I giovani arrabbiati

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I giovani arrabbiati
Titolo originale Look Back in Anger
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Gran Bretagna
Anno 1958
Durata 99 Min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Tony Richardson
Soggetto dal dramma Ricorda con rabbia di John Osborne
Sceneggiatura Nigel Kneale
Produttore Harry Saltzman
Casa di produzione Woodfall Film Productions
Fotografia Oswald Morris
Scenografia PeterGlazier
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

I giovani arrabbiati (Look Back in Anger) è un film del 1958 diretto da Tony Richardson.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Alison non riesce a comunicare al marito Jimmy, 25 anni, gestore di un banco al mercato locale e, nel tempo libero, trombettista di jazz, la notizia della sua gravidanza. Complici le differenze di origine sociale e l'ostilità della famiglia della moglie alla loro unione, la relazione tra i due è punteggiata di incomprensioni, scoppi d'ira, anche violenze fisiche. Vive con loro il giovane garzone di Jimmy, Cliff, sempre sereno e devoto, affettuoso confidente di ambedue.

La situazione deflagra con l'arrivo nell'appartamento di Helena, aspirante attrice teatrale, invitata dall'amica Alison, che spera di riceverne aiuto e sostegno nei confronti del marito. Ma questi, sin dall'inizio, manifesta un'aperta insofferenza nei confronti dell'intrusione, spingendosi sino a compromettere le audizioni a teatro della donna, accusata di aizzargli contro la moglie. Indignata, Alison ritorna dai genitori, con il suo segreto in grembo.

Quello stesso giorno, Jimmy ha assistito al funerale di Ma' Tanner, l'anziana vedova da cui ha ricevuto in affido il banco di dolciumi al mercato, e a cui è legato da una devozione filiale. Al ritorno, Helena, anche lei in partenza, gli rivela la sua prossima paternità. E, improvvisamente, proprio da lei, il giovane ottiene conforto al suo dolore e smarrimento. Ma il nuovo legame comporta la rinuncia al giovane amico Cliff, che trova difficile adattarsi alla mutata situazione e discretamente si allontana.

Al bar della stazione, dove si sono recati a salutarlo, i due si imbattono nell'immagine sofferente di Alison: ha appena perso il figlio per un aborto spontaneo, probabilmente conseguenza dei traumi emotivi subiti. L'amica Helena decide di mettersi da parte. Jimmy e la moglie, l'orso peloso e lo scoiattolo con la splendida coda come si chiamavano nelle loro intime evasioni dalla realtà, torneranno insieme, ambedue sconfitti, ad affrontare la dura sfida con la vita.

Il film e il Free cinema[modifica | modifica sorgente]

"L'ingiustizia è sempre perfetta. La gente perbene ha fame. Chi non vale è amato. E chi è buono muore."

Prodotto nel 1958 dalla neonata Woodfall Film Productions, fondata dallo stesso regista Tony Richardson e dal drammaturgo John Osborne, I giovani arrabbiati è il primo lungometraggio della corrente del Free cinema ad aver affrontato il circuito delle sale. Ciò fu possibile anche grazie alla distribuzione della Warner Bros., che aveva contribuito al finanziamento del film contando sulla popolarità, anche per le sue avventure extra-artistiche, del protagonista Richard Burton.

Nel febbraio 1956, Tony Richardson aveva contribuito con Momma Don't Allow, diretto assieme a Karel Reisz e prodotto dal British Film Institute, a quello che è considerato l'atto fondativo del nuovo movimento cinematografico britannico (British New Wave): una rassegna di cortometraggi, denominata "Free Cinema", tenutasi al National Film Theatre di Londra, in occasione della quale era stato presentato anche una sorta di manifesto del movimento.[1]

Successivamente, nel maggio dello stesso anno, Richardson aveva curato la regia teatrale di Ricorda con rabbia di John Osborne, il cui successo contribuì a designare col termine Angry Young Men (Giovani arrabbiati) gli esponenti di quel movimento artistico e letterario, sviluppatosi a cavallo della Crisi di Suez e della nascita della New Left britannica (conseguente allo strappo da Mosca dopo i fatti d'Ungheria), da cui, in campo cinematografico, sarebbe germogliata la British New Wave.

Il film anticipa appieno gli elementi della successiva produzione del movimento. Da un lato manca l'attenzione all'innovazione formale e stilistica che avrebbe caratterizzato le Nouvelle Vague di altri paesi (ad. es. in Francia, in alcune cinematografie dell'Est europeo, o in Brasile). Rispetto alla precedente tradizione britannica, si può notare una maggiore insistenza e attenzione nelle riprese dal vero, negli esterni (ad esempio nelle scene girate al mercato). È, invece, nell'«asprezza dei contenuti e della critica alla vita quotidiana» che si riesce a «visualizzare una netta cesura»,[2] così come nell'attenzione per il tema della discriminazione razziale (la persecuzione cui è soggetto, anche da parte delle autorità, un commerciante indiano) e nella denuncia delle incomunicabilità e impermeabilità tra le diverse classi sociali.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1959 il National Board of Review of Motion Pictures l'ha inserito nella lista dei migliori film stranieri dell'anno.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In particolare si affermava la preminenza, nelle priorità degli artisti, dell'attenzione per i temi sociali rispetto alle questioni di ordine stilistico e formale.
  2. ^ Stefano Della Casa, "Cinema inglese del dopoguerra", in Storia del cinema mondiale, vol. 3º, Torino, Einaudi, 2000.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Emanuela Martini (a cura di), Free Cinema e dintorni. Nuovo cinema inglese, 1956-1968, Torino, EDT, 1991. ISBN 88-7063-121-4.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]