Heracleum mantegazzianum

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Panace di Mantegazza
Riesenbaerenklau3.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Apiales
Famiglia Apiaceae
Genere Heracleum
Specie H. mantegazzianum
Nomenclatura binomiale
Heracleum mantegazzianum
Sommier & Levier, 1895

Il Pànace di Mantegazza o di Mantegazzi o Pànace gigante (Heracleum mantegazzianum Sommier & Levier, 1895) è una pianta tossica e invasiva della famiglia delle Apiaceae, originaria del Caucaso.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Diffusione del Panace di Mantegazza in Europa

Il pànace è stato importato in Europa alla fine del XIX secolo come pianta ornamentale. Dal 1950, a partire dai giardini privati, la pianta si è diffusa e inselvatichita insediandosi nei prati, sulle rive dei fiumi e nei luoghi incolti, sia in pianura, sia a quote più elevate. Produce da 1.500 a 100.000 semi l'anno che si propagano con il vento nel raggio di ben 50-100 metri e, a distanza con lo scorrimento delle acque o attaccandosi al pelo degli animali. Non genera stoloni, mentre il rizoma ha una elevata forza rigenerativa[1].

Il Pànace di Mantegazza è in grado di diffondersi con estrema rapidità ed è considerato, in particolare nelle isole britanniche e nell’Europa orientale, una delle specie più dannose. La sua pericolosità è legata principalmente alla tossicità cutanea e oculare della sua linfa che si verifica con la fotoesposizione e dalla capacità di minacciare la biodiversità provocando il deperimento e la distruzione della vegetazione indigena. Per tali motivi è considerata una pianta "indesiderata" e fa parte delle cosiddette Specie Aliene Invasive[2][3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Panace di Mantegazza nel Jardín Botánico Alpino Jaÿsinia Samoëns, (Francia).
Struttura ombrelliforme dei fiori

Pianta erbacea di grandi dimensioni, con fusti vigorosi, spesso con macchie rosse e cavi. Può raggiungere i 2-5 metri di altezza (raramente 7 metri).
Foglie profondamente lobate, a 3 o 5 segmenti con divisioni meno profonde.
Fiori color bianco o verde-giallastro, organizzati in infiorescenze ombrelliformi che raggiungono 50 cm di diametro.
Frutti lunghi 10-14 mm e larghi 6-8 mm, obovati, bordati da peli irti. La fioritura ha luogo da giugno ad agosto[4].

Come riconoscerla[modifica | modifica wikitesto]

Il Pànace di Mantegazzi presenta delle caratteristiche inconfondibili all'osservatore che la incontra. Queste riguardano soprattutto:

1) il colore delle foglie che, a differenza dell'angelica, dell'Heracleum lanatum e della panace comune (Heracleum sphondylium) sono di colore verde chiaro brillante e tendente al giallo con le profonde lobature e segmentazioni di cui si è parlato

2) l'aspetto del tronco che è molto spesso e robusto, simile a quello del carciofo, con striature rosso scuro e contornato da peli irti

3) l'altezza e la mole che sono molto superiori a quelle delle altre due piante citate dalle quali va distinta

4) l'aspetto ovoidale dei frutti e del loro involucro che, nel momento della fioritura rimane attaccato alla base dell'ombrella e tende ad appassirsi

5) il diametro e l'imponenza dell'ombrella che è la più grande tra le ombrellifere

Pericolosità[modifica | modifica wikitesto]

Cute e occhi: al tatto, in presenza o in seguito a radiazione solare diretta o raggi U.V., provoca gravi infiammazioni della pelle con estese lesioni bollose che possono lasciare cicatrici permanenti. A volte può essere necessario il ricovero in ospedale. Piccole quantità di linfa negli occhi possono causare cecità temporanea o anche permanente. Queste reazioni sono dovute alla presenza, nelle foglie, nei fiori, nei semi, nel tronco e nella radice di derivati furocumarinici che sono in grado di penetrare nel nucleo delle cellule epiteliali e legarsi al DNA uccidendo le cellule. In Germania, dove questa pianta costituisce una reale emergenza, nel 2003 ne sono state riportate 16.000 vittime. In questo stesso paese vengono spesi annualmente circa 44 milioni di euro per combattere le Specie Aliene Invasive tra cui il Pànace di Mantegazza[5].

Natura: tende a formare facilmente popolamenti densi. Grazie alle grandi foglie che generano una densa ombra, causa il deperimento e la distruzione della vegetazione indigena. La radice a fittone, lunga fino a 60 cm, consente alla pianta una crescita rapida e una grande capacità di rigenerazione. Inoltre i semi conservano la capacità di germogliare per circa 7-15 anni[6].

