Capitan Tsubasa

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Copertina del primo numero pubblicato in Italia

Capitan Tsubasa (キャプテン翼 Kyaputen Tsubasa?, in Italia sottotitolato Holly e Benji) è uno spokon manga giapponese sul calcio, ideato da Yoichi Takahashi nel 1981. Il fumetto narra la storia di un fuoriclasse del calcio giapponese che, dopo essere cresciuto nella scuola Nankatsu, a 15 anni lascia il Giappone per avventurarsi nel calcio brasiliano e, successivamente, diventa professionista in Brasile prima e in Europa poi.

Il manga si compone di cinque serie: Captain Tsubasa (Capitan Tsubasa in Italia), World Youth, Road to 2002 (nata per festeggiare i Mondiali di Calcio 2002 tenutisi in Giappone e Corea del Sud), Golden-23 e Rising Sun. Le prime tre serie del manga hanno dato vita in seguito ad altrettante serie di un anime di grande successo, trasmesse in Italia con il titolo Holly e Benji. Sono stati realizzati anche 5 film su Capitan Tsubasa ed esistono diversi volumi speciali su questa serie.

Capitan Tsubasa ha riscosso molto successo sia in Giappone che nel resto del mondo. In Italia è tuttora oggi una delle serie più amate[1]. Capitan Tsubasa ha contribuito a diffondere il calcio in Giappone e molti ritengono che sia stato uno dei fattori che hanno contribuito al miglioramento di prestazioni della nazionale nipponica che nel 1998 si è qualificata per la prima volta ai mondiali e nel 2002 è riuscita persino a raggiungere gli ottavi di finale. Inoltre molti calciatori famosi come Hidetoshi Nakata[2], Alessandro Del Piero, Francesco Coco, Zinedine Zidane, Giuseppe Sculli, Manolo Gabbiadini, Mattia Perin, Juan Iturbe, Neymar, Innocent Emeghara e Yoshikatsu Kawaguchi[3], che lo guardavano quando erano piccoli, hanno dichiarato che se sono diventati calciatori professionisti è anche merito di questa serie che ha contribuito a far nascere e crescere in loro la passione per il gioco del calcio. In Italia il manga è edito dalla Star Comics.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Capitan Tsubasa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Capitan Tsubasa (manga).

La storia parla di un ragazzino giapponese, Tsubasa Ozora (Oliver Hutton in Italia, soprannominato "Holly") il cui obiettivo è vincere il Campionato mondiale di calcio. Figlio di un capitano di navi e di una casalinga, Tsubasa si trasferisce quando sta per iniziare l'ultimo anno delle elementari nella città di Fujisawa, dove decide di iscriversi alla scuola pubblica Nankatsu, e non, come inizialmente previsto, alla privata Shutetsu.

Dopo aver conosciuto Ryo Ishizaki (Bruce Harper in Italia), capitano della squadra delle elementari Nankatsu, decide di sfidare il portiere della rivale Shutetsu (Saint Francis nell'anime), Genzo Wakabayashi (Benjamin Price in Italia, soprannominato "Benji"), che gode della fama di essere pressoché imbattibile, fama che appunto terminerà per colpa di Tsubasa.

Lo stesso giorno della sfida Tsubasa conosce Roberto Hongo (Roberto Sedinho nell'anime), grande giocatore brasiliano di origine giapponese che fu salvato dal padre di Tsubasa qualche tempo prima dopo che aveva cercato di suicidarsi per via di un problema agli occhi che lo aveva costretto a terminare la carriera anzitempo. In segno di gratitudine diventerà l'allenatore personale di Tsubasa e ne affinerà la tecnica.

Dopo essere entrato nel club di calcio della Nankatsu (Niuppi[4] nell'anime), Tsubasa inizia la sua prima partita giocando come difensore nel derby con la rivale Shutetsu, impedendo a Izawa, Taki e Kisugi di segnare nel primo tempo, mentre nella ripresa si sposta in attacco permettendo alla sua squadra di uscire imbattuta per la prima volta dal confronto con i rivali.

Viene creata una squadra con i migliori elementi di tutte le scuole della città per affrontare il campionato nazionale, e Tsubasa ne diventa la punta, trascinando la Nankatsu (New Team) alla vittoria finale contro la Meiwa (Muppet) di Kojiro Hyuga (Mark Lenders).

Negli anni delle medie, Tsubasa, che gioca con la squadra delle medie Nankatsu (New Team in Italia), vince tutti i 3 campionati nazionali che vengono disputati, battendo la Toho di Hyuga nei primi due e pareggiando 4-4 dopo i supplementari la finale del terzo, sempre contro la Toho, nonostante un serio infortunio alla spalla. Il suo obiettivo è vincere per raggiungere in Brasile Roberto (partito alla fine del campionato delle elementari) per diventare un giocatore professionista. In questi tre anni Tsubasa retrocede nella posizione di regista, che non abbandonerà mai più.

Convocato per la Nazionale Under 15 giapponese, vince il torneo di Parigi, sorta di mondiale giovanile, guidando la sua squadra come capitano alla vittoria in finale contro la Germania Ovest di Karl Heinz Schneider (Nella serie animata il Torneo di Parigi viene separato completamente dal Campionato Mondiale, che si disputa in Germania, e nel primo si assiste alla vittoria a pari merito di Germania e Giappone). Al rientro in patria consegue la licenza media, si allena con una squadra di professionisti e debutta nella nazionale maggiore nell'amichevole contro il Grêmio (3-3), nel quale segna i 3 gol del Giappone dopo essere entrato nella ripresa con la sua squadra sotto 3-0. Inoltre si fidanza con Sanae Nakazawa (Patty) e parte per il Brasile.

World Youth[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Capitan Tsubasa World Youth.

La storia inizia con un nuovo personaggio, Shingo Aoi (Rob Denton), che entra nella squadra primavera dell'Inter e con Tsubasa che, entrato nel San Paolo, vince il campionato brasiliano battendo in finale il Flamengo di Carlos Santana per 4-3. La serie prosegue poi con la nazionale Giapponese che senza Kojiro Hyuga, Nitta, i Tachibana, Jito, Makoto Soda e Taro Misaki, mandati ad affinare il loro talento lontano dal ritiro nipponico, supera con difficoltà il girone di qualificazione composto da Taiwan, Guam e dalla forte Thailandia.

Poi, con il reintegro in squadra di questi sette, la compagine giapponese sconfigge Uzbekistan (8-1), Emirati Arabi Uniti (6-0), Arabia Saudita (4-1), Cina (6-3), Iraq (3-0) e Corea (2-0) vincendo l'Asian Youth e qualificandosi ai Mondiali Under 20 che si terranno in Giappone, il World Youth appunto. Misaki si infortuna in un incidente stradale ma il Giappone, anche senza di lui, riesce a arrivare in finale sconfiggendo squadre molto forti come il Messico del portiere Espadas, l'Uruguay degli attaccanti Hino e Victorino, l'Italia del portiere Hernandez e del libero Gentile, la Svezia dell'attaccante Levin e l'Olanda del regista Krayfort.

In finale affronta il Brasile. Il Brasile è una squadra fortissima che ha travolto nella fase a eliminazione diretta grandi nazionali: ai quarti di finale ha battuto 6-0 l'Uruguay e in semifinale ha battuto la Germania per 5-0. I primi 60 minuti della finale vengono dominati dal Brasile di Carlos Santana che però, a causa delle strepitose parate di Wakabayashi, riesce a fare solo un gol. Al 60º minuto Misaki entra in campo anche se non del tutto guarito e conduce i suoi compagni alla vittoria. Infatti nonostante l'entrata in campo del fuoriclasse brasiliano Natureza che appena entrato è riuscito a segnare un gol da fuori area a Wakabayashi il Giappone grazie a Misaki, Tsubasa e Hyuga riesce a vincere per 3-2 la partita e a conquistare il World Youth.

