I magi randagi

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I magi randagi
Titolo originale I magi randagi
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia, Francia, Germania
Anno 1996
Durata 130 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Sergio Citti
Soggetto Sergio Citti, da un'idea di Pier Paolo Pasolini
Sceneggiatura Sergio Citti, David Grieco, Michele Salimbeni
Fotografia Franco Di Giacomo
Montaggio Ugo De Rossi
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Danilo Donati
Interpreti e personaggi

I magi randagi è un film del 1996, scritto e diretto da Sergio Citti.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Uno spettacolo itinerante di uomini vestiti da mafiosi e nazisti è il singolare spettacolo offerto da tre saltimbanchi. I tre artisti, però, non vengono compresi e sono costretti a fuggire. Trovano posto in un presepe vivente dove interpretano i Magi. Questa volta la loro interpretazione è così ben riuscita che convincono gli abitanti a mettere al mondo nuovi bambini. Una notte, all'improvviso, nel cielo compare una stella cometa e i tre comprendono di avere un compito davvero importante: cercare il nuovo Bambin Gesù.

L'idea originale[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte del soggetto originale del film proveniva da un'idea del regista, scrittore e poeta Pier Paolo Pasolini. Infatti egli dopo Salò o le 120 giornate di Sodoma (1976) ebbe l'idea di girare un film sulla Natività, intitolato Porno-Teo-Kolossal, ma non ultimò l'opera a causa del suo assassinio. Pasolini pensò anche di mettere Eduardo De Filippo come protagonista, ossia un Re Magio, vecchio e senza più nulla da perdere, che si incammina per assistere alla nascita di Gesù. Tuttavia a causa di una serie di complicate vicissitudini e sfortune, il Re Magio giunge quando Gesù è già dovuto fuggire con la famiglia per le persecuzioni del re Erode. Non trovando ciò che cercava, l'uomo muore di dolore.

Al riguardo lo scrittore inviò una lettera al grande attore napoletano:

« Caro Eduardo, eccoti finalmente per iscritto il film di cui da anni ti parlo».

«Due personaggi che fanno un «viaggio» (scoperta del mondo, cfr. Don Chisciotte). Il viaggio è guidato da una escatologia ideologica: lo scopriremo senza volerlo, guidati da un altro falso scopo. Credendo di raggiungere un fine, si scopre la realtà così com’è, senza alcun fine.
I due personaggi sono un Re Mago (uno dei tanti, partiti ad adorare il Messia neonato ecc.), e il suo servo. Lo schema della storia è questo: il Re Mago parte per andare nel luogo dov’è nato il Messia, ma per strada gliene capitano tante che quando arriva sul Luogo, non solo il Messia è nato, ma ha trascorso la vita ed è morto, fondando una religione a sua volta finita.
Il Re Mago, arrivato sul Luogo inutilmente, muore.
Il servo burbero e rozzo e incosciente, che ha accompagnato il Re mago, in punto di morte si rivela: egli è un Angelo, e prende per mano il Re Mago per portarlo nel Paradiso che egli si è comunque meritato. Ma il paradiso non c’è. I due si voltano indietro come la figlia di Lot, e restano di sale. (Si voltano indietro verso il mondo della realtà, di cui hanno scoperto i valori cercandone altri.) »

(Pier Paolo Pasolini, lettera ad Eduardo De Filippo)

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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