Here Come the Warm Jets

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Here Come The Warm Jets
Artista Brian Eno
Tipo album Studio
Pubblicazione gennaio 1974
Durata 42 min : 01 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere Art rock[1]
Glam rock[1]
Rock sperimentale[1]
Proto-punk[1]
Etichetta Island Records
Produttore Brian Eno
Registrazione Settembre 1973
Majestic Studio, Londra
Note missaggio di Eno e Chris Thomas, Air and Olympic Studios
Brian Eno - cronologia
Album precedente

Here Come The Warm Jets è l'album di debutto dell'artista britannico Brian Eno. Prodotto da Eno, è stato rilasciato dalla Island Records nel 1974. Lo stile musicale dell'album è un mix ibrido tra il glam rock e l'art rock (simile al lavoro precedente di Eno con i Roxy Music, ma più eccentrico e sperimentale).

Il disco contiene numerosi artisti ospiti, tra cui Robert Fripp dei King Crimson e alcuni membri dei Roxy Music, degli Hawkwind, dei Matching Mole, e dei The Pink Fairies. Il contributo di musicisti estranei sarà sempre una caratteristica peculiare negli album di Brian.

Nel mettere a punto i testi e la musica, Eno ha usato metodi inusuali come ballare e cantare frasi senza senso davanti ai musicisti e farli suonare, spinti dal ritmo. Here Come the Warm Jets ha raggiunto il numero 26 nella classifiche del Regno Unito e il numero 151 nella classifica della Billboard degli Stati Uniti, ricevendo critiche positive. È stato ristampato su CD nel 1990 dalla Island e nel 2004 dalla Virgin Records, e ha continuato a suscitare lode. Il critico Steve Huey di Allmusic ha dichiarato che l'album "suona ancora emozionante, lungimirante, e densamente dettagliato, rivelando sempre più complicazioni con ogni canzone".

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Here Come the Warm Jets è stato registrato in soli dodici giorni al Majestic Studios di Londra nel mese di settembre, con la supervisione dell'ingegnere della registrazione Derek Chandler. Invece è stato mixato presso gli Air e Olympic Studios da Eno stesso e dall'ingegnere del suono Chris Thomas. Il titolo dell'album è stato originariamente descritto da Brian come un termine gergale riferito alla minzione. Tuttavia, in un'intervista alla rivista Mojo nel 1996, egli ha detto:

(EN)
« The title Warm Jets came from the guitar sound on the track of that name, which I described on the track sheet as 'warm jet guitar', because it sounded like a tuned jet. Then I had the pack of playing cards with the picture of the woman in there, and they sort of connected. That was one of the things that was going on at the time: this idea that music was still tied to some idea of revolution, and that one of the revolutions was a sexual revolution. I wasn't making a big political point, I just liked having fun with those things. Most people didn't realise for a long time -- it was rather deeply concealed! »
(IT)
« Il titolo Warm Jets deriva dalla distorsione della chitarra presente nell'omonima traccia, che ho descritto sui crediti come "chitarra a getto caldo", perché aveva il suono simile a quello di un jet intonato. Poi ho avuto il mazzo di carte da gioco con l'immagine di una donna ed ho avuto il collegamento. Questa era una delle cose che erano in voga al momento: questa idea della musica legata a un'idea di rivoluzione, e che una delle rivoluzioni è stata la rivoluzione sessuale. Non stavo facendo un grande punto in politica, quindi mi piaceva divertirmi con queste cose. La maggior parte delle persone non si rese conto di questo per un lungo periodo - erano cose nascoste piuttosto profondamente! »
(Brian Eno)

Brian Eno ha arruolato ben sedici musicisti quantomeno illustri con lo scopo di completare l'album, scegliendoli secondo le loro particolari doti musicali, fuori dal comune. Tra questi c'erano John Wetton e Robert Fripp dei King Crimson, Simon King degli Hawkwind, Bill MacCormick dei Matching Mole, Paul Rudolph dei Pink Fairies, Chris Spedding e tutti i membri dei Roxy Music (tranne il cantante Bryan Ferry).

