I Robot

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I Robot

Artista The Alan Parsons Project
Tipo album Studio
Pubblicazione 1977
Durata 41 min : 06 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere Rock progressivo
Pop rock
Etichetta Arista Records
Produttore Alan Parsons
Arrangiamenti Orchestra e cori arrangiati da Andrew Powell
Registrazione Abbey Road Studios, Londra tra dicembre 1976 e marzo 1977
Formati LP, CD
Certificazioni
Dischi d'oro 1
Dischi di platino 1
The Alan Parsons Project - cronologia
Album successivo
(1978)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Ondarock Pietra miliare

I Robot è un album discografico di rock progressivo registrato dal The Alan Parsons Project, realizzato da Alan Parsons ed Eric Woolfson nel 1977. È stato pubblicato dalla Arista Records nel 1977 e ristampato su CD nel 1984 e nel 2007. Come il titolo preannuncia, il disco è un tributo allo scrittore di fantascienza Isaac Asimov

Il Disco[modifica | modifica sorgente]

All'inizio, era basato sul sistema di Io, Robot storie scritte da Isaac Asimov. Woolfson ne parlò con Asimov, che era entusiasta dell idea. Dato che i diritti erano già stati concessi a una TV / azienda film, il titolo dell'album è stato leggermente modificato, eliminando la virgola, e il tema e le parole sono fatte per essere più genericamente di robot, piuttosto che specifici per l'universo Asimov.

Nell'interno della copertina si legge: "I Robot ... La storia dell'ascesa della macchina e il declino dell' uomo, che paradossalmente è coinciso con la scoperta della ruota ... e avvertimento che la sua breve posizione dominante di questo pianeta probabilmente finirà, perché l'uomo ha cercato di creare il robot a sua immagine ".

Il titolo del brano finale, "Genesis Ch.1 V.32", segue questa tematica, che implica una continuazione del racconto della Creazione, in quanto il primo capitolo della Genesi ha solo 31 versi. Il brano "Don't Let It Show" è stato successivamente oggetto di Pat Benatar nel suo album In Heat of the Night. Lo stile musicale dell'album è fortemente influenzato dalla musica soul, funk e disco, soprattutto in brani come "I Robot", "I Wouldn't Want to Be Like You" e "The Voice", mescolato con alcune influenze elettroniche e synth pop.

Analisi[modifica | modifica sorgente]

I Robot[modifica | modifica sorgente]

Il brano che apre l'album, la title track, è strumentale. Ha un inizio maestoso e corale, in cui si possono udire strani suoni computerizzati quasi coperti da un' inquietante tappeto sonoro. Ad un certo punto, una soprano solista irrompe nella scena, abbozzando il riff principale del pezzo. I rumori lasciano quindi spazio ad un fraseggio ossessivo di sintetizzatore a cui si agganciano una batteria, una chitarra elettrica e una tastiera; queste ultime eseguono un ciclo di accordi su cui il coro ripete il riff iniziale. Gli ultimi minuti sono lasciati ad un dulcimer che suona una variazione della melodia che lentamente si dissolve.

I Wouldn’t Want to be Like You[modifica | modifica sorgente]

Il primo a presentare una voce, quella di Lenny Zakatek, I Wouldn’t Want to be Like You è una canzone intrisa di funk e disco music, accattivante quanto basta da finire su 45 giri, dove otterrà un buon successo. Questo però non deve lasciar supporre che il testo non sia impegnato ed importante per il concept di I, Robot. Zakatek, infatti, dialoga con un interlocutore misterioso, forse un robot, dicendogli che "Se avessi una mente, non penserei come te, se ne avessi il tempo, non parlerei come te, Non m' importa di quello che fai, non vorrei essere come te". Perciò, il brano sottolinea il comportamento freddo e calcolatore tipico di un robot che spinge gli uomini ad odiarlo.

