Hybrid Theory

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Hybrid Theory
Artista Linkin Park
Tipo album Studio
Pubblicazione 24 ottobre 2000
Durata 37:52
Dischi 1
Tracce 12
Genere Nu metal[1]
Alternative metal[2]
Rap metal[2]
Etichetta Warner Bros.
Produttore Don Gilmore
Registrazione 1999-2000, NRG Recording Studios, North Hollywood (California)
Formati CD, LP, download digitale
Note Nel 2002 venne pubblicata un'edizione limitata destinata al mercato asiatico.
Certificazioni
Dischi d'oro Germania Germania (5)[3]
(Vendite: 500.000+)
Dischi di platino Argentina Argentina[4]
(Vendite: 40.000+)
Australia Australia (4)[5]
(Vendite: 70.000+)
Austria Austria[6]
(Vendite: 20.000+)
Belgio Belgio[7]
(Vendite: 20.000+)
(Vendite: 20.000+)
Brasile Brasile[8]
(Vendite: 40.000+)
Canada Canada (5)[9]
(Vendite: 320.000+)
Danimarca Danimarca[10]
(Vendite: 30.000+)
Europa Europa (4)[11]
(Vendite: 4.000.000+)
Finlandia Finlandia[12]
(Vendite: 20.000+)
Francia Francia (2)[13]
(Vendite: 200.000+)
Messico Messico[14]
(Vendite: 60.000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda (5)[15]
(Vendite: 75.000+)
Paesi Bassi Paesi Bassi[16]
(Vendite: 50.000+)
Polonia Polonia[17]
(Vendite: 40.000+)
Regno Unito Regno Unito (4)[18]
(Vendite: 1.200.000+)
Svezia Svezia[19]
(Vendite: 40.000+)
Svizzera Svizzera[20]
(Vendite: 40.000+)
Dischi di diamante Stati Uniti Stati Uniti[21]
(Vendite: 10.000.000+)
Linkin Park - cronologia
Album precedente
Album successivo
(2002)
Logo
Logo del disco Hybrid Theory
Singoli
  1. One Step Closer
    Pubblicato: 15 gennaio 2001
  2. Crawling
    Pubblicato: 1º maggio 2001
  3. Papercut
    Pubblicato: 18 giugno 2001
  4. In the End
    Pubblicato: 20 novembre 2001

Hybrid Theory è il primo album in studio del gruppo musicale statunitense Linkin Park, pubblicato il 24 ottobre 2000 dalla Warner Bros. Records.

Il disco ha venduto oltre 27 milioni di copie in tutto il mondo[22] e negli Stati Uniti è stato certificato disco di diamante,[23] oltre ad aver raggiunto le prime posizioni della classifica Billboard 200. Grazie a questi risultati divenne l'album di maggior successo del genere nu metal e uno dei più venduti degli anni duemila; inoltre entrò alla posizione 78 nella classifica dei 100 dischi più venduti di tutti i tempi.[24]

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

In seguito alla pubblicazione dell'EP Hybrid Theory (1999), il gruppo riuscì ad ottenere un contratto discografico dalla Warner Bros. Records,[25] grazie anche ai consigli di Jeff Blue, che si unì alla Warner dopo essersi dimesso dalla Zomba. Viste le prime difficoltà a trovare un produttore che finanziasse l'album, Don Gilmore decise di prendere le redini del progetto e assunse Andy Wallace al mixer.

I Linkin Park perciò entrarono negli NRG Recording Studios di North Hollywood (California) verso la fine del 1999 per registrare nuovi brani che sarebbero stati inseriti nell'album di debutto. La maggior parte delle prime versioni delle canzoni di Hybrid Theory sono stati inseriti in molti demo realizzati tra il 1999 e il 2000. Le sessioni di registrazione durarono circa quattro settimane. Nel corso delle sessioni, vennero riproposte le canzoni del demo, ma le parti rappate vennero massicciamente riscritte e corrette, mentre i ritornelli rimasero più o meno gli stessi dell'originale.[26] A causa dell'assenza di Phoenix, il chitarrista Brad Delson compose la maggior parte delle linee di basso, ad esclusione di One Step Closer (registrata con Scott Koziol), Papercut, A Place for My Head e Forgotten (registrate con Ian Hornbeck). I Dust Brothers collaborarono alla realizzazione di With You.

