Howard Scott Warshaw

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Howard Scott Warshaw (30 luglio 1957) è un programmatore e autore di videogiochi statunitense che ha lavorato per Atari, Inc. dove ha sviluppato i videogiochi Raiders of the Lost Ark, Yars' Revenge ed il fallimentare E.T. the Extra Terrestrial. Ha in seguito realizzato anche un DVD intitolato Once upon Atari, in cui racconta la storia delle persone che hanno lavorato ad Atari.

Il periodo in Atari[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli studi, Warshaw lavorò per un anno presso Hewlett-Packard. Convinto da un amico, chiese un colloquio presso Atari, presso cui entrò a lavorare nel gennaio del 1981 come programmatore di videogiochi per la console Atari 2600.

Il primo gioco di successo prodotto da Warshaw fu Yars' Revenge, iniziato come porting del gioco arcade Star Castle ma terminato, a causa dei limiti hardware della 2600, come un gioco del tutto nuovo in cui delle mosche mutanti devono difendere il loro mondo da un attaccante alieno. Il gioco fu un successo ed è considerato uno dei migliori mai prodotti per l'Atari 2600[1]. Il successo che riscosse Yars permise a Warshaw di essere scelto per l'adattamento a videogioco del film I predatori dell'arca perduta di Steven Spielberg, che si rivelò essere un altro successo commerciale, con un positivo giudizio della critica[2].

Convinto dagli ottimi risultati del gioco su Indiana Jones, l'allora amministratore delegato di Warner Communications, Steve Ross, suggerì di tentare nuovamente il porting di un altro film, sempre di Spielberg: E.T. l'extra-terrestre del 1982.[3][4] Dopo lunghe trattative con Spielberg, Atari acquisì i diritti sul film a luglio del 1982 per 20/25 milioni di dollari e decise di affidare la conversione ancora a Warshaw. Il gioco, pubblicato a Natale, si rivelò un fiasco commerciale per la scarsa qualità grafica, per la storia e per il gameplay, fattori che non solo lo fecero eleggere il peggior gioco mai pubblicato per l'Atari 2600 ma anche il peggiore di tutti i tempi[5]. E.T. fu anche uno dei 2 giochi (l'altro fu Pac-Man) che portarono Atari sull'orlo del fallimento e l'intero settore dei videogiochi alla famosa crisi del 1983. I milioni di cartucce invendute di E.T. furono mandate al macero in una discarica del Nuovo Messico.

Il fallimento di E.T.[modifica | modifica wikitesto]

Il problema alla base dell'insuccesso di E.T. fu che la dirigenza di Atari, dopo l'acquisto dei diritti del film, decise di pubblicare il gioco per le festività natalizie di quell'anno. C'era però una scadenza tecnica inderogabile da rispettare, il termine ultimo entro il quale il reparto produzione avrebbe dovuto ricevere il gioco terminato per poter realizzare le cartucce e distribuirle in tempo per il Natale: il 1° di settembre. Visto che i diritti erano stati acquistati a fine luglio, a Warshaw non rimasero che poco più di 5 settimane per lo sviluppo del gioco, un tempo troppo limitato per poter ottenere un buon prodotto dato che normalmente un buon titolo richiedeva non meno di 5 mesi di lavoro.[6]

Warshaw terminò il gioco rispettando le scadenze affinché E.T. potesse raggiungere gli scaffali in tempo. Le vendite, almeno inizialmente, furono buone: E.T. vendette quasi 1,5 milioni di copie, trascinato anche dal successo del film, risultando l'8º titolo nella graduatoria dei titoli più venduti per l'Atari 2600[7]. Ma Atari aveva sovrastimato le vendite ed aveva deciso di produrre qualcosa come 4[7] o 5[8] milioni di copie del gioco: di queste, la maggior parte restò nei magazzini della società, sia come copie invendute sia come cartucce restituite dai clienti per la scarsa qualità del titolo. Ad esse si sommarono le 5 milioni di cartucce invendute di Pac-Man[8]. Atari decise di disfarsi di tutto questo materiale sotterrandolo in una discarica del Nuovo Messico.

E.T., insieme a Pac-Man, portarono Atari in rosso, con una perdita per l'anno 1983 di 536 milioni di dollari[8], un risultato talmente negativo da convincere l'allora controllante Warner Communications a smembrare la società ed a metterne in vendita nel 1984 la divisione che curava lo sviluppo dei giochi e delle console.

Durante questo periodo Warshaw lavorò ad un altro gioco, Saboteur, nella speranza di risollevare la situazione economica di Atari: durante lo sviluppo del titolo, il gioco fu riadattato per riprendere una famosa serie televisiva di quegli anni, A-Team. Il gioco non vide però mai la luce perché Atari fu venduta prima della sua fine.