La serie si conclude con Tsubasa che si sposa con Sanae Nakazawa (in Italia Patty), sua fan da sempre, e con i ragazzi della Generazione d'Oro del calcio Giapponese che si affacciano al mondo del calcio professionistico.

Road to 2002[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Captain Tsubasa Road to 2002.

Dopo aver lasciato il Brasile, Tsubasa firma con il Barcellona e si trasferisce nella città catalana con Sanae. Il giovane giapponese dopo aver mostrato le sue doti in allenamento viene però spostato nella squadra riserve, in quanto il suo ruolo in prima squadra è occupato dal miglior giocatore del mondo, Rivaul. In seguito alle sue brillanti prestazioni nel Barcellona B, e ad alcuni problemi fisici accusati da Rivaul che hanno coinciso con la crisi di risultati del Barcellona, Tsubasa viene richiamato nella prima squadra alla vigilia della sfida col Real Madrid del suo rivale Natureza, partita che vedrà vincere i blaugrana sulle merengues per 6-5, con gol decisivo di Tsubasa.

Hyuga ha firmato per la Juventus, e dopo le sue buone prove in precampionato fa il suo debutto in Serie A contro il Parma. Nonostante una buona partita, patisce il divario fisico con gli avversari, cosa che lo porta a essere sostituito per scelta tecnica dopo 30 minuti. Hyuga inizia così a lavorare duramente con i preparatori della squadra bianconera per irrobustire il suo fisico squilibrato, dopodiché accetta il prestito alla Reggiana in Serie C1 per acquisire esperienza e completare il suo lavoro fisico.

In Germania Wakabayashi rifiuta l'offerta dell'amico-rivale Schneider di passare al Bayern Monaco. Dopo quattro giornate di Bundesliga in cui mantiene inviolata la sua porta, Wakabayashi e il suo Amburgo si ritrovano all'Olimpiastadion contro il Bayern Monaco, rinforzato dagli arrivi di Levin e Sho. Dopo il vantaggio degli ospiti con Karlz, nella ripresa i bavaresi ribaltano il risultato con una doppietta di Schneider, che nell'occasione del secondo gol approfitta di una leggerezza di Wakabayashi che al 90º lascia la porta per battere un calcio di punizione.

Il resto della Generazione d'Oro, con il ristabilito Misaki che torna a giocare firmando per lo Jubilo Iwata, fa il suo debutto nel secondo stage in J-League, mentre in Italia Akai debutta in Serie B nel derby Sampdoria-Genoa, tra le file dei Blucerchiati. Aoi viene ceduto in prestito dall'Inter all'Albese, in C1.

Golden-23[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Captain Tsubasa Golden-23.

La serie si riallaccia al finale del Road, col Giappone che si prepara alle qualificazioni per le Olimpiadi di Madrid senza i giocatori impegnati all'estero. L'allenatore Kira convoca il resto della Generazione d'Oro, più alcuni nuovi personaggi, tra cui i giocatori di Calcio a 5 Furukawa e Kazami e il fratello del capitano della Nazionale, Gakuto Igawa. Si rivedono inoltre alcune vecchie conoscenze, come Nakanishi. In vista delle eliminatorie, la Under 22 nipponica si prepara con 3 amichevoli, vincendo la prima contro la Danimarca e la terza contro il Paraguay e pareggiando la seconda contro la forte Nigeria della stella del Paris Saint Germain JJ Ochado.

Nelle qualificazioni il Giappone supera agevolmente la prima fase vincendo il proprio girone (in cui spiccava la Thailandia) a punteggio pieno e qualificandosi al terzo e ultimo turno, in cui ottiene il pass olimpico grazie a una rimonta in classifica ai danni dell'Australia, con cui termina a pari punti in vetta alla classica e che supera per la differenza reti negli scontri diretti (3-1 per gli australiani all'andata, 4-1 per i nipponici al ritorno in Giappone)

In Europa Tsubasa vive un momento magico, con lui in campo il Barcellona si è riportato in lotta per il titolo e i compagni riconoscono in lui il degno sostituto dell'infortunato Rivaul. Inoltre sconfigge in campionato il suo rivale Santana, che è in lotta con lui per il ruolo di capocannoniere. Infine dal punto di vista privato Sanae lo renderà presto padre, essendo in gravidanza.

Meno bene se la passa Wakabayashi in Germania, dato che è in rotta con l'allenatore Zeeman dopo i fatti di Bayern-Amburgo. Costretto in panchina, il portiere giapponese lascerà probabilmente il club in cui è cresciuto, dato che le offerte non mancano. Anche per questo suo mancato utilizzo parte per il Giappone per aggregarsi alla nazionale.

Rising Sun[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Captain Tsubasa Rising Sun.

Dopo aver dedicato due miniserie rispettivamente allo scontro decisivo per la promozione in Serie B tra la Reggiana di Hyuga e l'Albese di Aoi (Captain Tsubasa kaigai gekitō hen in calcio), conclusosi con la vittoria degli emiliani e con la promozione di entrambe le squadre), e alla partita di ritorno al Bernabéu tra Real Madrid e Barcellona nella Liga (terminata 2-2 e serializzata in Captain Tsubasa kaigai gekitō hen en la Liga), Takahashi apre questa serie con un flashback sull'ultima giornata del campionato spagnolo, in cui il Barcellona grazie ad una tripletta di Tsubasa sconfigge 3-1 il Granada conquistando il titolo spagnolo. Dopo i festeggiamenti nella città catalana Tsubasa (nominato miglior giocatore della Liga, ma battuto nel Pichichi dai capocannonieri Natureza e Santana) rientra brevemente in Giappone con Sanae, ormai prossima al parto, per poi raggiungere il ritiro della nazionale olimpica giapponese in corso in Messico. I 33 partecipanti, dai quali usciranno i 23 convocati per i giochi olimpici di Madrid, sconfiggono senza problemi i pari grado della Nuova Zelanda in tre mini partite da 30 minuti ciascuna (7-0, 5-1 e 4-1 i punteggi). Il test successivo vede la generazione d'oro giapponese affrontare allo stadio Azteca la nazionale olimpica messicana, guidata dai fuoriquota Ramirez, Salas e Manatis e dal portiere Espadas. Dopo varie occasioni sventate da Espadas i giapponesi sbloccano la partita dopo 30 minuti con un gol di Aoi, a cui ne seguiranno altri 7 (complice un infortunio del portiere messicano) per un punteggio finale di 8-0 per il Giappone. Kira dopo la partita dirama infine i 23 convocati per Madrid, ed in ritiro arrivano i risultati del sorteggio, che vede gli asiatici in un girone di ferro con Olanda, Argentina e Nigeria. Nel leggere i gironi Tsubasa accusa un malore a causa di una febbre da sovraffaticamento, e viene ricoverato in ospedale dove gli viene prescritto del riposo.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personaggi di Capitan Tsubasa.