Mike Shinoda scrisse i testi basandosi in parte sui vecchi lavori del gruppo, quando si chiamava ancora Xero e che presentava Mark Wakefield al primo microfono.[27] Secondo parole dello stesso Shinoda, i testi esprimono sentimenti, esperienze ed "emozioni che provi tutti i giorni e di cui puoi parlare".[28][29] Nel 2002, Chester Bennington dichiarò alla rivista Rolling Stone:[27]

« È facile perdersi nelle cose – pensando "povero, povero me", ed è da questo che provengono canzoni come Crawling: non posso sopportare me stesso. Ma questa canzone tratta del prendersi le responsabilità delle proprie azioni. Tratta di come io stesso sono il motivo di ciò che provo. C'è qualcosa dentro di me che mi indebolisce. »

Shinoda, inoltre, disegnò la copertina dell'album, che illustra un soldato con ali di libellula, simboleggiante il carattere appunto "ibrido" della musica dei Linkin Park: il soldato rappresenta l'aggressività e la dinamica del metal/hard rock, le ali di libellula la leggerezza e l'orecchiabilità del rap.[30]

Pubblicazione[modifica | modifica sorgente]

Hybrid Theory uscì negli Stati Uniti il 24 ottobre 2000, sulla scia del singolo One Step Closer, già diffuso nelle radio.[2] Alla fine del 2000 l'album entrò nella Billboard 200 alla posizione numero 16[31] e fu certificato disco d'oro cinque settimane dopo l'uscita. Nel 2001 Hybrid Theory vendette 4.800.000 copie negli Stati Uniti, e divenne il disco più venduto dell'anno.[32][33] Inoltre, secondo una stima, l'album continuò a vendere 100.000 copie a settimana all'inizio del 2002. Le vendite proseguirono a ritmo veloce negli anni successivi, e nel 2005 Hybrid Theory venne certificato disco di diamante per aver venduto 10 milioni di copie negli Stati Uniti. Fino al 2007 ha venduto 24 milioni di copie in tutto il mondo, di cui 16 solo negli Stati Uniti, rendendolo il più grande successo della band e l'album più venduto del XXI secolo.

Tutti i singoli estratti dall'album si succedettero nella Billboard Alternative Songs[34] e tra queste soltanto In the End raggiunse la prima posizione,[35] apparendo inoltre nelle classifiche di tutto il mondo. Il successo di questa canzone è in parte dovuto alla posizione in classifica dell'album, piazzato alla seconda posizione nella Billboard 200, dopo The Eminem Show di Eminem.[36] L'album inoltre raggiunse la Top 10 nelle classifiche di Regno Unito, Svezia, Nuova Zelanda, Austria, Finlandia e Svizzera.[37] Ai 44° Grammy Awards, i Linkin Park vinsero il Grammy Award alla miglior interpretazione hard rock per Crawling. Inoltre ricevettero due nomination nelle categorie "miglior artista esordiente" e "miglior album rock", rispettivamente vinte da Alicia Keys e da All That You Can't Leave Behind degli U2.[38]

Dopo il successo di Hybrid Theory, la band venne invitata a partecipare a vari tour e concerti, come l'Ozzfest, il Family Values Tour, il KROQ's Almost Acoustic Christmas, e il tour che creò la band stessa, il Projekt Revolution, che hanno i Linkin Park come headliner e altre band come supporto, tra cui Adema, Cypress Hill, Korn, Snoop Dogg e Mudvayne. In quel periodo si riunì al gruppo il bassista Phoenix. I Linkin Park tennero un giornale online sul proprio sito ufficiale per tutta la durata dei tour, dal 2001 al 2002, nel quale ogni membro del gruppo inseriva le proprie annotazioni. Questi scritti non sono più reperibili sul loro sito, ma è possibile trovarli tramite i vari fansite. Nel 2001 i Linkin Park sostennero 324 concerti.[39]

