo coltello. Raggiunge allora il banchiere per provocarlo, finché Harold tenta d'ucciderlo e viene freddato.

Cacopoulos è uno strano bandito, nipote d'un commerciante di pelli greco che aveva avuto una relazione con un'indiana Cherokee e che l'aveva allevato dopo la morte del padre. Ha l'abitudine di maneggiare sempre un rosario, a volte di sgranarlo, specie quando spara. Dopo una fruttuosa rapina in banca è stato tradito dai tre complici, che l'hanno lasciato catturare e marcire nelle galere per quindici anni, mentre loro si sono tutti arricchiti. Harold, in particolare, aveva atteso che egli fosse rilasciato per farlo incolpare d'un altro delitto (commesso proprio con il suo coltello, appositamente sottrattogli) e ottenere la sua condanna a morte.

Quella nei confronti di Harold è infatti solo la prima d'una serie di vendette che Cacopoulos dovrà compiere nei confronti dei vecchi amici. Prima, comunque, s'impadronisce dell'oro di Stevens e Bessy, lasciandoli anche a piedi in una landa desolata. Quando i due raggiungono la prima abitazione, scoprono per la prima volta che il rapinatore dilapida il loro denaro offrendolo a chiunque incontri sul suo cammino.

Cacopoulos intanto è sceso in paese in compagnia del funambolo Thomas, abile pistolero, poi è subito ripartito alla volta del Messico. Cat e Hutch lo rintracciano oltre frontiera. Il bandito, però, ha messo l'oro al sicuro e propone a Hutch di unire le forze per completare la sua vendetta, promettendo di restituirgli il bottino alla fine. Costretto ad accettare, Hutch aiuta Cacopoulos a vendicarsi dell'ex complice Paco. Per farlo devono tuttavia violare il fortino dove Paco, in veste di giudice, sta condannando alla fucilazione alcuni ribelli.

Finiti sul patibolo, vengono liberati grazie a una banda di peones, ingaggiati da Cat dietro promessa d'una ricompensa e capeggiati da Cangaceiro. Per evitare di spartire il denaro fra tutti, i tre si mettono in fuga. Cacopoulos gioca un altro tiro ai soci lasciandoli di nuovo a piedi. Cat e Hutch si rimettono sulle sue tracce e lo ritrovano ancora, in compagnia di Thomas, a Fair City, dove l'ultimo ex amico Drake gestisce una casa da gioco.

Cacopoulos nel frattempo ha perso tutto al casinò, ma ha anche scoperto che la roulette è truccata. Compreso il meccanismo della truffa, tutti e quattro s'accordano di sostituirsi ai complici di Drake l'indomani, all'ora dell'Ave Maria. Il piano viene smascherato quando Cacopoulos ha già vinto una grossa somma. Ma anche gli avventori del casinò ormai sono venuti a conoscenza del trucco ai loro danni. Drake e i suoi soci sono costretti a pagare e a misurarsi in duello con i quattro dell'Ave Maria. I soci vengono uccisi. Solo Cacopoulos risparmia l'antico amico, al quale doveva essere particolarmente legato, disarmandolo. Lo lascia così nelle mani dei truffati e, presto, del boia.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato prodotto dalle società Crono Cinematografica[1] e Finanziaria San Marco[2] e dalla coppia Bino Cicogna e Giuseppe Colizzi.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Date di uscita[modifica | modifica sorgente]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Definito “brioso” e “scattante”, il film è una delle prime collaborazioni fra Hill e Spencer, le cui interpretazioni sono quasi pari a quella di Eli Wallach.[3]

Espedienti narrativi[modifica | modifica sorgente]

I consigli del nonno[modifica | modifica sorgente]

Cacopoulos ricorda continuamente il nonno per gl'insegnamenti che gli dispensava (e che gli permettono di giustificare le sue azioni, spesso insidiose, nel corso della vicenda), introducendoli con la frase “Mio nonno mi diceva sempre...”:

  • “Anche se hai solo un piccolo vantaggio, figliolo, bada a non perderlo: nella migliore delle ipotesi verresti considerato scemo”
  • “Mi raccomando, non dire mai bugie: significherebbe avere paura. Ma neppure la verità devi dire: nel migliore dei casi ti metterebbero in croce com'è già capitato a qualcuno nei secoli andati”
  • “Se hai una pagnotta, per quanto grande sia, non dividerla mai in fette troppo sottili se non vuoi restare a stomaco vuoto”
  • “Un alleato è poco, ma due sono troppi”.

Nella scena finale, invece, l'incipit “Mio nonno mi diceva sempre...” resta sospeso, poiché subito dopo il bandito frana a terra, apparentemente morto.

Ordine e legalità[modifica | modifica sorgente]

I tre ex amici di Cacopoulos sono diventati tutti notabili dei rispettivi paesi, il cui motto è costantemente “Ordine e legalità”. Esso appare in inglese (Law and order) al passaggio d'una banda nella città di mister Harold, è ripetuto in spagnolo (Orden y legalidad) su un muro del fortino dove si trova Paco, e infine viene citato da Drake in un brindisi nella casa da gioco.

La sparatoria[modifica | modifica sorgente]

Un momento centrale è la lunga sparatoria che fa da sfondo alla vendetta su Paco. La scena è retta per un totale di 7 minuti e 24 secondi dal momento in cui l'assalto libera Hutch e Cacopoulos dalla fucilazione a quello in cui il bandito confessa a Bessy d'aver “dimenticato” di riscuotere da Paco un credito, come gli aveva promesso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Annuario del cinema italiano & audiovisivi, Centro di studi di cultura, promozione e diffusione del cinema, 1977, p. 15.
  2. ^ Il Sole 24 ORE, I quattro dell'Ave Maria. URL consultato il 29 agosto 2011.
  3. ^ Morando Morandini, Luisa Morandini, Laura Morandini (collaboratore Mauro Tassi), Il Morandini 2010, Zanichelli, 2010, p. 1192, ISBN 978-88-08-30176-5.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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