Robert Fripp suonò la maggior parte delle chitarre del disco

Eno ha voluto riunire tutti questi artisti "solo perché volevo vedere cosa succede quando si combinano diverse identità del genere e permettergli di competere l'uno contro l'altro [...]. [La situazione] era stata organizzata con la consapevolezza che ci sarebbero potuti essere degli incidenti e alcuni dei quali si sono poi rivelati più interessanti di quanto avessi previsto ". Per istruire e dirigere tutti gli ospiti, Brian ha utilizzando il linguaggio del corpo e della danza e, così come attraverso la suggestione verbale, ha influenzato il loro modo di suonare. I suoni che scaturivano dagli strumenti, erano così strani da essere resi irriconoscibili. È per questo che nei crediti Eno si è inventato dei nomi particolari per indicarli, come "snake guitar" (letteralmente: "chitarra serpente"), "simplistic piano" ("pianoforte semplicistico") e "electric larynx" (laringe elettrica). Dopo la registrazione dei singoli brani, il cantante ha condensato e missato le strumentazione in sottofondo, ma ciò li ha resi, per certi versi, non udibili.

Stile[modifica | modifica sorgente]

Le canzoni di Here Come the Warm Jets riassumono i vari stili musicali del passato e del presente. Però era necessario usare un unico termine stilistico per descrivere generalmente l'album, così venne coniato il termine "glammed-up art-pop", che fa riferimento sia alla semplice ma teatrale chitarra glam rock che è presente su tutte le canzoni sia la consistente influenza dei generi art-rock e avant-garde.

I Roxy Music parteciparono alla registrazione dell'album

Gli aspetti fondamentali e unici che formano Here Comes e lo rendono unico nel suo genere sono:

  • La voce:

In certi pezzi, la voce di Eno emula il modo di cantare del front-man del suo ex gruppo Roxy Music, Bryan Ferry; in altri invece, come Baby's On Fire, sembra essere "più nasale e arrogante".

  • La musica:

Musicalmente, l'album prende in prestito alcuni stili popolari del 1950, come i pianoforti tintinnanti e i cori in falsetto su Cindy Tells Me, il timbro vocale soul su Driving Me Backwards e il ritmo di batteria di Blank Frank (che sembra essere tratto dal brano di Bo Diddley Who Do You Love?).

  • Il testo:

Per creare il testo, Brian avrebbe prima cantato per sé stesso le melodie dei brani sillabandole senza senso, poi ne avrebbe tratto i suoni trasformandoli in frasi concrete e grammaticalmente strutturate. Questo metodo di scrittura sarà usato dal musicista per ogni suo intervento vocale in tutti i suoi album. Le liriche rendono le canzoni dell'album macabre ma con un sottostante senso dell'umorismo. Esse sono per lo più libere associazioni fraseologiche e non hanno alcun significato particolare. Però ci sono delle eccezioni: The Paw Paw Negro Blowtorch, basata sulla storia di A.W. Underwood di Paw Paw, Michigan, avente la capacità di fare fiamme con il suo respiro; secondo Eno, la canzone "celebra la possibilità di una storia d'amore con l'uomo". Eno ha tentato di dissuadere i fan dalla lettura dei suoi testi nel tentativo di trarci un qualche significato oscuro. Questo suo tentativo è riscontrabile nella traccia d'apertura, Needles in Camel's Eye che egli dice di essere stata "scritta in meno tempo di quello necessario a cantarla [...] ritengo che [la canzone] sia uno strumentale su cui il canto fa da cornice" e nella title-track, completamente strumentale fino a che il cantante, verso la fine, non si ritaglia che un minuscolo spazio, pronunciando frasi quasi incomprensibili e date alla libera interpretazione.

Pubblicazione[modifica | modifica sorgente]

Here Come the Warm Jets è stato pubblicato nel gennaio 1974. L'album è stato uno dei più venduti di Brian Eno, stando nei grafici di vendita per due settimane, arrivando al numero 26 sulla UK Albums Chart del 9 marzo 1974, e al numero 151 nella Billboard Top LPs & Tapes. Eno aveva programmato un tour con la band The Winkie, ma ha dovuto rinunciare a partire dopo la diagnosi di un crollo polmonare. Dopo essersi ripreso, Eno ha suonato ad un concerto alla Island Records il 1º giugno 1974 con i musicisti Nico, Kevin Ayers e John Cale, aiutati anche da Mike Oldfield, Robert Fripp, John Lennon e Paul McCartney. Here Come the Warm Jets è stato poi ripubblicato dalla Polydor nel marzo 1977 e di nuovo su compact disc nel gennaio 1987. Nel 2004, la Virgin Records ha iniziato la riemissione di tutti i dischi di Eno. La versione rimasterizzata di Here Come the Warm Jets è stata rilasciata il 31 maggio 2004 nel Regno Unito e il 1º giugno 2004 in Nord America.