Il 20 aprile 2013, in occasione del Record Store Day, il gruppo ha ripubblicato in un numero limitato a 3.000 la versione in vinile dell'album accompagnato dal singolo in 45 giri di One Step Closer.[40]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Dall'album furono estratti quattro singoli. One Step Closer, la seconda traccia dell'album e il primo singolo, è caratterizzata da un'introduzione composta da riff di chitarra e percussioni elettroniche, che sfocia poi in un pezzo di chitarre pesanti e distorte e una batteria aggressiva.[41][42] È famosa per la famigerata frase "Shut up when I'm talking to you" ("Zitto quando ti parlo"), urlata da Chester nell'interludio della canzone, a sua volta accompagnato anche da alcuni scratch del DJ Joe Hahn. La canzone venne composta, secondo loro stesse dichiarazioni, come gesto di frustrazione per non aver ideato un testo decente per la sesta traccia Runaway. Il video musicale di One Step Closer, girato a Los Angeles, divenne subito molto famoso e nel periodo veniva continuamente trasmesso nella rotazione musicale di MTV. Nel video appare anche Scott Koziol, il quale registrò le linee di basso della canzone.[43]

Il secondo singolo fu Crawling, il cui testo è incentrato sull'abuso sessuale subito da Bennington – la violenza fisica, la difficoltà di dirlo a qualcuno, e la conseguente perdita di autostima.[44] Tutto ciò è confermato nel video musicale, in cui una ragazza (interpretata dalla modella Katelyn Rosaasen) viene violentata dal padre e la si può vedere all'inizio del video con molti lividi.[45]

Papercut, il terzo singolo, parla della paranoia. Il video musicale fu diretto da Hahn e da Nathan "Karma" Cox, e mostra la band eseguire il brano all'interno di un salone elegante vicino a una stanza buia, sulle pareti della quale sono scritte le parole della canzone. Nel video sono presenti anche elementi soprannaturali e inquietanti, realizzati con gli effetti speciali, come ad esempio l'allungamento delle dita di Shinoda e lo scioglimento della faccia di Rob Bourdon.[46]

Il quarto e ultimo singolo estratto dall'album è In the End, caratterizzato da un riff di pianoforte ideato da Shinoda. Il video musicale venne girato nelle varie pause durante l'Ozzfest del 2001, e diretto anch'esso da Cox ed Hahn.[47] Lo sfondo è stato filmato nel deserto della California, ma i ciak veri e propri hanno avuto luogo in uno studio, che permise ad Hahn e Cox di installare dei tubi d'acqua sul soffitto. Lo scopo che avevano era quello di inzuppare la band nella scena finale. Il video per In the End fu premiato come miglior video rock agli MTV Video Music Awards del 2002.[48]

Un'altra canzone pubblicata è stata Points of Authority, la quale non uscì mai come singolo. Tuttavia è stato girato un videoclip che riuniva riprese da alcuni concerti del gruppo con alcune scene di backstage tratte dal DVD Frat Party at the Pankake Festival.[49] Bourdon, circa la composizione del brano, dichiarò: "Brad scrisse questi riff di chitarra, poi tornò a casa. Mike decise di dividerli in diverse parti e riarrangiarli al computer." Riguardo alla canzone, Delson elogiò l'abilità di Shinoda, descrivendolo come "un genio del livello di Trent Reznor."[27]

Edizione speciale[modifica | modifica sorgente]

L'11 marzo 2002 venne pubblicata un'edizione speciale dell'album riservato esclusivamente al mercato asiatico.[50] Questa versione, oltre a contenere il disco originale, contiene un secondo disco costituito da cinque tracce, di cui tre eseguite dal vivo al Docklands Arena di Londra (Papercut, Points of Authority e A Place for My Head) e le altre due inedite: My December e il rifacimento di High Voltage, che inizialmente doveva essere la dodicesima traccia dell'album.

