I promessi sposi (sceneggiato televisivo 1967)

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I promessi sposi
Vannucchi girotti i promessi sposi.jpg
Luigi Vannucchi e Massimo Girotti in una scena
Paese Italia
Anno 1967
Formato miniserie TV
Genere sceneggiato televisivo di genere letterario e storico
Puntate 8
Durata 480 min circa (durata totale)
Lingua originale italiano
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio 4:3
Colore bianco e nero
Audio mono
Crediti
Regia Sandro Bolchi
Soggetto Alessandro Manzoni
Sceneggiatura Sandro Bolchi, Riccardo Bacchelli
Interpreti e personaggi
Fotografia Alberto Savi
Musiche Fiorenzo Carpi
Scenografia Bruno Salerno - Romana Arcelli Beltrachini
Costumi Emma Calderini
Produttore RAI Radiotelevisione Italiana
Prima visione
Prima TV Italia
Dal 1º gennaio 1967
Al 19 febbraio 1967
Rete televisiva Programma Nazionale

I promessi sposi è uno sceneggiato televisivo prodotto dalla RAI e andato in onda nel 1967, basato sull'omonimo romanzo di Alessandro Manzoni e diretto da Sandro Bolchi, che ne scrisse la sceneggiatura insieme a Riccardo Bacchelli.

È stato uno degli sceneggiati RAI di maggior successo in termini di audience e di critica, anche per l'estrema fedeltà al testo letterario cui è ispirato. Nonché per un uso stilistico del bianco e nero che rivaleggia con i classici cinematografici. Citizen Kane e Casablanca solo per fare un paio di esempi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi I Promessi Sposi.

Fedele trasposizione televisiva del romanzo di Manzoni, la trama segue il testo letterario in modo piuttosto preciso tanto nello svolgimento quanto nei dialoghi, che sono in larga parte la testuale recitazione dei discorsi diretti presenti nel testo. Sono presenti qualche lieve inversione temporale e, ovviamente, omissioni di parti essenzialmente descrittive, quando la scena visiva parla da sé. Poiché il testo originale è scritto con la tecnica del narratore esterno, l'opera televisiva adotta una voce fuori campo (Giancarlo Sbragia, praticamente interprete del Manzoni stesso) che, leggendo per lo più il testo originale, introduce e spiega l'azione dei personaggi e, di pari passo col testo, ne approfondisce il contesto storico.

In un paesello sul lago di Como, il matrimonio dei due contadini Renzo Tramaglino e Lucia Mondella per mezzo del curato Don Abbondio è impedito dalla prepotenza del signorotto Don Rodrigo, segretamente innamorato di Lucia. Il padre Cristoforo, anziano frate protettore dei due giovani, dopo vari tentativi di farli sposare, decide di farli scappare dal paesello, e di nasconderli alla vista di Rodrigo. Renzo va a Milano dal cugino Bortolo, venendo però coinvolto in disavventure e in rivolte popolari per il prezzo del pane, mentre Lucia va con la madre Agnese a Monza nel monastero delle suore di clausura. Lì, Lucia viene presa sotto la protezione dalla monaca di Monza, che si rivela però essere una traditrice, giacché la consegna a degli scagnozzi di un potente signore di quelle terre, chiamato l'Innominato. Costui è un amico di Don Rodrigo, con cui ha avuto accordi per rapire Lucia. La fanciulla cerca di convincere l'Innominato a liberarla, facendo appello anche alla bontà di Dio, e così l'Innominato presto inizia ad accorgersi di un turbamento interiore. Dopo la confessione con il Cardinal Federico Borromeo, venuto in quei luoghi in pellegrinaggio, l'Innominato libera Lucia, e la riporta dalla madre Agnese, affidandole alle cure di Donna Prassede.

Alcuni mesi dopo questi avvenimenti, Renzo, dopo il soggiorno dal cugino Bortolo, viene coinvolto nel flagello della peste, ma ne esce guarito ben presto. Intanto scopre che anche Lucia è ammalata, e ricoverata nel lazzaretto di Milano. Anche Don Rodrigo si ammala presto di peste, in forma assai più critica, e viene portato nell'ospedale dai monatti. Giunto nel lazzaretto, Renzo incontra il caro padre Cristoforo, che sta aiutando gli ammalati; l'uomo, per garantire la purezza dello spirito di Renzo, gli mostra Don Rodrigo agonizzante, e gli comanda di perdonarlo delle offese che ha subito da lui, e dopo lo manda in cerca di Lucia. I due presto si riabbracciano, e Cristoforo scioglie Lucia da un voto di castità che la ragazza aveva pronunciato, ormai non sperando più nel matrimonio con Renzo. Finalmente guariti e tornati nel loro piccolo paese, Renzo e Lucia possono essere sposati da Don Abbondio.

Altri personaggi ed interpreti[modifica | modifica wikitesto]

Casting[modifica | modifica wikitesto]

Il casting fu particolarmente accurato, sicché ogni interprete appare perfettamente adeguato al ruolo che interpreta, tanto nell'aspetto fisico quanto nello stile di recitazione. Il cast include grandi attori di teatro come Salvo Randone, Luigi Vannucchi e Tino Carraro, e star del cinema come Massimo Girotti, Lea Massari e Neda Naldi.

Per i ruoli di Renzo e Lucia furono scelti i giovani e allora sconosciuti Nino Castelnuovo e Paola Pitagora, ai quali lo sceneggiato diede una improvvisa notorietà, rappresentando un importante punto di partenza per la successiva carriera artistica.

Ogni puntata è preceduta da un'introduzione letta da Giancarlo Sbragia, che è anche il Narratore.

Gli autori usufruirono della consulenza storica di Claudio Cesare Secchi, che al tempo era direttore del Centro Nazionale di Studi Manzoniani.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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