Some Other Time[modifica | modifica sorgente]

La terza canzone, Some Other Time, è una struggente ballata dominata dal canto malinconico di Steve Harley, che ricorda i bei momenti andati, rassegnandosi all'idea che una nuova era stia per incominciare, in cui l'essere umano sarà spazzato via dai nuovi dominatori: le macchine. Caratteristica peculiare musicale del pezzo è l'alternanza tra momenti calmi e tristi, in cui è presente la voce, e momenti carichi di potenza, estremamente solenni, guidati dall'orchestra diretta da Powell. L'unico momento in cui le due parti si fondono è il ritornello, la parte più alta di tutta la composizione: al termine del primo Chorus è presente un assolo di sintetizzatore, sempre desolato, e di chitarra elettrica, allegro e vivace; al finale del secondo invece è presente solo la chitarra che esegue un solo veramente epico a cui segue l'orchestra e tutti gli altri strumenti, in un'esplosione musicale veramente pregevole.

Breakdown[modifica | modifica sorgente]

Cantato da Allan Clarke, Breakdown è un brano piuttosto ritmato che vede un intermezzo di chitarre armonizzate. La lirica parla della riduzione in schiavitù dell'uomo da parte dei robot e del bisogno indispensabile che ha di ritrovare la libertà. Questa cosa può essere però anche vista dalla parte delle macchine che vogliono autonomia. Il finale è affidato ad un maestoso coro che ricalca la melodia accompagnato da ottoni e percussioni e ripete "Libertà, libertà, non obbediremo. Libertà, libertà, distruggere il muro.".

Don’t Let it Show[modifica | modifica sorgente]

Introdotto da un organo elettrico, Don't Let It Show è un brano lento affidato alle voci di Peter Straker e Jaki Whitren che consigliano all'ascoltatore di nascondere i suoi sentimenti, qualunque cosa succeda. La canzone si può dividere in due parti: la prima è quella più lunga, in cui è presente il canto e gli archi che dividono le strofe con un minuscolo ciclo di accordi, accompagnati anche da flauti; la seconda è invece veloce e ritmata e non sembra aver nulla a che fare con la precedente. Qui la chitarra ritmica domina la scena, dettando il tempo che va sempre più velocizzandosi, fino alla dissolvenza. Le tematiche e le atmosfere di questo brano saranno poi ampiamente sviluppate sul quarto album dei The Alan Parsons Project, Eve.

The Voice[modifica | modifica sorgente]

The Voice è un brano "spaziale" e introverso, basato completamente sul riff di basso di Paton. È cantato da Steve Harley e narra del controllo ossessivo dei robot (chiamati in modo collettivo "Voce") sugli uomini. Il testo può essere una reinterpretazione del romanzo 1984 di George Orwell. Caratteristica della canzone è l'intermezzo, anormale e incentrato sulla melodia completamente fuori luogo dei violini, che riprendono brani disco classici come quelli dei Boney M..

Nucleus[modifica | modifica sorgente]

Nucleus è il secondo strumentale dell'album. Inizia con dei ticchettii di macchina per scrivere che lentamente sfumano, lasciando spazio ad un lunghissimo crescendo e decrescendo di strumenti che intonano tutti lo stesso medesimo accordo. L'atmosfera richiama quella dei Tangerine Dream, gruppo tedesco famoso per le sue sperimentazioni ambient. Seppure senza canto, il pezzo si lega con il concetto portato avanti dai suoi predecessori; di fatto delinea un paesaggio asettico, futuristico, in cui le macchine hanno ormai costruito il loro impero, annientando qualsiasi altra forma di vita che possa rompere questa "perfezione".

Day After Day (The Show Must Go On)[modifica | modifica sorgente]

Sull'ultimo crescendo di Nucleus si aggancia un sintetizzatore dal suono prettamente spaziale che ben presto domina la scena. A questo si susseguono batteria, basso e slide guitar: è iniziato Day After Day (The Show Must Go On), ultimo brano cantato. È molto triste e malinconico, in cui interviene per l'ultima volta l'essere umano, che rimembra la vecchia vita, libera e felice. La chiusura è affidata ad un piccolo coro, che, quasi a porgere un ultimo saluto, intona "Day after day, the show must go on" a cui risponde Jack Harris, il cantante, con "With time on your side".