Panace di Mantegazza

Contromisure: Come comportarsi in caso di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

A causa della fototossicità e della sua natura invasiva, il Pànace di Mantegazza è spesso oggetto di campagne nazionali di rimozione attiva, specie nei paesi Europei ove rappresenta un problema a causa della sua diffusione (Regno Unito, Germania, Belgio, Svizzera e Scandinavia); in Italia, mentre sono ampiamente diffuse varietà differenti di Heracleum, il Pànace di Mantegazza si trova solo in Piemonte, Valle D'Aosta, Liguria occidentale, nell'estremo settentrionale della Lombardia (fig. 2) e, secondo altre fonti, anche in Veneto e Trentino[7], mentre segnalazioni sporadiche sono state riportate a Cremona, nel Bresciano, nella Bergamasca e in Valcamonica[8]. A seconda delle linee guida di lotta alla diffusione di questa pianta, sono descritte essenzialmente 2 metodiche di eradicazione.

1) Metodica di eradicazione consigliata in Svizzera: non toccare assolutamente le piante e allontanarle immediatamente, in particolare dai parchi-gioco! Recidere la parte superiore della radice (a una profondità di 10-15 cm) o tagliare le piante al livello del suolo al momento della fioritura, utilizzando adeguate protezioni. Le piante dovrebbero di preferenza essere rimosse dai giardini. Non diffondere né i semi né le piante. Bruciare le piante e le radici o consegnarle ai servizi di incenerimento dei rifiuti; non gettare nel compost e non consegnare ai servizi di raccolta dei rifiuti verdi. Segnalare agli uffici cantonali per la protezione della natura le nuove stazioni negli ambienti naturali protetti e nelle loro vicinanze.

2) Metodica di eradicazione suggerita nel Regno Unito: la pianta non dovrebbe essere abbattuta, ma spruzzata a intervalli ripetuti con erbicidi come ad esempio 2,4-D, TBA, MCPA e dicamba che però sono poco efficaci nel combattere le radici. Il Glifosato (Roundup) è considerato il più efficace, ma è pericoloso per le altre specie perché poco selettivo. In ogni caso, data la resistenza e possibilità dei semi di germinare anche dopo 15 anni, dopo il trattamento è necessario un lungo monitoraggio delle zone a rischio[9]. I bambini devono essere tenuti rigorosamente lontani dal Pànace di Mantegazza. In caso di necessità di maneggiare o estirpare il Pànace, devono essere utilizzati guanti e vestiti protettivi incluse protezioni per gli occhi. In caso di contatto con la pelle è necessario lavare accuratamente la sede colpita con acqua e sapone ed evitare assolutamente l'esposizione solare per molti giorni, fin nell'ordine delle settimane.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il nome corretto sarebbe in realtà Pànace di Mantegazza, perché i botanici Emile Levier e Stephane Sommier la dedicarono al loro amico antropologo Paolo Mantegazza.[10]
Il Pànace di Mantegazza e i problemi causati dalla sua rapida diffusione nel Regno Unito hanno ispirato un famosissimo brano dei Genesis. Si tratta di The Return of The Giant Hogweed, da Nursery Cryme del 1971. Giant Hogweed è appunto il nome del Pànace in lingua inglese. In questo brano di fantascienza vengono immaginati scenari apocalittici legati alla diffusione della pianta e alla sua vendetta nei confronti della razza umana, rea di averla barbaramente trapiantata in terre lontane per futili motivazioni estetiche[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Specie della Lista Nera della Commissione Svizzera per la conservazione delle piante selvatiche
  2. ^ Natura 2000 N° 25 dicembre 2008 - Specie Alloctone Invasive (pdf)
  3. ^ 22 maggio 2009 - Giornata Internazionale per la diversità biologica - Le Specie Aliene Invasive
  4. ^ Documento in pdf del Servizio Fitosanitario Cantonale di Bellinzona (Svizzera)
  5. ^ Le Specie Aliene Invasive - Ospiti Sgraditi della Natura
  6. ^ Sito dell'Ontario (invadingspecies.com), altra regione ove è diffusa la Panace di Mantegazza
  7. ^ Vari tipi di Panace (Heracleum) e loro diffusione in Italia.
  8. ^ pdf del Comune di Milano sulla diffusione del Panace Gigante.
  9. ^ Sito Irlandese con informazioni utili per l'identificazione e l'eradicazione della Panace di Mantegazza
  10. ^ Pia Pera, Una vita per le zolle, ilsole24ore.com, 23/06/2013. URL consultato l'11/08/2013.
  11. ^ [Giovanni De Liso: Genesis. Once Upon A Time. Testi Commentati (1969-1974). Arcana Editrice]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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