Genesi dell'opera[modifica | modifica sorgente]

L'episodio pilota della serie fu realizzato nel 1980 da un Yoichi Takahashi appena ventenne. Takahashi si era appassionato al calcio guardando i mondiali del 1978[3], e decise di realizzare una storia autoconclusiva con soggetto proprio questo sport. La storia, lunga circa 30 pagine e intitolata Captain Tsubasa, venne pubblicata sulla rivista Shōnen Jump. L'episodio pilota o "capitolo 0" narra la storia di un ragazzino, Tsubasa Taro, che aspira a vincere il campionato studentesco. La sua squadra, la Nankatsu, affronta nella finale del torneo la Shutetsu del fortissimo portiere Genzo Wakabayashi, riuscendo alla fine a batterla per 1-0 grazie al gol su punizione di Tsubasa Taro. In seguito al successo della storia, che vinse il Premio mensile opera scelta[5], la casa editrice Shueisha chiese a Takahashi di fare una serie intera sulle avventure di Tsubasa[5] e così l'anno dopo sul numero 18 di Shōnen Jump apparve il primo capitolo di Captain Tsubasa che continuò ad essere serializzato fino al 1988. Alcuni cambiamenti introdotti nel passaggio dall'episodio pilota alla serie vera e propria sono il nome del protagonista in Tsubasa Ozora e il nome della ragazza di Tsubasa da Aki a Sanae[6].

Pubblicazione del manga[modifica | modifica sorgente]

Edizione giapponese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Capitoli di Capitan Tsubasa.

Il primo capitolo della serie venne pubblicato sul numero 18 di Shōnen Jump. La serie durò fino al 1988 riscuotendo molto successo. Il manga narra la storia di un fuoriclasse del calcio giapponese (Tsubasa Ozora) che, dopo essere cresciuto nella scuola Nankatsu e aver vinto quattro campionati nazionali giovanili e un mondiale U-16, a 15 anni lascia il Giappone per avventurarsi nel calcio brasiliano. Durante la pubblicazione della prima serie vennero messi in commercio alcuni speciali: Netto Special, una sorta di enciclopedia pubblicata nel 1985, e Boku wa Misaki Taro, una storia speciale pubblicata nel 1987 che racconta della decisione di Taro di seguire il padre in Francia invece di andare a vivere con la madre. Nel 1988 venne pubblicato l'ultimo capitolo che racconta la partenza di Tsubasa per il Brasile, dopo aver vinto il mondiale giovanile di Parigi. Gli episodi usciti su Shōnen Jump sono stati in seguito raccolti in 37 tankōbon (pubblicati in Giappone dal gennaio 1982 al marzo 1989). In seguito in Giappone è uscita una ristampa di 21 volumi sotto l'etichetta Jump Comics.

Dopo una pausa di sei anni Takahashi decise di ideare una seconda serie, Captain Tsubasa World Youth Hen. Nel 1993 quindi scrisse e disegnò uno speciale, Captain Tsubasa Saikyo no teki Holland Youth, pubblicato sui numeri 14-18 di Shōnen Jump. Questo speciale è una sorta di prologo alla serie vera e propria e narra di tre amichevoli tra Giappone e Olanda in vista del World Youth (ovvero il Mondiale U-20). Un anno dopo iniziò la serie vera e propria sui Mondiali U-20 che durò fino al 1997, dopo qualche problema nei rapporti tra l'editore e l'autore, che influì sull'andamento della storia (come la semifinale con l'Olanda ridotta a due sole pagine). Gli episodi di questa serie usciti su Shōnen Jump sono stati in seguito raccolti in 18 tankōbon. Successivamente in Giappone è uscita una ristampa in 10 volumi.

Dopo un'attesa di quattro anni, Capitan Tsubasa ritornò sulle pagine di Young Jump nel 2001 con il Road to 2002, una serie che avrebbe dovuto celebrare i mondiali di Giappone e Corea. In realtà Takahashi ha impiegato 6 volumi per raccontare la partita Barcellona-Real Madrid e ha quindi concluso la serie lasciando la storia in sospeso. La storia narra il cammino dei giocatori giapponesi nel calcio professionistico con Tsubasa e Hyuga che vengono ingaggiati dal Barcellona e dalla Juventus rispettivamente. Gli episodi di questa serie apparsi su Young Jump sono stati in seguito raccolti in 15 tankōbon.

Tra il 2004 e il 2005 Takahashi disegnò numerosi speciali come il Golden Dream, FCRB e l'All Star Game, speciale che celebra i 25 anni di Captain Tsubasa. Nel 2005 Takahashi iniziò a disegnare una quarta serie, il Golden-23. Il primo capitolo di questa serie è apparso sul numero 45 di Young Jump del 6 ottobre 2005, mentre il 17 febbraio 2006 è stato pubblicato il primo tankōbon della serie dei 12 complessivamente pubblicati in Giappone. La serie parla del cammino della nazionale olimpica nipponica verso la vittoria del torneo olimpico di calcio. Con il capitolo 79, pubblicato in Giappone il 21 giugno 2007, si conclude la prima parte della serie, incentrata sulle amichevoli giocate dal Giappone in vista delle qualificazioni e sulle partite di Tsubasa in Europa. La seconda parte, incentrata sulle qualificazioni asiatiche, è stata pubblicata dal 23 agosto 2007 al 24 aprile 2008. Subito dopo la seconda parte venne pubblicato nell'estate 2008 sul mensile Monthly Young Jump uno speciale olimpico in due parti, Wish for peace in Hiroshima, in cui il Giappone affronta la Grecia in vista delle olimpiadi. Questo speciale venne poi pubblicato, insieme a Boku wa Misaki Taro, nel dodicesimo volume della serie, uscito in Giappone nell'ottobre 2008. La trama lascia presagire il proseguimento di questa serie, ma attualmente non sono più stati pubblicati capitoli dall'aprile 2008. L'autore del manga annunciò nel capitolo conclusivo della prima parte che avrebbe realizzato inoltre nei mesi successivi due speciali che andranno a collocarsi nel contesto della serie: uno sulla partita Real Madrid-Barcellona e uno sulla partita Reggiana-Albese. Dopo un anno di pausa, nel maggio 2009 uscì il primo capitolo della miniserie sulla partita Reggiana-Albese (Captain Tsubasa kaigai gekitō hen in calcio); lo speciale durò 24 capitoli (raccolti in seguito in 2 tankōbon), l'ultimo dei quali venne pubblicato il 23 ottobre 2009, e si concluse con la promozione in Serie B di Reggiana e Albese. Nell'ultima pagina dello speciale, veniva annunciata la realizzazione dello speciale sulla partita Barcellona-Real Madrid in occasione del 30º anniversario della saga. La pubblicazione del Captain Tsubasa kaigai gekitō hen en la Liga (anche in questo caso una miniserie) su Young Jump è quindi iniziata l'11 febbraio 2010, ed è stata in seguito pubblicata in 6 tankōbon tra il 2010 ed il 2012. Negli ultimi giorni del 2013 ha inizio la pubblicazione di Rising Sun, il prosieguo del Golden 23 che vede i protagonisti alle prese con la fase finale delle olimpiadi di Madrid. Rispetto al passato la pubblicazione passa sul bisettimanale Grand Jump[7], sempre edito dalla Shūeisha. La seriealizzazione in tankōbon ha avuto inizio con il primo volume pubblicato in Giappone il 19 maggio 2014[8].

Edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

In Italia la prima serie del manga è stata pubblicata dalla Star Comics, inizialmente su Express (dove però veniva pubblicato a ritmi molto lenti) poi, dal febbraio 2000 al febbraio 2003, su Techno. Una nuova edizione della serie verrà pubblicata sempre da Star Comics da giugno 2014[9]. La traduzione italiana non è esente da errori come confusioni tra personaggi (Misaki viene spesso scambiato per Misugi), traslitterazioni sbagliate (Hyuga viene chiamato erroneamente Hiyuga) e, ma solo nei primi due numeri, l'uso errato dei termini calcistici (ad esempio i gol venivano chiamati erroneamente "punti").[10]. Il problema dell'uso errato di termini specialistici calcistici (come definire i gol "punti") venne poi risolto a partire dal quarto numero in poi grazie all'affidamento dell'adattamento delle traduzioni a un appassionato di calcio, Mario Rivelli (alias Otto Gabos): grazie al lavoro di revisione di quest'ultimo, a partire dal quarto numero vengono quindi utilizzati i termini corretti del gergo calcistico come "gol", "zona Cesarini" ecc.[10].

In Italia la seconda serie del manga è stata pubblicata dalla Star Comics sulla testata Techno dal marzo 2003 all'agosto 2004. Per evitare problemi con la FIFA la Star Comics ha dovuto storpiare i nomi di squadre e giocatori reali[11] (per esempio l'Inter è diventata Interland, la Juventus/Juvenile, la Sampdoria/Sampdoriana, il Colonia/Kern, Baggio/Gaggio, Gullit/Fullit, Maradona/Saradona ecc.).

La Star Comics non ha potuto pubblicare il Road to 2002 che non può essere pubblicato all'estero a causa di un contenzioso tra FIFA e Shūeisha riguardo alla presenza in questa serie di squadre, maglie e stadi reali, con annessa richiesta di pagamento dei relativi diritti.[11][9] Per lo stesso motivo non potranno pubblicare neanche le serie successive né le nuove edizioni del World Youth[9].

Temi principali[modifica | modifica sorgente]

In Capitan Tsubasa sono presenti i tipici valori della cultura giapponese come amicizia, cameratismo, lotta leale, devozione, rispetto[12]. Questi valori sono spesso esasperati. I personaggi della serie hanno molto senso del sacrificio e determinazione: infatti, pur di vincere e di realizzare il proprio sogno, sono pronti a rischiare la propria salute o addirittura la propria vita. Si pensi a Jun Misugi, che, seppur soffrisse di una malattia al cuore decide, di giocare tutta la partita Nankatsu-Musashi rischiando di morire sul campo, o a Tsubasa Ozora, che, con grande senso del sacrificio e determinazione, decide, nonostante gli infortuni alla gamba e alla spalla, di giocare tutta la partita Nankatsu-Toho rischiando di mettere a repentaglio la propria carriera. Secondo uno dei kappa boys, Andrea Pietroni, le partite mostrate nella serie non sembrano partite di calcio ma piuttosto delle guerre[13]. In effetti i giocatori si infortunano frequentemente. I vari personaggi inoltre spesso fanno allenamenti estenuanti per mettere a punto qualche nuovo supertiro.

Anche Misaki ha un grande senso del sacrificio oltre a un grande altruismo. Infatti per salvare sua sorella da un autobus che la stava investendo si fa investire al suo posto infortunandosi gravemente alla gamba e rischiando di saltare tutto il World Youth (Mondiale U-20). Ma pur di giocare almeno qualche minuto della finale tenta di guarire dall'infortunio al più presto tramite una lunga e faticosa riabilitazione. E quando il medico gli dice, al termine della riabilitazione, che non vuole dargli il permesso di giocare la finale perché non è ancora guarito del tutto dall'infortunio e se si infortunasse ancora rischierebbe di mettere a repentaglio la sua carriera agonistica, lui lo prega di fargli giocare la finale perché il suo sogno è quello di giocarla e di vincerla e pur di realizzarlo è pronto a rischiare anche la sua carriera agonistica.

In C.T. viene data molta importanza al gioco di squadra nonostante spesso la squadra protagonista spesso vinca anche grazie a azioni individuali. Questo lo si può vedere nella partita San Paolo-Flamengo in cui Carlos Santana (il fuoriclasse del Flamengo), pur essendo forte quanto Tsubasa (il numero 10 del San Paolo), perde perché gioca praticamente da solo mentre Tsubasa crede nei suoi compagni di squadra e riesce a segnare il gol della vittoria grazie al loro aiuto.

Inoltre in C.T. i personaggi cattivi e sleali dopo aver giocato una partita con Tsubasa diventano più buoni e leali. Vengono in pratica "convertiti" da Tsubasa. Per esempio Levin, che prima faceva male ai portieri con i suoi supertiri, dopo aver incontrato Tsubasa si mette a far addirittura del fair play e decide di non utilizzare più quel tiro infortuna-portieri. Anche Hyuga e Santana diventano più buoni e leali dopo aver incontrato Tsubasa (quella dell'eroe che converte i malvagi facendoli diventare buoni è una caratteristica comune a molti shōnen).

Oltre a questi valori tipici della cultura giapponese un'altra cosa che caratterizza la serie di Captain Tsubasa, soprattutto nell'anime, è l'irrealtà: tiri potentissimi che infortunano i portieri o che bucano le porte, scivolate e salti per i colpi di testa che durano svariati secondi, portieri che saltano sui pali, acrobazie degne di un circo, campi lunghi chilometri, ecc. Le partite poi sembrano non finire mai: per esempio la finale Nankatsu-Toho (New Team-Toho) dura più o meno una ventina di puntate.

Anime[modifica | modifica sorgente]

Tsubasa Ozora (Holly) e Genzo Wakabayashi (Benji) nella serie televisiva

Produzione[modifica | modifica sorgente]

In seguito al successo del manga venne prodotta una versione animata, Captain Tsubasa, che fu trasmesso in Giappone dal 1983 al 1986. Vengono realizzati 128 episodi che raccontano solo la storia dei primi 25 tankoubon (la parte dei campionati nazionali giapponesi giovanili). In Italia, l'anime appare nel luglio 1986, con i nomi cambiati poiché Fininvest lo aveva richiesto alla società di doppiaggio in quanto la loro policy era ed è quella di italianizzare o inglesizzare i nomi giapponesi[14] e con il titolo di Holly & Benji, due fuoriclasse. Anche all'estero seguiranno tale modo di fare (per esempio nella versione francese, Olive et Tom, Benji Price si chiama Tom Price e Tom Becker si chiama Ben Becker; nella versione araba Holly si chiama Majid). Nella versione italiana il doppiaggio del telecronista fu affidato ad un ex radiocronista della celebre trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto, Sergio Matteucci.[14] La voce fuoricampo che commenta le partite, nell'edizione italiana, è sempre la stessa in ogni incontro, e viene svelata per pochi secondi nella puntata n.10 della prima serie, al minuto 17 e 31 secondi circa.[senza fonte]

Esistono delle differenze tra manga e anime: sono state aggiunte in alcuni casi parti nuove (i cosiddetti filler) rispetto alla storia del manga come ad esempio la parte del mondiale di Parigi sognata da Tsubasa la notte prima della finale Nankatsu-Toho (New Team-Toho). In questo sogno Tsubasa sognava che al termine del torneo delle elementari lui e i suoi amici/rivali fossero stati convocati nella nazionale juniores per giocare i mondiali di Parigi. In queste puntate Tsubasa e co. affrontarono avversarie fortissime come l'Inghilterra ai quarti e la Francia di Pierre in semifinale (in questa partita Tsubasa segnò persino un'autorete) riuscendo però a batterle raggiungendo la finale dove affrontò la Germania di Schneider. La Germania si portò in vantaggio di due reti ma il Giappone grazie alla sua grandissima determinazione riuscì a pareggiare. E proprio sul gol del 2-2 che si conclude il sogno di Tsubasa.

