Howard e il destino del mondo

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Howard e il destino del mondo
Howard.JPG
Howard in una scena del film
Titolo originale Howard the Duck
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1986
Durata 111 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere azione, commedia, fantascienza
Regia Willard Huyck
Soggetto fumetto della Marvel Comics
Sceneggiatura Willard Huyck, Gloria Katz
Produttore Gloria Katz
Produttore esecutivo George Lucas
Casa di produzione Universal Pictures, LucasFilm
Fotografia Richard H. Kline
Montaggio Michael Chandler, Sidney Wolinsky
Effetti speciali Bob MacDonald Jr.
Musiche John Barry
Scenografia Peter Jamison
Costumi Joe I. Tompkins
Trucco Gracie Atherton, Joy Zapata
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Premi

Howard e il destino del mondo (Howard the Duck) è un film del 1986 diretto da Willard Huyck.

Il film è basato sul personaggio di Howard il papero della Marvel Comics, creato da Steve Gerber e Val Mayerik, e vede protagonisti Lea Thompson, Tim Robbins e Jeffrey Jones.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il papero alieno Howard (che, insieme a Beverly Switzler, è l'unico personaggio che proviene dal fumetto originale) viene trasportato a Cleveland (Ohio) nel corso di un esperimento volto a studiare le specie aliene mediante impiego di un apparecchio noto come spettroscopio laser. Nel girovagare disorientato sulla Terra, Howard incontra Beverly Switzler (Lea Thompson), che colta da curiosità e tenerezza tenta di aiutarlo a tornare a casa rivolgendosi ad uno scienziato suo amico, Phil Blumburtt (Tim Robbins). Si da il caso che quest'ultimo conosca il dr. Walter Jenning (Jeffrey Jones), direttamente coinvolto nell'esperimento che ha portato Howard sul pianeta. Nel tentativo di rimandarlo a casa, organizzano un nuovo piano, che però fallisce miseramente con conseguenze ancora più gravi: stavolta il raggio traente dello spettroscopio ha infatti trascinato con sé uno degli Occulti Super Sovrani dell'Universo, alieni intenzionati a distruggere la Terra. Per effetto dell'esplosione nel corso dell'esperimento, l'alieno entra nel corpo di Jenning, il quale gradualmente inizia a perdere personalità, fin quando resta solo quella dell'alieno, i cui poteri vanno intensificandosi. Scopo dell'alieno è riattivare lo spettroscopio mediante il codice cifrato di Jenning col fine di far arrivare sulla Terra gli altri Occulti; Howard, a cui serve a sua volta il codice cifrato per tornare a casa, si ritrova quindi a dover sconfiggere l'alieno e ironicamente a dover salvare il pianeta che lo ha finora disprezzato. Alla fine, tuttavia, Howard non riuscirà a ritornare sul suo pianeta e rimarrà accanto a Beverly e Phil.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

George Lucas frequentò la scuola per il cinema con Willard Huyck e Gloria Katz, che in seguito aiutarono Lucas nella scrittura di American Graffiti. Dopo che la produzione del film si concluse, Lucas avvicinò Huyck e Katz a un progetto di cui si stava molto interessando, l'adattamento del fumetto Howard the Duck, scritto principalmente da Steve Gerber, descritto come "molto divertente" e piaciutogli per lo stile noir e assurdista[1]. Nel 1984, Lucas lasciò la presidenza della sua casa di produzione Lucasfilm per meglio concentrarsi sull'attività da produttore[2]. Huyck, Katz e Lucas iniziarono a considerare seriamente l'adattamento Howard the Duck per il cinema, e intrattennero alcuni colloqui con Gerber per definire il film[1].

Il film fu opzionato dagli Universal Studios. Secondo Marvin Antonowsky, "Sidney [Sheinberg] fece una notevole pressione per Howard the Duck", alla luce del fatto che i precedenti film di Lucas avevano fruttato bene e un investimento nel nuovo progetto avrebbe potuto significare un potenziale successo[3]. Sheinberg negò qualsiasi eventuale coinvolgimento nel film, dichiarando di non averne mai letto la sceneggiatura[4]. Huyck e Katz sentivano che il film avrebbe dovuto essere in animazione, ma poiché la Universal aveva bisogno di un film per la stagione estiva imminente, Lucas suggerì allora di realizzare un live action, con la Industrial Light & Magic per gli effetti speciali[1]. Fu esteso un bilancio di produzione pari a 36ml $[5].

Huyck e Katz iniziarono a sviluppare le prime idee con cui approcciarsi al film. Nelle prime fasi dello sviluppo, si era deciso di modificare la personalità di Howard rispetto al fumetto, dove appariva rude, antipatico e cattivo, per renderlo più simpatico e gradevole al pubblico. Ma durante la scrittura della sceneggiatura, l'attenzione fu spostata agli effetti speciali piuttosto che sugli aspetti satirici della storia[6].