I due brani si possono trovare anche in One Step Closer, nella versione giapponese di In the End e nel DVD Frat Party at the Pankake Festival.

Demo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Demo e inediti dei Linkin Park.

Nel periodo antecedente alla pubblicazione del disco, i Linkin Park registrarono vari demo contenenti le prime versioni della maggior parte delle tracce di Hybrid Theory. In uno di questi dischi è possibile trovare anche un brano inedito, intitolato She Couldn't:[51] il gruppo registrò il brano nel 1999 ma non venne mai inserito in un album, oltreché mai eseguita dal vivo dagli stessi. Con le pubblicazioni di Underground Eleven e di Underground 12 vennero pubblicate altre demo inedite provenienti dalle sessioni di registrazione dell'album: Slip, Blue (la parte finale del brano fu rivisitata e divenne più tardi il ritornello di Crawling)[52] e So Far Away.

Stile e composizione[modifica | modifica sorgente]

La musica di Hybrid Theory è il risultato dell'unione di molti stili e ispirazioni differenti. Il cantato di Chester è influenzato da Depeche Mode e Stone Temple Pilots, nonostante i riff e la tecnica del chitarrista Brad Delson siano più ispirati a Deftones, Guns N' Roses, Smiths e U2. Il rapping di Mike Shinoda, presente in ben sette tracce, si rifà molto ai The Roots. Come già accennato, i testi parlano dei problemi con cui Bennington ha dovuto fare i conti durante l'infanzia e l'adolescenza: violenze sessuali, eccessivo e costante abuso di droga e alcol, il divorzio dei suoi genitori, isolamento, delusioni e fallite relazioni sociali.[53]

Giudizio della critica[modifica | modifica sorgente]

Le recensioni dell'album furono molto contrastanti. Alcuni critici ebbero impressioni positive: Stephanie Dickison di PopMatters dichiarò che la band era "di gran lunga più complessa e talentuosa di certe boy band hard rock", aggiungendo che "loro continueranno ad affascinare e sfidare i suoni standard della musica".[54] Sputnikmusic descrisse Hybrid Theory come "un chiaro album mainstream all'alba del nuovo secolo, e per buone ragioni", e diede all'album tre stelle su cinque. Robert Christgau del Village Voice scrisse che "gli adulti non hanno idea di cosa provano i ragazzi arrabbiati" e diede all'album due stelle più una menzione d'onore, citando Papercut e Points of Authority come vette più alte dell'album.[55] Jenny Eliscu di Rolling Stone commentò che l'album "sprigiona tanta potenza quanto quella dei Limp Bizkit o dei Korn", e lo definì un album che "riflette la frustrazione della vita".[56]

Altre critiche, comunque, sconsigliarono l'album: Sputnikmusic, dopo aver inizialmente apprezzato l'album, dichiarò che "Hybrid Theory ha degli evidenti inconvenienti", descrivendo i riff di chitarra di Brad Delson "spesso insulsi e non originali" e aggiunse che "manca varietà [nell'album]". William Ruhlmann di Allmusic disse che "i Linkin Park hanno uno stile già stracotto" e chiamò One Step Closer "un tipico sforzo", riferendosi al ritornello della canzone.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Malgrado alcune recensioni negative, Hybrid Theory venne inserito in molte classifiche speciali stilate da varie testate musicali e siti internet. Alcune delle più importanti di queste liste che includono Hybrid Theory sono riportate qui di seguito:

Anno Pubblicazione Paese Riconoscimento Posizione
2001 The Village Voice Stati Uniti Pazz & Jop[57] 159
Record Collector Regno Unito Best of 2001[58]
2005 Classic Rock The 100 Greatest Rock Albums of All-Time[59] 72
2006 Rock Sound Francia Les 150 albums de la génération[60] 58
Robert Dimery Stati Uniti 1001 Albums You Must Hear Before You Die[61]
2007 Rock and Roll Hall of Fame The Definitive 200 84
2012 Rock Sound 101 Modern Classic Albums of the last 15 years[62] 1

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Testi e musiche di Linkin Park, eccetto dove indicato.