Dato che la prima serie dell'anime non raccontava interamente la storia del manga venne prodotta nel 1989 una serie di 13 OAV, Shin Captain Tsubasa, che narra la storia dal vol. 26 al vol. 36. In questa serie la nazionale nipponica U-16 partecipa al Mondiale U-16 vincendolo a sorpresa battendo in finale la Germania Ovest 3-2. Per ragioni ignote non è stata realizzata la versione anime dell'ultimo volume del manga. In quest'ultimo volume si vedeva Tsubasa debuttare nella nazionale maggiore, fidanzarsi con Sanae e partire per il Brasile. Interessante notare che per un errore degli adattatori nell'edizione italiana dello Shin (trasmesso nel 1995 con una nuova sigla) Ralph Peterson (nome originale Makoto Soda) si chiama Sam Reynolds.

Nel 1994, in seguito all'inizio della pubblicazione della seconda serie del manga, Captain Tsubasa World Youth Hen, venne realizzata una nuova serie animata su C.T., Captain Tsubasa J, composto da 46 episodi. Gli autori dell'anime decisero però che per non raggiungere subito il manga i primi episodi della nuova serie sarebbero stati un remake di parte della prima serie (cioè dall'inizio della serie alla partenza per il Brasile di Roberto senza Tsubasa). Solo a partire dall'episodio 34 iniziarono gli episodi inediti che però (per motivi di budget) non narrano l'intera storia della seconda serie del manga ma solo la storia dei primi 6 volumetti (su 18). La versione animata del World Youth non è quindi completa e fa vedere solo parte delle qualificazioni asiatiche.

Nel 1999 Captain Tsubasa J venne trasmesso in Italia su Italia 1 con il titolo Che campioni Holly e Benji!!!. I nomi furono come sempre inglesizzati anche se alcuni personaggi avevano come secondo nome il nome originale (per esempio Oliver Tsubasa Hutton e Rob Denton Aoi).[14] In quest'occasione però, per coprire il "buco" della storia, vennero trasmesse due puntate al giorno della vecchia serie più la serie Shin e gli OAV.

Nel 2001 venne prodotto anche la versione animata di Road to 2002, composta da 52 episodi. I primi 32 episodi sono un remake della prima serie mentre gli episodi inediti sono solo 20. L'anime segue la storia del manga fino al sesto volumetto (cioè fino alle partite Barcellona-Valencia e Amburgo-Bayern Monaco) e non è molto fedele al manga soprattutto negli ultimi due episodi. Non mancano le parti inedite come la partita contro l'Olanda o il finale dove si vede Tsubasa ai Mondiali che sta affrontando il Brasile.

Per evitare problemi con la FIFA e per far sì che la serie venisse trasmessa anche all'estero i produttori dell'anime hanno dovuto cambiare i nomi (e i colori) delle varie squadre reali (per esempio il Milan è diventato il Lombardia, la Juventus il Piemonte, il Barcellona Catalunya, il San Paolo Brancos, il Flamengo Domingo, il Valencia San Jose, il Bayern Monaco Ruteburg, l'Amburgo Grunwald e così via).

La serie venne trasmessa su Italia 1 tra il 2004 e il 2005 con il titolo Holly e Benji Forever. Come al solito i nomi sono stati inglesizzati e, a differenza delle precedenti serie, anche i nomi su striscioni o scritte vennero modificati. Se infatti nelle precedenti serie capitava di leggere su maglie, striscioni e cappelli di un personaggio il suo nome originale, nella nuova serie Holly e Benji Forever i nomi originali venivano modificati anche nelle scritte.

Le serie Holly e Benji, due fuoriclasse (Captain Tsubasa), Holly e Benji Forever (Captain Tsubasa Road to 2002) e i 4 film, sono stati pubblicati in Italia in DVD e BOX. La prima serie e i film (con titoli e durata fedeli all'originale) da Yamato Video, mentre la serie Forever da Stormovie.

A differenza di molti altri anime trasmessi sulle reti Mediaset che sono stati doppiati presso gli studi milanesi, tutte le serie di Holly e Benji (anche le più recenti) sono state doppiate a Roma, sotto la supervisione di Ludovica Bonanome.

Serie televisive e OAV[modifica | modifica sorgente]

Titolo italiano
GiapponeseKanji」 - Rōmaji
Episodi Trasmissione
Giappone Italia
1 Holly e Benji, due fuoriclasse
「キャプテン翼」 -  Captain Tsubasa
128 1982 1986
OAV Holly e Benji: Sfida al mondo[15]
「新キャプテン翼」 -  Shin Captain Tsubasa
13 1989 1995
2 Che campioni Holly e Benji!!!
「キャプテン翼 J」 -  Captain Tsubasa J
46 1994 1999
3 Holly e Benji Forever
「キャプテン翼 Road to 2002」 -  Captain Tsubasa Road to 2002
52 2002 2004

Film[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1985 e il 1986 uscirono quattro film su Captain Tsubasa:

Nei primi due film, ambientati all'epoca della scuole medie, il Giappone affronta in varie amichevoli una selezione europea (i due film sono stati trasmessi in Italia anche come un unico lungometraggio dal titolo La grande sfida). Negli altri due, ambientati ai tempi delle superiori, il Giappone partecipa a un mondiale giovanile a cui partecipano anche gli Stati Uniti, l'Europa e il Sud America. Dopo aver sconfitto facilmente gli USA in semifinale il Giappone sconfigge in finale il Sud America di Carlos Santana grazie a un phoenix drive shot di Tsubasa Ozora in zona Cesarini. In Italia i quattro film sono stati spezzettati in nove episodi da 20 minuti ciascuno e trasmessi su Italia 1.

I titoli italiani dei nove episodi:

  1. La sfida di Parigi (prima parte) (Europe Daikessen)
  2. La sfida di Parigi (seconda parte) (Europe Daikessen)
  3. La grande rivincita (Captain Tsubasa: Ayaushi! Zen Nippon JR)
  4. La sfida continua (Captain Tsubasa: Ayaushi! Zen Nippon JR)
  5. Eroi per un giorno (Captain Tsubasa: Ayaushi! Zen Nippon JR)
  6. Amici per sempre (Captain Tsubasa: Asu ni mukatte hashire)
  7. In ritiro con la nazionale (Captain Tsubasa: Asu ni mukatte hashire)
  8. Campioni del mondo (prima parte) (Captain Tsubasa: Sekai Daikessen! Junior World Cup)
  9. Campioni del mondo (seconda parte) (Captain Tsubasa: Sekai Daikessen! Junior World Cup)

Nota bene : il settimo episodio dei film comprende, oltre a parte del film Asu ni mukatte hashire, anche parte del film Sakai Daikessen! Jr. World Cup.

Nel 1994 è uscito un quinto film, Sakyo no teki! Holland youth, mai trasmesso in Italia. In questo quinto film, che è la versione anime dello speciale Sakyo no teki holland youth, il Giappone affronta in due amichevoli la forte Olanda. Nelle prime due partite il Giappone privo di Tsubasa perde 6-0 e 7-0, invece nella terza partita con Tsubasa in campo il Giappone vince addirittura 11-1.

Sigle[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sigle di Holly e Benji.