Una prima trama proposta prevedeva il protagonista trasportato alle Hawaii. Huyck spiegò che la storia fu considerata inizialmente perché "eravamo convinti che sarebbe stato divertente girare lì", e il primo approccio vedeva una storia con alla base elementi umoristici e leggeri, mescolati a dell'oscuro e suspense. Secondo Katz, non era previsto che venissero spiegati i retroscena delle reali motivazioni del viaggio di Howard verso la Terra, ma la cosa non piacque e la sceneggiatura fu riscritta. Alcuni elementi di natura sessuale all'interno della storia, avevano anche confuso i lettori, che erano incerti se destinare il prodotto a un pubblico di bambini o più adulto[1].

Selezione del cast[modifica | modifica sorgente]

Huyck e Katz si occuparono della selezione del cast artistico. Jeffrey Jones fu confermato come il Dr. Jenning per la sua prestazione recitativa in Amadeus. Dopo aver audizionato un notevole numero di attrici, cantanti e modelle per il ruolo di Beverly, Lea Thompson fu invece scelta per la parte anche grazie alla visibilità datale dalla sua apparizione in Ritorno al futuro. Prima di presentarsi ai provini, la Thompson comprò una serie di abiti e completi eleganti ed appariscenti per presentarsi alle selezioni come "un incrocio tra Madonna e Cyndi Lauper"[1][7].

Contrariamente a Jones e la Thompson che furono scelti soprattutto in relazione alle loro facoltà qualitative espresse da precedenti pellicole gradite dal pubblico, Tim Robbins aveva partecipato a poche produzioni di scarsa visibilità e non credeva nel possibile ingaggio, ma, dopo essersi presentato all'audizione, Huyck e Katz lo scelsero perché si sentivano fosse l'uomo ideale per il ruolo[1].

Howard[modifica | modifica sorgente]

Per immedesimarsi negli attributi fisici di Howard, Huyck e Katz avevano pensato di provinare persone di statura bassa, eventualmente anche attori bambini, idea in seguito abbandonata viste le possibili difficoltà che un tale ruolo poteva arrecare a dei bambini e anche perché i montatori non erano in grado di dare un effetto realistico a delle scene giornaliere e serali riprese con attori di statura così diversa. Fu avvicinato Ed Gale, che fu inizialmente rifiutato per via della sua altezza che andava contro le linee guida specificate dai due, ma fu poi preso per eseguire stunts ed entrare nella parte solo durante le riprese serali[1][7]. Un totale di sei attori fu provinato per la parte[8].

Tim Rose attaccò un microfono collegato a un piccolo altoparlante cosicché gli attori potessero sentire parlare Howard e rispondergli. Essendo molto ingombrante il costume, e l'unico punto di luce per l'esterno era la bocca, Gale dovette prepararsi a girare con un senso d'orientamento molto drastico, percorrendo anche piccoli spazi all'indietro. Per mantenere Gale fresco, all'interno del costume furono inseriti alcuni asciugacapelli[1][7]. Essendo le mani del costume composte da tre dita, Gale era solito legarsene due con il nastro adesivo per facilitare le movenze[9].

A lavorazione terminata, Huyck e Katz iniziarono a pensare al doppiatore per Howard. Alle audizioni parteciparono, tra gli altri, John Cusack, Martin Short e Chip Zien, scelta poi ricaduta su quest'ultimo data la sua voce roca considerata perfetta per la parte. Visto che nessun suono o voce era stato registrato dal papero nelle riprese dal vivo, la sincronizzazione durante il montaggio fu particolarmente ardua[10]. L'idea iniziale non prevedeva nessun doppiaggio, ma la voce di Gale era quasi impercettibile dentro il costume di Howard, e così i produttori decisero di tagliare i dialoghi del papero dalle riprese dal vivo, aggiungendoli con un doppiatore dalla voce più marcata in montaggio[1][7].

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Lo scenografo Peter Jamison e il direttore della fotografia Richard Kline furono ingaggiati allo scopo di dare al film un aspetto simile a quello sgargiante del fumetto. Durante le riprese, Huyck progettò diversi segmenti per costruire "Duckworld", basandosi sui disegni di Jamison. L'appartamento di Howard era pieno di articoli dettagliati, inclusi libri e riviste con materiale riguardante papere. Dal momento che Lucas aveva lavorato con persone affette da nanismo, fu in grado di assumere un certo numero di comparse a lavorare su queste sequenze[1][7].

Il primo giorno di riprese, la troupe realizzò quanto scarsa fosse la qualità degli effetti, vedendo che nel collo di alcuni pupazzi era possibile intravedere la bocca dell'uomo al loro interno non appena parlasse[1]. La scena dell'Ultralight fu una delle più difficili da girare, visto che richiedeva notevoli capacità di coordinazione da parte degli attori, e Tim Robbins e Ed Gale dovettero imparare realmente a pilotare.

