I Popolari

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I Popolari sono stati la componente di origine democristiana e di ispirazione cristiano-sociale all'interno del Partito Democratico, erede del disciolto Partito Popolare Italiano (di Mino Martinazzoli), proveniente dalla sinistra della Democrazia Cristiana che ha assunto lo storico nome dei cattolici impegnati nella politica prima della fondazione della DC. La storica corrente del Pd, non va confusa con i partiti che in Europa si riconoscono nel Partito Popolare Europeo, che rappresentano di fatto il centrodestra all'interno del Parlamento europeo e del Consiglio d'Europa.

I Popolari, dopo avere a lungo mantenuto la maggioranza ne La Margherita[1], partito nato dall'incontro tra componenti cristiano sociali, social-liberali e socialdemocratiche decisero insieme alle altre principali correnti di questa, di superarne l'esperienza politica e di partecipare al progetto costituente del Partito Democratico[2]. Riguardo alla collocazione europea del PD, i Popolari sono stati a lungo contrari all'ingresso nel Partito del Socialismo Europeo, come caldeggiato dalle correnti ex-DS, preferendo in una prima fase un accordo parlamentare che comprenda sia il PSE sia il Partito Democratico Europeo. Tuttavia l'Ingresso del Pd nel Partito del Socialismo Europeo è avvenuto ufficialmente prima delle elezioni europee del 2014, tale passaggio è stato sancito dall'organizzazione in Italia del Congresso del Pse tenutosi a Roma il 1 marzo 2014.

Ampi settori della CISL e delle ACLI afferivano alla componente dei popolari. I maggiori esponenti sono stati Franco Marini, Giuseppe Fioroni, Dario Franceschini, Antonello Soro e Pierluigi Castagnetti. Ciriaco De Mita. Alle primarie del 2007 i Popolari, candidati nelle liste Democratici con Veltroni, hanno eletto almeno 600 membri nell'Assemblea Costituente.[3] Il gruppo non era compatto perché durante la segreteria di Veltroni alcuni settori guidati da Franceschini e Soro[4] appoggiavano il segretario mentre Marini e Fioroni rappresentavano l'area critica nei confronti del leader. Rosy Bindi era leader assieme ad Arturo Parisi ed Enrico Letta del gruppo degli Ulivisti, un gruppo eterogeneo di cristiano sociali, socialdemocratici e centristi. Tale situazione è continuata anche con la successiva segreteria di Franceschini tra febbraio ed ottobre 2009, segnando di fatto il definitivo rimescolamento nelle correnti del Pd di coloro che provenivano dall'esperienza dei Popolari di Martinazzoli.

La maggioranza dell'area popolare appoggiò alle primarie di ottobre 2009 il candidato Dario Franceschini mentre le correnti di Rosy Bindi (Democratici Davvero), Enrico Letta (Lettiani) e Marco Follini sostennero Pier Luigi Bersani, lo stesso Franceschini dopo le primarie accentuòo molto la sua distanza da I Popolari fino a diventare un veltroniano vero e proprio, insieme a l'ex capogruppo alla camera Antonello Soro, che lasciò proprio a Dario Franceschini la carica di capogruppo a Montecitorio.

Succesivamente la corrente popolare ha fatto parte indirettamente, attraverso l'associazione Quarta Fase, di Area Democratica di Franceschini, ponendosi nella minoranza del partito rispetto. L'obiettivo fondamentale dell'associazione è quella di recuperare i valori cristiani in politica e delle tradizionali formazioni politiche schierate su posizioni cristiano-sociali come il Partito Popolare di Don Luigi Sturzo e quello del 1994 terminato con l'esperienza de La Margherita.

Attualmente quello che rimane della storica corrente popolare di centrosinistra fa riferimento alla minoranza interna di Movimento Democratico. I Mo-Dem di fatto hanno abbandonato la denominazione di "popolari", poiché il termine nella sua accezione corrente fa riferimento al centrodestra europeo del Partito Popolare Europeo. In questo senso parlando oggi dei popolari ci si riferisce al partito dei Popolari per l'Italia, fondato dall'ex presidente del Parlamento europeo Mario Mauro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://archiviostorico.corriere.it/2006/novembre/21/Margherita_congresso_divisa_Marini_non_co_9_061121116.shtml
  2. ^ http://archiviostorico.corriere.it/2007/aprile/06/Congresso_intesa_Marini_Rutelli_Ora_co_9_070406072.shtml
  3. ^ http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/primariepd/200710articoli/26718girata.asp
  4. ^ http://www.quartafase.it/pagina.asp?sez=testo&id=1

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