Hokkaidō

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Hokkaidō
北海道
Ezo
Immagine da satellite, in primavera
Immagine da satellite, in primavera
Geografia fisica
Localizzazione Oceano Pacifico
Coordinate 43°00′N 142°00′E / 43°N 142°E43; 142Coordinate: 43°00′N 142°00′E / 43°N 142°E43; 142
Arcipelago Arcipelago giapponese
Superficie 83.453,57 km²
Geografia politica
Stato Giappone Giappone
Prefettura Hokkaido
Centro principale Sapporo
Demografia
Abitanti 5.583.072 (30/06/2008)
Densità 66,8 ab./km²
Cartografia
Mappa di localizzazione: Giappone
Hokkaidō

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Hokkaidō (北海道?) è la più settentrionale delle quattro isole principali dell'arcipelago giapponese e la meno sviluppata. Il termine "Hokkaidō" letteralmente significa "via per il mare settentrionale", ma originariamente veniva chiamata Ezo (o Yezo) ed era abitata principalmente dagli indigeni Ainu.

L'isola è caratterizzata da una natura selvaggia (ospita più di 60 vulcani che rappresentano oltre il 10% dei vulcani di tutto il mondo) e da inverni rigidi; Hokkaido attira amanti della natura e degli sport invernali nei mesi più freddi, ciclisti, campeggiatori ed escursionisti da giugno a settembre. L'isola di Hokkaido è la maggiore produttrice agricola di tutto il Giappone.

Tutta l'isola è un'unica prefettura il cui capoluogo è Sapporo.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Escludendo i suoi laghi, l'isola di Hokkaido ha un'estensione di 78.719 km², fatto che la rende la 21ª isola più grande del mondo.

L'isola di Hokkaidō costituisce la parte più settentrionale dell'arcipelago giapponese, nei pressi della Russia. Le sue coste si affacciano sull'Oceano Pacifico ad est ed a sud, sul mare di Okhotsk a nord e sul mar del Giappone ad ovest. A nord lo stretto di La Pérouse la separa dall'isola russa di Sachalin. È un'isola di origine vulcanica: le montagne sono concentrate nella parte centrale dell'isola, addolcendosi in pianure che si stendono fino alle coste. Hokkaidō è inoltre assai sismica. Per esempio l'epicentro di un terremoto di magnitudo 8 avvenuto il 23 settembre 2003, si trovava molto vicino all'isola. La prefettura di Hokkaidō comprende anche altre isole minori, quali Rishiri, Okushiri, e Rebun. L'isola è coperta per il 71% da foreste e per il 16% da terreni agricoli.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Hokkaidō è conosciuta per le sue estati fresche e secche (che attirano numerosi turisti) e per i suoi inverni rigidi. La temperatura media di agosto è di circa 22 °C, mentre quella di gennaio varia dai -12 °C ai -4 °C, a causa della latitudine e dell'altitudine. Le tempeste di neve, portate dai venti siberiani, sono frequenti.

In inverno, il mare di Okhotsk gela in gran parte, rendendo la navigazione impossibile su tutta la costa settentrionale. I pescatori devono interrompere quindi le loro attività fino al disgelo.

Parchi naturali[modifica | modifica wikitesto]

Immagine dettagliata dei municipi della prefettura di Hokkaido.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parchi nazionali del Giappone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Hokkaidō era originariamente la terra del popolo Ainu. Permangono infatti le tracce della lingua ainu nel toponimo dell'isola, così come per quelli di numerose città tra cui lo stesso capoluogo Sapporo, e di parecchie specie d'alberi e d'animali (per esempio, ezomatsu, ovvero il pino di Hokkaidō). L'origine degli Ainu è tuttora dibattuta; la teoria più diffusa li fa venire dal continente asiatico, probabilmente legati ai popoli mongoli[1]. Effettivamente, nel sud di Hokkaidō, degli studi archeologici hanno messo in evidenza la presenza di tribù risalenti al Periodo Jōmon, probabilmente originari dell'Asia, da 8000 a 6000 anni fa, i cui discendenti potrebbero essere gli Ainu[2]. Nel nord di Hokkaidō s'istallarono le popolazioni di Ochotsk sei o sette secoli avanti Cristo.[1]

Dal VII al XII secolo coabitavano le culture sedentarie ed agricole di Okhotsk e Satsujin, che si mescolarono in alcuni luoghi. Tuttavia, gli originari di Okhotsk scomparirono o furono assorbiti dai Satsujin nel XII secolo, formando infine il popolo Ainu[1].

Lo stabilimento dei primi Giapponesi in Hokkaidō avvenne nel 1600 con decine di migliaia di pescatori, mercanti e contadini, ma nel complesso, l'isola resto alquanto spopolata fino al XIX secolo, con una popolazione di 50000 o meno abitanti, intanto però gli immigrati giapponesi avevano superato in numero gli aiuno, che avevano cominciato a diminuire dal XVI secolo[3][4]. Hokkaidō fu a lungo chiamata Yeso, Ezo o Ezochi fino alla Restaurazione Meiji.