La ricerca dell'ambientazione per la scena dell'Ultralight fu anch'essa complessa, dopo che i produttori avevano reso pubbliche le caratteristiche che essa doveva presentare per essere idonea a girare. Dopo aver visionato ciò, un riparatore di telefoni chiamò agli uffici di produzione di San Francisco suggerendo di usare Petaluma per la scena. Disponendo di un tempo limitato per girare, una terza unità fu ingaggiata per accelerare le riprese. Il climax fu girato in una installazione navale di San Francisco, dove le condizioni del tempo furono pressoché gelide per tutto il ciclo di riprese[1][7].

La Thompson lamentò del fatto, durante il corso delle riprese, che i produttori dessero priorità alle sequenze inerenti Howard che alle sue, e che pur spendendo due ore giornaliere per aggiustare la capigliatura fosse costretta a indossare una parrucca, pur dicendosi non rammaricata da ciò[7].

George Lucas rinuncia alla presidenza della LucasFilm per concentrarsi sull'attività di produttore, tra i cui progetti Howard e il destino del mondo.

Effetti speciali[modifica | modifica sorgente]

Gli artisti del trucco Tom Burnam e Bari Dreiband-Burman e l'attore Jeffrey Jones discussero dell'aspetto di Dark Overlord con Huyck e Katz, e svilupparono insieme progressivamente il suo aspetto. Quando la moglie di Katz visitò il set durante le riprese, rimase terrorizzata dall'aspetto di Jones sotto l'effetto del trucco[1]. Il progettista del suono Ben Burtt creò la voce di Dark Overlord partendo dalla voce di Jeffrey Jones, alterata a modo per creare una tonalità vocale ad effetto[10].

La sequenza commensale combina effetti pirotecnici pratici, inclusi petardi e cannoni ad aria, con effetti visivi creati dalla ILM. Gli effetti in stop motion durante il climax furono disegnati da Phil Tippett, che iniziò prima a lavorare su modellini di creta per poi passare a pezzi più sofisticati[1]. La Lucasfilm si occupò della costruzione di abiti, costumi e pupazzi animatronici, ma l'effetto fu disastroso. Il tempo a disposizione per creare i materiali fu molto limitato, e perciò il lavoro affrettato comportò la costruzione di papere sproporzionate o fuori misura, corpi che perdevano piume o casi di papere esplose[1].

Huyck riciclava continuamente le scene inerenti Howard non appena la tecnologia rendeva possibile l'usufruibilità di una qualità maggiore. Dal momento che diversi burattinai erano incaricati ognuno di controllare una specifica parte del corpo animatronico, Huyck era incapacitato dal coordinare le riprese in modo corretto[1]. Nella scena d'apertura, la sedia di Howard viene spinta fuori dall'appartamento da dei fili, ma fu in seguito eliminata digitalmente al computer, un effetto poco praticato nel 1986. L'effetto di rigidità e posizione eretta dato alle piume in testa di Howard nelle scene d'amore, ha richiesto mesi di preparazione[1].

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora del film è stata composta da John Barry; Thomas Dolby scrisse le canzoni del film e scelse i membri del Cherry Bomb[1]. L'attrice Lea Thompson eseguì una prova di canto durante le audizioni per il ruolo, dal momento che i produttori erano certi dell'uso della sua voce per il film.

Inoltre dovette imparare le coreografie con il gruppo e registrare le canzoni in un primo momento, così che potessero essere sincronizzate durante le riprese[7]. La scena finale dove i Cherry Bomb eseguono la canzone che dà il titolo al film, è stata girata di fronte a un pubblico dal vivo in un auditorium di San Francisco. La canzone fu scritta da Dolby e George Clinton. Gale fu coreografato riguardo pezzi di danza e il suonare la chitarra nei panni di Howard. Dolby costruì una speciale chitarra appositamente per le preparazioni di Gale alla parte[1].

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato accolto male sia dal pubblico che dalla critica. Ha vinto quattro Razzie Awards (peggiore film, attore esordiente, effetti visivi e sceneggiatura)[8] ed è stato incluso nel documentario The 50 Worst Movies Ever Made del 2004[11]. Appare nella lista del sito Digital DreamDoor dei 100 film peggiori di sempre, dove si posiziona tra i primi dieci[12].

