I Cavalieri dello zodiaco (anime)

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I Cavalieri dello zodiaco
serie TV anime
I Cavalieri di Atena
I Cavalieri di Atena
Titolo orig. 聖闘士星矢
(Saint Seiya)
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Autore Masami Kurumada
Regia
Soggetto Masami Kurumada
Disegni
Sceneggiatura
Character design
Animazione
Studio Toei Animation
Musiche Seiji Yokoyama
Rete TV Asahi
1ª TV 11 ottobre 1986 – 1º aprile 1989
Episodi 114 (completa)
Durata ep. 22 min
Reti it. Odeon TV, Italia 7, Junior Tv, Italia 1, Jimmy, K2, Televisioni locali, Fox Kids, GXT, Hiro, Mediaset Extra, Italia 2
1ª TV it. 26 marzo 19901992
Episodi it. 114 (completa)
Durata ep. it. 22 min
Censura it. autocensura
Dialoghi it.
Target shōnen
Generi azione, drammatico
Tema combattimenti
Cronologia
  1. I Cavalieri dello zodiaco
  2. I Cavalieri dello zodiaco - Saint Seiya - Hades

I Cavalieri dello zodiaco (聖闘士星矢 Saint Seiya?) è il nome italiano della serie d'animazione giapponese Saint Seiya tratta dall'omonimo manga di Masami Kurumada, prodotta dalla Toei Animation dal 1986 al 1990 per un totale di 114 episodi (inizialmente ne erano previsti 52), coprenti la prima e la seconda parte del manga (Sanctuary e Poseidon) e una saga intermedia (Asgard) creata appositamente per la versione animata, mentre la terza parte del fumetto originale (Hades) è stata trasportata in animazione successivamente, come una trilogia di serie OAV (comprendente in totale trentuno episodi) prodotta fra il 2002 e il 2008.

La trama dell'anime contiene alcune divergenze rispetto al manga (solitamente approfondimenti e aggiunte) e l'ottimo lavoro di character design compiuto dalla coppia Shingo Araki e Michi Himeno (già noti per Lady Oscar) e l'intensa opera di merchandising legata al lancio della serie ne hanno fatto un grandissimo successo sia in Giappone che all'estero. In Italia la serie ha avuto un doppiaggio, e quindi un adattamento, di stile epico e cavalleresco (anche con citazioni colte, come Ugo Foscolo, Dante, Omero e Leopardi), caratterizzato da un'ottima interpretazione da parte dei doppiatori; nonostante qualche differenza nell'adattamento e lo scarso numero di attori impiegato, l'anime ha avuto un successo senza precedenti.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Episodi de I Cavalieri dello zodiaco.

Differenze con il manga[modifica | modifica wikitesto]

Esistono alcune differenze tra manga e anime: nell'anime sono stati infatti aggiunti personaggi secondari (come i 3 Cavalieri d'acciaio, Docrates, il Maestro dei Ghiacci, Morgana e i suoi 3 Cavalieri) o addirittura un intero arco narrativo, quello di Asgard, creato per dare a Kurumada il tempo di portarsi avanti con il manga, tale arco narrativo è stato creato basandosi sul secondo film "L'ardente scontro degli dei" il quale a sua volta è stato ideato basandosi su una storia breve presente nel manga chiamata "Natassia nel paese del ghiaccio".

Il Grande Tempio[modifica | modifica wikitesto]