  1. Papercut – 3:05
  2. One Step Closer – 2:36
  3. With You – 3:23 (Linkin Park, The Dust Brothers)
  4. Points of Authority – 3:20
  5. Crawling – 3:29
  6. Runaway – 3:04 (Linkin Park, Mark Wakefield)
  7. By Myself – 3:10
  8. In the End – 3:36
  9. A Place for My Head – 3:05 (Linkin Park, Mark Wakefield, Dave Farrell)
  10. Forgotten – 3:15 (Linkin Park, Mark Wakefield, Dave Farrell)
  11. Cure for the Itch – 2:37
  12. Pushing Me Away – 3:12
CD2 (presente nell'edizione speciale)
  1. Papercut (Live at Docklands Arena, London) – 3:13
  2. Points of Authority (Live at Docklands Arena, London) – 3:30
  3. A Place for My Head (Live at Docklands Arena, London) – 3:11 (Linkin Park, Mark Wakefield, Dave Farrell)
  4. My December – 4:20 (Mike Shinoda)
  5. High Voltage – 3:45
Tracce bonus nella versione giapponese
  1. My December – 4:20 (Mike Shinoda)
  2. High Voltage – 3:45
Tracce bonus nella versione di iTunes[63]
  1. My December – 4:19 (Mike Shinoda)
  2. High Voltage – 3:45
  3. Papercut (Recorded Live at BBC1) – 3:09
Tracce bonus nella versione Deluxe di iTunes[64]
  1. High Voltage (Live from Wantagh 2001) – 3:38
  2. My December – 4:19 (Mike Shinoda)
  3. Points of Authority (Crystal Method Remix) – 4:56
  4. Papercut (Live at Milton Keynes) – 3:50

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Altri musicisti
  • The Dust Brothers – beat aggiuntivi in With You
  • Ian Hornbeck – basso in Papercut, A Place for My Head e Forgotten
  • Scott Koziol – basso in One Step Closer
  • Phoenixvioloncello in My December; basso[65]
Produzione

Classifiche[modifica | modifica sorgente]

Classifica (2000/01) Posizione
massima
Australia[66] 2
Austria[66] 2
Belgio (Fiandre)[66] 3
Belgio (Vallonia)[66] 13
Canada[67] 5
Danimarca[66] 4
Finlandia[66] 4
Francia[66] 17
Germania[66] 2
Italia[66] 2
Norvegia[66] 5
Nuova Zelanda[66] 1
Paesi Bassi[66] 13
Polonia[68] 10
Regno Unito[69] 4
Stati Uniti[67] 2
Svezia[66] 4
Svizzera[66] 5
Ungheria[70] 4