Critica[modifica | modifica sorgente]

La critica ha accolto subito in modo positivo Here Comes The Warm Jets, lodando le sue tendenze sperimentali. Lester Bangs di "Creem" ha dichiarato "Incredibile"; Robert Christgau, sempre di "Creem" ha assegnato al disco un "A", affermando che "l'idea di questo disco - dal gruppo del top of the pops al synth quasi-dadaista britannico - può scoraggiare, ma la realtà è piuttosto impegnata in una sorta di Velvet Undergrond vagamente di strada". Billboard ha scritto una recensione positiva affermando che "[...] benché tutti possono essere un po' imprevedibili, il disco è stato in grado di piazzarsi nelle classifiche statunitense ed è perciò un eccellente LP". L'album è stato anche inserito nella sezione "Picks of Month" della rivista "Circus". Cynthia Dagnal del magazine "Rolling Stone" ha scritto un articolo su Eno, soprannominando il disco "un esperimento molto interessante sul caos controllato e con la sue caratteristiche ha auto-dettato le regole per un facile successo". Il mese successivo, Gordon Fletcher ha scritto una recensione negativa per l'album nella sezione "Documenti" sempre della Rolling Stone, affermando che "il disco [di Eno] è fastidioso perché non fa suscitare niente [...] l'ascoltatore deve calciarsi prima di soffiare cinque dollari su queste sciocchezze." Nel 1974, Here Come the Warm Jets è stato votato come uno dei migliori album dell'anno dal sondaggio di "Village Voice" Pazz & Jop. Anche le moderne valutazioni sono state positive, "Allmusic", "Rolling Stone" e "Uncut" hanno dato all'album cinque stelle su cinque. Inoltre, è stato posizionato al numero 436 della lista dei 500 migliori album di tutti i tempi rilasciata dalla "Rolling" nel novembre del 2003. In una revisione retrospettiva, J.D. Considine ha dato all'album quattro su cinque stelle e ha commentato che "È facile sentire sia un'anticipazione al punk sia un eco dei Roxy Music nel clangore di Here Come the Warm Jets, ma ciò che brilla più luminosamente è l'accessibilità disinvolta delle canzoni"; aggiunge anche che "le melodie che si soffermano sull'[...] album sembrano quasi un modello per gli esperimenti pop di Bowie (con la produzione di Eno) su Low". Sempre nello stesso anno, Blender posto l'album sulla sua lista dei "500 CD che è necessario possedere: Alternative Rock", aggiungendo che " [il disco] rimane il suo [cioè di Eno] massimo sforzo pop. Il suo tocco sperimentale, che si basa sul glam-rock è malato e sinistro. Queste libere associazioni, dalla voce elegante a quella gustosa e acquisita; ma c'è comunque un metodo in questa follia". La rivista canadese Exclaim! ha detto che Here Come The Warm Jets è "senza dubbio uno dei più grandi album di debutto solista del 1970". Nel 2004, la Pitchfork Media classificò l'album al numero 24 nella lista dei "migliori 100 album degli anni 1970", oltre a ri-assegnare il voto, cioè 9.2 su 10. Tutte le tracce sono state composte da Brian Eno, eccetto dove indicato.

  1. Needles in the Camel's Eye – 3:11 (Composta assieme a Phil Manzanera)
  2. The Paw Paw Negro Blowtorch – 3:04
  3. Baby's on Fire – 5:19
  4. Cindy Tells Me – 3:25 (Composta assieme a Manzanera)
  5. Driving Me Backwards – 5:12
  6. On Some Faraway Beach – 4:36
  7. Blank Frank – 3:37 (Composta assieme a Robert Fripp)
  8. Dead Finks Don't Talk – 4:19 ((arrangiata da Paul Thompson, Busta Jones, Nick Judd, ed Eno))
  9. Some of Them Are Old – 5:11
  10. Here Come the Warm Jets – 4:04

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Produzione[modifica | modifica sorgente]

  • Brian Eno – produttore, mixer
  • Chris Thomas – ingegnere del suono (missaggio)
  • Derek Chandler – ingegnere del suono (registrazione)
  • Denny Bridges, Phil Chapman, Paul Hardiman – ingegneri missaggio
  • Arun Chakraverty – masterizzazione

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Huey, Steve: Recensione del disco su Allmusic
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