  • Le armature nel manga vengono indossate e tolte manualmente pezzo per pezzo, (anche se nel prosieguo questa caratteristica scompare), mentre nell'anime si agganciano al corpo del Cavaliere automaticamente.
  • Alcune armature dei Cavalieri nell'anime appaiono diverse da quelle del manga.
  • I colori di alcune armature e dei capelli di molti personaggi sono diversi, nell'anime si è preferito mutare alcuni colori per creare maggiore contrasto con le tonalità dell'armatura e dei capelli (aggiungendo diverse tonalità di colore).
  • Compaiono Cavalieri che nel manga non esistono, come i 3 Cavalieri d'acciaio, dotati di armature meccaniche create appositamente da Alman di Thule.
  • Tra i Cavalieri di bronzo vi sono, nel manga, parentele che nell'anime non vengono neppure accennate (nel manga infatti i cavalieri di bronzo sono tutti fratellastri).
  • Lo scontro finale tra Saga e Saori è diverso e meno cruento nell'anime. Nel manga infatti nel finale Saga si suicida squarciandosi il petto.
  • Nel manga è la stessa Saori Kido a rivelare la sua identità di Dea Atena, mentre nell'anime lo fa il suo assistente Mylock.
  • Sempre nel manga Hyoga viene inviato dal Grande Sacerdote all'Arena dei tornei per eliminare gli altri Cavalieri, rei di aver tradito il Grande Tempio; sarà lui a rendersi conto che la realtà è ben diversa.
  • L'approfondimento psicologico dei personaggi è più curato nell'anime: i personaggi, a cominciare da Lady Isabel, sono molto più maturi, sentimentali e aperti al dialogo, mentre nel manga sono meno sentiti, almeno nella primissima parte del manga, nel prosieguo del manga anche l'approfondimento psicologico diviene profondo.
  • Nell'adattamento italiano dell'anime non è ben esplicitata la diversità di funzione delle catene di Andromeda: nell'episodio 46, il cui titolo italiano è "La migliore difesa è l'attacco", Andromeda dichiara semplicemente al cavaliere di Gemini che lo attaccherà, mentre nella versione originale, così come nel manga, spiega la diversità delle due catene, i loro poteri, e ciò che intende fare.
  • Nel manga Shaka è il primo cavaliere d'oro dichiarato a comparire; compare infatti già all'isola della Death Queen dinnanzi a Ikki in rapporto pacifico, perché non riconosce nulla di malvagio in lui. Nell'anime, invece, è Milo di Scorpio il primo cavaliere d'oro a comparire quando il Grande sacerdote lo convoca in suo aiuto.
  • Nel manga il Mu ripara le cloth utilizzando degli strumenti da scultore usando anche dei materiali particolari come: Orihalcon, Gammanium e Stardust Sand, mentre nell'anime utilizza delle procedure simili a riti magici.
  • Nel manga Misty compare dopo la vittoria di Seiya su Ikki, mentre nell'anime è Docrates che compare, e Misty appare solo successivamente, inviato insieme a Shaina su una spiaggia per uccidere i Cavalieri di Bronzo.
  • Nel manga è Mu a rivelare ai Cavalieri d'Oro la vera identità del Sacerdote, mentre nell'anime è Dohko della Bilancia. Sempre nel manga Saga manda un messaggio telepatico a tutti i presenti al Grande Tempio in cui rivela che è stato lui ad uccidere il vero Sacerdote.
  • Diversa è anche la scena del suicidio finale di Gemini. Nel manga la sua parte malvagia scompare quando viene investito dalla potente luce dello scudo di Atena, e quando Atena giunge ai piedi della statua si uccide chiedendole perdono per le atroci azioni commesse in passato dalla sua parte malvagia.

Asgard[modifica | modifica wikitesto]

L'intera serie è presente solo nella versione anime. La trama della successiva serie di Nettuno ne risulta, dunque, modificata: nel fumetto Sorrento di Siren si reca in Grecia ad uccidere Atena, ma Atena stessa decide di seguirlo nel regno sottomarino; nell'anime è Mizar a cercare la testa di Atena, e Nettuno entra in scena solo alla fine della saga di Asgard, con un colpo di scena che rivela la vera origine dell'Anello del Nibelungo.

Nettuno[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel manga i Cavalieri di Bronzo non sono stati curati dal Cosmo di Atena e sono ricoverati in una clinica privata della Fondazione Kido in stato di coma, che dura circa un mese. Quando Tetis proverà a rapire Saori, Seiya si sveglierà per un momento e verrà a salvare la ragazza, per poi crollare nuovamente in coma.
  • Nel manga Tetis alla fine della saga di Nettuno muore, nell'anime invece sopravvive divenendo una sirena.
  • Nel manga il Cavaliere del Toro Aldebaran si scontra con il Generale degli abissi Sorrento di Siren, in questo duello il cavaliere del Toro per eludere i poteri musicali di Sirya, si rompe i timpani. Nell'anime i due non si scontrano mai.
  • Nell'anime quando Julian Solo si scontra con Lady Isabel e le lancia il tridente a sacrificarsi per ricevere il colpo è Pegasus, mentre nel manga è Kanon, fratello di Saga di Gemini, a sacrificarsi, chiedendo perdono ad Atena per il male che ha causato.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personaggi de I Cavalieri dello zodiaco.

L'anime in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Messa in onda italiana[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il primo ciclo di episodi fu trasmessa col titolo I Cavalieri dello Zodiaco a partire dal 26 marzo 1990 su Odeon TV. Tuttavia, per ben due volte, la trasmissione fu interrotta all'episodio 52, per poi ricominciare dall'inizio. Gli episodi successivi (comprese anche le saghe di Asgard e Nettuno) vennero acquistati dalla Fininvest che, dal 6 novembre dello stesso anno, li ritrasmise su Italia 7 con il titolo Il ritorno dei Cavalieri dello Zodiaco.

