Hierapolis

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Coordinate: 37°56′N 29°08′E / 37.933333°N 29.133333°E37.933333; 29.133333

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Hierapolis-Pamukkale
(EN) Hierapolis-Pamukkale
Hierapolis teatr3 RB.jpg
Tipo Misti
Criterio (iii) (iv) (vii)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1988
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
La provincia turca di Denizli

Hierapolis (anche Ierapoli o Gerapoli[1]) è una città ellenistico-romana della Frigia. Dominava la valle del fiume Lykos sulla strada che collegava l'Anatolia al mar Mediterraneo. Le rovine si trovano nella odierna località di Pamukkale ("castello di cotone"), situata nella provincia di Denizli, in Turchia, e famosa per le sue sorgenti calde, che formano concrezioni calcaree. Hierapolis di Frigia non è da confondersi con Hierapolis in Siria o con Hierapolis Castabala, in Cilicia.

Hierapolis di Frigia è uno dei siti archeologici e naturalistici più frequentati del Mediterraneo, con circa 1,5 milioni di visitatori all'anno[senza fonte]. Le maggiori attrazioni turistiche sono rappresentate dalle concrezioni calcaree, dalle calde acque termali che sgorgano in mezzo alle rovine, e il patrimonio architettonico della città antica: un teatro romano molto ben conservato, una vasta necropoli e il martyrion dell'apostolo Filippo, il cui complesso occupa per intero la collina che sovrasta la città.

Nel sito archeologico opera dal 1957 la missione archeologica italiana di Hierapolis di Frigia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Importante città ellenistico-romana della Frigia, Hierapolis dominava la valle del fiume Lykos, lungo un percorso che univa l´Anatolia interna al Mediterraneo.

Le recenti attività di scavo hanno permesso di riconoscere l´impianto urbano di Hierapolis, riferibile probabilmente ad età ellenistica, con un asse principale nord-sud, la grande plateia (strada principale), lungo la quale si sviluppa un reticolo stradale ortogonale che divide la città in isolati regolari, piuttosto allungati. All´interno di questo impianto si disponevano gli edifici pubblici e le case. Nella parte nord della città, lungo la strada che portava verso Tripolis, cominciarono a formarsi, tra il II e il I secolo a.C., i primi nuclei della necropoli, che si svilupperà in età imperiale, con tombe a fossa ed edifici funerari.

L'assetto monumentale della città meglio riconoscibile è quello che si creò dopo il rovinoso terremoto del 60 d.C., tra la fine del I ed il III secolo. È a questo periodo, infatti, che si può far risalire la costruzione o la trasformazione di molti monumenti quali l'agora commerciale, la porta di Frontino, due grandi ninfei pubblici, e il grandioso teatro. La crescita della città subì un brusco arresto nel corso del IV secolo a causa di un violento terremoto che distrusse estese aree come quella dell'agorà commerciale.

Con la costruzione delle mura di fortificazione bizantine, alla fine del IV secolo, la parte nord della città, compresa l'agorà commerciale, fu esclusa dal perimetro urbano ed utilizzata come cava dimateriale da costruzione da utilizzare nel reimpiego. Hierapolis diviene in questa fase un importante centro della cristianità e lungo l´asse viario principale furono costruite una chiesa extraurbana (Terme-chiesa), la cattedrale con il battistero, la basilica a pilastri e, sulla collina orientale, il martyrion di San Filippo apostolo.

Alla fine del VI secolo, un altro terremoto provocò il crollo della maggior parte degli edifici ierapolitani, comprese le mura bizantine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Charles-Louis Richard, Jean Joseph Giraud, Biblioteca sacra ovvero Dizionario universale delle scienze ecclesiastiche, Tomo IX, Ed. Ranieri Fanfani, Milano, 1834 p. 320

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierre Gros. Le province orientali. Realtà e ideologia dell'urbanistica romana, in Pierre Gros e Mario Torelli. Storia dell'urbanistica. Il mondo romano. Nuova ed. Roma-Bari, Laterza, 2007. pp. 450-452. ISBN 978-88-420-8044-2
  • Tullia Ritti. Hierapolis. Fonti letterarie ed epigrafiche. vol. 1, Roma, Giorgio Bretschneider, 1985. ISBN 8876890920

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