Hildoceras

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Hildoceras
Stato di conservazione: Fossile
Hildoceras biffrons.2 - Jurasico.JPG
Hildoceras bifrons
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Mollusca
Classe Cephalopoda
Sottoclasse Ammonoidea
Ordine Ammonitida
Famiglia Hildoceratidae
Genere Hildoceras

Hildoceras è un mollusco cefalopode estinto appartenente alle ammoniti. Visse nel Giurassico inferiore (Toarciano medio, 178-175 milioni di anni fa). I suoi fossili sono stati ritrovati in Europa, in Asia Minore, nel Caucaso e in Giappone.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Questa ammonite era dotata di una conchiglia da moderatamente involuta a evoluta [1] e compressa lateralmente, facilmente riconoscibile a causa di un solco mediano che percorreva il fianco su tutte le spire e divideva ogni giro in due parti ben distinte. Il ventre nella maggior parte delle specie è tricarenato-bisolcato, essendo dotato di una carena molto pronunciata con due solchi laterali gemelli. Il raccordo esterno dei solchi laterali col fianco è così acuto da dare origine a due carene secondarie.

A sinistra: esemplari di Hildoceras appartenenti al gruppo H. bifrons. A destra: frammento di giro di Hildoceras sp. con la sutura evidenziata in colore nero.

L’ornamentazione dei fianchi era presente quasi esclusivamente nella parte superiore del giro: al di sopra del solco mediano, infatti, erano presenti robuste coste falcoidi[2] proverse [3], mentre al di sotto del solco le coste erano assenti o appena accennate, sostituite da un'area liscia e leggermente rigonfia, con un bordo ombelicale più o meno inclinato. L'apertura era dotata di un rostro iponomico e di orecchiette laterali, riscontrabili negli esemplari fossili meglio conservati (ad esempio nelle ammoniti fossili di Holzmaden, in Germania, preservate come impronte in calcari bituminosi).

La linea di sutura[4], infine, è di tipo ammonitico piuttosto primitivo e semplice rispetto a diversi generi coevi, essendo composta di relativamente pochi elementi e scarsamente frastagliati: tipicamente si riconosce un lobo[5] laterale particolarmente sviluppato e lobi ausiliari acuti alternati a selle[6] piuttosto arrotondate.

In generale, il diametro medio delle conchiglie appartenenti a questo genere era inferiore ai dieci centimetri, pur potendo arrivare ad oltre quindici centimetri negli esemplari più longevi.

Storia evolutiva[modifica | modifica sorgente]

Esemplare di Hildoceras sublevisoni, la specie più antica di questo genere, dal Rosso Ammonitico Lombardo. Questa specie è facilmente riconoscibile anche su esemplari frammentari per i caratteri peculiari e primitivi (coste robuste e rade, solco mediano sul fianco assente). Scala grafica in centimetri.

Il genere Hildoceras si origina verosimilmente alla fine del Toarciano inferiore dal genere Hildaites (molto simile, ma dotato di coste falcoidi estese su tutto il fianco, senza alcun solco spirale). La prima comparsa di Hildoceras coincide con prima zona biostratigrafica del Toarciano medio, la biozona a bifrons (dalla specie nominale H. bifrons). La prima specie a comparire è però H. sublevisoni, dai caratteri primitivi (assenza del solco; coste robuste e rade), che contraddistingue l'orizzonte basale della zona. L'evoluzione del genere diviene rapidamente esplosiva, con la comparsa di varie specie con tutti i caratteri tipici (tra le più indicative: H. lusitanicum, H. caterinii, H. tethysi e soprattutto H. apertum) e subito dopo della specie H. Bifrons, che diviene rapidamente dominante.

La storia di questo genere si conclude con H. semipolitum, i cui ultimi rappresentanti sono coevi dell'indice zonale della biozona successiva (Haugia variabilis).

