IPRED2

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Flag of Europe.svg

La direttiva sulle misure penali in merito all’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale, nota anche come IPRED2, è una direttiva europea giunta all'esame del Parlamento nell’aprile 2007 e mira a modificare la direttiva sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale 2004/48/EC; poiché quest'ultima direttiva è nota anche come IPRED, questa ha preso il nome di IPRED2.

Anche l’originaria direttiva conteneva, in fase di presentazione, norme penali, che erano state omesse per riuscire ad ottenere l'approvazione entro il 1º maggio 2004.

Il Parlamento europeo ha votato, in seduta plenaria la proposta, il cui relatore era l'eurodeputato italiano Nicola Zingaretti[1], che accoglie la proposta della Commissione ma, nello stesso tempo propone una serie di emendamenti. Con un emendamento, presentato in Commissione giuridica da Umberto Guidoni, in particolare, sulla base del fair use prima esistente nel diritto americano, si stabilisce la riproduzione in copie o su supporto audio o con qualsiasi altro mezzo, a fini di critica, recensione, informazione, insegnamento (compresa la produzione di copie multiple per l'uso in classe), studio o ricerca, «non sia qualificato come reato».[2].

L'emendamento è del resto in linea con il programma fissato dall'Agenda di Lisbona che considera sia Internet che l'insegnamento come fondamentali per il rilancio e il progresso dell'Europa[senza fonte].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo De Andreis, IPRED2, nulla da temere per gli utenti in Punto Informatico, 02 aprile 2007. URL consultato il 28-03-2010.
  2. ^ Il governo italiano ha ora affermato che l'art. 70 della legge sul diritto d'autore costituisce di fatto già l'introduzione in Italia del fair use statunitense. Vedasi anche risposta(interrogazione) del governo al Senato in data 7 febbraio 2007[senza fonte]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]