Hipposideros ater

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Hipposideros ater
Immagine di Hipposideros ater mancante
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Laurasiatheria
Ordine Chiroptera
Sottordine Microchiroptera
Famiglia Hipposideridae
Genere Hipposideros
Specie H.ater
Nomenclatura binomiale
Hipposideros ater
Templeton, 1848
Sinonimi

H.wrighti, H.gentilis toala, H.atratus, H.albanensis

Hipposideros ater (Templeton, 1848) è un pipistrello della famiglia degli Ipposideridi diffuso nel Subcontinente indiano, Indocina, Indonesia, Filippine, Nuova Guinea ed Australia. [1][2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Pipistrello di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 33 e 51 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 38 e 43 mm, la lunghezza della coda tra 27 e 36 mm, la lunghezza del piede tra 7 e 10 mm, la lunghezza delle orecchie tra 17 e 22 mm e un peso fino a 8,5 g.[3]

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

La pelliccia è lunga e lanuginosa. Le parti dorsali sono bruno-grigiastre con la base dei peli bianca, mentre le parti ventrali sono bruno-grigiastre chiare. È presente una fase completamente arancione. Gli occhi sono cospicui. Le orecchie sono grandi, arrotondate, con il margine anteriore fortemente convesso e con l'antitrago provvisto di una piega interna. La foglia nasale presenta una porzione anteriore rosata, di dimensioni normali, senza fogliette supplementari, leggermente più larga lateralmente e con il setto tra le narici leggermente rigonfio alla base e più sottile al centro con due alette laterali che coprono parzialmente le narici stesse, una porzione posteriore provvista di tre setti che la dividono in quattro piccole tasche. Le membrane alari sono bruno-nerastre. La coda è lunga e si estende leggermente oltre l'ampio uropatagio. Il primo premolare superiore è situato fuori la linea alveolare.

Ecolocazione[modifica | modifica sorgente]

Emette ultrasuoni ad alto ciclo di lavoro con impulsi a frequenza costante di 154-164 kHz e di breve durata.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Si rifugia singolarmente o in piccoli gruppi in grotte, tunnel minerari, vecchi edifici abbandonati e talvolta nelle cavità degli alberi. Predilige luoghi bui, caldi ed umidi. Si appendono alle pareti separati l'uno dall'altro. I maschi sono presenti nei vivai. Il volo è lento e manovrato, l'attività predatoria inizia tardi la sera.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di insetti volanti come falene e piccoli coleotteri catturati in volo sotto la volta forestale o raccolti sopra la vegetazione.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Gli accopiamenti avvengono in aprile, le nascite tra ottobre e dicembre e lo svezzamento a metà gennaio. Danno alla luce un piccolo alla volta.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è diffusa in India, Sri Lanka, Indocina meridionale, in Indonesia, nelle Filippine, Nuova Guinea e nell'Australia settentrionale.

Vive nelle foreste pluviali, nelle mangrovie e nei boschi di eucalipto fino a 1.700 metri di altitudine.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Sono state riconosciute 7 sottospecie:

La sottospecie H.a.nicobarulae potrebbe essere una forma distinta, mentre gli individui del Tenasserim, nel Myanmar peninsulare, appartengono ad una nuova specie descritta recentemente, H.einnaythu [4].

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

La IUCN Red List, considerato il vasto areale, la tolleranza a diversi tipi di habitat, la popolazione presumibilmente numerosa e la presenza in diverse aree protette, classifica H.ater come specie a rischio minimo (LC).[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Csorba, G., Bumrungsri, S., Francis, C., Helgen, Bates, P., Gumal, M., Heaney, L., Balete, D., Esselstyn, J., McKenzie, N. & Bonaccorso, F. 2008, Hipposideros ater in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Hipposideros ater in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Bonaccorso, 1998, op. cit.
  4. ^ Douangboubpha B, Bumrungsri S, Satasook C, Soisook P, Hla Bu SS, Aul B, Harrison DL, Pearch MJ, Thomas NM & Bates PJJ, A New Species of Small Hipposideros (Chiroptera: Hipposideridae) from Myanmar and a Revaluation of the Taxon H. nicobarulae Miller, 1902 from the Nicobar Islands in Acta Chiropterologica, vol. 13, nº 1, 2011, pp. 61-78.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Tim F. Flannery, Mammals of New Guinea, Cornell University Press, 1995, ISBN 9780801431494.
  • Tim F. Flannery, Mammals of the South-West Pacific and Moluccan Islands, Cornell University Press, 1995, ISBN 9780801431500.
  • Frank J. Bonaccorso, Bats of Papua New Guinea, Conservation International, 1998, ISBN 9781881173267.
  • Peter Menkhorst & Frank Knight, A Field Guide to the Mammals of Australia, Oxford University Press, USA, 2001, ISBN 9780195508703.
  • Charles M.Francis, A Guide to the Mammals of Southeast Asia, Princeton University Press, 2008, ISBN 9780691135519.

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