Hieracium lachenalii

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Sparviere comune
Hieracium lachenalii20090813 154.jpg
Hieracium lachenalii
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hieraciinae
Genere Hieracium
Specie Hieracium lachenalii
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hieraciinae
Nomenclatura binomiale
Hieracium lachenalii
Suter, 1802
Sinonimi

Sparviere di Lachenal

Lo sparviere comune (nome scientifico Hieracium lachenalii Suter, 1802) è una pianta erbacea spermatofita dicotiledone della famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome generico (Hieracium) deriva dalla parola greca hierax o hierakion (= sparviere, falco). Il nome del genere è stato dato dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (1656 - 1708) rifacendosi probabilmente ad alcuni scritti del naturalista romano Gaio Plinio Secondo (23 - 79) nei quali, secondo la tradizione, i rapaci si servivano di questa pianta per irrobustire la loro vista.[1][2] Il nome specifico (lachenalii) è stato dato in onore del botanico di Basilea W. de Lachenal.[3]
Il binomio scientifico della pianta di questa voce è stato proposto dal botanico Johann Rudolf Suter (1766-1827), nella pubblicazione "Helvetiens flora, worinn alle im Hallerischen werke enthaltenen und seither neuentdeckten Schweizer Pflanzen nach Linné's method aufgestellt sind. 2: 145." del 1802.[4]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento

Questa pianta può raggiungere una altezza compresa tra 3 - 8 dm (massimo 1 metro). La forma biologica della pianta è emicriptofita scaposa (H scap) in quanto spesso ha l'asse fiorale eretto e privo di foglie. Questa pianta è provvista di lattice (i vasi latticiferi sono anastomizzati) e viene definita di tipo "fillopode" in quanto le foglie basali formano una rosetta e sono presenti alla fioritura. Inoltre i peli di questa pianta non sono piumosi.[3][5][6]

Radici[modifica | modifica sorgente]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

  • La parte sotterranea è un breve rizoma obliquo, senza stoloni.
  • La parte aerea del fusto è eretta, più o meno glabra (con pochi peli in basso e poco densamente ghiandolosa in alto), ma abbondantemente fogliosa. Gli steli, da eretti a patenti, sono numerosi e generalmente sono ramosi nella parte alta (a 1/4 o a 1/3 dalla sommità). I capolini sono numerosi e raggruppati in modo compatto. L'acladio è generalmente breve.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

La foglia

Le foglie si dividono in basali e cauline. Entrambe le facce delle foglie sono ricoperte da poche setole e pochi peli stellati (poco più densamente sotto). Il colore può essere sia scuro che chiaro, spesso la superficie può essere arrossata.

  • Foglie basali: le foglie basali formano una ampia rosetta e non sono molto numerose (4 -7), in genere sono secche all'antesi; la lamina è del tipo da largamente ellittica a lanceolata con picciolo lungo 5 - 12 cm; la base è più o meno acuta, oppure brevemente o lungamente attenuata; l'apice è da ottuso a appuntito; i bordi sono provvisti di profondi denti sottili.
  • Foglie cauline: quelle inferiori (da 3 a 5) sono poco diverse dalla basali; quelle superiori sono progressivamente minori da picciolate a sessili.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Infiorescenza

Le infiorescenze di tipo a pannocchia sono composte da capolini peduncolati. Il peduncolo è ricoperto da abbondanti peli stellati e pochi peli ghiandolosi. I capolini sono formati da un involucro cilindrico composto da brattee (o squame) disposte su 2 - 4 serie (interne ed esterne) in modo embricato, all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. Le squame dell'involucro hanno una forma da larghetta a ottusa o acuta e sono da poco a densamente ghiandolose con frammisti peli stellati; il colore è da verde-torbido a nerastro (possono essere orlate di chiaro). Il ricettacolo, nudo, cioè privo di pagliette a protezione della base dei fiori, è provvisto di fossette appena dentellate sul bordo. Diametro del capolino: 20 - 35 m. Lunghezza dell'involucro: 8 - 12 mm.

Fiore[modifica | modifica sorgente]

I fiori ligulati

I fiori sono tutti del tipo ligulato[7] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi e zigomorfi.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[8]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è colorata di giallo. I dentelli apicali sono privi di ciglia (ligule glabre). Dimensioni delle ligule: larghezza 1,5 mm; lunghezza 15 - 18 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[9] Le antere alla base sono acute.
  • Fioritura: da (maggio) giugno ad agosto.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il pappo

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono colorati da bruno scuri a neri, sono lunghi 3 - 3,5 mm a forma colonnare-obconica e sono ristretti alla base (e ingrossati all'apice), mentre la superficie (liscia o appena rugosa) è provvista di 10 coste che nella parte apicale confluiscono in un orlo anulare. Il pappo è formato da setole semplici, color bianco sporco, disposte su due serie (quelle interne sono più lunghe e più rigide, quelle esterne sono fragili).

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[11] – Distribuzione alpina[12])
  • Habitat: l'habitat tipico per questa pianta sono i boschi di latifoglie (castagneti, rovere e luzulo-faggeti) e di aghifoglie; ma anche sui margini erbacei, nelle lande, nei popolamenti a lavanda e negli arbusti meso-termofili. Il substrato preferito è siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.[12]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 2000 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e subalpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[12]

Formazione: delle comunità forestali
Classe: Quercetea robori-sessiliflorae
Ordine: Quercetalia robori-sessiliflorae

