Hurricane - Il grido dell'innocenza

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Hurricane - Il grido dell'innocenza
Hurricane - Il grido dell'innocenza.jpg
Rubin "Hurricane" Carter durante la permanenza in carcere
Titolo originale The Hurricane
Paese di produzione USA
Anno 1999
Durata 145 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, biografico
Regia Norman Jewison
Soggetto Rubin 'Hurricane' Carter, Sam Chaiton e Terry Swinton
Sceneggiatura Armyan Bernstein e Dan Gordon
Fotografia Roger Deakins
Montaggio Stephen E. Rivkin
Musiche Christopher Young
Scenografia Philip Rosenberg, Dennis Davenport e Gordon Sim
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Hurricane - Il grido dell'innocenza (The Hurricane) è un film diretto da Norman Jewison del 1999. Basato sulla vita del pugile Rubin Carter, la sceneggiatura è stata ideata da Armyan Bernstein e Dan Gordon sulla base del libro Lazarus e Hurricane di Sam Chaiton e Terry Swinton nonché dall'autobiografia dello stesso Rubin Carter.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Rubin 'Hurricane' Carter (Denzel Washington) vive una gioventù difficile, crescendo in un'America razzista nella quale i neri scontano ancora retaggi di discriminazione e violenza. Messo in riformatorio per un reato "non commesso" (aveva ferito un pedofilo che prima aveva cercato di appartarsi con un suo amico e poi di fargli del male), ne esce, fuggendo, dopo 8 anni. Si arruola nell'esercito ma al suo ritorno viene nuovamente incarcerato per la fuga dal riformatorio.

Scontata la pena diviene un pugile professionista, arrivando a sfidare il campione del mondo dei pesi medi. Nell'incontro viene sconfitto ai punti dalla decisione dei giudici, presa - così si lascia intendere - per ragioni razziali.

Poco dopo viene accusato e condannato, ingiustamente, a tre ergastoli per triplice omicidio. Mentre sconta la condanna a vita, Carter scrive la sua autobiografia, che arriverà poi tra le mani di un ragazzo di Brooklyn.

Il ragazzo si rivede in lui e lo contatta via lettera ricevendo risposta e iniziando un carteggio. Prenderà a cuore la storia di Carter al punto da coinvolgere nel caso alcuni suoi amici canadesi che se ne occuperanno personalmente fino a giungere alla liberazione.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il film fa uso di vari espedienti narrativi molto diversi dalla vicenda reale vissuta da Carter.

  • Egli non accoltellò un pedofilo per proteggere lui e un suo amico (come mostrato nel film), in realtà fu un'aggressione con rapina.
  • Carter andò in carcere all'età di 14 anni.
  • Prima della carriera di pugile è stato condannato per tre rapine a mano armata.
  • Carter fece parte di una banda chiamata Gli Apaches.
  • Nella carriera militare fu richiamato quattro volte dalla Corte Marziale ed in seguito congedato per inadeguatezza al servizio, pertanto non è vero il suo ritorno come soldato decorato.
  • La notte in seguito all'omicidio la sua macchina venne fermata due volte, ma solo alla seconda venne effettivamente arrestato.
  • Nel film l'auto è una Dodge Monaco anziché una Polara.
  • Willie Marins, una delle vittime, ferita all'occhio, al momento in cui la polizia chiede di indicare se era Carter l'assassino, non scuote la testa, come mostrato nel film, ma afferma di non essere in grado di dare una risposta certa.
  • La testimonianza di Patricia Valentine è riportata come: "the tail-lights lit up all across the back"[traduzione?], mentre la vera testimonianza fu: "the tail-lights did not light up all across the back"[traduzione?].
  • Patricia Valentine non cambiò la sua testimonianza come dichiarato da uno degli investigatori canadesi interpretato da John Hannah.
  • All'epoca dei fatti Patricia era una ragazza di ventitré anni e non una donna di mezza età.
  • Non è vero che le due giurie erano entrambe formate per intero da persone bianche, la seconda conteneva due persone di colore e anche loro erano convinti della colpevolezza di Carter.
  • Gli investigatori canadesi non scoprirono nessun nuovo indizio.
  • Gli investigatori non furono mai minacciati né subirono attentati.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film è Hurricane di Bob Dylan, scritta nel 1975 per sostenerlo nella sua battaglia legale.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]



La prova recitativa di Denzel Washington nel ruolo di Carter è stata premiata al Festival di Berlino 2000 con l'orso d'argento, un Golden Globe ed è valsa la nomination come miglior attore ai Premi Oscar 1999. Anche Norman Jewison venne premiato con il Prize of the Guild of German Art House Cinemas. Il film ricevette in tutto sei riconoscimenti internazionali.

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