Henry Howard Holmes

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Herman Webster Mudgett
Dr. Henry Howard Holmes (Herman Webster Mudgett).jpg
H.H. Holmes nel 1895, dopo l'arresto
Altri nomi Henry Howard Holmes, H.H. Holmes, Dr Holmes
Soprannomi L'"Arcidemonio"
Nascita Gilmanton, 16 maggio 1861
Morte Filadelfia, 7 maggio 1896
Vittime accertate 27-100+
Vittime sospettate 133-200+
Periodo omicidi 1892-1894
Luoghi colpiti Englewood e altre città
Metodi uccisione Cremazione, gas, veleno, accoltellamento, asfissia, smembramento, tortura
Altri crimini Frodi assicurative
Arresto Boston, 17 novembre 1895
Provvedimenti Condanna a morte tramite impiccagione
Periodo detenzione fine del 1895-7 maggio 1896
Avvertenza
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Henry Howard Holmes (nato Herman Webster Mudgett) (Gilmanton, 16 maggio 1861Filadelfia, 7 maggio 1896) è stato un assassino seriale statunitense, uno dei serial killer americani più prolifici in assoluto; viene inoltre considerato dai criminologi come l'assassino più folle e depravato di tutto l'Ottocento. Totalizzò oltre 200 vittime, di cui almeno 27 accertate. Nella sua biografia, scritta mentre era in carcere, affermò di avere commesso 133 omicidi, ma in seguito disse che era un trucco per guadagnare soldi; la polizia dell'epoca, quando gli perquisì il castello, affermò di avere trovato gli scheletri di 150 persone e gli attribuì 200 vittime. La cifra reale resta comunque sconosciuta: si aggirerebbe forse tra 27 e 100 omicidi.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

H.H. Holmes nacque il 16 maggio 1861 a New Hampshire in una famiglia abbastanza agiata. Contrariamente a tanti altri serial killer (ad esempio Ed Gein, Henry Lee Lucas e Luis Alfredo Garavito) ebbe un'infanzia più o meno normale: non subì nessun abuso degno di essere ricordato. Al contrario da piccolo gli piaceva torturare con sadici esperimenti animali randagi. Sognava sempre di essere un dottore: questo sarà il suo futuro lavoro. Dopo essere stato espulso dalla scuola per frode all'assicurazione si sposò e si trasferì da solo a Englewood, una località nell'Illinois, vicina a Chicago. Fu qui che cambiò il suo nome da Herman Webster Mudgett a Henry Howard Holmes.

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Intorno a questo periodo Holmes commise il suo primo omicidio: a scopo di profitto avvelenò una donna. Diverso tempo dopo lesse un annuncio di una donna anziana che cercava un aiutante per la sua farmacia: Holmes rispose all'annuncio presentandosi in casa sua e si offrì anche di curarle il marito gravemente malato da tempo. Dopo averle avvelenato il marito con la scusa di aiutarlo, Holmes fece una proposta all'anziana signora: lei gli avrebbe ceduto la farmacia e lui l'avrebbe gestita; lui in cambio le avrebbe dato un reddito mensile. La donna accettò; qualche tempo dopo avergli chiesto il debito, che puntualmente non le arrivava mai, sparì anche lei: è stata la terza vittima di Holmes.

La costruzione del Castello[modifica | modifica wikitesto]

Con i soldi di alcune frodi assicurative si fece costruire un edificio enorme a tre piani che gli serviva come sua abitazione, farmacia, negozio e hotel (infatti molte camere erano in affitto). L'edificio era talmente grosso e imponente da essere soprannominato castello. Il secondo e il terzo piano di questo edificio erano una trappola mortale per chiunque ci si addentrasse: erano delle specie di labirinti che avevano passaggi segreti, muri scorrevoli, spioncini, porte blindate, stanze segrete, camere insonorizzate, scale e corridoi che finivano dove c'era il muro e botole sul pavimento che si aprivano a comando e che facevano scivolare la vittima in cantina; lì si trovava la stanza delle torture. Tutte le stanze erano in realtà vere e proprie camere a gas fatte apposta per uccidere l'occupante e le porte potevano essere bloccate dall'esterno, in caso si volesse intrappolare dentro qualcuno; i muri erano foderati con l'amianto, sostanza che impediva il propagarsi della combustione. Nella cantina c'era un'enorme piscina riempita di acido corrosivo. Infine, in una stanza segreta si trovava un forno crematorio.