Poco dopo la guerra Boshin del 1868, un di fedeli di Tokugawa, comandati da Takeaki Enomoto, dichiarò l'indipendenza dell'isola sotto il nome di Repubblica di Ezo, ma la ribellione fu sedata nel maggio 1869. L'effettiva integrazione di Hokkaidō nel Giappone, all'epoca chiamato Impero giapponese, avvenne con la Restaurazione Meiji, a partire dal 1868, a causa delle preoccupazioni circa l'espansione russe in Estremo Oriente[3]. La regione fu divisa in undici province : Tokachi, Hidaka, Ishikari, Kitami, Kushiro, Nemuro, Teshio, Oshima, Shiribeshi, Iburi e Chishima per le isole Curili del sud. Nel 1882, le province di Hokkaidō si fusero per formare tre prefetture: Hakodate, Sapporo e Nemuro, le quali si unirono a loro volta nel 1886. La commissione di colonizzazione fu creata per favorire il popolamento dell'isola, i cui abitanti aumentarono fortemente al sud e nella città di Sapporo, scelta per ospitare il governo centrale nel 1885. Dal 1875, dei soldati-coloni si stabilirono in cambio di terre al centro, all'est ed al nord. Nel 1900, 600 000 coloni giapponese risiedevano in Hokkaidō[3]. L'integrazione degli immigrati avvenne in tre tappe: l'instabilità della nuova società nel periodo Meiji; il radicamento e l'affermazione di un'identità locale tra il 1910 e il 1955 circa; infine una fase di delocalizzazione, come d'altronde in tutto il Giappone, e di forte urbanizzazione, a significare che i localismi si stavano facendo da parte[5].

Durante gli anni 1930, l'isola aveva beneficiato della modernizzazione intensiva, della rivoluzione industriale, della nascita della risicoltur, degli aiuti occidentali e specialmente americani, cosicché la maggior parte del territorio era completamente occupato, eccetto le terre più ostili a nord ed ad est, con le grandi città tra cui Sapporo e Otaru[3].

Dopo la Seconda Guerra mondiale, circa cinque milioni di coloni tornarono dalla Corea e dalla Manciuria, in modo che a partire dal 1950 la popolazione delle zone più abitate si spingesse sistematicamente nelle aree poco popolate del nord e dell'est[3].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Hokkaidō occupa il primo posto nel settore primario del Giappone, specialmente per la produzione di riso e di pesce. L'insieme del settore è molto sviluppato: allevamento, agricoltura, pesca.

Sebbene l'industria leggera sia egualmente rappresentata (in particolare carta, birra e produzione alimentare), la maggior parte dei posti di lavoro si trova nel settore dei servizi. Il turismo è molto importante per l'economia, particolarmente durante l'estate, la cui frescura attrae turisti (fa molto caldo nel resto del Giappone durante questo periodo dell'anno). In inverno, sono le stazioni sciistiche a prendere il sopravvento, ad esempio si svolsero a Sapporo i Giochi olimpici invernali del 1972.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

L'unico collegamento terrestre di Hokkaidō col resto del Giappone è il tunnel Seikan. La maggior parte dei viaggiatori arriva sull'isola mediante aeroplano. Il principale aeroporto è quello di Chitose, chiamato Aeroporto di Shin-Chitose, a sud di Sapporo. Tokyo-Chitose è linea più frequentata del Giappone con quarantacinque voli giornalieri, operati da tre società.

Si può anche andare a Hokkaidō con il traghetto, a partire dai porti di Sendai e Niigata.

La rete ferroviaria all'interno di Hokkaidō è molto sviluppata, ma alcune città sono accessibili solo in bus o in automobile.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Una mappa di Ezo.
  • La regione di Hokkaido è stata spunto per l'ideazione della regione del mondo Pokémon di Sinnoh.[6]

Persone legate all'isola[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Irish, 2009, pp. 24-25
  2. ^ (EN) Delmer M. Brown, The Cambridge History of Japan: Ancient Japan, vol. 1, Cambridge University Press, 1993, p. 79, ISBN 978-0-521-22352-2.
  3. ^ a b c d e (FR) Jacques Pezeu-Massabuau, Étude de géographie humaine d'une région japonaise in Revue de géographie de Lyon, vol. 44, nº 3, Lione, 1969, pp. 281-319.
  4. ^ (FR) Christophe Sabouret, Pourquoi les Japonais n’ont-ils pas colonisé plus tôt le Hokkaidô?, Réseau Asie, 1º marzo 2010. URL consultato il 17 novembre 2012.
  5. ^ (FR) Augustin Berque, L'Évolution de la société japonaise à Hokkaidō in The science reports of the Tohoku University, vol. 27, nº 1, 1977, pp. 1-12.
  6. ^ (EN) Lucas M. Thomas, The Countdown to Diamond and Pearl, Part 2 in IGN, News Corporation. URL consultato il 20 dicembre 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]