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Linkin Park - Hybrid Theory, Ondarock.it, 24 ottobre 2006. URL consultato il 3 luglio 2012.
  2. ^ a b c (EN) Hybrid Theory in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 9 dicembre 2012.
  3. ^ (DE) Gold-/Platin-Datenbank, Musikindustrie.de. URL consultato il 1º ottobre 2013.
  4. ^ Capif.org
  5. ^ (EN) ARIA Charts - Accreditations - 2002 Albums, ARIA.com.au. URL consultato il 1º ottobre 2013.
  6. ^ (DE) IFPI Austria - Verband der Österreichischen Musikwirtschaft, Ifpi.at. URL consultato il 5 settembre 2010.
  7. ^ http://www.ultratop.be/xls/Awards%202002.htm
  8. ^ Associação Brasileira dos Produtores de Discos, Brazilian Certification, 2001. URL consultato il 20 giugno 2010.
  9. ^ Canadian Recording Industry Association (CRIA): Gold & Platinum - August 2002, Cria.ca. URL consultato il 5 settembre 2010.
  10. ^ Hitlisten.NU, Hitlisterne.dk. URL consultato il 5 settembre 2010.
  11. ^ IFPI Platinum Europe Awards - 2008, Ifpi.org, 1º settembre 2005. URL consultato il 5 settembre 2010.
  12. ^ Musiikkituottajat - Tilastot - Kulta- ja platinalevyt, Ifpi.fi. URL consultato il 5 settembre 2010.
  13. ^ Certifications Albums Double Or - année 2002, Disque en France. URL consultato il 5 settembre 2010.
  14. ^ AMPROFON, Mexican Certification For Linkin Park, 2001. URL consultato il 20 luglio 2010.
  15. ^ RIANZ, RIANZ. URL consultato il 5 settembre 2010.
  16. ^ NVPI, Nvpi.nl. URL consultato il 20 giugno 2010.
  17. ^ Poland's Platinum-certifications 1995-2010, ZPAV. URL consultato il 19 giugno 2010.
  18. ^ Gold/Platinum Certifications for BPI, BPI. URL consultato il 17 maggio 2010.
  19. ^ International Federation of the Phonographic Industry - Sweden, Swedish Certification for 2001, 2001. URL consultato il 13 luglio 2009.
  20. ^ (DE) Awards 2001, swisscharts.com. URL consultato il 1º ottobre 2013.
  21. ^ (EN) RIAA - Gold & Platinum Searchable Database, RIAA.com. URL consultato il 1º ottobre 2013.
  22. ^ (EN) LINKIN PARK ANNOUNCED AS SATURDAY HEADLINER + FALL OUT BOY AS MAIN SUPPORT, DownloadFestival.co.uk, 5 novembre 2013. URL consultato il 5 novembre 2013.
  23. ^ (EN) Linkin Park - Hybrid Theory, Sputnikmusic.com, 2 settembre 2006. URL consultato il 3 luglio 2012.
  24. ^ (EN) Global Track Chart, MediaTraffic.de. URL consultato il 9 marzo 2012.
  25. ^ (EN) Alan Sculley, Rappin' and rockin' in Linkin Park, Madison.com, 31 gennaio 2002. URL consultato il 22 aprile 2013 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2007).
  26. ^ Linkin Park demos, LPAssociation.com. URL consultato il 19 agosto 2007.
  27. ^ a b c Fricke, David. “Rap Metal Rulers”, Rolling Stone No. 891, March 14, 2002
  28. ^ BBC Radio 1, Evening Session Interview with Steve Lamacq, June 13, 2001
  29. ^ (EN) BBC Session Interview, LPTimes.com. URL consultato il 19 settembre 2007.
  30. ^  Bennington talks about the hybrid theory soldier. YouTube. URL consultato in data 12 agosto 2009.
  31. ^ (EN) 2000 charts, Billboard.com. URL consultato il 16 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2008).
  32. ^ (EN) MUSIC; New Ideas From the Top of the Charts, NewYorkTimes.com. URL consultato il 16 dicembre 2007.
  33. ^ (EN) Hybrid Theory tops best-sellers of 2001, MTV.com. URL consultato il 16 settembre 2007.
  34. ^ (EN) Linkin Park Album & Song Chart History, Billboard.com. URL consultato l'8 agosto 2012.
  35. ^ (EN) In the End - Linkin Park, Billboard.com. URL consultato il 24 giugno 2012.
  36. ^ (EN) 2002 charts, Billboard.com. URL consultato il 16 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2008).
  37. ^ (EN) Linkin Park international charts, Rockdetector.com. URL consultato il 16 settembre 2007.
  38. ^ (EN) Linkin Park at Yahoo! Music, Yahoo! Music. URL consultato il 16 settembre 2007.