Nel complesso, il film è diametralmente opposto al fumetto. Katz alle critiche rispose dicendo:

(EN)
« It's a film about a duck from outer space... It's not supposed to be an existential experience... We're supposed to have fun with this concept, but for some reason reviewers weren't able to get over that problem[13]»
(IT)
« È un film su una papera che viene dallo spazio... Non dovrebbe essere un'esperienza esistenziale. Dovremmo immaginare di divertirci con questo concetto, ma per qualche motivo i critici non sono riusciti ad oltrepassare questo problema. »

Anche Gerber si mosse a difesa del film, dando una spiegazione del materiale alla base del personaggio:

(EN)
« This is no joke!' There it is. The cosmic giggle. The funniest gag in the universe. That life's most serious moments and most incredibly dumb moments are often distinguishable only by a momentary point of view. Anyone who doesn't believe this probably cannot enjoy reading "Howard the Duck"[14]»
(IT)
« Questo non è uno scherzo! Eccolo. La risatina cosmica. Le gag più divertenti dell'universo. I momenti più seri e più stupidi che la vita dà, sono spesso contraddistinti da un momentaneo punto di vista. Chi non crede in questo, probabilmente non potrà godere, leggendo "Howard the Duck". »

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Con un bilancio di produzione pari a 36ml $[5], il film ha incassato all'incirca 10ml $ a livello mondiale, rivelandosi un enorme fallimento in termini quantitativi per le economie dei produttori[15].

Critica[modifica | modifica sorgente]

Howard il papero e Beverly Switzler sono gli unici due personaggi presenti anche nel fumetto, ma la loro rappresentazione non è molto simile alle loro controparti fumettistiche. In Movie Guide, Leonard Maltin definisce l'opera come un "pasticcio senza speranza di un film"[16]. Dal At the Movies with Gene Siskel and Roger Ebert è stato classificato come il "Peggior film del 1986".

Il film fu adattato da Willard Huyck e sua moglie Gloria Katz e diretto da Huyck, senza alcuna indicazione da Gerber, il quale "sperava contro ogni speranza che la sceneggiatura del film e il film in sé non fossero così brutti come si pensava che fossero o, almeno, che non venissero accolti così malamente come pensava sarebbe stato", citando alcuni titoli che l'autore "odiava" avessero trovato successo. Huyck e Katz sono stati considerati dei "luminari"[17]. Il film è stato considerato così pessimo che presto fu soprannominato a titolo spregiativo Howard the Turkey' (Howard il tacchino)'[18].

Sequel[modifica | modifica sorgente]

Huyck e Katz avevano scritto una sceneggiatura il cui finale aperto spalancava le porte per un seguito, ma l'insuccesso incassato dal film mandò a monte ogni piano di realizzarne un seguito[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Willard Huyck, Gloria Katz, A Look Back at Howard the Duck, Universal Home Video, 2009
  2. ^ Tom Shone, Blockbuster: How Hollywood Learned To Stop Worrying And Love The Summer, Simon and Schuster, 2004, p. 136, ISBN 0-7432-3568-1.
  3. ^ Kathleen Sharp, Safeguarding the Legacy: 1981–2002 in Mr. and Mrs. Hollywood: Edie and Lew Wasserman and Their Entertainment Empire, Carroll & Graf Publishers, 2004, p. 451, ISBN 0-7867-1419-0.
  4. ^ Bernard F. Dick, In the Embrace of the Octopus in City of Dreams: The Making and Remaking of Universal Pictures, University Press of Kentucky, 1997, p. 178, ISBN 0-8131-2016-0.
  5. ^ a b Jack Matthews, The Battle of Brazil, Hal Leonard Corporation, 1998, p. 158, ISBN 1-55783-347-8.
  6. ^ Tom Stempel, Alumni in Framework: A History of Screenwriting in the American Film, Syracuse University Press, 2000, p. 207, ISBN 0-8156-0654-0.
  7. ^ a b c d e f g h Lea Thompson, Jeffry Jones, Ed Gale, A Look Back at Howard the Duck, Universal Home Video, 2009
  8. ^ a b (EN) John Wilson. Golden Raspberry Award 1986
  9. ^  Lea Thompson, Jeffrey Jones, Ed Gale. . Universal Home Video, 2009
  10. ^ a b  . Universal Home Video, 2009
  11. ^ (EN) The 50 Worst Movies Ever Made, IMDb.
  12. ^ (EN) 100 Worst Movies. DigitalDreamDoor.com
  13. ^ (EN) Paul Brian McCoy. F.O.O.M. (Flashbacks of Ol' Marvel) #13: "If It Ain't Funk He Don't Feel It: Howard the Duck (1986)". Comics Bulletin,
  14. ^ Mediascene #25.
  15. ^ Jon Lewis, The "Film Generation" in The New American Cinema, Duke University Press, 1998, p. 21, ISBN 0-8223-2115-7.
  16. ^ Leonard Maltin, Leonard Maltin's 2008 Movie Guide, New American Library, p. 638.
  17. ^ Les Keyser. Martin Scorsese. New York: Twayne Publishers, 1995. p. 65
  18. ^ (EN) Howard the Duck. Sky Movies,

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]