Successivamente la serie è andata in onda in replica su Junior Tv, dove venne nuovamente fatta ricominciare da capo una volta giunta all'episodio 52. Solo in seguito è stata riproposta la trasmissione di tutti gli episodi, già trasmessi da Odeon e seguiti da quelli di Italia 7, con le rispettive sigle italiane; su Italia 7 e JTV ci furono diverse repliche dell'intera serie. La serie è andata in onda anche su vari canali regionali.

Nel gennaio 2001 la serie è stata ritrasmessa su Italia 1 in versione censurata (come spesso accade quando un anime arriva sulle reti Mediaset), soprattutto per quanto riguardava le scene più violente. Successivamente tra il 2003 e il 2004 l'anime viene trasmesso sulla syndication K-2, che ripristina le scene eliminate da Italia 1.
Nel 2008 la serie torna su Italia 1 dove viene ulteriormente censurata, stavolta in tutte le scene con presenza di sangue e nella sigla tramite l'uso di filtri per attenuare il contrasto tra sangue e altri materiali (utilizzati anche nella trasmissione degli OAV di Hades).

Dal 29 novembre 2010 al 5 maggio 2011 la serie completa è andata in onda sul canale digitale Mediaset Extra, dapprima nella versione meno censurata del 2001 ed in seguito (più o meno dalla saga delle Dodici Case dello Zodiaco) utilizzando gli episodi della versione più censurata del 2008, riproposta poi nel 2012 su Italia 2.

Adattamento italiano[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo italiano della serie TV deriva da quello datole in Francia, primo paese ad averla trasmessa al di fuori dall' Asia: Les Chevaliers du Zodiaque, di conseguenza i vari titoli occidentali sono traduzioni di quello francese (Los Caballeros del Zodiaco in Spagna e nei paesi ispano-americani, Os Cavaleiros do Zodíaco in Brasile e Portogallo, Knights of Zodiac nei paesi anglosassoni...).

Nel doppiaggio italiano della serie TV molti cambiamenti sono stati apportati rispetto alla versione originale. Il più tipico e diffuso fra gli anni '80 e '90 è come il cambiamento dei nomi e l'adattamento dei dialoghi per eliminare i riferimenti alle culture non europee, ne sono un esempio il cambio di nome della città dei Cavalieri (da Tokyo a Nuova Luxor) e l'eliminazione dei riferimenti al buddismo connessi al personaggio di Virgo (Shaka) che nella versione italiana diventa "l'uomo più vicino ad Atena", mentre in originale era chiaramente accomunato ad un Bodhisattva, ed era chiamato "l'uomo più vicino a Dio"[1] (o alla natura divina, perché possessore dell'ottavo senso) oppure i cambi di nome dei vari personaggi, talvolta coincidenti con le loro costellazioni d'appartenenza (da notare che nella versione originale ogni Cavaliere viene sia chiamato col nome della sua costellazione, ma anche con il suo nome proprio).
Altri cambiamenti riguardano il carattere di alcuni personaggi o i rapporti fra di essi: un esempio del primo caso è il Cavaliere d'Oro dei Pesci (che nel doppiaggio italiano non è al corrente dei piani di dominio del Grande Sacerdote e gli obbedisce perché lo ritiene la voce della dea Atena, mentre in originale lo appoggia in quanto sostiene che chi detiene il potere è nel giusto), mentre uno del secondo è invece Kiki (discepolo del Cavaliere dell'Ariete divenuto suo fratello minore del doppiaggio italiano).
La caratteristica più famosa (ed unica) di quest'adattamento riguarda invece l'aspetto meramente linguistico formale, volto a sottolineare il clima cavalleresco ed epico della narrazione. Rispetto alla versione originale, infatti, i Cavalieri utilizzano un linguaggio molto meno informale, quasi aulico in diverse occasioni, con picchi che si toccano quando i doppiatori italiani prendono in prestito citazioni colte da alcuni noti poeti e scrittori italiani (come ad esempio nell'episodio 11 dove si parla di "spirto guerrier, [che] entro mi rugge", citazione evidente dai sonetti di Ugo Foscolo). L'adattatore della serie (Stefano Cerioni) ha rivelato che molte libertà artistiche derivarono sia dall'amore del direttore del doppiaggio (Enrico Carabelli) per la poesia, sia dal fatto che il testo dei dialoghi sui cui lavoravano era molto lacunoso, mentre il fatto che molti personaggi portino lo stesso nome della loro costellazione è dovuto principalmente all'influenza di Giochi Preziosi, distributore italiano dei giocattoli della serie[2].

