I nove miliardi di nomi di Dio

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I nove miliardi di nomi di Dio (in inglese The Nine Billion Names of God) è un famoso racconto breve di fantascienza di Arthur C. Clarke pubblicato nel 1953, nonché il titolo di una raccolta di racconti pubblicata a New York dalla Harcourt, Brace & World nel 1967.

Il titolo completo della raccolta è The nine billion names of God; the best short stories of Arthur C. Clarke ed è stato ripubblicato da Amereon nel 1996, con l'ISBN 0848821815.

Il racconto del 1953 è integralmente riportato al terzo paragrafo del quarto capitolo della prima parte del ponderoso saggio di Louis Pauwels e Jacques Bergier Il mattino dei maghi considerato l'iniziatore del filone del realismo magico (Gallimard, 1960; Mondadori, 1963).

[modifica] Trama

Una società americana produttrice di elaboratori elettronici riceve una strana richiesta di noleggio di una loro macchina da parte di un monastero tibetano.

I monaci sono impegnati in un particolare progetto: compilare una lista di tutti i nomi di Dio. Secondo la filosofia dei monaci, infatti, lo scopo dell’umanità sarebbe quello di trovare tutti i possibili nomi di Dio, che sarebbero composti da non più di nove lettere di un alfabeto di loro invenzione. Per trovare tali nomi, da trecento anni essi stanno compilando una lista di tutte le permutazioni di queste nove lettere. Le combinazioni sono circa nove miliardi e i monaci hanno stimato che per completare il lavoro occorrerebbero loro altri quindicimila anni; hanno pertanto deciso di ricorrere ad un computer che possa terminare il progetto nell’arco di pochi mesi.

La ditta accetta di inviare al monastero un elaboratore e un paio di tecnici, Chuck e George, per tutta la durata del lavoro. Giunti a pochi giorni dalla fine del lavoro, George scopre che, secondo la filosofia dei monaci, appena la compilazione della lista dei nomi di Dio sarà completa, l’umanità avrà esaurito il suo compito e pertanto inizierà la fine del mondo.

Ovviamente i due americani non credono a questa storia, tuttavia sono preoccupati per il fatto che quando la macchina terminerà l'elaborazione e non sarà successo nulla, i monaci possano prendersela con loro. Per precauzione organizzano le cose in modo da partire dal monastero con alcune ore di anticipo in modo da essere già in viaggio al momento dell'ultima "stampata".

Così, quando la macchina sforna l’ultimo dei nomi, George e Chuck stanno già scendendo nel cuore della notte a cavallo verso il fondovalle, dove li aspetta l’aereo per riportarli in America.

Ma ad un certo momento George si accorge che Chuck non lo ascolta più e guarda in alto pallido in volto; alza lo sguardo verso il cielo a sua volta e vede che le stelle ad una ad una si stanno spegnendo!

[modifica] Bibliografia

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