I due sergenti (film 1936)

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I due sergenti
Paese di produzione Italia
Anno 1936
Durata 93 minuti
Colore bianco e nero
Audio sonoro mono
Genere drammatico
Regia Enrico Guazzoni
Soggetto Nunzio Malasomma, Carlo Bernard
Sceneggiatura Nunzio Malasomma, Carlo Bernard
Produttore esecutivo Pietro Mander
Casa di produzione Manderfilm
Distribuzione (Italia) Manderfilm
Fotografia Arturo Gallea, Augusto Tiezzi
Montaggio Gino Talamo
Musiche Alessandro Cicognini, Pietro Clausetti
Scenografia Virgilio Marchi
Interpreti e personaggi

I due sergenti è un film di genere drammatico del 1936, diretto dal regista Enrico Guazzoni. La pellicola è tratta dal romanzo omonimo di Paolo Lorenzini (Collodi nipote) a sua volta ispirato dal dramma Les deux sergents di Auguste Maillard e Théodore Baudouin d'Aubigny. È stata trasposta sul grande schermo per ben quattro volte. Questa è la prima nel periodo del cinema sonoro.

La trama[modifica | modifica sorgente]

1805. Martelli è un capitano dell'esercito francese che, fidatosi del suo sottoposto Duval, si ritrova derubato di un importante documento. Duval l'ha fatto per amore, raggirato dall'affascinante Maryline Gould. Martelli, per sapere dall'attendente di Duval dov'è il suo padrone, si fa passare per suo complice. La ricerca del reo si rivela vana, infatti Duval è stato fatto salire con l'inganno su una nave da Maryline. Martelli, ormai ricercato, si iscrive nell'armata italiana dell'esercito napoleonico sotto il falso nome di Guglielmo Salvoni, acquista il grado si sergente e fa amicizia con un suo pari grado, Roberto Magni. Passano gli anni. L'esercito napoleonico ha isolato un villaggio infestato dal vaiolo, ma i due sergenti, impietositi dalla sua storia, lasciano passare una donna che vuole raggiungere i suoi bambini. Vengono condannati alla fucilazione e poi si decide di giustiziare solo uno dei due.Viene estratto a sorte Salvoni,a cui però viene concesso di andare a salutare la sua famiglia grazie alla devozione dell'amico,che resta in ostaggio fino al suo ritorno.Diverse peripezie ritardano il ritorno di Salvoni,ma alla fine questi,fedele alla parola data, si ripresenta per non far morire l'amico.Nel frattempo si è costituito il colpevole dell'atto spionistico per cui lui aveva perso i gradi ed era ricercato,discolpandolo. L'imperatore, con un atto di clemenza, restituisce la libertà a lui,come al compagno.

La realizzazione[modifica | modifica sorgente]

Girato negli stabilimenti di Tirrenia. Di ambiente napoleonico, il dramma, dai forti toni mélo, si ispira a un romanzo del nipote di Collodi, Paolo Lorenzini. Alida Valli, col suo vero nome di Alida Maria Altenburger, vi fa la sua prima apparizione insieme a un gruppo di allieve della Scuola di Cinematografia che interpretano le commesse dell'emporio.

La critica[modifica | modifica sorgente]

Da Cinema del 10 novembre 1936: " .. Il racconto fila che è una bellezza, avvinghiando l'attenzione dello spettatore in un turbine di avvenimenti melodrammatici..Vero e genuino spettacolo, il film si giova della bella ambientazione napoleonica.."

Altri tecnici[modifica | modifica sorgente]

Altre versioni[modifica | modifica sorgente]

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