Staff del doppiaggio italiano[modifica | modifica sorgente]

Holly e Benji, due fuoriclasse[modifica | modifica sorgente]

Che campioni Holly e Benji e Holly e Benji Sfida al Mondo[modifica | modifica sorgente]

Holly e Benji Forever[modifica | modifica sorgente]

La serie nel mondo[modifica | modifica sorgente]

Titoli internazionali[modifica | modifica sorgente]

Al di fuori del Giappone l'anime di Captain Tsubasa è conosciuto con i seguenti titoli:

  • Albania: "Oli dhe Benxhi"
  • Paesi arabi: كابتن ماجد ("Captain Majid") (serie TV 1~2), Al-Shabah (Serie TV 3)
  • Brasile: Super Campeões ("Super Campioni")
  • Croazia: Goool ("Goooal")
  • Corea del sud 캡틴날개 (Captain Nalgae ) Nota: in questa versione del manga ogni riferimento al Giappone fu cambiato con la Corea del Sud (es: il Hinomaru sulle maglie è stato sostituito dal Taegukgi)
  • Francia: Olive et Tom
  • Germania: Die Tollen Fußballstars ("Le grandi stelle del calcio")
  • Hong Kong e Taiwan: 足球小將 ("piccolo calciatore")
  • Indonesia: Kapten Tsubasa (Captain Tsubasa)
  • Iran: فوتبالیستها Footbalistha ("I calciatori")
  • Italia: Holly e Benji
  • Polonia: Kapitan Jastrząb (Capitano Falco)
  • Portogallo: Super Campeões o Super Campeões: Oliver e Benji
  • Slovenia: Rudijevo moštvo ("La squadra di Rudy")
  • Spagna: Campeones: Oliver y Benji ("Campioni: Oliver e Benji")
  • Maggior parte del Sud America e Messico: Super Campeones ("Super Campioni")
  • Thailandia: กัปตันซึบาสะ'
  • Turchia: Küçük Golcü ("Piccolo cannoniere")
  • Stati Uniti: Flash Kicker

Emittenti[modifica | modifica sorgente]

Altri media[modifica | modifica sorgente]

Gli speciali[modifica | modifica sorgente]

Nel corso della pluridecennale storia di questa serie sono stati vari gli speciali del manga prodotti da Takahashi:

  • Netto special è una sorta di enciclopedia sul mondo di Captain Tsubasa. Contiene al suo interno il fotoromanzo Viaggio in europa (in cui l'autore Yoichi Takahashi fa un viaggio in Europa per andare a trovare Taro Misaki e Genzo Wakabayashi) e gli speciali Captain Tsubasa Capitolo 0 (l'episodio pilota della serie), Super Hit Soccer Romance (sul debutto di Tsubasa nel campionato brasiliano) e Boku wa Misaki Taro.
  • Boku wa Misaki Taro racconta sulla decisione di Taro di seguire il padre in Francia invece di andare a vivere con la madre. Pubblicato in Italia su un tankoubon contenente altre due storie inedite di Takahashi nell'ottobre 2004. Lo speciale è stato inoltre pubblicato in Giappone nel Netto Special e nel dodicesimo tankoubon del Golden 23.
  • Saikyo no teki: Holland Youth si colloca tra la fine della prima serie e l'inizio del World Youth, e narra della finale del campionato delle superiori tra Nankatsu (in Italia la New Team) e Toho (vinta dal Toho per 2-1) e della serie di amichevoli tra Giappone e Olanda, la quale si gioca in tre partite, la prima finita 6 - 0, la seconda 7- 0 sempre per l'Olanda. Invece all'arrivo di Tsubasa la squadra ribalta il pronostico e schiaccia l'Holland Youth 10 - 1. Venne pubblicato per la prima volta in Giappone nel 1993 sui numeri dal 14 al 18 di Shōnen Jump. In seguito fu raccolto in un volumetto nel 1996. Edito anch'esso in Italia su un tankoubon con altre due storie inedite dell'autore nel settembre 2004.
  • Go for 2006, appendice del Road, narra dei primi giorni di Hyuga e Aoi nelle loro nuove squadre, il primo a Reggio Emilia per giocare in serie C con la Reggiana, il secondo invece nell'Albese, sempre in C.
  • Road to 2000: Final Countdown: Ambientato alla vigilia dei Mondiali 2002, narra di un'amichevole di preparazione al torneo tra la nazionale maggiore giapponese (formata da tutti gli elementi della Generazione d'Oro) e quella olandese, anch'essa composta da molti giovani tra cui Brian Kruyffort. Pubblicato in Giappone nel luglio 2002.
  • Captain Tsubasa 3109 Nichi Zenkiroku databook sul mondo di Capitan Tsubasa, con schede dei protagonisti e dati, statistiche e tabellini delle varie partite disputate nel manga. Deve il suo nome al fatto che i dati coprono il periodo tra gli 11 e i 20 anni dei protagonisti, per complessivi 3109 giorni (otto anni e mezzo)[16]. Pubblicato in Giappone nel maggio 2003.
  • FC Real Bristol Stadium Opening Match (F.C.R.B.) narra della partita tra due all star capitanate da Tsubasa e Hyuga. Questo manga celebra l'inaugurazione dello stadio dell'immaginaria squadra giapponese FC Real Bristol[17], ed è stato pubblicato nel giugno 2004.
  • Golden Dream narra dell'amichevole in Giappone tra il Barcellona di Tsubasa, in tour in oriente, e lo Jubilo Iwata di Misaki. Pubblicato in due uscite di Young Jump nel luglio 2004.
  • 25th Anniversary narra della partita tra Giappone e resto del mondo, con una selezione di giocatori scelti dai lettori attraverso un sondaggio via internet. Pubblicato in cinque numeri di Young Jump tra dicembre 2004 e febbraio 2005.
  • Captain Tsubasa Golden 23 Wish for Peace in Hiroshima: pubblicato in due puntate il 22 luglio e il mese successivo sul mensile Monthly Young Jump[18], lo speciale si inserisce nel contesto del Golden-23 e narra della partita amichevole in vista delle olimpiadi tra il Giappone e la Grecia. Questo speciale è stato in seguito pubblicato nel 12º e ultimo tankoubon del Golden 23.
  • Speciale quarantennale Shonen Jump": Pubblicato il 4 agosto 2008 sul numero 36 di Shonen Jump[19] questo speciale celebra il quarantennale della rivista giapponese. Con questo speciale CT ritorna su Shonen Jump dopo ben 11 anni di assenza. Lo speciale è ambientato ai tempi delle elementari (poche settimane dopo la partenza di Roberto per il Brasile) e narra la partita tra Nankatsu e Shutetsu (Newppy e San Francis): nelle due squadre si aggregano però giocatori che non giocavano nella serie originale in queste due compagini come Hyuga (Lenders), Matsuyama (Callaghan), i Tachibana (Derrick), Wakashimazu (Warner).
  • Captain Tsubasa kaigai gekitō hen in calcio: pubblicato dal maggio all'ottobre 2009 su Young Jump, dura 24 capitoli ed è incentrato sul big match di Serie C1 tra la Reggiana di Hyuga e di Gozza e l'Albese di Aoi e Bobang, scontro diretto in chiave promozione disputato all'ultima giornata del campionato. Viene dato spazio anche a Maki, la ragazza di Hyuga, che rischia di essere esclusa dalla rosa della nazionale olimpica di softball, ma che lotta fino all'ultimo per conquistare l'ultimo posto della rosa rimasto. Il primo tempo finisce 2-0 per la Reggiana, con Hyuga che dimostra di essere migliorato molto nell'equilibrio fisico e riesce ora a resistere alle spallate dei difensori avversari; tuttavia, a causa dell'arrivo della nebbia e della determinazione di Aoi e Bobang, l'Albese riesce nella ripresa a pareggiare e sfiora più volte il gol del clamoroso vantaggio; tuttavia alla fine vincerà la Reggiana, grazie al gol in zona Cesarini di Hyuga. Mentre la Reggiana festeggia la vittoria e la promozione, l'Albese pensa di non essere stata promossa (a causa del fatto che l'Albinoleffe, seconda, stesse vincendo contro il Ravenna), ma quando arriva la notizia della rimonta del Ravenna contro l'Albinoleffe negli ultimi minuti di gioco (che ha permesso all'Albese di ritornare seconda scavalcando i bergamaschi), realizzano che sono stati promossi in Serie B e esultano per questa storica promozione. La miniserie è stata raccolta in due tankoubon pubblicati in Giappone il 19 maggio 2010.
  • Captain Tsubasa kaigai gekitō hen en la Liga: Il primo capitolo è stato pubblicato nel febbraio 2010, mentre l'ultimo nella primavera 2012. Come Captain Tsubasa kaigai gekitō hen in calcio si riallaccia alla trama del Golden 23, mostrando la sfida di ritorno tra Real Madrid e Barcellona, disputata stavolta allo stadio Bernabeu, importante anche per quanto concerne la leadership della Liga e per il nuovo duello tra Tsubasa e Natureza. Il 4 giugno 2010 ne è stato pubblicato il primo tankoubon in Giappone; ne uscirono sei in totale. La trama comincia con Tsubasa che raggiunge il ritiro della nazionale olimpica e ripensa alla partita con il Real Madrid. Dopo una cinquantina di capitoli di azioni di gioco, la partita si conclude 2-2, con gol in zona Cesarini di Tsubasa che beffa il Real Madrid, fino in quel momento in vantaggio. Nella miniserie viene introdotto un nuovo personaggio, Michael, un ragazzo prete che ambisce a giocare a calcio. Michael alla fine viene ingaggiato dal Numancia in lotta per non retrocedere, e debutta nella Liga alla penultima giornata contro la capolista del campionato, il Real Madrid di Natureza, che perde contro ogni pronostico contro la squadra di Michael, venendo quindi scavalcato in classifica dal Barcellona di Tsubasa, che, battendo il Deportivo di Radunga, passa in testa alla Liga a una giornata dal termine.
  • Captain Tsubasa Tokubetsu - Hen Live Together 2010: pubblicato nel numero di giugno 2010 di Monthly Young Jump, è uno speciale celebrativo per il trentennale della saga. La storia si basa sull'amichevole premondiale tra Giappone (con Tsubasa a capitanare la Generazione d'Oro) e l'Argentina, con la presenza tra i sudamericani di Diaz e Pascal, nonché dell'alter ego di Maradona come CT. Il match si chiude sul 2-1 per gli asiatici.