Traduzione dei termini[modifica | modifica wikitesto]

L'uso del termine "Cavalieri" per indicare i guerrieri di Atena non è la traduzione corretta del termine usato da Masami Kurumada nel suo manga, ma è quella più vicina alla tradizione occidentale, nonché quella più entrata nel cuore degli appassionati: l'autore utilizza il vocabolo seitoshi (sacro guerriero), a cui impone come lettura l'inglese "saint" (Santo) mediante l'uso del furigana. Nell'edizione italiana della serie TV (come negli altri adattamenti occidentali) si scelse di optare per il termine "cavaliere", poiché nell'immaginario collettivo (si pensi al ciclo dei racconti arturiani) i cavalieri medioevali erano guerrieri in armatura che combattevano per la giustizia, uomini votati agli ideali come i sacri guerrieri di Atena (interessante in quest'ottica fu l'adattamento usato nella prima edizione italiana del manga che adattò il termine in Santo Cavaliere[3]).
Similmente il termine usato per riferirsi alle armature dei Saint in originale è "Cloth" (veste in inglese), il quale è però a sua volta il rubi degli ideogrammi per "Sacra veste". Nell'adattamento italiano esse vengono semplicemente chiamate "Armatura" o "Sacra armatura", ma talvolta vengono indicate con le "Vestigia" o le "Sacre Vestigia", termine che in italiano corrente ha il significato di reperti, resti o anche tracce[4]. Il termine plurale corretto per armatura (seppur desueto) è invece vestigie/vestigi[5]. Scelte simili sono state compiute inseguito per i Cavalieri di Asgard (God Warrior) e i Generali dei Mari di Nettuno (Marina Shogun) e le loro corazze, mentre i sottotitoli dei DVD Yamato hanno usato la traduzione letterale degli ideogrammi (Sacri guerrieri, Sacre vesti ecc....).

Un altro caso è la traduzione del termine usato per indicare il sacerdote di Atena a capo dei Cavalieri, che nella versione giapponese viene indicato col termine kyoko, che letteralmente vuol dire "Papa". In Italia il termine è stato per lo più adattato con un più generico "Grande Sacerdote" (successivamente utilizzato anche nella maggioranza degli adattamenti di altre opere del franchising de I Cavalieri), similmente a quanto accaduto in altri paesi di cultura cattolica (in Spagna per esempio è stato usato il termine Gran Patriarca). Nei sottotitoli Yamato si è invece scelto di adattare il termine kyoko con "Pontefice".

Distribuzione Italiana[modifica | modifica wikitesto]

I diritti per l'home video della serie animata sono detenuti dalla Yamato Video, che tra il 2001 e il 2003 mise distribuì le VHS in edicola insieme DeAgostini con il titolo I Cavalieri dello Zodiaco - TV Animation. Dal dicembre 2004 iniziò la pubblicazione dei DVD, comprendente sia il doppiaggio italiano "storico" che un adattamento italiano ufficiale fedele alla versione originale mediante sottotitoli. I dvd più volte distribuiti nel corso degl'anni, sono anche usciti in un box video, contenenti l'intera saga.

Distribuzione Giapponese[modifica | modifica wikitesto]

L'intera serie di 114 episodi uscì negl'anni 80 in Giappone in forma VHS, venduti poi in tutto il mondo; per poi essere riproposta anni dopo in formato dvd insieme ai 31 episodi della saga di Hades, più volte pubblicati negl'anni, ed anch'essi usciti in tutto il mondo. Il 20 giugno 2014 ed il 2 settembre 2014 vengono lanciati in Giappone due BOX Blu-Ray, contenenti tutti i 114 episodi della serie classica, restaurati in altissima definizione video e audio, è con numerosi Extra.[6]

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colonne sonore de I Cavalieri dello zodiaco.

Sigle giapponesi[modifica | modifica wikitesto]

Opening
  • Pegasus Fantasy ( ペガサス幻想?) (ep. 1-72) cantata dal gruppo Make-Up copre i primi 72 episodi ("Grande Tempio").
  • Soldier Dreams (聖闘士神話(ソルジャードリーム) Sorujā Dorīmu?) (72-114) cantata da Hironobu Kageyama, copre le saghe di Asgard e Nettuno. Dall'episodio centesimo episodio fino all'ultimo, il video della sigla presenta piccole differenze livello di montaggio rispetto a quello usato dall'episodio 73 al 99, dovuto all'inizio della nuova saga.
Ending
  • Eien Blue (永遠ブルー Eterno Blue?) (ep. 1-72) eseguita dai Make-UP
  • Blue Dream (夢旅人 Yume Tabibito?) (ep. 73-114) cantata da Hironobu Kageyama

I primi quattro film ebbero due sigle, mentre il quinto (Le porte del paradiso) possiede solo quella di chiusura (Never dei Make-Up).

