I milanesi ammazzano al sabato
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| I milanesi ammazzano al sabato | |
|---|---|
| Autore | Giorgio Scerbanenco |
| 1ª ed. originale | 1969 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | giallo |
| Ambientazione | Milano, Lodi, fine anni '60 |
I milanesi ammazzano al sabato (1969) è un romanzo di Giorgio Scerbanenco.
Nell'ambito del filone giallo che diede il successo all'autore, è il quarto romanzo della fortunata serie di Duca Lamberti, il personaggio creato da Scerbanenco per Venere privata (1966) e sviluppato negli anni a seguire. Escluso dall'ordine dei medici per aver praticato l'eutanasia, Lamberti è ormai a tutti gli effetti un valente investigatore.
Nel 2008, ispirandosi a questo romanzo, gli Afterhours hanno intitolato un loro album I milanesi ammazzano il sabato.
Il romanzo ha ispirato il film La morte risale a ieri sera (1970) di Duccio Tessari, in cui Duca Lamberti è interpretato da Frank Wolff, mentre Amanzio Berzaghi è impersonato da Raf Vallone.
[modifica] Trama
Donatella Berzaghi è una ragazza milanese con un grave handicap: affetta dalla nascita da una forma di elefantiasi, a ventotto anni il suo sviluppo mentale è ancora quello di una bambina. Non ha invece caratteristiche fisiche sgradevoli, in quanto è molto bella, anche se eccezionalmente alta e pesante. La situazione è aggravata dalla ninfomania della giovane, che i familiari sono costretti a nascondere al mondo perché non venga insidiata dagli uomini. Rimasta orfana di madre, vive con l'anziano padre Amanzio, ex camionista destinato ormai al lavoro d'ufficio dopo un grave incidente. L'uomo non riesce a sorvegliarla a tempo pieno, ma ha pattuito con il proprio superiore un permesso per andarla a trovare per pochi minuti due volte al giorno. In questo modo si assicura un controllo piuttosto efficace, anche perché abita molto vicino al posto di lavoro. Nonostante ciò, un giorno, Donatella scompare. Disperato, il genitore si rivolge alla polizia, premendo con insistenza per lo svolgimento delle ricerche. Giunge così fino al questore Càrrua, che lo indirizza da Duca Lamberti. Pur presagendo un mare di difficoltà, Lamberti si mette subito al lavoro. Sfortunatamente, in pochissimi giorni, Donatella viene trovata uccisa. Le è stata inflitta una morte atroce. Le indagini seguono fin dall'inizio una pista chiara, e Lamberti ottiene subito conferma del sospetto che la ragazza fosse stata rapita da individui privi di scrupoli, disposti ad approfittare delle sue condizioni per avviarla alla prostituzione. Inizia così una paziente ricostruzione postuma dei movimenti della giovane, ostacolata da mille fattori ma agevolata, se non altro, dall'appariscenza di una donna tanto grande. E' venerdì sera, mentre le indagini portano Duca sulle tracce dei colpevoli, Amanzio Berzaghi rientra in casa e trova una lettera anonima che rivela l'identità degli assassini ed il loro indirizzo. Il giorno seguente è sabato: Amanzio non deve recarsi al lavoro e si decide, spinto da una curiosità semplice quanto ottusa, di presentarsi all'appartamento indicatogli dalla lettera. Nelle stesse ore Duca, grazie alla confessione di un albergatore di Lodi, ricostruisce le ultime ore di vita di Donatella ed identifica i tre colpevoli e dove abitano, in via Ferrante Aporti 86. Sabato, via Ferrante Aporti 86, anche Amanzio ricostruisce la vicenda della figlia. Mentre il padre di Donatella riceve la confessione diretta da ciascuno dei tre assassini li uccide con una furia generata da un cieco dolore; poi anch'esso ferito cade. Con l'arrivo di Duca sulla scena del triplice delitto ed il salvataggio di Amanzio si chiude l'indagine. In seguito Amanzio confesserà a Duca che non era stato spinto dalla sete di vendetta ma dalla curiosità e che se avesse ricevuto la lettera anonima in un altro giorno l'avrebbe portata alla polizia poiché il giorno seguente sarebbe andato a lavorare. Amanzio conclude dicendo "Se non fosse stato sabato non l'avrei fatto, tutto quel disastro."
[modifica] Edizioni
- Giorgio Scerbanenco, I milanesi ammazzano al sabato, collana La biblioteca di Repubblica-L'Espresso, Gruppo Editoriale L'Espresso (edizione speciale), 2007. pp. 184, cap. 7