Gli speciali Millennium Dream, Golden Dream, Final Countdown, All Star Game e Japan Dream 2006 sono stati raccolti in due tankōbon dello speciale Captain Tsubasa tanpenshū Dream Field, pubblicato in Giappone il 19 maggio 2006.

I videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Sono stati prodotti molti videogiochi su Capitan Tsubasa. A differenza di altri giochi di calcio sono una specie di RPG in cui il giocatore quando è vicino a un avversario o se preme un tasto si ferma e può decidere con calma cosa fare a seconda se è in possesso o meno del pallone. Se è in possesso può dribblare, passare, tirare e fare un triangolazione. Se invece non è in possesso di palla ed è vicino ad un avversario può effettuare un tackle. Il portiere quando deve parare un tiro può decidere se afferrarlo o respingerlo di pugno. Ovviamente se respinge di pugno avrà più probabilità di parare.

Ovviamente il giocatore può effettuare i vari tiri speciali tipici del manga e dell'anime, però questi fanno calare di molto il numero di PP. Se il numero di PP è minore del numero di PP da spendere per effettuare il tiro speciale il giocatore non può tirarlo quindi si possono tirare pochi tiri speciali a partita. Se il numero di PP tende a zero il giocatore diventa scarso.

La maggior parte di questi sono in giapponese.

Lista dei giochi di Capitan Tsubasa:

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Capitan Tsubasa ha riscosso molto successo sia in Giappone che nel resto del mondo. In patria il manga ha venduto più di 70 milioni di copie[20] Il manga è stato pubblicato anche in Corea del Sud, Thailandia, Singapore, Taiwan, Hong Kong, Indonesia, Francia, Italia, Spagna e Germania. In Italia, dove l'anime è giunto nel 1986, è tuttora una delle serie più amate[1]. Giovanni Perversi del Dipartimento Culturale dell'Istituto Culturale Italiano di Tokyo dà una sua spiegazione al successo della serie in Italia:

« Captain Tsubasa è popolare in Italia tra le persone di 20-30 anni. Il calcio e la pallavolo sono sport popolari in Italia e Captain Tsubasa è la sola serie a fumetti sullo sport. Noi cresciamo giocando a calcio e sappiamo che molte delle tecniche dei personaggi di C.T. sono impossibili da imitare nella realtà. Ma queste tecniche inverosimili lo rendono attraente ai bambini. »
(Giovanni Perversi[20])

In Iraq il Ministero degli Affari Esteri iracheno sfruttò la popolarità del protagonista della serie inserendo un'immagine di Tsubasa sui camion dell'alimentazione idraulica delle forze di Auto-Difesa quando venne inviata un'unità a Samawah, nell'Iraq meridionale. Questo per mostrare alla gente la natura amichevole dell'unità[20].

Capitan Tsubasa ha contribuito a diffondere il calcio in Giappone e molti ritengono che sia stato uno dei fattori che hanno contribuito al miglioramento di prestazioni della nazionale nipponica che nel 1998 si è qualificata per la prima volta ai mondiali e nel 2002 è riuscita persino a raggiungere gli ottavi di finale[20]. Inoltre molti calciatori famosi come Hidetoshi Nakata[2], Alessandro Del Piero, Francesco Coco, Zinedine Zidane, Giuseppe Sculli e Yoshikatsu Kawaguchi[3], che lo guardavano quando erano piccoli, hanno dichiarato che se sono diventati calciatori professionisti è anche merito di questa serie che ha contribuito a far nascere e crescere in loro la passione per il gioco del calcio. «I giocatori della mia generazione vennero influenzati dalla visione di Captain Tsubasa» ha dichiarato Masakiyo Maezono, classe 1974, che capitanò la nazionale nipponica alle Olimpiadi 1996. E aggiunge: «Dalla lettura del manga ho appreso che 'il pallone è un amico'. Penso che Captain Tsubasa ha fatto avvicinare molta gente al calcio». Sempre Maezono ha dichiarato che leggendo il manga ha imparato molto dallo stile di gioco di Tsubasa. E alla fine ha fatto la stessa scelta di Tsubasa: quella di andare a giocare in Brasile[20]. Un altro ex calciatore, Yoshika Matsubara, ha dichiarato di aver tentato a imitare le tecniche dei personaggi della serie e di aver letto il manga con i suoi amici quand'era piccolo:

« Mi piace Kojiro Hyuga [Mark Lenders, n.d.r.] perché è un bomber e mi piace il suo 'tiger shot'. [...] Mi ricordo ancora adesso la storia e penso che ogni calciatore conosca questo manga. »
(Yoshika Matsubara[20])

La serie non si focalizza solo sulle partite di calcio ma anche sui problemi personali dei giocatori. Sempre Matsubara ha dichiarato che il lato umano della storia è così scritto bene in Captain Tsubasa che non piace solo ai bambini ma anche agli adulti[20]. Lo scrittore freelance Shuntaro Fukagawa, autore del libro Captain Tsubasa no Shorigaku (secondo cui i calciatori professionistici dovrebbero imparare dai personaggi del manga) ha dichiarato che il modo in cui gioca la nazionale giapponese gli ricorda il modo in cui gioca nel manga la squadra di Tsubasa[20].