Dopo Atari[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine di Atari, Inc., Warshaw ha scritto 2 libri. Il primo, intitolato The Complete Book of PAN, è una guida all'omonimo gioco di carte PAN mentre il secondo, Conquering College, illustra le tecniche che secondo lui servono per completare il college con profitto: RASABIC (Read Ahead, Stay Ahead, Be In Class)[9].

Ha poi realizzato un film documentario, From There to Here: Scenes of Passage., una cronaca dell'immigrazione in America di due donne russe della stessa famiglia, una arrivata nel 1912 e l'altra nel 1978.

Successivamente ha prodotto un altro documentario a puntate, Once Upon Atari, una collezione di interviste e storie di impiegati e progettisti che hanno lavorato ad Atari dalla fine degli anni settanta all'inizio degli anni ottanta.

Nel 2004 un gruppo di amanti dei videogiochi classici è stato in grado di produrre le cartucce di Saboteur da vendere in alcune fiere specialistiche: la prima è stata PhillyClassic 5, dove ha presieduto lo stesso Warshaw, che ha autografato le cartucce. Nello stesso anno Atari ha messo in vendita il sistema Atari Flashback che includeva 15 giochi delle console 2600 e 7800, compreso Saboteur.

Nei suoi giochi, Warshaw ha sempre lasciato una sua traccia come easter egg: in ''Raiders of the Lost Ark, il giocatore può trovare uno "yar"; in E.T. il giocatore può trovare sia uno "yar" che un "Indy"; in Yars' Revenge, il giocatore, se posiziona il personaggio in un determinato punto dell'ultimo schema, può vedere apparire le lettere HSWWSH, che sono le iniziali di Warshaw scritte correttamente ed alla rovescia.

Nel 2008 Warshaw è apparso come interprete di sé stesso in un episodio nella serie animata Code Monkeys.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Yars' Revenge, Phosphor Dot Fossils.
    (EN)
    « Yars' Revenge can be held up as an example of one of the best games that graced that machine. »
    (IT)
    « Yars' Revenge può essere citato come esempio di uno dei migliori giochi che fecero da contorno a quella macchina [la 2600]). »
  2. ^ Raiders of the lost ark, Phosphor Dot Fossils.
    (EN)
    « (..) Raiders is held up as an example of a great game (..) »
    (IT)
    « Raiders è citato come esempio di un grande gioco »
  3. ^ Phipps Keith, Interview—Howard Scott Warshaw, A.V. Club, 02/02/2005. URL consultato il 27 agosto 2010.
  4. ^ Kent, The Ultimate History of Video Games, pag. 237.
  5. ^ Sean, Seanbaby's EGM's Crapstravaganza: The 20 Worst Video Games of All Time. - #1: ET, The Extra Terrestrial (2600), EGM.
  6. ^ Howard Scott Warshaw interview, Platypus Comix.
    (EN)
    « It took Atari until late July to get the rights and the game had to be done by September 1st to make it in time for the Christmas market. So with only five weeks to make a game it was a tight squeeze, particularly since no one had ever done a game in less than five or six months before. »
    (IT)
    « Atari trattò fino a luglio prima di ottenere i diritti ed il gioco doveva essere fatto entro il 1º settembre per poter arrivare in tempo sul mercato di Natale. Così solo 5 settimane per realizzare il gioco era un tempo veramente ristretto, considerando anche che nessuno prima di allora aveva mai fatto un gioco in meno di 5 o 6 mesi. »
  7. ^ a b Scott Stilphen, DP Interviews: Howard Scott Warshaw, Digit Press.
    (EN)
    « It sold around a million and a half copies, but Atari had over-produced the game, making something like 4 million, and then ended up dumping all these carts. It's still the 8th all-time best-selling Atari cart. It probably wouldn't have sold as many if it weren't E.T., but then again I would have had more time. »
    (IT)
    « Vendette circa 1 milione e mezzo di copie, ma Atari ne aveva prodotte troppe, circa 4 milioni, ed alla fine fu costretta a distruggere quasi tutte queste cartucce. È ancora all'8º posto nella classifica dei più venduti giochi Atari di tutti i tempi. Probabilmente non avrebbe venduto così tanto se non fosso stato E.T. ma, nuovamente, avrei voluto avere più tempo. »
  8. ^ a b c Five Million E.T. Pieces, Snoops.com, 2 febbraio 2007.
  9. ^ Bibliografia di Howard Scott Warshaw