Hue and cry

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Uno hue and cry (grido d'allarme - pianto con clamore), nei sistemi di common law, indica è un procedimento attraverso il quale gli astanti (presenti sul posto) sono chiamati a contribuire alla cattura di un criminale che è stato visto da testimoni nell'atto di commettere un delitto.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

È possibile che si tratti di una anglicizzazione via anglo-francese del Latino, hutesium et clamor, che significa "un corno e grida".[1] Ma altre fonti indicano che è sempre stata una frase un po' ridondante significante clamore e urlare. "Hue" sembra provenire dall'antico francese huer che significa gridare, e antico francese crier che significa piangere.[2][3][4]

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Dallo statuto di Winchester del 1285, Edoardo I - 13 cc. 1 e 4, è stato previsto che chiunque, sia un conestabile o un privato cittadino, che sia stato testimone di un crimine deve gridare un "hue and cry", e che lo stesso "hue and cry" deve essere mantenuto contro la fuga di un criminale da città a città e da contea a contea, fino a quando il malfattore sia stato arrestato e consegnato allo sceriffo.

Tutti gli uomini abili, dopo aver sentito le grida, erano obbligati ad assistere nell'inseguimento del criminale; comportamento che lo rende paragonabile al posse comitatus. Veniva inoltre previsto che "tutta la Centena ... deve rispondere" per qualsiasi furto o rapina; in effetti una forma di punizione collettiva. Coloro che hanno sollevato falsamente un "clamore" erano colpevoli di un crimine.[5]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

In Oliver Twist, Fagin legge lo Hue and Cry che fu uno dei primi nomi del settimanale Police Gazette (UK) magazine che dettagliava i crimini e i ricercati.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ What does Hue and Cry Mean?. URL consultato il 5 novembre 2011.
  2. ^ Hue and Cry. URL consultato il 5 novembre 2011.
  3. ^ Compiled Definition and Etymology of Hue and Cry. URL consultato il 5 novembre 2011.
  4. ^ Anne H. Soukhanov, American Heritage Dictionary of the English Language, Boston, MA, Houghton Mifflin Company, 1992, p. 879.
  5. ^ Adams, George Burton and Henry Morse Stephens, Statute of Winchester. URL consultato l'8 novembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Soukhanov, Anne H., ed. (1992), American Heritage Dictionary of the English Language, Boston, MA: Houghton Mifflin Company, p. 879

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]