  39. ^ Linkin Park Tour Journal, ForfeitTheGame.com. URL consultato il 29 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2008).
  40. ^ (EN) Adam, "Hybrid Theory" on Vinyl Once Again for Record Store Day, LinkinPark.com, 17 aprile 2013. URL consultato il 20 ottobre 2013.
  41. ^ (EN) One Step Closer facts, SongFacts.com. URL consultato il 29 settembre 2007.
  42. ^ (EN) Sputnikmusic review, Sputnikmusic.com. URL consultato il 29 settembre 2007.
  43. ^  Linkin Park - One Step Closer (Video). YouTube. URL consultato in data 22 aprile 2013.
  44. ^ (EN) Crawling facts, SongFacts.com. URL consultato il 29 settembre 2007.
  45. ^  Linkin Park - Crawling. YouTube. URL consultato in data 22 aprile 2013.
  46. ^ (EN) Linkin Park Papercut Promotional Video Secrets, ForfeitTheGame.com. URL consultato il 19 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2008).
  47. ^ (EN) An interview with bassist Phoenix, RoughEdge.com. URL consultato il 29 settembre 2007.
  48. ^ (EN) MTV Video Music Awards History: Best Rock Video, RockOnTheNet.com. URL consultato il 22 aprile 2013.
  49. ^  Linkin Park - Points Of Authority. YouTube. URL consultato in data 22 aprile 2013.
  50. ^ (EN) Hybrid Theory Special Edition CD, ForfeitTheGame.com. URL consultato il 9 agosto 2007 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2008).
  51. ^ (EN) She Couldn't, LinkinPark.com. URL consultato il 9 dicembre 2012.
  52. ^ Sul retro di Underground Eleven, Mike Shinoda ha scritto sul brano: "Mi dimenticai di questa canzone fino a quando non l'ho ritrovata su un CD in una scatola nel mio armadio quest'anno [il 2011]. Questa canzone e Slip sono state realizzate durante le sessioni di registrazione di Hybrid Theory. Abbandonammo la canzone, ma decidemmo che c'era qualcosa di speciale sulla parte vocale presente alla fine della canzone. Chester ed io prendemmo la melodia, scrivemmo nuove parole su di essa [...] e questo divenne il ritornello di Crawling."
  53. ^ (EN) Chester Bennington biography, LPAssociation.com. URL consultato il 19 agosto 2007.
  54. ^ (EN) Stephanie Dickison, PopMatters review, PopMatters. URL consultato il 29 settembre 2007.
  55. ^ (EN) Robert Christgau: CG: Linkin Park, RobertChristgau.com. URL consultato il 29 settembre 2007.
  56. ^ Jenny Eliscu, New Faces, RollingStone.com, 18 gennaio 2001, p. 29.
  57. ^ (EN) Pazz & Jop Critics Poll of 2001, VillageVoice.com. URL consultato il 4 novembre 2007.
  58. ^ (EN) A Selection of Lists from Record Collector Magazine, Rocklist.co.uk. URL consultato il 18 agosto 2007.
  59. ^ (EN) Classic Rock - The 100 Greatest Rock Albums of All-Time. URL consultato il 4 novembre 2007.
  60. ^ (EN) Les 150 Albums De La Génération, Acclaimed Music. URL consultato il 18 agosto 2007.
  61. ^ Robert Dimery, 1001 Albums You Must Hear Before You Die, Universe. New York, NY (ISBN 0-7893-1371-5), 7 febbraio 2006, p. 910.
  62. ^ (EN) Exclusive: Rock Sound’s 101 Modern Classic Albums!, RockSound.tv, 20 giugno 2012. URL consultato il 22 aprile 2013.
  63. ^ (EN) Hybrid Theory (Bonus Track Version), iTunes.it. URL consultato il 18 giugno 2012.
  64. ^ Hybrid Theory (Deluxe Version), iTunes.it. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  65. ^ Solo nelle tracce dal vivo presenti sul disco aggiuntivo.
  66. ^ a b c d e f g h i j k l m n (EN) Linkin Park - Hybrid Theory, Ultratop.be. URL consultato il 22 aprile 2013.
  67. ^ a b (EN) Hybrid Theory : Awards in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 22 aprile 2013.
  68. ^ Polish album chart archives, OLiS.onyx.pl. URL consultato il 15 maggio 2008.
  69. ^ (EN) 2001 Top 40 Official UK Albums Archive - 3rd November 2001, OfficialCharts.com. URL consultato il 22 aprile 2013.
  70. ^ Archívum › Kereső - előadó/cím szerint - Linkin Park, Magyar Hanglemezkiadók Szövetsége. URL consultato il 26 ottobre 2012.
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