Gli omicidi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1892 al 1894 un numero enorme di clienti di qualunque età (anche bambini), visitatori, garzoni, conoscenti, fidanzate e perfino complici di Holmes troveranno la morte nel castello. Il suo modus operandi era il seguente: spesso gli affittava una camera; poi, dopo averli intrappolati e avere goduto delle loro urla strazianti o li faceva morire asfissiati nella camera oppure li gasava, facendoli morire comunque. A volte incendiava il gas in modo da carbonizzarli all'istante. Il corpo veniva poi recuperato e utilizzato in tre modi: o veniva sventrato e scarnificato per poi essere venduto ridotto a uno scheletro alle università a prezzi ragionevoli, o veniva completamente sciolto nella piscina d'acido o veniva utilizzato da Holmes come cavia per dissezioni ed esperimenti non meglio definiti di nessuno scopo scientifico.

Proprio nel 1892 cadeva il World's Fair, la grande esposizione che si teneva in occasione dei 400 anni dalla scoperta dell'America. Molte delle vittime furono semplici turisti che decisero di fare una visita al castello di Holmes. Esse venivano sterminate ad una frequenza alta e il guadagno ricavato dalla vendita degli scheletri fu molto redditizio. Nessuno sospettava nulla: Holmes agì indisturbato, nonostante le decine di sparizioni nell'area. Spesso il numero di sparizioni coincideva con il numero delle frodi che Holmes faceva ai danni delle società di assicurazioni.

La fuga[modifica | modifica wikitesto]

Siamo poco prima del 1894. Holmes, vedendosi accerchiato dai creditori, in un momento di difficoltà economica, abbandonò il castello per rifugiarsi altrove. Diverse settimane dopo un altro suo complice (un tale chiamato Pat Quinlan) bruciò l'edificio, furioso per aver perso l'amante, sua sorella e la sua figlia illegittima: Holmes per errore mentre erano in una stanza le aveva come al solito gasate e scarnificate. Dopo aver lasciato Chicago, Holmes provò a intascare i soldi dell'assicurazione per incendio accidentale, ma un investigatore mandò a monte il piano scoprendo che l'incendio era doloso. Holmes non venne accusato di nulla, ma continuò a truffare e, tra una truffa e l'altra, uccidere.

Dopo una truffa andata anch'essa a monte finì in carcere e lì conobbe un nuovo complice, un tale di nome Marion Hedgepeth. Insieme, una volta liberati, architettarono un omicidio ai danni di un conoscente di Holmes, un certo Benjamin Pitezel e una frode all'assicurazione collegata alla sua morte. Marion avrebbe avuto la sua percentuale. L'omicidio venne compiuto e Holmes intascò i soldi ma sparì di nuovo senza dare i soldi a Hedgepeth. Egli, per vendicarsi, informò la società di assicurazioni truffata e lì scattò un mandato di arresto per un tale Henry Howard Holmes.

Arresto e confessione[modifica | modifica wikitesto]

Holmes venne arrestato a Boston il 17 novembre 1894 mentre stava per imbarcarsi per l'Europa. Prima di allora non venne mai arrestato per via dei suoi continui spostamenti e cambi di identità. In carcere venne trovato dapprima colpevole di 4 omicidi, poi ne confessò altri fino a circa 27; la polizia controllò i resti del castello e affermò di avere trovato gli scheletri di 150 persone. Molti altri non si poterono recuperare: potevano essere stati o completamente bruciati o dissolti nell'acido o venduti o fatti sparire chissà dove. Holmes così ne confessò altri mentre scriveva la sua biografia, che venne venduta a buon prezzo. La cifra arrivò a 133, nonostante la polizia lo ritenesse fortemente sospettato di oltre 200 omicidi in totale; successivamente disse di avere confessato 133 omicidi solo per guadagnare soldi. Nel 1895 iniziò e finì il processo contro di lui e venne dichiarato colpevole di solo 9 degli almeno 27 omicidi e di un gran numero di frodi assicurative. La pena prevista era la morte.

La condanna[modifica | modifica wikitesto]

Il suo castello, nonostante fosse ridotto ad un moncone bruciato, fu un'attrazione per gli abitanti, fin quando un altro incendio misterioso lo rase al suolo completamente. Henry Howard Holmes morì impiccato la mattina del 7 maggio 1896, all'età di soli 36 anni; fino all'ultimo volle essere chiamato "dottor Holmes". La sua lenta e straziante agonia durò quindici minuti: il cappio infatti non era stato preparato a regola d'arte. Il corpo, è tuttora sepolto nell'Holy Cross Cemetery.

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