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di appartenenza del Hieracium lachenalii (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[13] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[14]). All'interno della famiglia il genere Hieracium fa parte della sottofamiglia Cichorioideae (una delle 12 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae); mentre Cichorieae è una delle 7 tribù della sottofamiglia, e la sottotribù Hieraciinae è una dell 11 sottotribù di Cichorieae.[15] H. lachenalii appartiene a un genere estremamente polimorfo con maggioranza di specie apomittiche. Di questo genere sono descritte circa 770 specie sessuali e oltre 5200 specie apomittiche[16], delle quali circa 250 e più sono presenti nella flora spontanea italiana.
Hieracium lachenalii fa parte del sottogenere Hieracium (sinonimo: Euhieracium). È il sottogenere più numeroso distribuito in Eurasia e nel Nord America.[3]
Il numero cromosomico di H. lachenalii è: 2n = 27/36.[17]
In alcuni testi, per questa specie, è riconosciuto un diverso Autore: Carl Christian Gmelin (1762-1837).[3]

Polimorfia[modifica | modifica sorgente]

La specie di questa voce fa parte di un gruppo polimorfo (gruppo di H. murorum[3]), la cui maggioranza delle specie sono apomittiche. A sua volta H. lachenalii può essere considerato un gruppo altamente polimorfo che può essere interpretato come intermediario tra Hieracium murorum L. e Hieracium laevigatum Willd..[3] Alcuni taxon collegati a questa specie (circa 105) sono sottospecie o varietà di H. lachenalii, altri (circa 50) sono considerati aggregati (o inclusi), e altri ancora sono considerati "intermediari" (o impropriamente ibridi in quanto queste specie essendo apomittiche non si incrociano e quindi non danno prole feconda) con altre specie. A causa di ciò si pongono dei problemi di sistematica quasi insolubili e per avere uno sguardo d'insieme su questa grande variabilità può essere necessario assumere un diverso concetto di specie. Nella "Flora d'Italia" sono proposte due nuove unità tassonomiche: (1) gruppo-cardinale (insieme di forme elementari di singole serie evolutive come le specie o le agamospecie con proprie combinazioni di caratteri morfologici); (2) gruppo-intermediario (insieme di specie o agamospecie che riuniscono i caratteri morfologici di due o più gruppi-cardinali).[3]

Sottospecie[modifica | modifica sorgente]

Per questa specie sono riconosciute oltre 100 sottospecie, alcune delle quali sono presenti nella flora spontanea italiana. Il seguente elenco indica per ogni sottospecie l'Autore con l'anno di pubblicazione e la distribuzione euro-mediterranea:[18][19]

Specie incluse[modifica | modifica sorgente]

Le seguenti specie sono "incluse" nel gruppo del Hieracium lachenalii:[18]

Intermediari (o ibridi)[modifica | modifica sorgente]

Sandro Pignatti nella Flora d'Italia descrive alcuni intermediari con altri gruppi (bifidum e altri):[3]

Intermedio: la specie con la quale si ibrida è Hieracium bifidum Hornem..
Sistematica: H. levicaule è a capo di un gruppo distribuito in tutta Europa con circa 55 sottospecie e circa 35 specie "incluse".[20]
Descrizione: H. levicaule è più simile alla specie H. lahcenalii (che alla specie H. bifidum) ma ha molti più peli sull'involucro, sui peduncoli e spesso anche sulle foglie e sul fusto.


Intermedio: la specie con la quale si ibrida è Hieracium glaucinum Jord..
Sistematica: H. maculatum è a capo di un gruppo distribuito in tutta Europa con circa 40 sottospecie e 7 specie "incluse".[21]
Distribuzione: in Italia si trova raramente nelle Alpi lombarde.

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[18]

Altre notizie[modifica | modifica sorgente]

(1) Lo sparviere di Lachenal in altre lingue è chiamato nei seguenti modi:

  • (DE) Gewöhnliches Habichtskraut
  • (FR) Épervière de Lachenal


(2) Una ricerca dettagliata sul genere Hieracium è stata fatta in questi ultimi anni nella provincia di Trento.[6] Sono state individuate circa 20 sottospecie di Hieracium lachenalii: acuminatum - alpestre - amaurochlorum - anfractum - argillaceum - asyngamicum - aurulentum - cruentifolium - pseudodiaphanum - festinum - glareigenum - haematochromum - irriguiceps - deductum - pinnatifidum - subirriguum.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Motta 1960, op. cit., Vol. 2 - pag. 454
  2. ^ Botanical names. URL consultato il 16-agosto-2013.
  3. ^ a b c d e f g h Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 301
  4. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 20-ottobre-2013.
  5. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 523
  6. ^ a b Gunter Gottschlich & Domenico Pujatti, Il genere Hieracium in provincia di Trento in Ann. Mus. civ. Rovereto; Vol. 16 (2000); pag. 273 - 351.
  7. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 12
  8. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  9. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 1
  10. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 523
  11. ^ Conti et al. 2005, op. cit., pag. 108
  12. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, op. cit., Vol. 2 - pag. 694
  13. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  14. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  15. ^ Funk & Susanna, op. cit., pag. 348
  16. ^ Kilian 2009, op. cit., pag. 354
  17. ^ Tropicos Database. URL consultato il 20-ottobre-2013.
  18. ^ a b c EURO MED - PlantBase. URL consultato il 21-settembre-2013.
  19. ^ Cichorieae Portal. URL consultato il 26-ottobre-2013.
  20. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 23-ottobre-2013.
  21. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 23-ottobre-2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.171-189.
  • Panero, J. L., and V. A. Funk, The value of sampling anomalous taxa in phylogenetic studies: major clades of the Asteraceae revealed in Mol. Phylogenet. Evol. 2008; 47: 757-782.
  • Norbert Kilian, Birgit Gemeinholzer and Hans Walter Lack, Cichorieae Cap.24 in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.343-383.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 2, 1960, pag. 454.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 194, Berlin, Heidelberg, 2007.
  • Cichorieae Portal, p. Hieracium lachenalii, Cichorieae Portal. URL consultato il 20 ottobre 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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