Nel 2001 la serie anime di Capitan Tsubasa venne classificata al 49º posto nella lista dei 100 anime migliori stilata dalla rivista Animage[21]. Nel 2005 l'emittente televisiva giapponese TV Asahi promosse una votazione on-line e un sondaggio nazionale sui 100 anime più amati; Captain Tsubasa si classificò al 41º posto nella votazione e al 30° nel sondaggio[22][23]. Un nuovo sondaggio del 2006, sempre per conto di TV Asahi, ha premiato la serie anime al sedicesimo posto nella "Lista delle celebrità"[24].

Citazioni, riferimenti e parodie[modifica | modifica sorgente]

A causa del successo della serie, Tsubasa e compagni fanno delle apparizioni cameo in altre serie.

  • Nell'anime Palla al centro per Rudy viene detto nella versione italiana della prima puntata che Rudy proveniva dalla Saint Francis, la squadra di Benji Price. In realtà questi legami tra Holly e Benji e Palla al centro per Rudy esistono solo nella versione italiana e sono stati inventati da Mediaset in modo da far aumentare l'audience del nuovo cartone[25].
  • Nel manga Striker Jin il protagonista e i suoi amici incontrano nelle pagine finali Tsubasa e compagnia[26].
  • Una parte della famosa finale Nankatsu-Toho è apparsa in un altro anime sul calcio chiamato Pegasus.
  • Nel primo episodio di Eyeshield 21, un anime sul football americano, viene parodiato Captain Tsubasa.
  • Nel cinquantaduesimo volume di Le bizzarre avventure di Jojo c'è una televisione che mostra la faccia del protagonista Tsubasa Ozora.
  • Nella puntata 5 di Rosario + Vampire, all'inizio appare una parodia di Captain Tsubasa (la partita tra Nankatsu e Toho), dove appaiono vari personaggi (essendo Tsukune mostrato come Tsubasa).

Inoltre i Gem Boy, grandi ammiratori della serie, hanno scritto una canzone di nome Holly e Benji, parodia sui due personaggi principali dell'opera.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Rossella Martinelli, Goleada per Holly e Benji, TGcom, 9 febbraio 2007. URL consultato il 23 ottobre 2013.
  2. ^ a b (EN) Jonathan Northcroft, 'I don't understand why people are football fans. I don't like to watch any kind of sport', The Sunday Times, 1º gennaio 2006. URL consultato il 23 ottobre 2013.
  3. ^ a b c (EN) Comic strip hero who inspired Nakata and Del Piero, Daily Times, 10 maggio 2002. URL consultato il 23 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2006).
  4. ^ Holly e Benji in Cartoni-animati.com. URL consultato il 10 novembre 2012.
  5. ^ a b Yoichi Takahashi, Keeper Coach, Star Comics, gennaio 2005, p. 184.
  6. ^ Holly & Benji, il sogno calcistico giapponese, AnimeClick.it, 28 agosto 2012. URL consultato il 24 ottobre 2013.
  7. ^ (EN) Captain Tsubasa gets new manga in Grand Jump in animenewsnetwork.com, 14 dicembre 2013. URL consultato il 22 febbraio 2014.
  8. ^ (JA) キャプテン翼 ライジングサン 1 in s-manga.net, Shueisha. URL consultato il 22 maggio 2014.
  9. ^ a b c Capitan Tsubasa New Edition, Star Comics. URL consultato il 22 maggio 2014.
  10. ^ a b Capitan Tsubasa 4, Techno 73, maggio 2000, pag. 191
  11. ^ a b Capitan Tsubasa 39, Techno 108, aprile 2003, terzultima pagina.
  12. ^ Yoichi Takahashi
  13. ^ Techno 75 Capitan Tsubasa 6, luglio 2000, pag. 209
  14. ^ a b c Intervista alla società di doppiaggio di H & B
  15. ^ In Italia è stato distribuito come una serie televisiva
  16. ^ Comics guide. URL consultato il 13 gennaio 2008.
  17. ^ Notice for the press preview of Earth Lounge Vol. 2 F.C.R.B. Stadium Project" Exhibition! in Miraikan. URL consultato il 13 gennaio 2008.
  18. ^ Monthly Jump. URL consultato l'11 luglio 2008.
  19. ^ Weekly Jump 40th anniversary. URL consultato l'11 luglio 2008.
  20. ^ a b c d e f g h (EN) Ikuko Kitagawa, Captain Tsubasa inspires soccer fans, Daily Yomiuri, 5 agosto 2007. URL consultato il 23 ottobre 2013.
  21. ^ (EN) Animage Top-100 Anime Listing, Anime News Network, 15 gennaio 2001. URL consultato il 23 ottobre 2013.
  22. ^ (EN) TV Asahi Top 100 Anime, Anime News Network, 23 settembre 2005. URL consultato il 23 ottobre 2013.
  23. ^ (EN) TV Asahi Top 100 Anime, Part 2, Anime News Network, 23 settembre 2005. URL consultato il 23 ottobre 2013.
  24. ^ (EN) Japan's Favorite TV Anime, Anime News Network, 13 ottobre 2006. URL consultato il 23 ottobre 2013.
  25. ^ Antonio Genna, Il Mondo dei Doppiatori - Palla al centro per Rudy. URL consultato il 23 ottobre 2013.
  26. ^ Striker Jin, mangadb.it. URL consultato il 23 ottobre.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (JA) Yoichi Takahashi, Captain Tsubasa, Shueisha, 1981-1988. Trad. ita. in Capitan Tsubasa, Star Comics, febbraio 2000 - febbraio 2003.
  • (JA) Yoichi Takahashi, Captain Tsubasa World Youth Hen, Shueisha, 1994-1997. Trad. ita. in Capitan Tsubasa World Youth, Star Comics, marzo 2003 - agosto 2004.
  • (JA) Yoichi Takahashi, Captain Tsubasa 3109 Nichi Zenkiroku, Shueisha, maggio 2003.
  • (JA) Yoichi Takahashi, Captain Tsubasa Road to 2002, Shueisha, 2001-2004.
  • (JA) Yoichi Takahashi, Captain Tsubasa Golden 23, Shueisha, febbraio 2006 - ottobre 2008.
  • (JA) Yoichi Takahashi, Captain Tsubasa kaigai gekitō hen in calcio, Shueisha, maggio 2010.
  • (JA) Yoichi Takahashi, Captain Tsubasa kaigai gekitō hen en la Liga, Shūeisha, giugno 2010 - maggio 2012.
  • (JA) Yoichi Takahashi, キャプテン翼 ライジングサン in Grand Jump, numeri dal 3 al 12, Shūeisha, 2014.
  • (JA) Yoichi Takahashi, Captain Tsubasa tanpenshū Dream Field, Shueisha, maggio 2006 - luglio 2006.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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