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Esclusivo del Toarciano medio, l’Hildoceras è un eccellente fossile guida: i suoi resti si rinvengono in molti giacimenti europei. In Italia è frequente nella formazione Rosso Ammonitico Lombardo (Toarciano-Aaleniano), affiorante in tutta la fascia sud-alpina lombarda, e più saltuariamente in sedimenti bacinali coevi. Si rinviene frequentemente in depositi dello stesso tipo lungo la penisola, segnatamente in Umbria e nelle Marche, dove sono state particolarmente studiate le faune toarciane provenienti dal bacino del Metauro e del passo del Furlo, e in Sicilia (famose e studiate dall'inizio del ventesimo secolo le faune provenienti dai dintorni di Taormina).

Ricostruzione di Hildoceras

Habitat[modifica | modifica sorgente]

Hildoceras fu una forma di notevole successo, diffusa sia nei domini di mare epicontinentale a clima temperato dell'area europea centro-occidentale (che nel Giurassico Inferiore era localizzata a circa 40° di latitudine), sia nel dominio oceanico della Tetide (corrispondente in parte all'Italia attuale), allora in condizioni climatiche tropicali. I margini della Tetide erano caratterizzati da una tettonica di tipo distensivo con l'alternanza di domini di alto strutturale (horst) e bacino (graben). Nelle fasce di paleo-alto si deponevano sedimenti calcarei e calcareo-marnosi condensati in facies di rosso ammonitico, che nel Toarciano medio risultano pieni di fossili di Hildoceras. Si trattava comunque di una forma capace di dispersione oceanica, a differenza di diverse forme contemporanee limitate alla provincia europea o a quella tetidiana (di qui la sua importanza biostratigrafica). Hildoceras era un predatore di altri ammonoidi: in alcuni esemplari ben conservati è stato possibile individuare probabili resti dell'apparato digerente, il cui contenuto è risultato essere costituito in prevalenza da mandibole, aptici e frammenti conchigliari di altre ammoniti di taglia più ridotta.

Aspetti storico-culturali[modifica | modifica sorgente]

In alcuni casi, in particolare in Inghilterra, i fossili di queste ammoniti rinvenuti in epoca medievale venivano scolpiti con nella parte finale con teste di serpente, così da farli assomigliare a serpenti pietrificati. La credenza popolare, infatti, riteneva che le ammoniti fossero serpenti trasformati in pietra da Santa Hilda, la patrona locale del paese di Whitby (da qui il nome Hildoceras, che significa “corno di Hilda”). Lo stesso tipo di lavorazione è stato effettuato su altre ammoniti inglesi, come Dactylioceras. La specie più nota è Hildoceras bifrons.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ cioè con scarso ricoprimento dei giri successivi e diametro ombelicale tendenzialmente maggiore dell'altezza del giro.
  2. ^ falciformi, a forma di falce.
  3. ^ dirette in avanti, verso l'apertura
  4. ^ sutura: linea di inserzione dei setti sulla parete esterna della conchiglia; carattere visibile quindi sul fragmocono (la parte concamerata della conchiglia), e solo sugli esemplari fossilizzati come modelli interni
  5. ^ lobi: elementi della sutura concavi verso l'apertura (rivolti quindi verso l'apice della conchiglia)
  6. ^ selle: elementi della sutura convessi verso l'apertura della conchiglia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gallitelli-Wendt, M. F. (1971): Ammoniti e stratigrafia del Toarciano Umbro-Marchigiano (Appennino centrale). Boll. Soc. Paleont. it. Modena, 8(1): 11-62.
  • Goy A. e Martínez G. (1990). Biozonación del Toarciense en el área de La Almunia de Doña Godina-Ricla (Sector Central de la Cordillera Ibérica). Cuadernos de Geologia Ibérica, N. 14, 11-53. Madrid, 1990.
  • Neige P. e Rouget I. (2002). Les ammonites du Toarcien de Chantonnay (Vendée, France) : analyse paléontologique, biostratigraphie et réflexion sur les Hildoceratinae. Geodiversitas 24 (4) : 765-784.
  • M. Nixon, Morphology of the jaws and radula in Ammonoids in Landman N. et al. (a cura di), Ammonoid Paleobiology, New York, Plenum Press, 1996.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

http://www.hildoceras.info/ Fossili di Hildoceras e di altre ammoniti

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