Total Eclipse[modifica | modifica sorgente]

Total Eclipse è l'unico brano ad essere stato composto interamente dall'orchestratore Andrew Powell ed è quello più sperimentale. Cori e orchestra si intrecciano su suoni abbastanza dissonanti, ricalcando le composizioni di John Cage e Georg Crumb. Questa atmosfera sottolinea l'oblio in cui è caduta la Terra.

Genesis CH 1 V. 32[modifica | modifica sorgente]

Mixato direttamente col precedente, questo ulteriore brano strumentale chiude l’album in modo decisamente epico e solenne. Inizialmente, ritorna il tappeto sonoro misterioso della title-track, poi entra la batteria, il pianoforte e la chitarra che eseguono il ciclo di accordi straordinario e infine il coro che maestosamente introduce alla chitarra elettrica. Questa suona il riff principale, a cui s'accoda l'orchestra e il coro, che irrompendo bruscamente, danno vita ad un'esplosione musicale senza precedenti. Infine vi è una lunghissima dissolvenza da più di un minuto che porta al sienzio completo. Il titolo si riferisce ad un versetto inesistente del primo capitolo della Genesi, il che porta a supporre ad una continuazione del racconto della Creazione fatta per mano dei robot (con lo scopo di raccontare la loro ascesa) o degli uomini (che narrano dello scontro tra uomo e tecnologia).

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Tre singoli sono stati rilasciati da questo album: "I Wouldn't Want to Be Like You", "Don't Let It Show" e "Day After Day (The Show Must Go On)".

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Lato A
  1. I Robot – 6:00 (A. Parsons, E. Woolfson)
  2. I Wouldn't Want to Be Like You – 3:00 (A. Parsons, E. Woolfson)
  3. Some Other Time – 4:00 (A. Parsons, E. Woolfson)
  4. Breakdown – 3:00 (A. Parsons, E. Woolfson)
  5. Don’t Let it Show – 4:00 (A. Parsons, E. Woolfson)
Lato B
  1. The Voice – 5:00 (A. Parsons, E. Woolfson)
  2. Nucleus – 3:00 (A. Parsons, E. Woolfson)
  3. Day After Day(The Show Must Go On) – 3:00 (A. Parsons, E. Woolfson)
  4. Total Eclipse – 3:00 (Andrew Powell)
  5. Genesis Ch.1. V.32 – 3:00 (A. Parsons, E. Woolfson)

Edizione Rimasterizzata[modifica | modifica sorgente]

  1. I Robot - 6.02
  2. I Wouldn't Want to Be Like You - 3.22
  3. Some Other Time - 4.06
  4. Breakdown - 3.52
  5. Don't Let It Show - 4.24
  6. The Voice - 5.23
  7. Nucleus - 3.22
  8. Day After Day (The Show Must Go On) - 3.57
  9. Total Eclipse - 3.12
  10. Genesis Ch.1. V.32 - 3.29
  11. Boules (I Robot Experiment) - 1.59
  12. Breakdown (Early Demo of Backing Riff) - 2.09
  13. I Wouldn't Want to Be Like You (Backing Track Rough Mix) - 3.28
  14. Day After Day - (Early Stage Rough Mix) 3.40
  15. The Naked Robot - 10.19

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Altri musicisti[modifica | modifica sorgente]

  • voci aggiunte: Hilary Western,Smokey Parsons,Tony Rivers,John Perry,Stuart Calver,The English Choral,The New Philarmonia Chorus

Classifiche[modifica | modifica sorgente]

Anno Chart Posizione
1977 The Billboard 200 9
UK Albums Chart 30
Canada 11
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