Sigle italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • I Cavalieri dello zodiaco: scritta e interpretata da Massimo Dorati per le prime 52 puntate mandate in onda dal canale Odeon TV nel 1990, e riutilizzata anche su Junior TV.
  • Il ritorno dei Cavalieri dello zodiaco: scritta e interpretata da Massimo Dorati per le seguenti 62 puntate, a seguito del loro acquisto nel 1991.
  • Pegasus Fantasy: versione in lingua italiana della prima sigla giapponese cantata da Giacinto Livia[7], utilizzata dalla Yamato per la pubblicazione Home video. Utilizzata anche un paio di volte nella trasmissione su Italia1 nel 2001 e nella trasmissione della serie su K2.

Nelle repliche del 2008 Italia 1 ritrasmise dapprima alcune puntate della serie classica con la prima sigla storica di Massimo Dorati, ma col patchwork della sigla di Vanni prima della messa in onda degli OAV di Hades
Nella trasmissione su Mediaset Extra sono state utilizzate tre sigle totali. Agli episodi con censure minori è stata applicata come opening la sigla di Vanni del 2001, mentre come ending sono state utilizzate a volte quella di Vanni in versione più lunga e altre volte Pegasus Fantasy in italiano (quest'ultima però più raramente). Gli episodi con più censure hanno avuto invece la sigla di Dorati (versione 2008) sia come opening che come ending.

Ricezione e critica[modifica | modifica wikitesto]

La serie viene considerata uno dei grandissimi successi anime degli anni '80, difatti vinse anche nel 1987 il prestigioso premio dell'Animage Anime Grand Prix, dopo solo pochi episodi trasmessi.[8] In un sondaggio effettuato dall'emittente giapponese TV Asahi nel 2006 in Giappone, l'anime si è posizionato al 25º posto come popolarità e apprezzamento fra tutti gli anime di sempre. Numerosissimi sono i vari prodotti di merchandising dedicati a questo anime, usciti sia in Giappone che in varie stati del mondo.

La serie ha avuto dedicati articoli e riconoscimenti sulle più famose riviste (Giapponesi ed estere) specializzate nel settore manga/anime. Nel libro The Anime Encyclopedia: A Guide to Japanese Animation Since 1917, considerato la Bibbia delle guide americane sull'animazione giapponese, gli autori Jonathan Clements and Helen McCarthy dedicano un intero capitolo alla serie lodando in particolar modo le tecniche (definite "magiche") della coppia Araki e Himeno nell'animazione e i disegni, la splendida colonna sonora e le invenzioni registiche che, facendo terminare l'episodio su un punto culmine, catturano lo spettatore. Stigmatizzano, tuttavia, l'immagine che la serie dà di far combattere uomini adulti con ragazzini.

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni l'anime ha prodotto numerosissimi prodotti di merchandising ad esso ispirato, fra cui card, action figures raffiguranti i vari personaggi, videogiochi, prodotti per la scuola, magliette, cappelli, ecc.., commercializzate sia in patria che all'estero. Dei tantissimi prodotti relativi all'anime classico di saint seiya, ricordiamo anche i famosi Myth Cloth. Nel 2011 in Giappone sono state prodotte anche due serie di pachinko ispirati alla prima serie animata de I Cavalieri, contenti sequenze del cartone ridisegnate con tecniche d'animazione moderne. La prima serie conteneva scene ispirate alla battaglia contro i Cavalieri d'Oro, mentre il secondo contro quelli d'Argento, la seconda sequenze della battaglia contro Nettuno e Hades.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Cavalieri dello zodiaco-Saint Seiya Perfect Edition vol. 7 ed. Star Comics
  2. ^ Intervista a Stefano Cerioni su cdzmmillenium
  3. ^ Gli adattamenti della serie su icavalieridellozodiaco.net, fansite
  4. ^ Sinonimi Master
  5. ^ Treccani
  6. ^ www.bandaivisual.co.jp/seiya_bd-box
  7. ^ Intervista a Giacinto Livia sul sito cdzmillnium
  8. ^ (JA) Anime Grand Prix Winner, 1987, Animage.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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